martedì 3 aprile 2012

Ancora sulla canapa... parliamo dell'olio e delle fibre






L’olio di semi di canapa è un alimento prodotto con spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa, Cannabis Sativa Linneus.

Come tutti gli olii vegetali un buon olio dipende dalla qualità dei
semi, dalla spremitura a freddo e dalla conservazione. Per evitare l’ossidazione quindi l’irrancidimento è opportuno l’uso di contenitori di vetro scuro, mantenendo la bottiglia in luogo fresco e nel frigo dopo l’apertura.

La storia dell’uso di olio di canapa parte dalla Cina del periodo neolitico
intorno al 3000 a.c. i semi erano usati per combattere le infiammazioni delle
pelle ed erano considerati tonici, ricostituenti, lassativi diuretici ed
eccellenti per liberare dai vermi i neonati e gli animali.

Il primo utilizzo terapeutico della canapa documentato nella letteratura araba
risale ai secoli VIII-IX, le parti della pianta più usate in terapia erano i
semi e in minor misura le foglie.

L’olio di canapa è particolarmente ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi
della famiglia omega. Tecnicamente gli Omega (Ω) sono acidi grassi polinsaturi
che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un primo
doppio legame in posizione 3 (Ω3) o in posizione 6 (Ω6) a partire dall’ultimo
atomo di carbonio della catena che li forma.

Gli acidi grassi essenziali agiscono attraverso vari meccanismi d’azione,
svolgendo ruoli essenziali nei processi metabolici difensivi delle cellule.
sono coinvolte nelle funzioni riproduttive, nelle infiammazioni,
nella febbre e nel dolore associato a traumi o malattie, nella formazione dei
coaguli di sangue, nella regolazione della pressione sanguigna, nella secrezione
dell’acido gastrico e in molti altri processi importanti per la salute
dell’uomo.

La maggior parte degli oli vegetali non contiene il rapporto ottimale di Ω6 e di
Ω3 e tende a promuovere l’accumulo di prodotti intermedi che ostacolano il
metabolismo degli acidi grassi. L’olio di semi di canapa, al contrario, è
correttamente equilibrato e non promuove accumulo di prodotti metabolici.
il rapporto tra Ω6 e Ω3 nell’olio di canapa è di 3 a 1 rispettivamente, e
proprio questo è il rapporto consigliato e confermato dalle ricerche mediche
per l’assunzione degli acidi grassi essenziali. Dagli studi svolti sul rapporto
degli omega sappiamo che durante la storia evoluzionistica dell’uomo il rapporto
tra Ω6/Ω3 era di 1-2/1. Oggi nelle società occidentali è fra 10-20/1. In uno
studio di prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare il rapporto tra
Ω6/Ω3 (LA/ALA) era di 4/1 e ha condotto ad una diminuzione del 70% nella
mortalità totale. Follow - up: 2 anni, mentre il rapporto tra Ω6/Ω3 (LA/ALA) 4/1
sembra essere ottimale per le funzioni mentali. il rapporto tra Ω6/Ω3 di 2-3/1
ha soppresso l’infiammazione in pazienti con l’artrite reumatoide ed un rapporto
di 5/1 ha avuto un effetto benefico sui pazienti con asma, mentre un rapporto di
10/1 ha avuto conseguenze avverse. La conclusione di tali ricerche evidenzia che
un basso rapporto degli acidi grassi Ω6/ Ω3 è desiderabile per attenuare le
complicanze delle malattie cronico - degenerative.

Oltre all’omega 3 e all’omega 6, l’olio di canapa contiene anche la famiglia
dei tocoferoli (vitamina E ) che sono antiossidanti naturali, nonché i
fitosteroli.

L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare cioè un alimento che per sua
natura può ottimizzare la risposta del sistema immunitario come prevenzione ma
anche nella cura di patologie e disturbi che dipendono da squilibri nella
omeostasi metabolica ed alterazioni funzionali del sistema immunitario. L’olio
di canapa può essere considerato “vaccino” nutrizionale nel senso che ha tutti
gli effetti di un alimento protettivo introducendolo quotidianamente nella
dieta. L’olio di canapa ha un odore e un sapore gradevole e può essere
utilizzato, per condire l’insalata, la pasta, il pesce ed essere introdotto
nell’ uso quotidiano al posto degli altri olii di semi.

