sabato 5 aprile 2014

Viterbo - Il romanzo della Palestra Polisportiva di Santa Barbara, autore Michele Bonatesta

Lettera aperta del senatore Michele Bonatesta al
Sindaco di Viterbo, all’assessora Saraconi, alla
Giunta, ai consiglieri comunali, ai dirigenti del
Comune di Viterbo, al presidente Filippo Rossi


VITERBO. Carissimo sindaco di Viterbo, ingegnere Leonardo Michelini;
gentilissima assessora del Comune di Viterbo, arch. Raffaela Saraconi;
egregi membri della giunta comunale di Viterbo;
illustri consiglieri del Comune di Viterbo;
esimi dirigenti degli Uffici del Comune di Viterbo;
Illustrissimo presidente del consiglio comunale di Viterbo, Filippo Rossi;
carissimi tutti.

Avrei fatto volentieri a meno di rivolgermi pubblicamente ad un così elevato consesso se alla riunione dell’altro ieri nei locali della Parrocchia di Santa Barbara fosse stato presente un pubblico un po’ più numeroso ma soprattutto se l’unico giornalista presente, il signor Giuseppe Ferlicca, avesse fatto il suo mestiere anziché fare quello che - forse - gli hanno detto di fare: vedere, ascoltare… non riferire.

Essì, perché… perché tutto posso pensare meno che il signor Giuseppe Ferlicca sia un utile idiota né tantomeno posso pensare che il giornalista Giuseppe Ferlicca sia un professionista della penna che non capisce quello che ascolta.
Tutt’altro.
Il signor Giuseppe Ferlicca non è un utile idiota ed è uno che capisce anche se… anche se ha un difetto, un grosso difetto - ad avviso del sottoscritto, ovviamente per cui… per cui una banalissima opinione personale che non fa testo! -. Il signor Giuseppe Ferlicca - dicevo - ha un difetto che per un giornalista ‘ vero ‘ , però, è un difetto capitale, peggiore dei peccati capitali vale a dire… vale a dire che di quel che sente  riporta solo quello che a lui piace.
D’altra parte lo ammise lui stesso pubblicamente durante una riunione pre elettorale.
Ecco perché non posso assolutamente pensare che il giornalista Giuseppe Ferlicca riporti solo quello che… ad altri può far piacere.

Nossignore: il signor Giuseppe Ferlicca è un giornalista… nato ‘censore‘.
E così l’altro ieri, ha ‘ censurato ‘ la parte più importante di tutta la riunione vale a dire… vale a dire l’intervento del sottoscritto (che a lui, però,  non era… piaciuto).

Un intervento che è stato una vera e propria ‘ DIFFIDA PUBBLICA ‘ nei confronti del Comune di Viterbo spiegando i motivi per cui la famosa palestra che ha sollevato l’indignazione degli abitanti del quartiere di Santa Barbara non si può realizzare, ad avviso del sottoscritto, quantomeno non si può realizzare con i 700.00 euro che il Comune di Viterbo avrebbe pensato di utilizzare come finanziamento dell’opera.

Eggià: 700.000 euro portati dal sottoscritto nel 2005 al Comune di Viterbo (e ottenuti ‘ strappandoli ‘ alla Finanziaria dell’epoca ) con una ‘ FINALIZZAZIONE ‘ ben precisa.

Essì: il signor Giuseppe Ferlicca, nel suo resoconto giornalistico, ha volutamente omesso - debbo ritenere - questo ‘ passaggio ‘ che sicuramente è stato il più importante di tutta la riunione ( e non perché lo abbia fatto il sottoscritto o perché lo stia dicendo io) ragion per cui oggi sono costretto a ripetere pubblicamente la mia ‘ DIFFIDA’ alla quale - come anticipato nel succitato intervento - faranno seguito ( se necessari ) atti ufficiali e legali nei confronti del Comune di Viterbo e di chiunque altro dovesse autorizzare l’utilizzazione di quei 700.000 euro per la costruzione di una palestra a Santa Barbara. Atti che verranno inoltrati alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Viterbo perché accertino se siano stati compiuti eventuali  atti illegittimi da parte di chicchessia.

Ma torniamo all’inizio, dopo questa doverosa divagazione dedicata al giornalista viterbese Giuseppe Ferlicca.

Dunque… dunque… carissimi tutti.

Quella palestra a Santa Barbara, carissimo sindaco Leonardo Michelini e gentilissima assessora Raffaela Saraconi, a giudizio del sottoscritto…’n se po’ ffà !

