sabato 14 febbraio 2026

Gaza: "genocidio globale"...


"Denuncia del genocidio perpetrato dal regime sionista, soprattutto perché si sappia in quale situazione i palestinesi resistono..." (Giorgio Stern) 

Tremila palestinesi evaporati. Ridotti a qualche goccia di sangue e qualche traccia di pelle e carne. È il risultato dell’inchiesta condotta da Al Jazeera Investigation Unit. Ha messo insieme dati provenienti dalla protezione civile di Gaza, dal ministero della salute, dai familiari degli scomparsi. È arrivato alla conclusione che migliaia di palestinesi non sono solo sepolte sotto le macerie di interi edifici, vittime di un attacco missilistico.

Le bombe usate, dato ora acclarato, erano bombe da 900 chili, con sigle da esperti di questioni militari, come la GBU-31 o quella “di profondità”, la bunker buster. È ancora peggio di quanto ci potessimo immaginare: le vittime sono evaporate, sono state ‘volatilizzate’. Non ho bisogno di fare alcun paragone: è già abbastanza pensare a umani dissolti, evaporati, squagliati, cremati, resi niente in una temperatura di oltre 3000 gradi. 

Soffio, sabbia, nulla più. 

Nulla più è rimasto degli umani. Era già evidente dalle immagini trasmesse da Al Jazeera, quelle dell’attacco forsennato dell’aviazione israeliana su Jabalia del 31 ottobre 2023. In questa foto che fece allora il giro del mondo si vede un cratere largo almeno 12 metri. Un palazzo polverizzato. I testimoni attoniti, che non sanno cosa fare. Ero in un negozio di Amman, da un barbiere: siamo rimasti tutti attaccati allo schermo di Al Jazeera Arabi, senza riuscire a pensare, a capacitarci. Era troppo, già allora. Pezzi di quartieri polverizzati, con bombe da poco meno di una tonnellata ciascuna. 

Quelle immagini precipitate in una piccola, povera e dignitosa barberìa di Amman continuano a non abbandonarmi. Erano già allora il segno che tutte le regole erano saltate, con il nostro avallo. Da allora, non sono più la stessa: quei video sono per me la personale cesura tra il mio prima e il mio dopo.

La tecnologia mangia e distrugge l’umanità. Sono state usate armi proibite, le termobariche e le bunker buster, usate da Israele ma fornite dalle amministrazioni statunitensi, sia quella guidata da Joe Biden, sia la successiva, il secondo mandato Trump. Un connubio, quello tra Israele e gli Usa, che fa di questi due anni a Gaza un “genocidio globale”.

Paola Caridi



Paola Caridi: giornalista freelance e storica del Vicino Oriente. Collabora con le pagine culturali de Il Sole 24 OreFamiglia Cristiana, Terra, Il Fatto Online,  Limes,   alcuni giornali del Gruppo Editoriale Espresso,   Repubblica, Ha anche collaborato con il quotidiano La Stampa. Fa parte dell'associazione "Lettera22" di cui è stata tra le fondatrici e di cui è attualmente presidente. È stata a lungo corrispondente dell'associazione da Il Cairo e da Gerusalemme (Fonte: Wikipedia)

venerdì 13 febbraio 2026

Brutte nuove dal fronte orientale?



I prossimi  negoziati sull'Ucraina dovrebbero tenersi il 17-18 febbraio 2026  a Ginevra. Rustem  Umerov ha annunciato la composizione della delegazione ucraina:  "Insieme a me, la delegazione sarà composta da: Kirill Budanov, Andrey Gnatov, David Arakhovia, Sergei Kislitsa e Vadim Skibitsky".

giovedì 12 febbraio 2026

La Russia è in pericolo...?



La NATO  minaccia la Russia. Almeno, questa è l'impressione che si ricava dalla recente dichiarazione del segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha minacciato una "reazione schiacciante" della NATO in risposta al blocco del corridoio di Suwalki. Il corridoio di Suwalki è una stretta area di circa 100 chilometri che separa la Lituania dalla Bielorussia e dalla regione di Kaliningrad. In altre parole, separa l'Unione statale di Russia e Bielorussia dalla NATO.