Il mondo scientifico ammette la straordinaria importanza del consumo adeguato
dei acidi grassi essenziali e la ricerca è ancora in continuo sviluppo. Da uno
studio randomizzato in cieco, placebo controllato con l’assunzione dell’olio di
semi di canapa per quattro settimane in pazienti affetti da dermatite atopica si
è avuto un miglioramento dei sintomi clinici della malattia. Tali risultati
sembrerebbero legati al giusto rapporto tra gli acidi grassi essenziali in
questo olio. Un altro studio randomizzato in doppio cieco ha raggiunto
significato statistico dell’ abbassamento del livello ematico dei trigliceridi e
colesterolo in volontari sani dopo quattro settimane di assunzione dell’olio di
semi di canapa.

Il dott. Jonas Elia, Medico Chirurgo Specialista in pediatria e neuropsichiatria
infantile, nella sua esperienza clinica pluriennale (dai primi anni 90 ) ha
conseguito brillanti risultati nell campo di:
8 malattie asmatiche e affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte
vie respiratorie;
9 dermatiti atopiche ed affezioni cutanee varie (vitiligine, psoriasi, dermatite
seborroica, acne anche nelle forme più gravi, rosacea, lupus cutaneo, ustioni);
10 patologie gastrointestinali (reflusso, colopatie, rettocoliti muco emorragiche);
affezioni vascolari (ipertensione arteriosa e vasculopatie);
11 patologie femminili (malattia fibrocistica del seno, cisti ovariche, disturbi del ciclo, climaterio);
artrosi e artrite reumatoide; convulsivita’;
12 disturbi del linguaggio, autismo giovanile, disturbi caratteriali, impulsivita’;
13 disturbo specifico dell’attenzione, ritardo di acquisizioni psicomotorie;
14 cisti di qualsiasi distretto; poliposi;
15 sclerosi multipla; malattie autoimmuni; osteo porosi; tumori in genere.

L’olio di canapa e consigliato dal Dottor Jonas dal concepimento (gravidanza) fino all’età di 120 anni. L’apporto giornaliero può variare da 1 cucchiaino da te per la prevenzione (evitare nei mesi di luglio agosto) a 1 cucchiaio da tavola per due tre volte al giorno come terapia di attacco, seguendo sempre le istruzioni del medico curante nei casi gravi, per avere la risposta ottimale.

Per questo il compito di spiegare la differenze tra i vari olii considerati come integratori del acidi grassi:
L’olio di Lino contiene un rapporto invertito tra acidi grassi Ω6/Ω3 e può contenere Linamarina, come conseguenza dell’azione dell’enzima linase che produce i glicosidi cianogenetici e per evitare la tossicità si raccomanda infatti di assumere i semi interi o dopo averli bolliti almeno per 10 minuti e in ogni caso è sconsigliabile assumerne in grandi quantità,
L’olio di Borragine non contiene gli omega 3 solo gli omega 6 pero’ contiene tracce di tossine naturali denominate alcaloidi della pirrolizidina, le quali sono alcaloidi tossici che col tempo tendono ad accumularsi nei tessuti dell’organismo e possono provocare tumori e danneggiare il fegato, i reni, il tratto gastrointestinale e l’apparato respiratorio.

Per quanto riguarda gli integratori di omega 3 a base di olio di pesce, questi sono olii concentrati e prodotti con un processo di purificazione in cui l’olio di pesce viene fatto reagire con etanolo formando un substrato sintetico chiamato “estere etilico degli acidi grassi omega-3″11, La soluzione ricavata viene distillata sotto vuoto e condensata, La struttura chimica in cui gli acidi grassi omega-3 si trovano naturalmente nell’olio di pesce, invece, è quella dei trigliceridi naturali.

E’ possibile produrre dei concentrati di acidi grassi omega-3 che siano nella loro forma naturale solo che e’ necessario un passaggio ulteriore, il passaggio in più nella produzione implica dei costi maggiori per il prodotto finale pero’ la cosa piu grave è che tali olii possono essere inquinati con mercurio, diossine, furani e metalli pesanti che derivano dal pesce stesso e, se si tratta di un consumo prolungato nel tempo (come è giusto che sia per gli acidi grassi essenziali) questi contaminanti possono raggiungere livelli altamente tossici e, quindi, pericolosi per la salute, e allora bisogna fare attenzione nella scelta di tali prodotti.

