venerdì 9 marzo 2012

Illusione e disinformazione - Crediamo solo a ciò che vediamo.. (in televisione)



Da quanti anni si parla della deforestazione amazzonica? da tanti.
Da quanti anni gli indios stanno lottando per la loro sopravvivenza? da tanti.
Da quanti anni si esorta al boicottaggio di questa o quella multinazionale? da tanti.
Da quanti anni si sfornano trattati e convenzioni sui problemi ambientali che trovano le loro scappatoie? da tanti.

A questo punto mi do la riposta: la Storia ha i suoi tempi che vanno oltre la vita personale, intanto scorre la Storia, scorrono le vite nella macelleria globale.
Quello che è successo in Perù non poteva restare nascosto, resta comunque in secondo piano rispetto alle elezioni europee, ai discorsi di Obama e alle sue passeggiate.
Non si poteva non parlare della macelleria peruviana: 38 o più agenti presi in ostaggio, barricate di pietre e tronchi di alberi, un massacro fra gli indios e subito ti imbatti nell'articolo del giornale punto it
(http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=356947)

dove il "problema"diventa spettacolo, se poi si guarda e si legge più o meno tutti i media , destri e sinistri, su questo tono stanno. Il problema in finale si riduce a :
ci sono le multinazionali che depredano come ovunque nei paesi del mondo altro, non dell'altro mondo, e gli indios si ribellano perché non ci vogliono stare vogliono il loro territorio intatto, hanno la loro cultura millenaria da difendere.; sono indios sono! e basta la parola per mettere in moto l'immaginario collettivo di primitivo è bello, primitivo è sano, primitivo è salvifico.

Intanto gli indios, i nativi di America, le tribù tibetane e così via è da un pezzo che non sono più primitivi, sono schiavi in modo peggiori degli altri e chi si è salvato dalla schiavitù è integrato, entrando nella schiavitù generale.
A parte questo la questione è molto più complessa e si innesta in una serie di questioni complesse che fanno parte della complessità globale.

Nel febbraio 2008 si diede mano al Camisea II che si aggiungeva al Camisea I, ossia il finanziamento del Progetto" Perù Lng", un gasdotto per il trasporto di seicento milioni di barili di gas liquido sottratto dal sottosuolo della zona amazzonica attraversata da fiume Camisea, si trattavadi uno dei più grandi investimenti nei territori andini: 3, 9 miliardi di dollari per Camisea II: dentro l' italiana Sace e la USA ExIM Bank, l'Inter-American Developmet Bank e naturalmente la Banca Mondiale, tutti a finanziare i costruttori: spagnola Repsol e texana Hunt Oil che già si erano impegnati in Camisea I.: estrazione, trasporto e distribuzione del gas.Naturalmente gli indios in questo progetto erano di troppo, un bastone fra le ruote, tanto si sapeva che erano un intoppo, che a spostarli di qua e di là, a togliergli il loro territorio, si sarebbero, logicamente, ribellati che si prende la decisione LEGISLATIVA di stabilire che la metà dei proventi di Camisea I e Camisea II avrebbero finanziato il fondo per la difesa nazionale, con un vincolo specifico all'acquisto di armi per esercito e polizia.

Come si intrecciano e si accavallano i "problemi" da quello ambientale, la distruzione di uno dei polmoni del pianeta, i "diritti" delle popolazioni che la abitano e il problema repressivo, e che è un cocktail? NO! perché il punto centrale, la causa prima che scatena poi le concause è la messa in cantiere di Camisea I e Camisea II.

Io trovo che c'è una sottovalutazione generale della questione corridoi, ma come ? mi dico il pianeta è tutto una cantiere di corridoi per la estrazione di gas e petrolio e noi su cosa ci fissiamo? sulla TAV, e sul Ponte sullo stretto!!?? E qui se guardi dall'Africa, all' Asia al medioriente, passando per la Cecenia i Balcani, Europa dell'est fino a Trieste, Livorno è un pullulare di gasdotti e oleodotti e noi prendiamo la cosa quasi come fosse un fattore secondario?

Io invece sono "entrata in fissa" come si suol dire su questa questione dei gasdotti ed oleodotti: perché?

Perché quando, come per l'industria delle automobili, che... non tante ma solo 2 o3, e come per le altre industrie solo 2 o3, arriverà il turno che 7 o 5 sorelle sono troppe, eh lì allora il casino diventerà grosso perché sarà uno scontro tra Russia Cina India Europa America America Latina, in tutti i posti dove passano i corridoi, quale sarà l'esito di questo scontro?

Bella domanda! magari la riposta non bella, dato che la crisi, ormai abbiamo capito, non è una crisi finanziaria ma una crisi reale, una crisi di ridefinizione di capitale, di scontro fa capitalismi in caduta...libera e nuovo capitale all'attacco.

Infatti che succede? che gli indios si sono ribellati contro i gasdotti e contro badate bene! LA COLTIVAZIONE DEI BIOCARBURANTI TANTO CARI AD OBAMA, e ci hanno ragione ci hanno! o gli uni o gli altri sempre loro per le piste ci vanno! nel senso che sempre loro dovranno pagarne le spese, certo alle fine le pagheremo tutti, ma intanto loro le stanno a pagare.

