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venerdì 16 dicembre 2011

Capranica (Vt) - Chinotto Neri... una storia lunga centinaia di chilometri...

"Il secondo incantesimo" - Dipinto di Franco Farina

Ricordo bene l'azienda delle acque minerali Neri di Capranica, che conoscevo sin da bambino per via del Chinotto (se non c'è l'8 non è chinotto) che amavo tantissimo. Poi passando per andare da Calcata a Viterbo per diversi anni vedevo lo stabilimento chiuso e negletto, fallito..? non so.., che troneggiava silente lungo la strada Cassia. Il posto d'onore per le acque minerali era stato preso nel frattempo dall'Acqua di Nepi (oggi una multinazionale che esporta soprattutto nei paesi arabi) e così l'acqua di Capranica, pur frizzantina, non era quasi più ricordata. Un bel giorno, in seguito a manovre regionali sotterranee della R.L., che stava rivedendo le concessioni minerarie, appresi che la vecchia Neri era stata acquistata da un'azienda del sud (quanto a sud non si sa.. nei vicoli del popolo si parlava di sud profondo e..), con sede però a Salerno. Per un po', a partire dal 2000, la produzione allo stabilimento di Capranica riprese con foga.. Ma adesso pare che tutto l'impianto verrà spostato nel salernitano, per misteriose ragioni di convenienza.. (un mistero irrisolto, alcuni danno la colpa anche all'inquinamento da arsenico delle acqua capranichesi che non sarebbero più adatte per farne bevande)... Insomma Chinotto Neri a-richiude, per lo meno a Capranica... E gli operai? Ci informa Doriana Goracci di Capranica che potranno andare a lavorare a Salerno, se vogliono.. oppure...

Paolo D'Arpini

Chinotto Neri... una storia lunga centinaia di chilometri


Immaginate che vi dicessero: il vostro posto di lavoro può rimanere tale, solo se fate a vostre spese i bagagli e vi trasferite a qualche centinaio di chilometri da casa vostra…Questo succede a 12 famiglie di Capranica, paese in provincia di Viterbo, da dove sto scrivendo perchè ci risiedo: “Capranica è il paese delle acque, apprezzate da Petrarca nel suo soggiorno del 1337, ospite di Orso Anguillara…”
Ecco la notizia del 15 dicembre 2011, che si poteva apprendere al TG 3 e dalla stampa locale on line, come a me è accaduto: ‘‘Chinotto Neri: lavoriamo per salvarla”. Il sindaco di Capranica ha incontrato sindacati e lavoratori per scongiurare trasferimento in Campania dello stabilimento produttivo della storica aziendaTrattative in corso per salvare il posto di lavoro dei 12 dipendenti della Chinotto Neri, storica azienda di Capranica, che dal 31 dicembre sarà dismessa con il trasferimento della produzione della famosa bevanda dalla Tuscia a Buccino, in provincia di Salerno. La decisione è stata comunicata ieri mattina dalla proprietà ai sindacati e ai lavoratori, che immediatamente sono entrati in sciopero, e da subito l’amministrazione comunale si è attivata per tentare di risolvere la situazione molto critica. “Ieri pomeriggio c’è stata una riunione con sindacati, lavoratori e proprietà – ha commentato il sindaco di Capranica Paolo Oroni – in cui sono state attivate le trattative per cercare di salvare il posto di lavoro dei dipendenti. Fra le varie ipotesi messe in campo c’è quella degli ammortizzatori sociali e non si esclude il possibile intervento di altre aziende sul territorio, ma è ancora presto per dirlo. Stiamo verificando tutte le opzioni, ma da parte del Comune c’è la massima volontà di assistere i lavoratori e le loro famiglie: in tempi brevi, comunque, si dovrebbe giungere ad un accordo”. La Chinotto Neri fu fondata nel 1949 da Pietro Neri, imprenditore che decise di produrre e lanciare una bevanda che somigliasse per colore alle bibite statunitensi che giungevano nel dopoguerra in Italia ma con un sapore originale. Il successo dell’azienda fu talmente tanto che vennero lanciati sul mercato altri tre prodotti: l’Aranciosa, la Gassosa e il Limoncedro, presenti insieme al Chin8 nel contenitore televisivo Carosello. L’azienda è stata poi rilevata dalla Ibg Sud Spa, che possiede lo stabilimento produttivo in provincia di Salerno, dove era disposta a trasferire i dipendenti di Capranica, i quali però, hanno rifiutato il trasferimento dal momento che loro famiglie si trovano nella Tuscia.” Da Doriana Goracci di Capranica

