giovedì 24 maggio 2012

Attentati in Italia – Notizie d’Intelligence libera sui retroscena e le cause



Quella che segue è una raccolta di notizie di Intelligence libera (di privati cittadini) che comunicano alcuni fatti e deduzioni sulel cause e sugli effetti degli ultimi attentati in Italia.

Scrive Rocco Nuzzo: “Credete che siano troppi 2 minuti per rendere giustizia a quelle sfortunate ragazze di Brindisi? Ve ne siete accorti che nella ricostruzione dei tg c’è qualcosa che proprio non va? Se volete la verità, allora guardate anche Voi questo video: http://www.youtube.com/watch?v=jjTStXxqP78

Scrive Marco Carlino: “…ho apprezzato molto il contributo video, sebbene magari bastassero pure 2 ore per rendere giustizia a quelle sfortunate ragazze… Anzitutto occorrerebbe conoscere quella verità che il filmato ci dice essere sotto i nostri occhi (cioè che i media non dicono – e questo già lo sapevamo:) ma che alla fine non dice lasciandoci interdetti come prima. Chi ha messo la bomba e perchè?
Io penso siano stati degli alunni stessi della scuola che non avevano idea delle conseguenze del loro scellerato gesto… perchè se fosse un problema riconducibile allo schema “probleama-reazione-soluzione” non vi sarebbero stati errori così macroscopici”

Scrive Cristina Fiori: “Vi inoltro una mail arrivatami da un amico. Preferirei non citare la fonte. Posso dire che è facente parte dell’arma. Ognuno tragga le proprie conclusioni. – Buonasera carissima Cristina,sicuramente gli attentati compiuti negli ultimi tempi sono molto sospetti, sopratutto quello di Genova,d ove all’ingegnere dell’Ansaldo nucleare è stato colpito solamente un polpaccio senza toccare le ossa e dopo un paio di giorni il ferito è stato accompagnato in barella con l’autoambulanza sotto scorta pareva un film. Successivamente vi è stato l’episodio delle molotov all’agenzia equitalia dove erano in funzione telecamere di sorveglianza collegate con la sala operativa della vigilanza privata collegata con il 112 e 113, che caso strano non ha visto nulla. Poi si arriva all’attentato di Brindisi,dove secondo me non si arriverà mai al colpevole, in quanto perfino la magistratura sta compiendo una caterva di errori trovando un presunto colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica (risultato poi completamente estraneo alla vicenda) ma al momento non sanno che pesci prendere. Pensa che ignoti il giorno dopo hanno fatto ritrovare un ordigno simile a quello di Brindisi in un altra località con minacce al presidente napoletano, ma tutto è stato messo a tacere. Anche oggi (ieri per chi legge) alla sede di equitalia di Roma è stato trovato l’ennesimo ordigno esplosivo successivamente disinnescato dagli artificieri. Tutti i giorni arrivano pacchi e missive contenenti pallottole e vari ordigni ma ai media non arriva nulla. Intanto monti va in giro ai funerali della ragazza, dai terremotati per incrementare il suo consenso….”

Beh, credo proprio che le “rivelazioni” descritte sopra siano vere.. Me ne sono convinto dopo aver letto oggi le dichiarazioni del baffetto dalemino, l’amico delle banche. Ricordo infatti la sua legge per cartolarizzare i debiti non riscuotibili in Italia -per interventi della magistratura od evidenti irregolarità da parte delle banche stesse- che ha così consentito la “vendita” di tali crediti usurai alle banche americane (alle quali per opporsi bisognava intentare una causa internazionale) che ha mandato in fallimento migliaia di poveri cristi italiani vessati dalle banche. Insomma cosa ha detto il baffetto? Dice che “se si da retta all’antipolitica, a chi dice di non pagare il debito pubblico e di farsi la propria moneta, l’Italia va in crack” . Perché, come è adesso l’Italia, forse in solida posizione? Non sta forse in crack e sommersa di debiti ed in mano alle banche e dei politici sozzoni (come lo stesso baffetto)? Nulla di strano perciò che il sistema cerchi di salvarsi “inventandosi” attentati.. tipo quello di Genova, contro equitalia et similia.. Mentre il monti gira il Bel Paese in lungo ed in largo a confortare gli (da lui stesso) afflitti!

Paolo D’Arpini

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