Per l’olio di canapa, come tutti gli olii vegetali, è importante la qualità dei semi, la spremitura a freddo, la conservazione in ambiente fresco al buio per evitare l’ossidazione e l’irrancidimento, inconvenienti ultimi che vengono evitati con l’uso di contenitori di vetro scuro, mantenendo la bottiglia in luogo fresco o nel frigo dopo l’apertura.

Le cause per cui si esplicita una malattia cardiovascolare sono molteplici e non tutte ancora ben chiare.

I principali fattori di rischio attualmente conosciuti consistono: alti livelli
ematici di colesterolo non HDL (VLDL,IDL,LDL), basse livelli di HDL (colesterolo
buono), aumento dei valori dei trigliceridi, ipertensione e sovrappeso.

Il possibile precoce sviluppo dell’arterosclerosi può provocare eventi cardiaci, trombosi ed ictus cerebrali,mentre l’ipertensione ed il sovrappeso aumentano l’incidenza del diabete di tipo 2, che complica il quadro principale comportando l’incremento d’incidenza delle malattie cardiovascolari.

Si sospetta che possano esserci anche altre cause, in particolare di natura infettiva e la sclerosi (indurimento) della parete arteriosa che compare con l’avanzare dell’età.

Questi termini ormai sono diventati di uso quotidiano, visto che nell’arco della vita di quasi il 60 percento della popolazione, si manifestano sintomi di malattie cardiovascolari.

L’aterosclerosi è considerata una malattia infiammatoria cronica che ha origine
dall’infiammazione delle parete interna (intima) dei vasi sanguigni; tale
processo può creare le placche contenenti colesterolo, e insieme
all’aggregazione piastrinica può quindi provocare l’ostruzione dei vasi - in
particolar modo delle arterie coronarie che portano il sangue (e quindi
l’ossigeno) al muscolo cardiaco (l’occlusione delle arterie coronarie è la prima
causa di infarto cardiaco).

La terapia farmacologia attualmente offerta dalla medicina moderna consiste
nell’uso di farmaci che abbassano i livelli ematici del colesterolo (statine),
altri che diminuiscono la pressione sanguigna (Calcio-antagonisti e nitrati) e
altri che sono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina,
che diminuiscono l’aggregazione piastrinica; di solito per protocollo si
prescrivono tutti gli agenti farmacologici in dosi diverse (a secondo del quadro
clinico) per combattere i principali fattori di rischio.

Il problema della terapia con questi farmaci sintetici è dato dagli effetti
collaterali, abbastanza significativi e talora gravi: problemi della
funzionalità epatica, miopatie (la cerivastatina è stata ritirata dal commercio
nel 2001 proprio per questo), rallentamento del battito cardiaco e senso di
affaticamento, problemi a livello gastrico, e molti altri ancora (leggere il
foglio illustrativo per ogni farmaco).

Quindi, le soluzioni adottate dalla medicina moderna consistono nell’utilizzo di
composti sintetici che inibiscono le attività enzimatiche o bloccano i recettori
specifici, situazione in cui l’organismo cerca di superare gli ostacoli
sintetici attraverso l’attivazione di vie metaboliche alternative, fatto che
spiega l’aumento costante delle dosi dei farmaci nel tempo.

Da studi più recenti su esseri umani e su modelli animali, è risultato che la
somministrazione dell’olio di semi di canapa:
Abbassa i livelli ematici di colesterolo non HDL.³-4
Abbassa i livelli ematici dei trigliceridi.³-4
Diminuisce il grado di aggregazione piastrinica.6
E cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.

L’olio di canapa contiene1,7 componenti attivi come gli acidi grassi essenziali
omega-3 e 6 che sono costituenti importanti ed essenziali delle membrane delle
cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni ed hanno il ruolo di
mantenere la corretta funzionalità cellulare.

Il rapporto e la forma chimica di tali acidi grassi essenziali, permette
all’organismo di metabolizzarli in composti piu attivi, per usarli come
mediatori o ligandi specifici solo quando richiesto dall’omeostasi (equilibrio)
senza però ostacolare o bloccare le vie metaboliche; oltre al fatto che l’olio
di canapa contiene la vitamina E, i fitosteroli, il canabidiolo (CBD:
canabinoide non psicoattivo), mircelene, clorofilla e molti altri composti
naturali che funzionano in sinergia, aumentando gli effetti benefici.

Con l’uso quotidiano di olio di canapa possiamo prevenire in buon parte la
progressione di aterosclerosi agendo direttamente sui fattori di rischio,
mantenendo piu elastiche le pareti dei vasi senza avere gli effetti collaterali,
se invece è già in atto la terapia con farmaci l’olio di canapa puo dare
ulteriore miglioramento del quadro clinico, sempre consultando il medico
curante.

