venerdì 18 novembre 2011

Qualche volta, a Viterbo, nell'arsenico c'è anche l'acqua... di Doriana Goracci




Una premessa: nessuno mi paga ma anzi pago quotidianamente l’essere partecipe ai fatti cha accadono nel territorio in cui risiedo: Capranica in provincia di Viterbo.

Riuscite ad immaginare cosa significa approvigionarsi di acqua per qualunque uso alimentare e igiene personale? Portarsi a casa litri di acqua presa a una fonte che viene indicata come sicura da arsenico e altri veleni? E ora andiamo avanti. Questa mattina mi è stato segnalato un articolo da varie persone amiche, pubblicato su Il Fatto online e spero anche prima o poi sul cartaceo: Acqua, allarme arsenico in provincia di Viterbo.

“…In alcune zone la concentrazione di arsenico va oltre anche l’ultima deroga concessa a marzo dalla Commissione Europea su pressione del governo italiano (limite massimo 20 microgrammi/litro), raggiungendo punte di concentrazione fino a cinque volte i limiti massimi di legge. E’ il caso di alcune zone dei comuni di Capranica, Civita Castellana, Fabrica di Roma e Vetralla. Zone dove nessuno dovrebbe usare l’acqua che esce dal rubinetto, neanche per cucinare la pasta. Zone dove ancora non è stato realizzato nessun impianto di potabilizzazione, nonostante i poteri straordinari concessi dal governo…”

Si da il caso che abito a Capranica, paese che votò in massa SI agli ultimi Referendum e comune tristemente menzionato, da cui scrivo in maniera continuativa on line, malgrado non sia una giornalista e/o una simpatizzante di nessun Ordine. Sul Tema Arsenico e Acqua, troverete alla fine tutti i riferimenti, come l’ articolo in questione con relativo video.

Nella stessa giornata ho appreso anche Talete, stipendi a rischio: “…Rappresentando le istanze dei lavoratori di Talete Spa, le scriventi Rsa aziendali di Talete Spa e le segreterie territoriali di categoria dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale e convocano un’assemblea dei dipendenti di Talete Spa presso la sede dell’amministrazione provinciale in via Saffi 49 alle 10 di lunedì 21 novembre, in corrispondenza dell’assemblea dei soci. Per troppo tempo abbiamo dimostrato pazienza e comprensione a fronte di precise responsabilità e colpevoli ritardi, garantendo comunque il corretto andamento del servizio a fronte di difficoltà operative sempre crescenti e al tentativo di fare del personale dipendente un comodo capro espiatorio della drammatica situazione societaria. Oggi, accanto al rischio del fallimento di un’esperienza gestionale all’avanguardia come la gestione pubblica dell’acqua, che a parole tutti vogliono ma nei fatti non assecondano, siamo arrivati alla concreta possibilità che non vengano erogati gli stipendi dei lavoratori.

E’ una situazione inaccettabile che 160 famiglie possano venir private della fonte di sostentamento in periodi particolari e duri come quello che stiamo attraversando, tale da far presagire una vera e propria crisi sociale, l’ennesima, per il nostro territorio. Per questo i lavoratori potranno guardare negli occhi e verificare in diretta quello che i principali artefici di tale situazione potranno e dovranno fare per invertire la rotta e rilanciare questa società. In alternativa lo stato di agitazione sfocerà in azioni concrete di lotta e sensibilizzazione a tutela dei lavoratori e dei cittadini tutti.

Doriana Goracci da Capranica

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