mercoledì 4 dicembre 2013

Viterbo - La Macchina di Santa Rosa e l'ambito premio nella remota Baku


Baku - Premio Unesco per le macchine a spalla


Una volta si diceva… scopa nuova scopa meglio.
Una volta, però.
Oggi, nell’era della tecnologia più avanzata,  sembra che ‘ le scope ‘ scopino tutte allo stesso modo: male.
Male, anzi… malissimo.
Male, anzi… malissimo, specie se il detto dovesse essere applicato alla politica, alla pubblica amministrazione.
Essì, in tal caso… in tal caso pare proprio che… una scopa valga l’altra.

Guardiamo il caso di Viterbo.

Il caso del Comune di Viterbo dove già da qualche mese si è insediata la cosiddetta ‘ scopa nuova ‘ (Leonardo Michelini ) che avrebbe dovuto scopare meglio della scopa vecchia (Giulio Marini ).

Noi, in tutta sincerità, almeno per il momento non abbiamo notato grosse differenze specie se ‘ il detto ‘ dovessimo intenderlo alla parola e magari riferirlo.. ai rifiuti.

Epproprio, allo… smaltimento dei rifiuti, a Viterbo.

Ma stendiamo un velo pietoso su questo aspetto della vita‘ pubblica ‘ della ex città dei Papi.
Avevamo fatto un ‘ patto ‘ con gli amministratori del capoluogo, vale a dire…  ‘ ascia sotterrata ‘ sino all’inizio del nuovo anno ed intendiamo rispettarlo.
Parliamo di altro, dunque.
Parliamo di come la ‘ scopa nuova ‘ ( Leonardo Michelini ) starebbe gestendo l’immagine di Viterbo rispetto al sistema di gestione della vecchia scopa (Giulio Marini).
Lo abbiamo già detto: non ci troviamo assolutamente alcuna differenza.
Chiacchiere faceva Giulio Marini, chiacchiere fa oggiLeonardo Michelini.
Fumo negli occhi getta Leonardo Michelini, fumo negli occhi gettava a suo tempo Giulio Marini.
Bluff e patacche rifilava Giulio Marini da sindaco, bluff e patacche continua a rifilare Leonardo Michelini, da sindaco.

Chi non ricorda la ‘ patacca ‘ portataci da Giulio Marini, tramite l’europarlamentare Marco Scurria e Mauro Rotelli e Paolo Bianchini . vale a dire… vale a dire  “ Viterbo città europea dello sport ‘ ?
Sembrava quasi che con quella medaglietta al petto Viterbo avrebbe riportato chissà quali vantaggi di visibilità e chissà quali ritorni anche di carattere economico.
Sembrava, abbiamo detto.
Oggi, se ci rivolgessimo alla nota trasmissione televisiva ‘ Chi l’ha visto ‘ chiedendo notizie su ‘ Viterbo città europea dello sport ‘,  siamo sicuri che nessuno si farebbe avanti per dire di aver ‘ notato ‘ qualcosa degna di riporto.

Ed oggi la storia, il bluff, la farsa si ripete a… Baku.

Essì.
Eggià.
Epproprio.
A… Baku !

Baku dove l’Unesco conferirà i riconoscimenti 2013 alle Macchine a spalla degne di entrare nella rete (Unesco, per l’appunto).
E noi… noi abbiamo la Macchina di Santa Rosa, la grande Macchina a spalla per eccellenza, quella che da secoli diciamo essere ‘ unica al mondo ‘ (ed è una ovvietà visto che non se ne conoscono altre di… Macchine di Santa Rosa), quella che da decenni diciamo che andrebbe pubblicizzata in modo di dare a Viterbo il ritorno che meriterebbe.

Eqqui… cade l’asino.

Eggià: qui ‘ inciampa ‘ anche la Macchina di Santa Rosa che… da sola non ce la fa (e non ce la farà mai, abbiamo sempre sostenuto noi) a fare quel ‘miracolo‘ che non è compito nemmeno di Santa Rosa compiere ma che sarebbe compito della politica viterbese, degli amministratori del territorio.

Essì, noi siamo convinti che nemmeno a Baku avverrà il miracolo della consacrazione ‘ universale ‘ della Macchina di Santa Rosa come portatrice di benessere alla città di Viterbo ed ai viterbesi.

Nonostante l’entusiasmo del nostro sindaco Leonardo Michelini.
Nonostante l’entusiasmo dell’assessore Giacomo Barelli.
Nonostante l’entusiasmo di Contardo Cesarini.
Nonostante l’entusiasmo di Massimo Mecarini.
Nonostante l’entusiasmo di tutti coloro che hanno approfittato per andare nella sconosciuta Baku, pronti a ricevere in delegazione l’ambito riconoscimento.