Gli studi menzionati sopra sono a favore di tale concezione e siamo certi che in
futuro studi simili e piu ampi confermeranno gli effetti benefici dell’olio di
canapa sia nelle malattie cardiovascolari sia in altre patologie .

modalità di somministrazione
Frutti (semi) freschi macinati
: due cucchiaini da caffè colmi, con latte, tè, yogurt etc.
: 1 cucchiaio da tavola da assumere da settembre a giugno compreso.
Decotto per lattanti e bambini riottosi: far bollire per 6/7 minuti in poca acqua e filtrare; somministrare con
latte o altre bevande
Nella prima infanzia sino a 6 anni circa
Dopo i 6 anni
Frutti (semi) secchi macinati
Ricetta per gli amaretti:
- 3 dosi di polvere secca
- 1 dose di zucchero scarsa
- 1⁄4 di olio di oliva
- acqua quanto basta per impasto semiduro
- un po’ di vaniglia o polvere di cacao.
Nel latte o altro alimento 1 o 2 volte al dì o sotto forma di amaretti.
Preparare gli amaretti su carta da forno e cuocere 10 minuti soltanto a 170 ° in forno.
Lasciarli raffreddare e poi metterli in un contenitore ermetico.
Si possono tritare e sciogliere nel latte.
Olio di semi di canapa biologico spremuto a freddo
(anche in alternativa al decotto): un cucchiaino da caffè Nella prima infanzia fino all’età della pappa al giorno.
Dai 6 anni in poi e adulti : 1 cucchiaino da tè al giorno sempre, escluso luglio ed agosto.

L’olio si può aggiungere al cibo.

Indicazioni
vedi elenco Dott. . Jonas Elia
Tutte le malattie in cui c’è eccesso di infiammazione (abbinato ad olio di aloe e farina di fieno greco) Durante il trattamento della chemioterapia e terapie anti AIDS
Osteoporosi (associando mandorle o fichi secchi)
Poliposi di qualsiasi distretto, cerviciti, annessiti
Applicazioni locali
L’olio è utile per applicazioni locali in varie patologie:
Distorsioni e tendiniti
In associazione con l'idrolato di malva nelle applicando sulla parte una garza imbevuta di idrolato e olio di canapa e lasciandola tutta la notte.
ustioni, nella fimosi e nella fusione delle piccole labbra,
Tale associazione è portentosa in tutte le lesioni cutanee a lenta guarigione o croniche: per esempio, le ragadi al seno.
L'olio è altresì utile nelle ragadi anali (applicare sulla parte con bastoncino cotonato più volte al dì), nella stipsi del lattante e del bambino, nella calazio palpebrale.

Per il mal d’orecchio è ottimo: introdurre nel condotto due gocce più volte al dì.
Per : bagnare i capelli e cospargere con miele (1-2 cucchiaini da distribuire in manierauniforme); lasciare un minuto, sciacquare abbondantemente. Strofinare con asciugamano e applicare olio di avocado.

Se le lesioni sono molto pruriginose, associare uno o due cucchiaini di olio di canapa.

E' consigliabile usare uno shampoo a base di hennè e mallo di noce, anche regolarmente. Fortifica il cuoio capelluto.
capelli con desquamazioni e forfora
Sulle . Si possono fare sciacqui o applicare sulle
gengive una striscia di carta per uso alimentare bagnata con olio di semi di canapa sulle arcate gengivali esterne. E' utile per le gengiviti l'olio associato alla farina di fieno greco: mettere in bocca in modica quantità e distribuire tra i denti con la lingua.gengive infiammate o dopo il trattamento di asportazione del tartaro

Dopo forti esposizioni al sole, l’olio di canapa previene il dolore e riduce il rischio di scottature.


Durante i secoli, i semi di canapa ed il loro olio sono stati riconosciuti
da diverse culture come un efficace trattamento erbaceo per vari tipi di
indisposizione, dalla costipazione alla sindrome pre-mestruale.

Tim Neal della Great Lake Hemp di Ferndale afferma:" L'olio di semi di
canapa sta iniziando ad avere una sua collocazione come il più benefico
tra tutti gli oli naturali disponibili oggi".

