giovedì 8 maggio 2014

In India avanza la lotta popolare rivoluzionaria contro l’imperialismo




Sulla base del marxismo-leninismo-maoismo la rinascita del movimento comunista avanza in tutto il mondo!

Lo scorso 1° maggio il compagno Ganapathy, segretario generale del Partito Comunista dell’India (Maoista) e il compagno Ajith, segretario del Partito Comunista dell’India (M-L) Naxalbari hanno in una dichiarazione congiunta annunciato la fusione dei due partiti in un unico partito, il Partito Comunista dell’India (Maoista) - CPI (Maoist) che assume il marxismo-leninismo-maoismo come sua concezione guida.

Con questo atto i comunisti indiani hanno compiuto un altro importante passo avanti verso l’unificazione di tutte le forze comuniste rivoluzionarie che nella Unione Indiana, un paese di più di un miliardo e duecento milioni di abitanti, secondo nel mondo solo alla Cina per popolazione, combattono contro l’imperialismo, il feudalesimo e il capitalismo indiano asservito alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.
La storia del movimento comunista maoista in India è incominciata nel 1967 con la grande rivolta dei contadini a Naxalbari. Questa rivolta venne guidata dai comunisti indiani che, ispirati dalla Grande Rivoluzione Culturale Proletaria appena lanciata (1966) dal Partito comunista cinese guidato da Mao Tse-tung, erano scesi in lotta contro il revisionismo moderno che aveva preso il sopravvento anche nel vecchio Partito comunista indiano. Dopo le sconfitte subite all’inizio degli anni ’70, la rinascita del movimento comunista in India si è concretizzata nella formazione di molti gruppi comunisti divisi tra loro. Ma i veri rivoluzionari, pur sviluppando ogni gruppo il movimento nella propria regione, hanno costantemente cercato l’unità. Essi raggiunsero un grande risultato quando il 21 settembre 2004 i due gruppi più importanti si fusero e costituirono il PCI (Maoista). La fusione annunciata il 1° maggio è un altro importante passo avanti sulla strada verso la vittoria per le masse popolari indiane ed è anche una vittoria per il movimento comunista internazionale che sulla base del marxismo-leninismo-maoismo rinasce in tutto il mondo.

Il CC del (nuovo)Partito comunista italiano annuncia e saluta con gioia l’unificazione dei due partiti. Essa deve essere salutata e festeggiata da tutti i comunisti e i progressisti del nostro paese. L’unificazione rafforza la rivoluzione di nuova democrazia in corso in India e con essa rafforza la seconda ondata della rivoluzione proletaria che cresce in tutto il mondo animata dalla rinascita del movimento comunista, garanzia di vittoria e di progresso di tutti i popoli oppressi e delle masse popolari dei paesi imperialisti.

Attanagliati dalla crisi generale del loro sistema sociale, in tutto il mondo i gruppi imperialisti compiono manovre disperate, infliggono grandi sofferenze alle masse popolari e spingono l’umanità verso una catastrofe. Papa Francesco, Matteo Renzi, Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi sono la versione pagliaccesca di questi gruppi criminali.

In forme diverse da paese a paese la crisi generale del capitalismo si aggrava in tutto il mondo. Le classi dominanti di alcuni paesi ostentano indici economici positivi, un Prodotto Interno Lordo in crescita persino vistosa. L’India è tra questi. Ma si tratta di specchietti per le allodole: conferma solo che in India i ricchi diventano sempre più ricchi, alcuni  fanno perfino carriera tra i caporioni della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti ed è per conto di questa che devastano il loro paese e opprimono le masse popolari dell’India e dei paesi vicini. Anche nei paesi con il PIL in crescita le condizioni di vita e di lavoro della massa della popolazione peggiorano e l’inquinamento dell’ambiente, il saccheggio delle risorse naturali e la devastazione del territorio raggiungono livelli a lungo termine insostenibili. Nonostante questo la borghesia imperialista non riesce a valorizzare tutto il capitale accumulato nelle sue mani, tanto esso è grande. I gruppi imperialisti non riescono a sfuggire alla crisi del loro sistema, quindi ricorrono a manovre criminali e disperate ognuno per valorizzare il suo capitale: riducono i salari e i diritti agli operai, rapinano in ogni modo e gettano nella miseria e nell’abbrutimento le masse popolari, devastano e inquinano la Terra intera, si scontrano tra di loro perché in definitiva ognuno trova negli altri gruppi imperialisti un ostacolo alla valorizzazione del proprio capitale, portano l’umanità verso la guerra e la distruzione. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti per far fronte alla crisi generale del capitalismo moltiplica i focolai di guerra in tutto il mondo: in Asia, in Africa, in America Latina (esemplare il colpo di stato strisciante che da febbraio fomenta in Venezuela) e nella stessa Europa (la crisi che ha scatenato in Ucraina nel novembre scorso è il caso più attuale), mette a punto sempre nuovi sistemi d’arma, militarizza il territorio e la vita sociale, accumula senza fine armi di ogni genere, compie manovre di sovversione in tutti i paesi i cui gli Stati non le lasciano completa libertà d’azione, in particolare in Russia e in Cina dove sfrutta le contraddizioni che si sono sviluppate e sempre più forti si sviluppano da quando questi paesi si sono, a livelli diversi, reintegrati nel sistema imperialista mondiale.

Cambiare questo corso delle cose è possibile. La rinascita del movimento comunista è la via maestra. Nella prima parte del secolo scorso, con la prima ondata della rivoluzione proletaria messa in modo quasi un secolo fa dalla gloriosa Rivoluzione d’Ottobre guidata prima da Lenin e poi da Stalin, l’umanità ha compiuto grandi progressi in tutto il mondo e ha raggiunto in tutti i paesi, anche nei paesi imperialisti, conquiste di civiltà e di progresso mai prima toccate e alcune neanche mai sognate. Ma nella seconda parte del secolo scorso l’umanità ha fatto un gigantesco salto all’indietro. Nel nostro paese con la costituzione della Repubblica Pontificia. Nel mondo con il ristabilimento del dominio della borghesia imperialista e del suo clero, con la decadenza prima e la rovina poi dei primi paesi socialisti costituiti in paesi capitalisticamente arretrati, con la seconda crisi generale del capitalismo. Il movimento comunista non aveva raggiunto una comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe sufficiente per raggiungere la vittoria definitiva e instaurare il socialismo anche nei paesi imperialisti. La conseguenza è stato un gigantesco salto indietro di cui oggi viviamo le conseguenze estreme. Ma contro la borghesia imperialista e il suo clero cresce ovunque il malcontento e la rivolta. Sulla base del marxismo-leninismo-maoismo i comunisti possono e devono trasformarli nella forza politica che costruirà il nuovo mondo.



Nuovo Partito Comunista Italiano - nuovopci@autistici.org

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