‘N se po’ fa’ con i 700.000 euro portati dal sottoscritto - e da voi stessi ammesso pubblicamente - quando il sottoscritto era senatore della Repubblica Italiana - in quanto trattasi di soldi provenienti da una Legge Finanziaria la cui utilizzazione era specificatamente ‘ finalizzata ‘ nello stesso atto di concessione.

Vale a dire… vale a dire che quei 700.000 euro venivano dati dallo Stato al Comune di Viterbo ( su richiesta del sottoscritto e su deliberazione del Senato stesso e successivamente anche della Camera dei Deputati ) ‘ finalizzandoli ‘ alla realizzazione di un progetto già esistente,  indicato dal Comune di Viterbo, vale a dire “ la realizzazione di un complesso sportivo polifunzionale a Santa Barbara, composto da un campo di calcio con tribune e spogliatoi ed annesso parcheggio per le auto, oltre a quattro campi da tennis “.

Epproprio: con quei 700.000 euro portati dal sottoscritto nel 2005 si sarebbe dovuto e potuto realizzare solo quanto previsto nella ‘ finalizzazione ‘, vale a dire: un campo da calcio con tribune, spogliatoi e parcheggio per 140 auto, nonché 4 campi da tennis”.

Da nessuna parte di parla di… palestre o simili.

Come già spiegato l’altra sera ( e ‘ sfuggito ‘ al giornalistaGiuseppe Ferlicca ) quel progetto e quella ‘finalizzazione ‘ dei 700.000 euro fu concordata precedentemente alla presentazione da parte del sottoscritto del necessario emendamento alla legge Finanziaria con l’allora sindaco Giancarlo Gabbianelli e con l’allora general manager dell’urbanistica al Comune di Viterbo, arch. Armando Balducci.
Ma non basta: quel progetto e quella ‘ finalizzazione ‘ risalenti all’anno 2005, furono confermati nel 2007(rispondendo ad una intervista del giornalista viterbeseGianfranco Faperdue, sicuramente molto più espertoed ‘ attento ‘ del suo collega Giusepe Ferlicca) dall’arch. Gay che addirittura mostrò  lo schizzo del progetto stesso, anticipando che il meccanismo per la realizzazione dell’opera era comunque stato già avviato e che erano anche pronte per essere spedite le lettere per gli espropri.

Ma poi tutti sappiamo - carissimi tutti - come andarono le vicende del Comune di Viterbo.

Giancarlo Gabbianelli decise di dismettere la fascia tricolore da sindaco, l’architetto Armando Balducci ‘emigrò ‘ al Comune di Roma.
Ed il progetto per il complesso sportivo polifunzionale a Santa Barbara ?
Elementare Watson: qualcuno ( a questo punto ci sarà, ovviamente, da appurare… ‘ chi ‘ ), qualcuno - dicevo -decise di non far partire più le lettere per gli espropri e in quei terreni - al posto del complesso sportivo polifunzionale sorsero i soliti… bellissimi…. palazzoni.

Di chi erano quei terreni ?
Sarebbe interessante saperlo, carissimi tutti.
Di chi è il terreno dove si vorrebbe far sorgere oggi la palestra?
Sarebbe interessante saperlo, carissimi tutti.
Sapere di chi è e - eventualmente - quanto sarebbe stato pagato, con quali soldi.

Essì.
Eggià.
Eccerto.

Perché… perché… quei 700.000 euro non erano finalizzati a nessuna palestra e non è possibile farci qualcosa di differente da quello per cui lo Stato li concesse al Comune di Viterbo - su specifica indicazione del sottoscritto senatore della Repubblica e dell’intero parlamento .
Come per la storia dei tre milioni di euro finalizzati alla realizzazione dell’aeroporto civile di Viterbo (che non c’è), carissimi tutti.
Eggià: quei soldi per il complesso sportivo polivalente a Santa Barbara vanno restituiti alla Stato.
Come quelli per l’aeroporto civile di Viterbo ( che non c’è ).

Così dice la legge !
Così dice la Corte dei Conti.

Tant’è che dal 2007 ( anno dell’intervista all’arch. Gay, sette anni fa… vale a dire) si è dovuto aspettare sino al 2012 ( altri cinque anni, dunque) perché il Comune di Viterbo ‘ approvasse ‘ il progetto della palestra a Santa Barbara.
Essì, nel 2012 ‘ qualcuno ‘ improvvisamente scopre che a Santa Barbara ci sarebbe bisogno di una palestra e pensa di realizzarla con i soldi dello Stato rimasti inutilizzati in un cassetto per ben sette anni.
Mentre poco prima l’assessore Giovanni Arena aveva dichiarato che a Santa Barbara non c’era bisogno di altri impianti sportivi (oltre quelli già realizzati) per cui non c’era bisogno di spendere quei ‘ famosi ‘ 700.000 euro.

