domenica 18 marzo 2012

Misure governative del monti mario per distruggere definitivamente l'agricoltura italiana - Dopo l'IMU.. ecco gli OGM

Proteste in corso dei piccoli agricoltori


Che i Ministri dell'attuale governo non siano amici dell'agricoltura e
dell'ambiente ce ne eravamo accorti.

La grande visibilità data nel Corriere della Sera all'apertura, già nota,
del Ministro Corrado Clini agli OGM è solo un tassello in più per portare avanti
una sistematica distruzione dell'agricoltura italiana, in particolare di
quella delle piccole e medie dimensioni.

Un'apertura fatta in spregio alle scelte maturate in questi anni
all'interno del mondo agricolo ed ambientalista.

La ricetta per distruggere il piccolo e favorire il grande è semplice.

*Primo ingrediente: *applicazione indifferenziata dell'IMU su terreni e
rimesse agricole. Il capanno degli attrezzi spesso costruito con i residui
dei cartelloni stradali, la vecchia stalla, la rimessa dei trattori o la
legnaia, pagheranno, in propozione alle dimensioni, quanto il nuovo cubo
di cemento costruito del latifondista.

*Secondo ingrediente*: abolizione dell'accisa zero per il gasolio agricolo.
Il prezzo del gasolio per l'agricoltura è aumentato nel corso del 2011 del
57,1% e nei primi mesi del 2012 del 25%.

*Terzo ingrediente*: aumento degli oneri contributivi per i coltivatori
diretti

*Quarto ingrediente*: apertura agli OGM. Cosa dice esattamente Clini? Parla
dell'applicazione degli OGM all' agricoltura non alimentare, ovvero a tutte
quelle monoculture necessarie per alimentare le centrali a biomassa di
grandi dimensioni, le "filiere chimiche" che ora sono state colorate di
verde, con un'ipocrisia degna del peggior democristianesimo.

E' dunque una ricetta con pochi ingredienti, quella studiata per sottrarre
le terre ai piccoli contadini (nel 2011 le aziende agricole in sofferenza
nel pagamento dei mutui sono aumentate del 30%) e favorire le grandi
aziende agro-industriali.

Un percorso parallelo a quanto già successo in altri paesi, ad es in India,
dove, negli ultimi decenni, migliaia di contadini hanno abbandonato le
colture per la propria alimentazione per tuffarsi in quelle da reddito.
Salvo poi rendersi conto che queste ultime richiedono più irrigazione, più
pesticidi, più denaro per l'acquisto delle sementi.

Di qui una spirale di indebitamento sempre maggiore che troppo spesso si è
conclusa col suicidio.

In Italia riusciremo ad evitare tutto cio?

Segnalazione di Danilo D'Antonio dalla lista European Consumers

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