venerdì 18 novembre 2011

Qualche volta, a Viterbo, nell'arsenico c'è anche l'acqua... di Doriana Goracci




Una premessa: nessuno mi paga ma anzi pago quotidianamente l’essere partecipe ai fatti cha accadono nel territorio in cui risiedo: Capranica in provincia di Viterbo.

Riuscite ad immaginare cosa significa approvigionarsi di acqua per qualunque uso alimentare e igiene personale? Portarsi a casa litri di acqua presa a una fonte che viene indicata come sicura da arsenico e altri veleni? E ora andiamo avanti. Questa mattina mi è stato segnalato un articolo da varie persone amiche, pubblicato su Il Fatto online e spero anche prima o poi sul cartaceo: Acqua, allarme arsenico in provincia di Viterbo.

“…In alcune zone la concentrazione di arsenico va oltre anche l’ultima deroga concessa a marzo dalla Commissione Europea su pressione del governo italiano (limite massimo 20 microgrammi/litro), raggiungendo punte di concentrazione fino a cinque volte i limiti massimi di legge. E’ il caso di alcune zone dei comuni di Capranica, Civita Castellana, Fabrica di Roma e Vetralla. Zone dove nessuno dovrebbe usare l’acqua che esce dal rubinetto, neanche per cucinare la pasta. Zone dove ancora non è stato realizzato nessun impianto di potabilizzazione, nonostante i poteri straordinari concessi dal governo…”

Si da il caso che abito a Capranica, paese che votò in massa SI agli ultimi Referendum e comune tristemente menzionato, da cui scrivo in maniera continuativa on line, malgrado non sia una giornalista e/o una simpatizzante di nessun Ordine. Sul Tema Arsenico e Acqua, troverete alla fine tutti i riferimenti, come l’ articolo in questione con relativo video.

Nella stessa giornata ho appreso anche Talete, stipendi a rischio: “…Rappresentando le istanze dei lavoratori di Talete Spa, le scriventi Rsa aziendali di Talete Spa e le segreterie territoriali di categoria dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale e convocano un’assemblea dei dipendenti di Talete Spa presso la sede dell’amministrazione provinciale in via Saffi 49 alle 10 di lunedì 21 novembre, in corrispondenza dell’assemblea dei soci. Per troppo tempo abbiamo dimostrato pazienza e comprensione a fronte di precise responsabilità e colpevoli ritardi, garantendo comunque il corretto andamento del servizio a fronte di difficoltà operative sempre crescenti e al tentativo di fare del personale dipendente un comodo capro espiatorio della drammatica situazione societaria. Oggi, accanto al rischio del fallimento di un’esperienza gestionale all’avanguardia come la gestione pubblica dell’acqua, che a parole tutti vogliono ma nei fatti non assecondano, siamo arrivati alla concreta possibilità che non vengano erogati gli stipendi dei lavoratori.

E’ una situazione inaccettabile che 160 famiglie possano venir private della fonte di sostentamento in periodi particolari e duri come quello che stiamo attraversando, tale da far presagire una vera e propria crisi sociale, l’ennesima, per il nostro territorio. Per questo i lavoratori potranno guardare negli occhi e verificare in diretta quello che i principali artefici di tale situazione potranno e dovranno fare per invertire la rotta e rilanciare questa società. In alternativa lo stato di agitazione sfocerà in azioni concrete di lotta e sensibilizzazione a tutela dei lavoratori e dei cittadini tutti.

Doriana Goracci da Capranica