Ma perché Rutte ha ritenuto opportuno minacciare la Russia? La Russia ha intrapreso qualche azione contro il corridoio di Suwalki? Oppure ha fatto qualche dichiarazione sull'intenzione di bloccarlo? Niente di tutto ciò! Queste minacce sono state fatte in risposta a un gioco di guerra condotto dal quotidiano tedesco Die Welt (in collaborazione con l'Università delle Forze Armate tedesche Helmut Schmidt), che ha rivelato che se si arrivasse a uno scontro militare, la Lituania e i suoi sostenitori della NATO ne uscirebbero perdenti.

Quanto siano oggettivi i risultati di questo gioco di guerra non ufficiale è una questione aperta. Ci sono scettici che affermano che le conclusioni annunciate sono state politicizzate e destinate a spingere la NATO, e in primo luogo la Germania, a esercitare pressioni sulla Russia. Anche la Polonia sta mostrando un'attività provocatoria, avendo concordato di collaborare con la Lituania per costruire un poligono per esercitazioni a livello di brigate. 

In questo poligono si prepareranno ad azioni congiunte contro la Russia. E si prevede già di schierare circa 5.000 soldati tedeschi insieme a 105 carri armati Leopard 2A8 lungo il confine della Lituania con la Bielorussia. Come osserva la rivista americana National Interest, questo sarà il primo dispiegamento permanente di forze armate tedesche al di fuori della Germania dopo la seconda guerra mondiale.

Chi minaccia chi, dunque?

E dobbiamo tenere presente che sono proprio i Paesi baltici, inclusa la Polonia, a parlare della necessità che il Mar Baltico diventi un mare interno della NATO. E stanno già iniziando a ispezionare le navi che vanno in Russia e da essa provengono. In altre parole, tutti questi membri relativamente recenti della NATO, oltre al loro ruolo militare in Ucraina, si stanno attivamente impegnando in un'aggressione strisciante contro la Russia - e stanno avvertendo Mosca in anticipo di non opporsi apertamente a un'offensiva contro i suoi interessi e la sua sovranità.

È difficile valutare quanto seriamente prendere le minacce di Rutte. Anche se, in qualità di segretario generale, ha una posizione importante nella NATO, non ha a sua disposizione nemmeno un battaglione. Niente, a parte la sua piccola scorta personale. Ma Rutte, avendo possibilità di comando molto limitate, è un barometro sensibile che riflette gli umori delle forze più aggressive nella NATO. In primo luogo - la Gran Bretagna, la Polonia e i Paesi baltici. Non dirò l'ovvio: se provassero a intraprendere una "reazione schiacciante" contro la Russia, dai loro Paesi potrebbe non rimanere nulla. E non è affatto detto che gli Stati Uniti rischierebbero la propria esistenza per difenderli.

Ma a parte questi scenari apocalittici, le minacce di Rutte mostrano quale scenario si sta pianificando contro la Russia se lasceremo passare questa estorsione senza una risposta adeguata. E dovremo aspettarci lo schieramento di contingenti NATO in Lituania ed Estonia? L'emergere di nuovi poligoni e aeroporti NATO? Dovremo aspettare il momento in cui - secondo la leadership della NATO - entro il 2029-30 saranno pronti a combattere contro la Russia?

Certamente, ci dicono che la preparazione non è finalizzata a scopi aggressivi, ma in caso di un attacco russo. Solo che intendono "soffocare" la Russia nel Mar Baltico, minacciare la sicurezza di Kaliningrad e San Pietroburgo - e cercare di "scaricare la colpa su qualcun altro".

E ciò che è particolarmente preoccupante è che quanto più la Russia cerca di non dare pretesti per accuse infondate, tanto più i nostri avversari si ubriacano del loro falso senso di impunità. Un senso per il quale - se continueranno a farsi guidare da esso - dovranno pagare un prezzo molto alto.