" Esistono altre fonti di EFA, ( Grassi Acidi Essenziali ) tipo l'olio di lino e di canola, però
l'olio di semi di canapa fornisce al corpo un ampio spettro di EFA,"
afferma Joel Casman, un dottore naturopatico di Southfield, " la canapa
possiede un'equa divisione degli Omega, ed è il vantaggio che l'olio di
semi di canapa ha sugli altri oli."

L'olio di semi di canapa contiene anche una grande quantità di vitamina E, calcio, magnesio e potassio.

Stains consiglia di prendere un cucchiaio dell'olio tutti i giorni per tenere lontana l'osteoporosi e come aiuto a mantenere le arterie pulite. Staines ritiene inoltre che l'olio di semi di canapa sia anti-colesterolo.

David Klurfed, capo del dipartimento di nutrizione e degli alimenti alla Wayne State University, è d'accordo. Egli sostiene che l'olio di semi di canapa contiene un' ottima percentuale di Omega 3 e 6, e che questi offrono i grassi migliori per ridurre il colesterolo, anche se la scienza non si spiega in che modo.
Le cause per cui si esplicita una malattia cardiovascolare sono molteplici e non tutte ancora ben chiare.

I principali fattori di rischio attualmente conosciuti consistono: alti livelli ematici di colesterolo non HDL (VLDL,IDL,LDL), basse livelli di HDL (colesterolo buono), aumento dei valori dei trigliceridi, ipertensione e sovrappeso.
Il possibile precoce sviluppo dell’ aterosclerosi può provocare eventi cardiaci, trombosi ed ictus cerebrali, mentre l’ipertensione ed il sovrappeso aumentano l’incidenza del diabete di tipo 2, che complica il quadro principale comportando l’incremento d’incidenza delle malattie cardiovascolari.

Si sospetta che possano esserci anche altre cause, in particolare di natura infettiva e la sclerosi (indurimento) della parete arteriosa che compare con l’avanzare dell’età.

Questi termini ormai sono diventati di uso quotidiano, visto che nell’arco della vita di quasi il 60 percento della popolazione, si manifestano sintomi di malattie cardiovascolari.

L’aterosclerosi è considerata una malattia infiammatoria cronica che ha origine dall’infiammazione delle parete interna (intima) dei vasi sanguigni; tale processo può creare le placche contenenti colesterolo, e insieme all’aggregazione piastrinica può quindi provocare l’ostruzione dei vasi - in particolar modo delle arterie coronarie che portano il sangue (e quindi l’ossigeno) al muscolo cardiaco (l’occlusione delle arterie coronarie è la prima causa di infarto cardiaco).
La terapia farmacologia attualmente offerta dalla medicina moderna consiste nell’uso di farmaci che abbassano i livelli ematici del colesterolo (statine), altri che diminuiscono la pressione sanguigna (Calcio-antagonisti e nitrati) e altri che sono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina,
che diminuiscono l’aggregazione piastrinica; di solito per protocollo si prescrivono tutti gli agenti farmacologici in dosi diverse (a secondo del quadro clinico) per combattere i principali fattori di rischio.

Il problema della terapia con questi farmaci sintetici è dato dagli effetti collaterali, abbastanza significativi e talora gravi: problemi della funzionalità epatica, miopatie (la cerivastatina è stata ritirata dal commercio nel 2001 proprio per questo), rallentamento del battito cardiaco e senso di affaticamento, problemi a livello gastrico, e molti altri ancora (leggere il foglio illustrativo per ogni farmaco).

Quindi, le soluzioni adottate dalla medicina moderna consistono nell’utilizzo di composti sintetici che inibiscono le attività enzimatiche o bloccano i recettori specifici, situazione in cui l’organismo cerca di superare gli ostacoli sintetici attraverso l’attivazione di vie metaboliche alternative, fatto che spiega l’aumento costante delle dosi dei farmaci nel tempo.

Da studi più recenti su esseri umani e su modelli animali, è risultato che l’oliodi semi di canapa:
Abbassa i livelli ematici di colesterolo non HDL.³-4
Abbassa i livelli ematici dei trigliceridi.³-4
Diminuisce il grado di aggregazione piastrinica.6
E cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.
L’olio di canapa contiene1,7 componenti attivi come gli acidi grassi essenziali omega-3 e 6 che sono costituenti importanti ed essenziali delle membrane delle cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni ed hanno il ruolo di mantenere la corretta funzionalità cellulare.

