giovedì 29 agosto 2013

Segnali di pace della Lista Civica Italiana e di Nonviolenza in Cammino

A sinistra: Bonino ministro ponzio pilato, non vede e non sente

Si sta configurando un nuovo intervento 'umanitario' in Siria da parte dell'alleanza USA/GB/Francia/Turchia, con o senza l'egida dell'ONU: una sconfitta della politica dice Lista civica italiana (LCI). 

Finora l'Italia si è limitata a comunicare che - senza l'egida dell'ONU - non fornirà supporto logistico. Questa e' una posizione di comodo, se non pilatesca, assolutamente insufficiente per il paese che è al centro economico e politico del Mediterraneo e che è il primo partner commerciale della Siria.

La Costituzione italiana, che LCI intende attuare, sancisce, all'articolo 11, che " L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" . La storia recente ha mostrato che gli interventi armati condotti senza il coinvolgimento dell'ONU non hanno risolto i conflitti creando invece tensioni e morti.

LCI invita tutti gli italiani ad esporre la bandiera della pace sui propri balconi per esortare il governo italiano a prendere iniziative verso la comunità internazionale al fine di fermare le azioni di guerra da parte dell'alleanza citata e soprattutto a fermare la guerra civile in Siria che da mesi sta causando migliaia di vittime.

LCI ricorda infine che in un pianeta sovra-sfruttato come é il nostro, qualsiasi distruzione di beni fruibili è una assurdità che si ritorce contro tutta l'umanità.

Esponiamo quindi le bandiere della pace sui balconi: “Siria: se vuoi la pace, prepara la pace”.

Gianni principi - Lista Civica Italiana


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UNA FRANCA PAROLA CONTRO LA GUERRA

La guerra e' la piu' grande violazione dei diritti umani, poiche' essa consiste della commissione di stragi.
E quindi sostenere che si promuove una guerra per difendere i diritti umani e' una contraddizione in termini.
Solo la pace salva le vite e difende i diritti umani.
La lotta contro le dittature, la lotta contro l'imperialismo, la lotta contro la guerra, sono una stessa cosa.
La lotta per i diritti umani, la lotta per la democrazia sostanziata nella giustizia sociale, la lotta per il disarmo, sono una stessa cosa.

Solo la pace promuove la democrazia, solo la pace promuove i diritti umani.

L'obiettivo piu' urgente che l'umanita' deve porsi e' abolire la guerra, prima che la guerra abolisca l'umanita'.
E per abolire la guerra occorre il disarmo; occorre la smilitarizzazione dei conflitti e quindi l'abolizione degli eserciti; ed occorre il dialogo e la cooperazione: nella consapevolezza che vi e' una sola umanita' in un unico mondo casa comune, e che o ci salveremo insieme o insieme periremo.
Per dirlo nel modo piu' semplice ed esatto: occorre la scelta della nonviolenza.

Occorre la scelta della nonviolenza come principio regolatore delle relazioni internazionali.
Occorre la scelta della nonviolenza come principio regolatore delle relazioni sociali.
Occorre la scelta della nonviolenza come principio ispiratore della politica tout court.
Occorre la scelta della nonviolenza, che e' la lotta la piu' nitida e la piu' intransigente contro tutte le violenze, le oppressioni e le menzogne.
La scelta della nonviolenza e' il compito dell'ora del movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita'.

La scelta della nonviolenza e' il compito dell'ora di ogni persona che riconosce la necessita' di relazionarsi agli altri esseri umani ed al mondo vivente nella responsabilita', nella solidarieta', nella condivisione; nel rispetto della vita, della dignita' e dei diritti altrui; nell'applicazione della regola aurea dell'agire nei confronti degli altri cosi' come vorresti che gli altri agissero verso di te.

La scelta della nonviolenza, per dirla con le parole di Aldo Capitini, "e' il varco attuale della storia".
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.


Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

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