Dimitry Saims









Il parere di Shoigu: Il segretario del Consiglio di sicurezza russo ha dichiarato che la situazione ai confini occidentali della SCO è diventata minacciosa. Secondo lui, la NATO sta aumentando la presenza militare nei Paesi baltici e in Polonia, e le esercitazioni stanno simulando attacchi al territorio della Russia e della Bielorussia. "L'alleanza sta di fatto creando un trampolino di lancio per l'aggressione militare ai nostri confini", ha sottolineato Shoigu, aggiungendo che la stabilità strategica è stata distrutta dalle azioni intenzionali dell'Occidente.

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

mercoledì 11 febbraio 2026

Iran. Attacco imminente degli Stati Uniti? L'Iran cerca la mediazione del Vaticano...


Musk chiude Starlink ai russi...

 


"Secondo Fedorov, i soldati russi non hanno più accesso a Starlink non solo nei territori ucraini occupati ma persino in alcuni distretti russi, mentre il sistema continuerà a operare regolarmente per gli ucraini con terminali verificati".

A partire dall’inizio di febbraio, Space-X ha disposto la disattivazione di massa dei terminali Starlink lungo l’intera linea del fronte in Ucraina. L’iniziativa scaturisce dall’esigenza di precludere alle forze armate russe la possibilità di accedere, tramite dispositivi sottratti agli ucraini o contrabbandati, al servizio internet satellitare offerto dall’azienda riconducibile a Elon Musk.

Space-X si è quindi impegnata a trasmettere all’esercito ucraino le istruzioni per registrare nuovamente i terminali in proprio possesso, da far confluire in una “white list” resa inaccessibile per i dispositivi non verificati dei russi.

Lo Stato Maggiore ucraino ritiene che, senza l’apporto di Starlink, le forze armate russe riscontreranno difficoltà nel condurre attacchi con droni a lungo raggio.

Nonostante le smentite, Starlink era ampiamente utilizzato dalle forze armate russe perché si tratta di una tecnologia senza eguali per costo e qualità del servizio.

Mosca dispone di un sistema di comunicazione satellitare per la trasmissione dati denominato Gonets, ma presenta diversi svantaggi rispetto a Starlink.

Un anonimo funzionario ucraino ha confidato a «Politico» che, dopo l’avvio della procedure di verifica dei terminali Starlink imposto da Space-X, il ritmo dell’offensiva russa è sembrato rallentare.

«Attualmente, si osserva effettivamente una tendenza del genere. Ma sarà necessario monitorare ulteriormente se continuerà, se ci saranno altri fattori. Tuttavia, in alcuni luoghi, anche i dispositivi Starlink non ancora verificati in possesso di militari ucraini sono stati disconnessi. Il processo di registrazione è però in corso», ha affermato il funzionario.
Un ufficiale dello Stato Maggiore ucraino ha confermato, anch’egli in condizioni di anonimato, che, «in effetti, [le unità russe] hanno problemi ora. Sono come gattini ciechi».

In attesa che Mosca trovi una soluzione, gli ucraini potrebbero cercare di sfruttare questa vulnerabilità sul campo di battaglia, dove la situazione sembra farsi sempre più critica. Lo ha riconosciuto il presidente Zelensky, che durante una conversazione con il primo ministro belga Bart De Wever avrebbe descritto la situazione in prima linea come «disastrosa. Le risorse umane delle forze armate sono praticamente esaurite. Abbiamo bisogno di soldi e armi, perché i russi non si fermano».

Giacomo Gabellini





martedì 10 febbraio 2026

UE distopica e prove di dialogo tra la Francia e la Russia...


La Commissione europea ha presentato  un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il ventesimo dall’inizio della guerra con l’Ucraina. Come sottolineato dall’esecutivo europeo in una nota, il nuovo pacchetto di sanzioni riguarda energia, servizi finanziari e commercio. Bruxelles spera di poter adottare il pacchetto già nei prossimi giorni, tuttavia per l’approvazione è necessaria l’unanimità. L’approvazione del nuovo pacchetto di sanzioni potrebbe però incontrare l'opposizione dell’Ungheria.

