sabato 5 dicembre 2015

Contro la guerra imperialista.... la soluzione è la rivoluzione socialista...


Durante l’ultimo mese la tendenza alla guerra imperialista ha visto una pericolosa accelerazione. In poco tempo la Francia, gli Stati Uniti, la Russia, la Germania, il Regno Unito e altre potenze imperialiste, sfruttando la solidarietà con le vittime dei barbari attentati di Parigi, hanno intensificato il loro intervento militare in Siria, la porta del petrolio del Medio Oriente, dichiarandosi in guerra contro il cosiddetto Stato Islamico.
Allo stesso tempo, i governi borghesi aumentano le spese militari (la politica di austerità si applica solo per le spese sociali, non per quelle militari!); prendono misure poliziesche e repressive per immobilizzare il movimento operaio e sindacale, i giovani che manifestano la loro protesta; induriscono le misure arbitrarie contro i migranti che fuggono dalle zone di guerra; portano avanti la trasformazione reazionaria degli Stati borghesi; avvelenano l’animo delle masse con il razzismo e l’islamofobia.
In questo scenario, l’abbattimento di un cacciabombardiere russo da parte delle forze armate turche va ad inasprire la disputa fra potenze imperialiste e capitaliste per il dominio della Siria e dell’intera regione, che può sfociare in uno scontro armato generalizzato
Condanniamo senza riserve il terrorismo antipopolare che ha colpito in Turchia, Francia, Tunisia, Libano, Egitto, Nigeria, Mali, Camerun, uccidendo un gran numero di persone innocenti. Si tratta di un terrorismo reazionario che aspira a mantenere i popoli nell’arretratezza, nella sottomissione e nell’oscurantismo religioso, che devia le loro lotte verso scopi utili all’imperialismo e attacca le forze rivoluzionarie e progressiste.
Denunciamo l’infame manipolazione di questi attentati compiuta dalle potenze imperialiste e dalle classi dominanti per trascinare i lavoratori e i popoli nell’orbita di una nuova guerra imperialista.
I sanguinosi attentati commessi dalle bande dei fanatici jihadisti sono inammissibili. Ma chi li ha appoggiati, armati e finanziati?
Il terrorismo jihadista si è sviluppato su un terreno devastato da decenni di interventi e invasioni armate dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati in Medio oriente, in Afghanistan, nel Maghreb e nell’Africa subsahariana, scatenati con menzogne e falsi pretesti per sfruttare i popoli e le loro ricchezze naturali. E’ dunque la conseguenza diretta della politica di guerra, di saccheggio imperialista, di complotti e ingerenze che ha causato milioni di morti, violenze, torture, distruzione di città, destabilizzazione politica, migrazione di massa, povertà e disperazione, che ha prodotto una guerra civile reazionaria in Iraq e in Siria, paesi smembrati per ridisegnare la mappa della regione.
I capi delle potenze imperialiste sono i responsabili degli interventi militari che hanno alimentato il fanatismo jihadista. Sono coloro che hanno sostenuto, armato e utilizzato per lunghi anni il terrorismo di Stato dei sionisti e quello antipopolare di Al Qaeda e del Daesh per rafforzare il loro dominio. Sono gli stessi che vendono armi e fanno affari con gli sponsor del terrorismo salafita, che violano le leggi internazionali e commettono crimini enormi contro i lavoratori e i popoli. 
La “ragione” per cui le potenze imperialiste intervengono con le armi in Siria non ha nulla a che vedere con gli interessi e le aspirazioni del popolo siriano, con la libertà dei popoli oppressi, come il popolo palestinese e quello kurdo. L’intervento imperialista favorisce invece i monopoli e le forze reazionarie interne, regionali e internazionali.
Il contenuto reale della politica seguita dalle potenze imperialiste in Siria, in Iraq, in Afghanistan, in Africa e in America Latina…. è la lotta a coltello fra USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania, Turchia etc., per una nuova ripartizione del mondo, delle sfere di influenza, dei mercati, delle risorse dei paesi dipendenti, per mezzo di un’accanita guerra economica e delle operazioni belliche. E’ la lotta della borghesia decrepita e in putrefazione delle “grandi nazioni” per la spartizione e l’asservimento delle “piccole” nazioni, per aumentare i super-profitti dell’oligarchia finanziaria. L’elemento del contrasto al terrorismo jihadista è secondario e non cambia di una virgola il carattere imperialista dell’intervento militare.
In questa drammatica situazione, il comportamento dei capi dei partiti socialdemocratici e riformisti è un autentico tradimento della causa della classe operaia e dei popoli, della pace e della democrazia.
Gli opportunisti votano le misure e le spese di guerra, lo stato d’emergenza, si dichiarano d’accordo con l’“unione sacra” con l’oligarchia, adottano la politica di oppressione dei popoli, ripetono le frasi nazionaliste della destra e dei fascisti. Sono divenuti un appendice della politica e della propaganda imperialista. Da parte loro i revisionisti consigliano ai popoli di appoggiarsi su un imperialismo, quello russo o cinese, per combatterne un altro, quello USA. Entrambi abbelliscono l’imperialismo, nascondono agli occhi dei lavoratori e dei popoli la politica di sfruttamento e di oppressione degli Stati borghesi e dei monopoli capitalistici, entrambi tradiscono la causa della rivoluzione e della liberazione dei popoli.
Il proletariato rivoluzionario non si lascerà ingannare da questi traditori, ma agirà per denunciare, smascherare e sconfiggere la politica di guerra, di terrore di miseria preparata e portata avanti dall’imperialismo e dalle classi dominanti in ogni paese.
Esigiamo il ritiro di tutte le potenze imperialiste e capitaliste dalla Siria, dall’Iraq e dagli altri paesi della regione, la smobilitazione immediata di tutte le truppe straniere e la fine di ogni appoggio alle forze jihadiste.
Rivendichiamo l’uscita dalle alleanze militari belliciste e la loro dissoluzione, lo smantellamento delle basi straniere, come quelle USA e NATO nei nostri paesi!
Diciamo NO alle spese di guerra, al riarmo, ai provvedimenti di militarizzazione applicati dai governi borghesi.
Rifiutiamo lo stato d’emergenza che viene imposto in alcuni dei nostri paesi. Rivendichiamo il diritto di manifestazione, di riunione, di sciopero, difendiamo le libertà di manifestazione di espressione e di movimento. Diamo vita alla lotta più implacabile di tutti gli sfruttati e gli oppressi contro gli sfruttatori e i fautori di guerra, sulla base degli interessi politici e economici della classe operaia e con azioni unitarie.
Diamo il nostro appoggio ai movimenti di liberazione nazionale e sociale dei popoli oppressi, sostenendo il diritto delle nazioni oppresse all’autodeterminazione, fino alla separazione.
Lottiamo a fondo contro il nazionalismo e lo sciovinismo, e chiamiamo alla solidarietà internazionale degli operai, dei lavoratori e dei popoli.
Per il fronte comune di lotta della classe operaia e dei popoli oppressi del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina e di tutto il mondo contro l’imperialismo, la reazione e il fascismo.
Di fronte alla barbarie capitalista e imperialista la sola soluzione è la rivoluzione e il socialismo!
Teoria e Prassi - Dicembre 2015
teoriaeprassi@yahoo.it

Comitato di Coordinamento della Conferenza Internazionale
di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)

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