sabato 23 agosto 2014

L'altra civiltà, quella degli "incivili" indiani d'America


"Prima dell'arrivo dei nostri fratelli bianchi, e del loro tentativo di trasformarci in uomini civilizzati, noi indiani non avevamo prigioni.
E di conseguenza non avevamo nemmeno delinquenti: senza prigioni non possono esserci delinquenti.
Non avevamo serrature o chiavi: quindi non c'erano ladri.
Se qualcuno diventava così povero da non avere un cavallo, una tenda o una coperta, gli venivano dati in dono.
Desideravamo possedere cose solo per poterle donare.
Non conoscevamo nessun tipo di denaro, così non usavamo la ricchezza come parametro per calcolare il valore di una persona.
Non avevamo leggi scritte, né avvocati, né politici, così non ci potevamo imbrogliare l'uno con l'altro.
Prima dell'arrivo dei bianchi eravamo proprio conciati male e non riesco a capire come potevamo cavarcela senza tutte quelle cose fondamentali che, come ci dicono, sono alla base di una società civile".
Tahca Ushte (Cervo Zoppo), Mineconju-Lakota Sioux, America Settentrionale (1903-1976)
 Lo stato della attuale sedicente civiltà, che osa impudentemente dirsi giusto e legittimo, se non è sotto il pieno e verace controllo politico democratico del popolo, assume giovani disoccupati e li paga per imparare a sparare.
Poi li paga per andare in giro per il mondo a sparare addosso ad altri giovani.
Le continue sanguinarie stragi di questi stati, in mezzo ai quali ogni giorno viviamo, sono davanti agli occhi di tutti coloro che le vogliano guardare, invece di voltare il viso dall'altra parte.
L'unico modo per impedirglielo è che lo stato sia davvero sotto il controllo politico democratico diretto ed effettivo del popolo: perché solo una minoranza trae vantaggio dalle guerre, a spese della maggioranza calpestata e violentata.
E indispensabile la sovranità popolare vera ed effettiva.
Nel cerchio intorno al fuoco dei pellerossa, si praticava la autentica sovranità popolare.
Tutti avevano diritto di parola, anche i bambini, certi che nessuno avrebbe parlato con lingua biforcuta, non avendone alcun bisogno.
Chiunque poteva dire tutto ciò che voleva, e da tutti veniva ascoltato con attenzione e rispetto, quale membro della stessa vita di cui tutti facciamo parte.
Quando avesse ad accadere che un gruppo si trovasse in forte inconciliabile dissenso con la decisione conclusa dalla maggioranza, aveva diritto di annunciare che si staccava in pace, andando a formare un'altra tribù, per la impossibilità a condividere la scelta fatta dagli altri.
Solamente in due circostanze di emergenza, in guerra o in marcia di trasferimento, era necessario rinviare la separazione a dopo la conclusione dell'operazione, per non mettere in eccessiva difficoltà il gruppo originale.
Lo Stato A Parte Free Lakota Internationa Democratic Kingdom si ispira a questa forma di sovranità popolare.
Nel nome del Grande Spirito che tutto permea e tutto è: sia la sua presenza sempre viva e visibile, chiaramente percepita, in mezzo a voi,
Augh.


Sarvamangalam.

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