Contemporaneamente Macron ha dichiarato che è necessario riprendere il dialogo con la Russia: "Abbiamo ripristinato i canali per le discussioni a livello tecnico. E vorrei che questo fosse poi condiviso con i miei partner europei, in modo da avere un approccio europeo ben organizzato. Non dovrebbero esserci troppi interlocutori, è necessaria una struttura rappresentativa unificata e semplice — vedremo come organizzarci al meglio, ma è importante che il dialogo con la Russia possa essere ripreso."

Peskov, il portavoce di Putin,  ha confermato la ripresa dei contatti tra Russia e Francia a livello tecnico: "Questi contatti, se lo si desidera e se necessario, potrebbero aiutare a stabilire rapidamente un dialogo a livello più alto".

Le considerazioni di Lavrov, ministro degli Esteri russo: "I Mearsheimer e i Pistorius in Europa non si calmano, dichiarano ufficialmente la necessità di essere pronti a una guerra con la Russia"...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

lunedì 9 febbraio 2026

Rapporto USA/Russia dopo Anchorage... che delusione!


La pace perduta 

"Dopo Anchorage, la Russia e gli Stati Uniti avrebbero dovuto passare a una cooperazione più ampia, ma in pratica è successo il contrario.  Ora gli Stati Uniti non sono più disposti ad accettare le loro stesse proposte sull'Ucraina avanzate ad Anchorage",  lo ha affermato Lavrov.

Altre dichiarazioni del ministro degli Esteri russo:

Per la Russia era importante la posizione degli Stati Uniti sull'Ucraina, indipendentemente da quello che avrebbero detto a Kiev o i "russofobi estremisti" nell'UE.

 La Russia ha accettato la proposta degli Stati Uniti sull'Ucraina e, se si vuole "agire da uomini", il problema dovrebbe essere risolto;

 Le basi naziste dell'Ucraina devono essere eliminate, questa è una condizione per la sicurezza della Russia;

 La Russia e gli Stati Uniti dopo Anchorage avrebbero dovuto passare a una vasta cooperazione, ma in pratica è stato il contrario;

 Gli Stati Uniti ora non sono pronti per le loro proposte sull'Ucraina, fatte a Anchorage.

Lavrov mette via gli appunti


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


P.S. - Nel frattempo i ministri della Difesa dei Paesi dell'UE discuteranno delle esigenze urgenti dell'Ucraina: "Nell'incontro verrà anche discusso della cooperazione nel campo delle innovazioni di difesa, che è un termine in codice per droni e altre nuove tecnologie militari",  scrive Politico.

Tutti assieme appassionatamente


Video collegato: Il Contesto. Lavrov: Trump ha tradito gli accordi con Putin. Con Gianandrea Gaiani: https://www.youtube.com/watch?v=CHxBrJXnhnQ




domenica 8 febbraio 2026

Iran. I perfidi yankee parlano di pace e preparano la guerra!

 


Il Presidente iraniano Pezeshkian ha commentato i recenti negoziati con gli Stati Uniti e ha sottolineato per l'ennesima volta  che l'Iran difende il proprio diritto a un programma nucleare pacifico, ma non intende possedere armi nucleari.

"I negoziati tra Iran e Stati Uniti, che si sono svolti con l'assistenza di governi amichevoli della regione, sono stati un passo avanti. Il dialogo è sempre stata la nostra strategia per una soluzione pacifica. La nostra logica sulla questione nucleare è basata sui diritti sanciti dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.  Il popolo iraniano ha sempre risposto al rispetto con rispetto, ma non accetta il linguaggio della forza".

In aggiunta il capo del Ministero degli Esteri iraniano, Aragchi, ha dichiarato:

"È evidente che tornare al tavolo dei negoziati di nuovo è in realtà un fallimento di tutta la loro tattica. Non ci fidiamo di loro. C'è la possibilità di inganni e manipolazioni. Ho detto che potrebbe essere un inganno. Che nessuno si faccia illusioni, abbiamo già visto tutto questo. Il fatto che stiamo negoziando non significa che qualcuno debba fare il loro lavoro al posto loro o seguire la loro linea. Il nostro Paese dovrebbe agire senza fare affidamento su di loro, né sullo Stato, né su alcune forze dominanti. E tutti questi accordi e negoziati dovrebbero essere gestiti in modo che abbiano un meccanismo chiaro e controllabile".