Gli indios si ribellano per i gasdotti e per i biocarburanti e Greenpeace che fa? se ne esce pochi giorni prima con un rapporto "Geox soffoca l'Amazzonia", non sto dicendo che ha sbagliato, badate bene, e pure quello non è un "problema" da poco, oh che lì è un macello è vero! Però mentre loro parlano di Geox, Adidas, Kraft, Cremonini.... gli indios si ribellano per i gasdotti e per i biocarburanti.

A parte che io più che delle scarpe che ci mettiamo ai piedi mi preoccuperei delle condizioni di lavoro di schiavitù di questi indigeni, ma mi chiedo come mai a guardare le scarpe e gli indios si ribellano per i gasdotti e i biocarburanti? mi rispondo: perché ognuno sta chiuso nella sua visione particolare, specifica, qui il mondo ora va a specializzazioni, come la scienza e la medicina, e l'uomo, la natura , la società, il sistema produttivo nel suo INSIEME non si vede più.

Infatti mi imbatto in una notiziola comparsa così che ha me invece pare molto molto importante, questa: http://news.rifiutiebonifiche.it/ambiente/la-shell-sotto-processo-alla-sbarra-per-omicidio.html

la Shell sotto processo!? Una cosa mica da poco!... incomincia piano piano, prima di cominciare alla grande la guerra fra le sorelle come Fiat Chrysler Opel.....? tra guerra dell'acqua e guerra delle materie prime dove si andrà a finire?

Agli indios di forza li hanno cacciati, di forza li hanno resi schiavi, di forza gli hanno tolta la foresta amazzonica, mica conniventi per i vostri chalet come voi.

C'era chi diceva guardi i dito e non guardi la luna, a chi guarda la luna dicono che è un cane che abbia alla luna.

Un macello, un macello globale. E gli indios in questo macello? i petroleros li convinsero a sfollare le loro terre in cambio di beni consumo accampati presso gli impianti, come fecero con i nativi americani, li misero gli uni contro gli altri, li fecero diventare killer di una tribù contro l'altra, reclutati sotto costo per il lavoro al servizio dei padroni e per le loro guerre intestine, gli portarono la sifilide e l'alcolismo e tutte le loro porcherie come sempre!

Hanno la forza di ribellarsi, in cosa si può sperare se non nella ribellione?
Io per mio conto spero che di ribellioni in ribellioni si arrivi al fine alla ragione " radicale" che è in sé stessa la causa scatenante di tutti i problemi.

O RIVOLUZIONE O GUERRA
O COMUNISMO O BARBARIE

Vittoria

L'avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org

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Commento di Giuseppe Turrisi: “Si continua a sottovaluatre il potere narcotizzante della televisione e dei mass-media .. che plagiano il cervello delle massa all'indifferenza, alla codardia, all'individualismo, all'impocrisia, alla inutilità dell'esistenza stessa della vita.... si sa perfettamente che i drogati non hano resispetto per la propria stessa dignità quindi gli italiani ma anche tre quarti di europa sono da infilare nelle schiere di "conigli e dei coglioni" SE NON SI CAPISCE DI AVERE IL PROBLEMA DELLA DROGA TELEVISIVA MA SI CAPIRA CHE BISOGNA SPEGNERE E BUTTARE IL TELVISORE.... ci illudiamo di essere padroni delle nostre idee ... invece siamo e pensiamo solo ciò che vediamo (in televisione).."

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Commento di Maurizio Barozzi: "Quando si parla di ambiente, di foresta Amazzonica e tanti altri scempi, che hanno apportato carestie, malattie, morte e distruzione e non solo ai nativi del luogo, bisogna sapere che tutto scaturisce da due mostruosità:

la prima è lo sporco tornaconto di matrice capitalista e speculativa a cui interessano solo gli aspetti remunerativi.

La seconda e il controllo del potere mondiale da parte delle forze e delle ideologie mondialiste. Queste hanno calibrato e conformato, dal dopoguerra ad oggi, le loro politiche di sviluppo economico, di sfruttamento delle risorse della terra, di controllo delle nascite e di assoggettamento dei popoli, conformemente agli interessi delle multinazionali e dei grandi trust bancari.

Sono le Istituzioni e le Organizzazioni mondialiste, attraverso gli studi della Banca Mondiale, che impongono, a viva forza, alle singole nazioni determinati “aggiustamenti” finalizzati ad indirizzare lo sviluppo e la produzione in un determinato senso. E questi aggiustamenti, con le buone o con le cattive, devono essere accettati per forza, pena essere esclusi dalle politiche e dal commercio internazionale e non avere i prestiti ad usura promessi.

Questo determina la distruzione di vari ambienti ecologici, l’impoverimento totale di certe popolazioni, il saccheggio delle risorse della terra per sostenere il moloch mondialista.

Lottare per difendere la foresta amazzonica, ma non solo, significa lottare contro il potere locale che ha ceduto ai ricatti e alla corruzione delle Organizzazioni mondialiste; significa lottare contro le multinazionali che procedono senza alcuna pietà al saccheggio ambientale per i loro scopi industriali; significa lottare contro il sistema dell’Alta finanza che specula e controlla tutto questo processo distruttivo; significa lottare contro il mondialismo con le sue false ideologie egualitarie, neoradicali e consumiste, la sua corruzione delle menti e delle coscienze, i suoi mass media che procedono a lobitizzare l’opinione pubblica mondiale.

E scusate se e poco.

Figuratevi se questa rivoluzione la possono fare enti e associazioni per così dire “verdi” o “ambientaliste” o addirittura ONG di comodo, tutte strutture nate e finanziate in ambiti mondialisti."

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