Il rapporto e la forma chimica di tali acidi grassi essenziali, permette all’organismo di metabolizzarli in composti piu attivi, per usarli come mediatori o ligandi specifici solo quando richiesto dall’omeostasi (equilibrio) senza però ostacolare o bloccare le vie metaboliche; oltre al fatto che l’olio di canapa contiene la vitamina E, i fitosteroli, il canabidiolo (CBD: canabinoide non psicoattivo), mircelene, clorofilla e molti altri composti naturali che funzionano in sinergia, aumentando gli effetti benefici.

Con l’uso quotidiano di olio di canapa possiamo prevenire in buon parte la progressione di arterosclerosi agendo direttamente sui fattori di rischio,
mantenendo più elastiche le pareti dei vasi senza avere gli effetti collaterali, se invece è già in atto la terapia con farmaci l’olio di canapa puo dare ulteriore miglioramento del quadro clinico, sempre consultando il medico curante.

A cura di Daniele Fuzzi


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Commento aggiunto:

Ivan Ingrillì ha scritto: Io ho fatto esperienza in un negozio che vendeva derivati di canapa, in via dei banchi nuovi e ho avuto modo di partecipare a fiere nazionali e non dove, da anni, ci sono imprenditori e negozianti che la trattano.

Ho parteciparto anche alla raccolta del seme a Torino, in una piantagione sperimentale anni fà, dell'azienda di donna canapa. http://donnacanapa.altervista.org/
Loro hanno due bellissimi negozi a torino che vendono prodotti di canapa.

Il problema della canapa in Italia non è la coltivazione che e' presente in Italia (in rete si trovano le stime) ma bensì la mancanza di imprenditori che la trasformano. Altri problemi legati ai macchinari sono in via di risoluzione definitiva...

Qualcuno c'e' ma sono pochi e comunque i prodotti sono oggi TUTTI reperibili, anche qui posso fornire contatti. Il problema e' che essendoci pochi imprenditori e poca
produzione i prezzi sono ancora alti e non c'e' nessuno che sembri avere interesse al suo ritorno...

Qui un piccolo abstract da Assocanapa: http://www.assocanapa.it/agronomia.php

"""DOMANDA: Quanta canapa si coltiva in Italia?
RISPOSTA: I soci di Assocanapa che hanno coltivato canapa in diverse regioni italiane sono stati fino al 2011 in media 50 ogni anno, la superficie coltivata a canapa da nostri soci è stata in media di 120 ha/anno.
La nostra associazione infatti, in mancanza di impianti di prima trasformazione,
ha sempre cercato di contenere i facili entusiasmi disincentivando chi voleva seminare grandi superfici senza poter lavorare il prodotto. Nel 2011 si sono registrate alcune coltivazioni più estese (fino a 10 ha), che preludono alla creazione dei primi impianti."""

Ma ripeto, ci sono diverse realta' che la coltivano, la producono, la trasformano e la vendono. Il problema della canapa è, come tutte le cose, puramente di conoscenza.
Due settimane fa in e' andato in onda un servizio di un imprenditore che sta costruendo case con biomattoni di canapa, qui trovate la sua presentazione al senato avvenuta lo scorso luglio http://www.youtube.com/watch?v=KgOznH-96hw

Quello che va fatto in Italia e' incentivare la coltivazione e ricostruire una filiera, corta.

Impedimenti non ce ne sono, recentemente l'hanno 'sdoganato' anche l'uso del thc... ci sono i prodotti in farmacia, con ricetta... ma parlando di "droga", una cosa che in pochi sanno e in molti confondono, e' che la canapa ad uso industriale (gen: sativa) è a bassissimo contenuto di thc!!!

In sostanza la canapa utilizzata per carta, alimenti, vestiti, plastica, materiali edili ecc non contiene THC, il thc è contenuto nella canapa indica, insomma non ci si fanno le canne!!

Questo 'misunderstand' ha contribuito molto alla sua censura... c'e' da rifletterci.
NOi erabavo i secondi per quantità e primi per qualità al mondo!ora in europa siamo gli ultimi, credo. La germania produce olio a gogo, tanto che la maggior
parte dell'olio che si trova da noi arriva da li, ma anche altri coltivano alla grande.

I vestiti che vendevo io in negozio erano fatti di canapa coltivata e lavorata a livello industriale in Romania, indovinate da chi? dagli americani... quindi io auspico che gli italiani si sveglino prima che arrivi qualcun altro a coltivarla...

Scusate la lunghezza. Sull'argomento ci si risente presto che ho giusto un altro paio di cose da raccontare...

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