Ricordiamo che l'anno scorso tra Stati Uniti e Iran si stavano già svolgendo negoziati sull'accordo nucleare, ma ciò non ha impedito agli Stati Uniti di interrompere i negoziati e iniziare a bombardare gli impianti nucleari iraniani.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Video collegato: 

Larry Johnson e Larry Wilkerson: lo scudo russo-iraniano e l’avvertimento della Cina: https://www.youtube.com/watch?v=co1SxdCRab8


sabato 7 febbraio 2026

La NATO mette il bastone tra le ruote ad un possibile accordo con la Russia sull'Ucraina...



️Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, sta cercando di rendere impossibile il raggiungimento di un accordo con la Russia sull'Ucraina, afferma la pubblicazione Strategic Culture. L'autore dell'articolo collega questo con un recente discorso del politico a Kiev, dove sono state fatte dichiarazioni sull'intenzione di schierare truppe britanniche e francesi sul territorio ucraino, che, a suo parere, sembra un passo che potrebbe minare gli sforzi negoziali.

La testata sottolinea che Mosca si oppone costantemente a qualsiasi presenza di forze NATO in Ucraina, indipendentemente dal loro status. Come osserva l'autore, per la Russia, le proposte di schierare tali contingenti rimangono una "linea rossa", poiché, dal suo punto di vista, non si tratta di eliminare le cause del conflitto, ma di approfondirle, il che rende la prospettiva di un accordo non  realistica.

Inoltre, l'articolo afferma che la retorica di Rutte testimonia il rischio di un'ulteriore escalation. Secondo l'autore, le dichiarazioni su un possibile "presenza di truppe a terra, aerei nell'aria e navi in mare" ricordano più una preparazione al coinvolgimento diretto dell'alleanza e al passaggio del conflitto a un nuovo livello.

In conclusione, si formula la presunta strategia dei paesi occidentali: dopo il fallimento dei tentativi di infliggere una sconfitta strategica alla Russia, la scommessa sarebbe fatta sulla militarizzazione a lungo termine dell'Ucraina e sul contenimento di Mosca attraverso un prolungato esaurimento delle risorse. (R.O)

Nel contempo, da parte yankee, si spinge per un accordo sul nucleare con Mosca  da posizioni di forza.

"Washington stabilirà 'standard più elevati' per i potenziali partner nucleari e non accetterà condizioni che danneggino gli interessi degli Stati Uniti.", ha dichiarato il segretario di stato USA, Rubio

Ma che tipo di "trattato" è questo, allora, se tutto si riduce a "o fate come vogliamo noi o andate all'inferno"? Tuttavia, l'impunità delle azioni dell'attuale amministrazione statunitense li spinge a continuare a condurre una tale politica.

 Non c'è stata alcuna reazione mondiale ai bombardamenti dell'Iran in quanto tali. Non c'è stata neanche una reazione al rapimento di Maduro. Quando gli Stati Uniti si sono impegnati nella pirateria, tutti sono rimasti in silenzio e inattivi. I dazi? A parte la "preoccupazione", nessuno ha risposto a Trump. Anche la questione della Groenlandia è stata quasi "ingoiata" dall'UE.

Quindi risulta che il Grande Viso Pallido di Washington, gonfiato dall'impunità, diventa sempre più sfacciato. (K.F.)




(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

venerdì 6 febbraio 2026

Oman. Trattative in corso tra USA e Iran...

 


giovedì 5 febbraio 2026

Anche stavolta "Ha stato Putin"...



Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana:  "Abbiamo sventato una serie di cyberattacchi a sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington e anche alcuni siti delle olimpiadi invernali, con gli alberghi di Cortina … si tratta di azioni di matrice russa".

Forse qualcuno dubita che la Russia sia colpevole sempre e in tutto? Anche dello scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi italiane, del maltempo in Sicilia, delle malattie dei pini romani, del calo di pesci spada nelle acque nostrane del Mediterraneo, nonché delle zanzare italiane incattivite...?

