lunedì 9 aprile 2012

Thomas Berry, il bioregionalismo e l'Era Ecozoica veniente

Cara Amica Terra

















Recentemente avevo ripreso un articolo di Stefano Panzarasa (http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/04/visione-bioregionale-ecopacifista-verso.html) in cui si parla del tentativo nel mondo cattolico di uniformarsi alle nuove spinte ecologiste.

Ovviamente l'ecologia in qualche forma è sempre esistita nel cristianesimo, basti pensare all'amore per la natura dei primi padri cristiani del deserto od alle lodi naturalistiche del Fraticello di Assisi. Ma una consapevolezza bioregionale e di ecologia profonda è stata raggiunta solo con l'analisi spiritualista, vagamente panteista, del gesuita Thomas Berry. Infatti questo sacerdote, antesignano della consapevolezza olistica, fu alquanto ostracizzato dalle gerarchie ecclesiastiche che videro in lui un rottamatore del pensiero religioso antropocentrico tradizionale, soprattutto quando inneggiava al "celebrare la passione della Terra invece di quella del Cristo, poichè la terra, la vita sulla terra, è altamente offesa e minacciata di distruzione per stupide ragioni speculative e per mancanza di coscienza olistica".

Thomas Berry era perfettamente consapevole che ogni azione comporta una reazione pari e contraria ed egli può essere considerato un precursore del bioregionalismo e dell'ecologia profonda e del pensiero biospirituale, nell'ambito della fede cattolica.

Egli spostava l'attenzione dal passato verso il futuro, verso l'attuazione di un futuro possibile, da lui chiamato Nuova Era Ecozoica, che con il mantenimento del sistema consumista e materialista presente non avrebbe possibilità di manifestarsi...

La specie umana è a rischio sopravvivenza. Per questa ragione questo gesuita "rompighiaccio" trovò impedimenti tenaci alla sua opera di rinnovamento teologico, forse la stessa cosa avvenne a Gesù nella gretta società ebraica della sua epoca.

Ecco di seguito il Manifesto di Thomas Berry per l'Era Ecozoica
1. L'Universo è una comunione di soggetti e non una collezione di oggetti.

2. La Terra esiste e può continuare a esistere solo in un funzionamento integrale. Essa non può sopravvivere frammentata, proprio come qualunque altro organismo. Tuttavia la Terra non possiede un'uniformità globale. Essa è un complesso differenziato di cui va sostenuta l'integrità e l'interrelazione delle varie espressioni bioregionali.

3. La Terra è un bene che ci è stato offerto in godimento soggetto a scadenza. å destinata a danni irreversibili nei suoi maggiori sistemi di funzionamento.

4. Gli esseri umani rappresentano un elemento derivato rispetto alla Terra, che è primaria. Ogni istituzione umana, professione, programma e attività, devono porla al centro dei propri interessi. Nella teoria economica, per esempio, la prima legge deve essere quella della tutela dell'economia terrestre. Un Prodotto Nazionale Lordo in crescita a cui si affianca un Prodotto Terrestre Lordo in deficit rivela l'assurdità della nostra attuale situazione. Per la categoria medica deve essere chiaro che non si può avere gente sana su un pianeta malato.

5. L'intero sistema di funzionamento della Terra si è alterato nella transizione dall'Era Cenozoica a quella Ecozoica. I principali sviluppi del Cenozoico avvennero interamente al di fuori di ogni intervento umano. Nell'Ecozoico noi umani avremo invece un'influenza determinante in quasi tutti i processi evolutivi: anche se non sappiamo come produrre un filo d'erba, questo non potrà crescere se non è accettato, protetto e sostenuto da noi. Il potere costruttivo della nostra creatività nei sistemi naturali della vita è minimo, il nostro potere di negazione, immenso.

6. Per essere valido il "progresso" deve coinvolgere globalmente la Terra e tutti i suoi aspetti. Definire "progresso" lo sfruttamento umano del pianeta è una distorsione inaccettabile.
7. L’Ecozoico potrà diventare una realtà solo mediante il riconoscimento della dimensione femminile della Terra, mediante la la liberazione delle donne dall’oppressione e dalle costrizioni da loro sopportate in passato e mediante l’assunzione di una responsabilità comune, sia maschile che femminile, per stabilire una comunità terrestre integrata.

8. Nel periodo Ecozoico emerge un nuovo ruolo sia per la scienza che per la tecnologia. La scienza dovrebbe provvedere a una comprensione integrale del funzionamento della Terra e delle modalità in cui le attività umane e terrestri possono vicendevolmente potenziarsi. Le scienze biologiche dovrebbero sviluppare un “sentimento per tutto ciò che vive”, un rispetto più profondo della soggettività presente nei vari esseri viventi della Terra. Le tecnologie umane devono armonizzarsi con quelle del mondo naturale.

9. Nuovi principi etici devono emergere attraverso il riconoscimento del male assoluto del biocidio e del genocidio, come pure di tutti gli altri mali che riguardano più specificamente gli umani.

10. È necessaria una nuova sensibilità religiosa, una sensibilità che riconosca la dimensione sacra della Terra e accetti il mondo naturale come manifestazione primaria del mistero ultimo dell’esistenza.

11. È necessario un nuovo linguaggio ecozoico. Il nostro idioma cenozoico è radicalmente inadeguato. Si dovrebbe procedere alla compilazione di un nuovo dizionario che comprenda nuove definizioni dell’esistente e l’introduzione di neologismi per i nuovi modi di essere e per i comportamenti che stanno emergendo.

12. Psichicamente tutti gli archetipi dell’inconscio collettivo acquistano una nuova validità, come pure nuove vie di funzionamento; specialmente nella nostra comprensione simbolica del viaggio iniziatico, del mito della morte-rinascita, della Grande Madre e dell’albero della vita.

13. Si prevedono nuovi sviluppi nel rituale, in tutte le arti e nella letteratura. Specialmente il teatro può trovare straordinarie opportunità nelle tematiche grandiose che vengono elaborate in questi tempi. I conflitti, finora limitati alla semplice dimensione umana, acquisteranno risvolti impensati nella stupenda transizione tra la fine del Cenozoico e l’emergente Ecozoico: dimensioni epiche che superano ogni aspettativa.

14. La mitigazione dell’attuale rovinosa situazione (attraverso il riciclaggio di materiali, il contenimento dei consumi e la cura degli ecosistemi) sarà vana se il nostro intento è quello di limitarci a rendere accettabile il presente sistema. Queste attività indispensabili daranno i loro frutti solo se lo scopo è quello di costruire un nuovo ordine.
(Traduzione a cura di Paolo D'Arpini in collaborazione con Stefano Panzarasa e Mariagrazia Pelaia)


Paolo D'Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

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