martedì 17 dicembre 2013

Russia sotto assedio missilistico - Gli usa non piantano alberi ma razzi atomici e Putin risponde


E vai.... yes america!

Stamattina, giorno di luna piena,  facendo colazione al bar di Maria a Spilamberto, assieme a Caterina, mi è capitato l'occhio su una notizia riportata da L'Unità... Sì proprio la vecchia "unità" quella dei comunisti che ora non son più nemmeno socialdemocratici. Una volta si diceva che l'Unità fosse la Pravda italiana  ma adesso è al più una succursale del "wall street journal"... e si è capito subito dal titolo dell'articolo, che riguardava la Russia: "...oro nero e gas.. e Putin schiera i missili"... A giudicare dal semplice titolo  si poteva pensare ad una politica guerrafondaia della Russia, invece nulla di tutto ciò... La Russia è costretta a riposizionare i suoi vettori dopo che gli USA l'hanno circondata con un bel po' di postazioni missilistiche, magari pure armate di bombe atomiche.. Ed inoltre non dimentichiamo che l'avanzata Nato non si ferma agli ex paesi dell'Est ma  si sta spingendo sino all'Ucraina, ove sono in corso "rivoluzioni colorate" (favorite da chi sappiamo) per agevolare l'entrata di questa nazione nell'orbita occidentale....  Povera Russia  sotto assedio di forze maligne deve in qualche modo rispondere... ma le sue risposte sono descritte come "aggressioni"....  

Mi ricorda molto quella favoletta di Esopo!

Ecco la pensa più o meno allo stesso modo anche l'amico Enzo Mannello, di cui segue un intervento (Paolo D'Arpini):



Putin,"missili in giardino"


Nel giardino degli Stati Uniti,in un angolino della vecchia e cara Europa,si piantano missili. Cosa c'è di strano ? Gli Usa hanno centinaia di postazioni missilistiche nel Vecchio Continente, mobili e fisse, con supporto di  basi aeree, terrestri e navali.
Una in più o meno che differenza fa ?


Solo che "questa" batteria non è a stelle e strisce, bensì russa, firmata Putin.
A Kaliningrad (tra Polonia e Lituania) una piccola striscia di terra si insinua nella grande proprietà americana (concessa in usufrutto ai nativi) e,malgrado gli sforzi bellici e diplomatici del passato, resta saldamente territorio russo.


Putin, legittimamente,ci piazza pertanto le batterie di Iskander, ultimo ritrovato della tecnologia di Mosca.

Apriti cielo ! Strepitano tutti (gli occidentali) al "pericolo per la pace nel mondo". Fibrillano il Pentagono, la Nato, la Unione Europea, mezzo Onu e, presumo, finanche il Vaticano.


Rischia di ricrearsi il clima della guerra fredda fatta di mosse, contromosse  e minacce piú o meno velate.


Peraltro tutte verbali e mai, per fortuna, reali.


Un libro ed un film degli anni '50 trattavano l'argomento con brillante ironia.
"Missili in giardino", mai in casa propria... magari più in là, un pochino più lontano. Pur tra menzogne, tresche ed ironici "giochi delle parti" il finale vedeva i locali cittadini con il giardino di casa senza missili ma con un "cattivone" (americano) spedito in orbita.


Obama, interpretando male il libro, tuona contro gli Iskander. 


Presidente, il giardino di Kaliningrad non è quello di casa sua...e, soprattutto, Putin non gradisce dirimpettai che considerino "l'erba del vicino sempre piú verde".

Traduco, per mia stessa chiarezza.


Gli Usa pensino innanzitutto al loro enorme arsenale, vera minaccia costante per tutto il globo che vede stati sovrani invasi ed occupati da truppe americane sempre dietro il pretesto delle altrui  "armi di distruzione di massa".

Liberino i giardini d'Europa, in primis quelli della mia Sicilia, dalle varie Sigonella e Muos.


Dopo, solo molto dopo, potranno pretendere che gli Iskander vengano rimossi.


Di fronte hanno Putin, Presidente con la maiuscola di una nazione che sta ritrovando la dignità e la consapevolezza della propria forza.

A cui, secondo me, pure l'Italia ed altre nazioni mediterranee dovrebbero guardare per affrancarsi dal padronato stelle e strisce.

Grazie per l'attenzione.


Vincenzo Mannello 


...................................



Articolo in sintonia: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2013/12/la-russia-non-cala-le-braghe-anzi.html

Nessun commento:

Posta un commento