Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


martedì 29 novembre 2011

Circolo vegetariano VV.TT.: "No ai mortaretti per le feste di fine anno" - Quel che agli umani pare una delizia.. per gli animali è una tregenda

Terrore nel gelo invernale...

Nemmeno è cominciato dicembre ma già sono cominciati i botti... In Italia è tutto anticipato, nei supermercati già appaiono gli addobbi natalizi, mercatini e mercatoni all'aperto aprono i battenti, i negozi allestiscono vetrine con festoni.. e non potevano mancare gli inesorabili mortaretti sparati anticipatamente e nottetempo per le strade...

Ogni volta che si avvicinano le feste di fine anno eccoci qui pronti a tentare la sensibilizzazione per abbassare i consumi di carne e per “informare” tutti sul rischio “botti". Non che le istituzioni non siano consapevoli di questi pericoli, tant’è che ogni anno il bollettino di guerra si arricchisce di qualche morto e ferito.. ma il problema permane ed è un problema grave soprattutto per i viventi passivi di questa società, ossia gli animali.

Ed infatti son parecchi anni che rivolgiamo alle istituzioni la preghiera di interdire lo scoppio di mortaretti e bombe carta per la ricorrenza del capodanno, soprattutto nelle aeree rurali, montane e suburbane, come la nostra. Questo per tutelare le orecchie e la salute dei cittadini, costretti a sottostare alla sfuriata selvaggia.

Ma se l’uomo soffre per i rumori molesti figuriamoci quanto soffrono gli animali, e non solo i cani ed i gatti, soprattutto quelli selvatici.. che riconoscono gli scoppi come segnale di morte per le sparatorie con cui vengono accolti durante quasi tutto l’arco dell’anno (da belluini cacciatori di frodo e non).

Già, inoltre in questo periodo dell’anno fa freddo e la sopravvivenza è dura.. e nei boschi e nelle campagne.. magari le volpe, i tassi, gli istrici, i cinghiali.. sono riusciti a trovare un anfratto per ripararo ed ecco che gli spari, continuati e in crescendo, li terrorizzano sino a farli fuggire dalle loro tane… Ma dove possono rifugiarsi?

Anche gli animali da cortile o gli armenti da stalla hanno l’udito molto più sensibile di quello umano e le forti esplosioni li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Per gli animali le feste natalizie rappresentano momenti d’inferno, maggiormente a rischio sono gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate.

Le improvvise detonazioni, infatti, determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con edifici od alberi.

Comunque per farci almeno in parte perdonare della crudeltà ed indifferenza umana per i nostri fratelli minori, il Circolo Vegetariano VV.TT. ha lanciato, da una ventina d’anni, la consuetudine della Befana per gli animali, a conclusione dei festeggiamenti del Sole Invitto, in cui invitiamo i nostri associati e simpatizzanti, in qualsiasi parte d’Italia risiedano, di andare a passeggio in campagna e nei parchi il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, portando con sé granaglie, pan secco ed altre vivande, residuo delle bisbocce natalizie, che potranno essere lasciate in vari angoli e crocicchi, od in prossimità di fiumi e fontane, in modo da nutrire e beneficiare gli animali selvatici, gli uccelli ed anche i pesci. Personalmente io quest’anno mi troverò per questa ricorrenza sotto le rupi di Treia (Macerata), chi volesse accompagnarmi può farlo prendendo appuntamento e contribuendo così all’opera pia.

Paolo D'Arpini

Info. circolo.vegetariano@libero.it

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