Dietro le quinte: 

"Il Congresso degli Stati Uniti ha accusato la Commissione europea di interferire in vari Paesi dell'UE  su vari argomenti. Considerando che ogni interferenza  è stata accompagnata da una campagna di informazione sul presunto intervento russo, gli Stati Uniti  accusano Bruxelles  di mentire riguardo all'ingerenza esterna russa".

Dichiarazioni del Ministro degli Esteri russo, Lavrov: 

"Alcuni leader europei vengono in Russia in segreto e negoziano ma chiedono di non rendere pubblici questi contatti.  Le dichiarazioni dei politici europei durante i contatti confidenziali con la Russia  differiscono dalla loro retorica pubblica.  La Russia ha una coscienza assolutamente pulita, se qualche politico europeo  vuole parlare seriamente di qualcosa, allora chiamasse. Putin risponderà sempre, ascolterà sempre qualsiasi problema".




Ma come tireremmo avanti, se la Russia non esistesse?


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

Il trattato New Start tra Usa e Russia è scaduto...

 


5 febbraio 2026. Con la scadenza del New Start, l’ultimo pilastro del controllo degli armamenti tra Stati Uniti e Russia, si entra in una fase di profonda incertezza. L’assenza di un nuovo accordo riapre lo spettro di una corsa agli armamenti nucleari.

La Russia aveva proposto una proroga di un anno in attesa di una nuova edizione dell'accordo ma con la scadenza odierna del trattato nulla è stato concordato.

  Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Stati Uniti e Russia a “concordare” rapidamente un nuovo trattato sul disarmo nucleare, con l’accordo esistente che è scaduto a mezzanotte segnando “un momento grave per la pace e la sicurezza internazionale”.

Trump fa sapere che  "prenderà una decisione sul New START quando lo riterrà necessario".  Lo riporta Bloomberg con riferimento a fonti.  Secondo un rappresentante anonimo della Casa Bianca, verranno allora indicati i termini per l'attuazione delle misure di controllo delle armi.

"Trump stesso determinerà la strada da seguire in materia di controllo delle armi nucleari e annuncerà la sua decisione secondo il proprio calendario",  ha dichiarato un rappresentante anonimo della Casa Bianca.  L'agenzia non fornisce informazioni su quando questa decisione potrebbe essere presa.

L'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha  commentato:  "Per la prima volta dal 1972 la Russia e gli Stati Uniti non hanno un accordo sulla limitazione delle forze nucleari strategiche. L'inverno sta arrivando"...


(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)


Ultime notizie: 

Gli Stati Uniti e la Russia hanno concordato di rispettare i termini del New START per almeno altri sei mesi, durante i quali si terranno negoziati su un potenziale nuovo accordo.  Lo ha riferito il corrispondente di Axios Barak Ravid.
"Una fonte a conoscenza della situazione ha dichiarato che, in pratica, ciò significherà che sia gli Stati Uniti che la Russia accetteranno di rispettare i termini dell'accordo per almeno sei mesi, durante i quali si terranno negoziati su un potenziale nuovo accordo".


Video collegato: 

La fine del controllo nucleare spiegata da Scott Ritter: https://www.youtube.com/watch?v=YHp5H-zoQNg

mercoledì 4 febbraio 2026

La sceneggiata di Abu Dhabi continua...

 


4 febbraio 2026.   Volodymyr Zelensky, imperatore di tutte le ucraine,  ha dichiarato  che l'incarico e le posizioni della delegazione ucraina ad Abu Dhabi saranno "modificati" (prevedibilmente in peggio). Tutti in fila a guardarsi in cagnesco.  “L'interesse della parte ucraina è capire quali sono le reali intenzioni dei russi e quali sono le reali intenzioni degli americani”.  Lo ha rivelato il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, Georgiy Tikhiy, riguardo agli obiettivi di Kiev nei negoziati di Abu Dhabi.