Eggià:
L’ennesima medaglietta da appendere sul petto.
L’ennesimo bluff.
L’ennesima illusione.
L’ennesima delusione.

Né più né meno di quanto è successo con la ‘ pecetta ‘ rifilata a Viterbo quale… “ città europea dello sport “.
Chi l’ha vista ?

Eddire che c’era anche chi avrebbe voluto la medaglietta per “… Viterbo capitale europea della cultura ‘.

Se la squadra del vostro cuore ha vinto - recitava ai nostri tempi una pubblicità alla fine della domenica sportiva - brindate con Stock, se la squadra del vostro cuore ha perso… consolatevi con Stock.

Se con la Macchina di Santa Rosa (finalmente) Viterbo ha vinto - potremmo dire oggi - brindiamo con l’Unesco, se con la Macchina di Santa Rosa Viterbo ha (nuovamente) perso… consoliamoci con… l’Unesco.

Della serie… anche questa volta non succederà nulla.

Anche questa volta, medaglietta a parte, con il riconoscimento Unesco per la Macchina di Santa Rosa, a Viterbo non ne verrà proprio nulla.

Si tratta dell’ennesimo bluff, infatti.

A nostro avviso si tratterà dell’ennesima occasione persa dai nostri amministratori, dai politici di casa nostra.

L’ennesima occasione persa da parte di una politica cieca e sorda che non vuole ammettere ( a questo punto dovremmo pensare per mera incapacità e non per altro),  che non vuole ammettere - dicevamo - che la Macchinadi Santa Rosa, da sola, non serve assolutamente a niente dal punto di vista di un possibile turismo stanziale per tutto l’anno.
La Macchina di Santa Rosa, da sola, non serve assolutamente a niente ed a nessuno.

A nessuno se non ai Facchini di Santa Rosa.
A nessuno se non alla tradizione viterbese.
A nessuno ed a niente se non alla fede dei viterbesi nei confronti della loro Santa Compatrona.

Eggià: la fede nella Santa Compatrona.

La fede dei viterbesi nei confronti di Santa Rosa.
La Macchina di Santa Rosa che…  senza Santa Rosanon serve a niente ed a nessuno.

Nemmeno all’Unesco.

La Macchina di Santa Rosa che senza Santa Rosa è solo la celebrazione di un momento, di un giorno.
E l’apoteosi di qualche attimo, l’attimo del passaggio, è la frenesia di qualche ora, nell’attesa del passaggio.
Ma poi tutto si ferma lì.

Poi tutto si ‘spegne‘ con il buio che fa seguito allo sfolgorio delle luci della Macchina di Santa Rosa.

Essì, troppo poco per celebrare la notorietà, la bellezza, l’arte, i monumenti, la cultura ( quale ? ) della città dei Papi, della ex città dei Papi, di Viterbo.

Occorre la Fondazione Santa Rosa, per chi ancora non abbia capito dove vogliamo arrivare.

Senza la ‘ Fondazione ‘ continuiamo ad andare dove siamo sempre andati: verso il nulla, verso l’anonimato, verso il provincialismo più gretto, verso la festa paesana che riempie solo i nostri occhi ed i nostri cuori ma mai riempirà - profanamente - anche… le nostre tasche.

Epproprio: occorre la ‘Fondazione Santa Rosa‘.

Prendiamoci, a Baku, l’ennesima medaglietta ed appendiamola al vestito della festa in modo da poterla esibire nel giorno dell’ altra festa, il 3 settembre.

Un solo giorno su trecentosessantacinque giorni.
Un solo giorno su trecentosessantasei quando cade l’anno bisestile.
Troppo poco per far vivere Viterbo con la Macchina di Santa Rosa.
Il tempo giusto, invece, se si trattasse di inserire ‘la tessera ‘della Macchina di Santa Rosa nel mosaico completo di Santa Rosa.
La Santa che è vissuta (fin quando è vissuta) già lei stessa grazie ad un ‘miracolo‘.

La piccola Santa viterbese che andrebbe studiata, venerata, omaggiata per tutto l’anno come avviene in altre città per Santi sicuramente più noti della nostra Santa Rosa ma non per questo più importanti.

Eggià: ben venga Baku, ben venga l’Unesco, ben venga l’ennesima targhetta  ma, ora… ben venga anche la Fondazione.
Basta con la… scopa vecchia.
Scopa nuova per una ‘nuova Santa Rosa‘.
Scopa nuova per una Fondazione che rappresenti il nuovo del nostro futuro.

Essì.
Eggià.
Epproprio.

La Fondazione Santa Rosa, caro sindaco Michelini.
Almeno ora, dopo… Baku.


O no ?


Michele Bonatesta

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