martedì 8 novembre 2011

L'autodefinizione ideologica... dal punto di vista personale di Giorgio Vitali




CIASCUNO di noi deve per forza AUTODEFINIRSI secondo DIRETTRICI DI MASSIMA: il problema essendo quello dell'autocoscienza, ma anche questa è un livello di difficile raggiungimento.

Anche perchè è difficile ricondurre i FENOMENI alle cause che li hanno generati. NON a caso sosteniamo da SEMPRE che un modello di misura è da considerarsi la geopolitica, data l'ampiezza di strumenti investigativi contenuti al suo interno. Attraverso questo modello è facile stabilire un discrimine FONDAMENTALE e CAPIRE chi sta da una parte e chi dall'altra. Come accade sempre nei momenti di CRISI. Va da sè che questo vale non solo per chi si definisce fascista, comunista o quant'altro, ma per chi si autodefinisce cristiano, islamico, induista.

D'altronde, è proprio la geopolitica che c'insegna la variabilità intrinseca dei CONFINI. Tanto geografici che culturali e politici. Per fare un esempio, il sottoscritto ha sempre sostenuto che le Crociate, definite spedizioni CONTRO l'Islam, erano in realtà spedizioni del cattolicesimo occidentale CONTRO il cattoilicesimo ORTODOSSO.

Lì c'è il VERO contrasto! Ovviamente, per chi conosce i problemi, generati proprio con la nascita e lo sviluppo della Dottrina della Chiesa, degli strumenti utilizzati per la definizione di tale dottrina ( cultura classica, ellenismo, Neoplatonismo etc..nel quale il giudaismo fa la parte di uno schizzetto inserito ad arte da "gente fidata".) D'altronde (vedi Koestler: La tredicesima tribù...) anche questo sionismo ebraico ha precisi connotati europei.

Pertanto, mentre, in assenza di altre possibili o probabili definizioni, definirsi fascisti, democratici, democristiani, clericali, guelfi, comunisti, socialisti o quant'altro, è l'unico sistema per approcciare ad un comportamento prevedibile, se non ad una definita "visione della vita e del mondo", il contrasto amico/nemico che dovremmo conoscere bene come BASE di creazione dell'ATTO POLITICO, ci dovrebbe indurre ad una PRESA DI POSIZIONE PIUTTOSTO CHIARA.

Tenendo presente che:

la maggior parte dei grandi capi islamici delle guerre CONTRO l'Europa ( Venezia, Austria, Ungheria, Serbia) erano in realtà ex cristiani, così come buona parte dei pirati saraceni. ( tant'è che quando li prendevano li processavano per abjura, eresia e quant'altro, con relativo idoneo "trattamento". Ma noi continuiamo a rtrattare di costoro come di appartenenti a popolazioni indigene del Nord Africa o del Vicino Oriente. Le definizioni di stampo politico sono necessariamente molto approssimative, come peraltro le unità di misura utilizzate in fisica. A tutt'oggi, in attesa di altre più idonee unità di misura, la distanza fra la Terra e la Luna è ancora misurata in kilometri, mentre quella della Terra con le stelle, di necessità non può che misurarsi in anniluce.

Per ritornare all'incertezza della valutazione, un bel libro edito di recente ( Alfredo Villano: Rodolfo Graziani, fascista conteso, ed. Storia Ribelle, Biella) ci mostra con molta chiarezza gli avvenimenti riguardanti la lotta INTERNA al fascismo repubblicano negli anni immediatamente seguenti il conflitto e alle stragi,la storia della FNCRSI, da cui si vede chiaramente un interno dissidio dottrinario, culturale, politico, ideologico, tra persone APPARENTEMENTE unificate in precedenza solo per avere UN NEMICO COMUNE.

Pertanto: è l'IDENTIFICAZIONE DEL NEMICO nonchè l'analisi geopolitica che fanno il DISCRIMINE. Null'altro, come ha EVIDENZIATO in maniera CHIARA e determinante Carl Schmitt (VEDI: Carl Schmitt, giurista del Fuhrer, Il melangolo, 2006).

E per sottolineare quanto sia importante la riflesssione per USCIRE dai CONDIZIONAMENTI, ci soccorre una frase di Massimo Scaligero ( In: Lotta di classe e Karma, ed. PERSEO).

Il nuovo Irrazionale è il pensiero razionale , rigorosamente analitico, nel nuovo sistema cinese come nell'amricano e nel russo, e tuttavia manovrato dagli istinti: esso, potendo rivestire qualsiasi forma logica, diviene posizione mentale, sino a costituire il tessuto della cultura. E' una condizione generale alla cui manovra, al suo livello, è sufficiente l'INIZIATIVA DI POCHI.

Questa iniziativa, in forza del livello, è inevitabilmente subìta anche da coloro che quivi vorrebbero affermare altri valori. dello Spirito, e della Tradizione: vengono anch'essi travolti. l'iniziativa della corrente dell'alienazione è sin dal suo nascere un'operazione di pochi: la fortuna di costoro consiste nel fatto che al livello a cui operano non solo appartengono i molti, ma anche coloro che s'illudono di possederne uno diverso. Il fenomeno dei pochi che prendono il sopravvento sui molti, ben presto si verifica come il processo-tipo mediante cui si realizza l'ulteriore alienazione, sotto la parvenza di una più radicale azione di redenzione.

Giorgio Vitali

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