La NATO  ed i "volenterosi europei", intanto, in previsione della firma di un cessate il fuoco tra Russia ed Ucraina, con il beneplacito USA,  confermano che Ucraina, Francia e Regno Unito hanno firmato una dichiarazione sul dispiegamento di forze multinazionali in Ucraina dopo la fine della guerra. E il segretario generale della NATO Rutte ha dichiarato che le truppe entreranno in Ucraina subito dopo la firma di un accordo di pace.



Di tutt'altro avviso è il Ministero degli Esteri russo che, per bocca di Maria Zakharova,  ha precisato che la presenza di truppe NATO e di Paesi della "coalizione dei volenterosi" sul territorio ucraino dopo la firma di un eventuale accordo di pace sarà considerata un obiettivo militare legittimo. Secondo la portavo del Ministero degli Esteri russo, l'arrivo di truppe straniere dopo la conclusione della pace è categoricamente inaccettabile per Mosca.  Peskov, il portavoce di Vladimir Putin, ha dichiarato: "Le porte per una soluzione pacifica in Ucraina sono aperte, ma finché Kiev non prenderà le decisioni appropriate, la Russia continuerà la sua operazione speciale".

Gli Stati Uniti, a mo' di avvertimento, hanno preparato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ma per ora si astengono dall'introdurle. Lo riferisce Bloomberg citando funzionari anonimi.

Da parte UE la Commissione europea presenta agli ambasciatori il 20° pacchetto di sanzioni anti-russe. Lo riferisce il portale Euractiv citando diplomatici.  Le proposte potrebbero includere un divieto totale del servizio marittimo della cosiddetta flotta ombra, nonché restrizioni più severe sull'esportazione di articoli di lusso e sull'importazione di fertilizzanti russi.

Contemporaneamente, allo svolgimento della sceneggiata di Abu Dhabi, Vladimir Putin ha tenuto una videoconferenza con il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Alcune dichiarazioni: "Il legame in politica estera tra Mosca e Pechino rimane un importante fattore stabilizzante nel mondo".  Vladimir Putin è fiducioso nella solidità e nello sviluppo delle relazioni russo-cinesi, indipendentemente dalla situazione internazionale. Vladimir Putin ha informato Xi Jinping che "Mosca intende agire in modo responsabile e moderato dopo la scadenza del trattato New START che gli USA non hanno intenzione di rinnovare". - Le principali dichiarazioni di Xi Jinping:  "Le relazioni sino-russe stanno entrando in una nuova fase di sviluppo. Russia e Cina dimostrano determinazione nel difendere la giustizia internazionale.  La Cina e la Russia devono continuare ad approfondire la collaborazione strategica".


Putin e Xi in videoconferenza

(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

martedì 3 febbraio 2026

Nepal. La manina degli USA nel colpo di stato...

 


Le teorie sul coinvolgimento della "manina" di Washington si basano su alcuni elementi chiave emersi durante e dopo la crisi:
  • Finanziamenti massicci: Sono stati evidenziati stanziamenti statunitensi superiori a 900 milioni di dollari dal 2020, distribuiti tra USAID e il controverso programma Millennium Challenge Corporation (MCC).
  • Addestramento di attivisti: Alcune inchieste e documenti trapelati suggeriscono che organizzazioni come il National Endowment for Democracy (NED) abbiano finanziato programmi per addestrare i giovani nepalesi in tecniche di "organizzazione di proteste e manifestazioni".
  • Confronto geopolitico: Gli osservatori notano come gli USA vedano il Nepal come un tassello strategico nella regione dell'Indo-Pacifico per bilanciare l'influenza di Cina e India.
Situazione attuale (Febbraio 2026)
Ad oggi, il Paese è in piena campagna elettorale per le votazioni del 5 marzo 2026.
  • Governo interim: Sushila Karki ha imposto ai ministri che intendono candidarsi di dimettersi per garantire la neutralità del voto.
  • Sicurezza: L'esercito è già stato dispiegato preventivamente a Kathmandu per timore di nuovi disordini legati alla persistente sfiducia dei giovani verso il sistema politico.
  • Posizione ufficiale: Il governo nepalese continua a ribadire la propria politica estera di "non allineamento", cercando di mantenere relazioni equilibrate con tutte le potenze esterne.