Questo - perlomeno -, carissimi tutti, è quello che è stato detto nella riunione dell’altra sera.

Chissà chi sarà stato questo ‘ qualcuno ‘ e chi sarà stato colui che è riuscito ( dopo 7 anni) a ‘ fare aprire gli occhi ‘ a… quel qualcuno.
Ma ora tutti, carissimi tutti, compreso il giornalista Giusppe Ferlicca, tutti sapete ufficialmente  - dicevo - che la palestra con quei soldi non potrebbe essere realizzata ( a meno di non voler rischiare di incappare in qualche atto illegittimo) e che quei soldi andrebbero invece restituiti allo Stato proprio mentre il governo è occupato a raschiare il barile ( sul già raschiato ) onde reperire fondi che vadano a vantaggio di tutti.

Eggià: soldi pubblici che devono essere utilizzati nel migliore dei modi in favore della collettività.

Ma siete veramente sicuri, carissimi tutti, che se si realizzasse quella palestra la stessa sarebbe a favore della collettività del quartiere di Santa Barbara?

Io sono convinto di no, carissimi tutti, ed ecco il motivo della mia diffida: perché sono convinto che dietro quella palestra potrebbe domani nascondersi l’ennesimo business per qualche privato, realizzato con i fondi pubblici.

Oramai lo abbiamo visto dappertutto.

Lo abbiamo visto con il Palamalè, affidato in gestione ai privati.
Lo abbiamo visto con la piscina ‘ comunale ‘, affidata in gestione ai privati.
Entrambe opere sportive realizzate soprattutto con i soldi  (pubblici) del CONI ma che oggi servono a dare pane e companatico  a chi è riuscito a prenderne la gestione.

E la stessa cosa avverrebbe con la palestra (eventuale) aSanta Barbara.

Con la palestra ove ‘ il privato di turno ‘ ( ed il sottoscritto un nome in testa già lo avrebbe ! ) troverebbe nel quartiere di Santa Barbara - non meno di 7.000 abitanti, probabilmente - la sua… miniera d’oro, nella palestra la sua… gallina dalle uova d’oro.

Una palestra a disposizione di Santa Barbara e dell’intera città - certo - ma magari sotto forma di ‘ corsi ‘ ( a pagamento, ovviamente) per bambini ed adulti, per giovani ed anziani, dal fitness a qualsiasi altra cosa.
E poi ci sarebbero i tabelloni pubblicitari.
E poi ci sarebbero le manifestazioni non necessariamente sportive ma ugualmente… con affitto dei locali.
E poi ci sarebbe, carissimi tutti… e poi ci sarebbe, carissimi tutti…
Massì, ci siamo capiti, carissimi tutti.
Ci sarebbe il business.
E non potrebbe non esserci il collegamento tra business e politica, carissimi tutti.. tanto per dircela tutta.

Essì.
Eggià.
Epproprio.

Il business con i soldi dello stato.
Il business a Santa Barbara con 700.000 mila euro che non possono legittimamente essere utilizzati per scopi differenti dalla finalizzazione per la quale furono concessi.

Altro che parco, carissimi tutti.
Altro che querce, carissimi tutti.
Altro che olivi, carissimi tutti.
Altro che giochi per i bambini, carissimi tutti.

Eccerto: il busines-palestra a Santa Barbara può essere realizzato anche senza toccare le querce e gli olivi e tutto il resto ma… ma non potrà  essere realizzato con  ‘ quei ‘ soldi pubblici, con quei 700.00 euro provenienti dalla Finanziaria del 2005.
Epproprio: il sottoscritto cercherà di impedirlo in tutti i modi dato che poi - a  fianco della palestra - con il nuovo P.R.G. nessuno può escludere che arrivino altre ‘ torri ‘ per il… popolo.
Speriamo pertanto che ora, carissimi tutti, il problema sia molto più chiaro a tutti voi, compresi quei dirigenti che dovranno eventualmente dire ( e sottoscrivere )  che… fondi finalizzati dallo Stato alla realizzazione di una determinata opera possono essere usati differentemente, ad libidinum di chi li ha ottenuti.
Speriamo che ora il problema sia più chiaro per tutti e che… tutti conveniamo che quella palestra a Santa Barbara… ‘n se po’ fa !

Speriamo che ora il problema sia più chiaro per tutti, compresa la prefetta di Viterbo, dottoressa Antonella Scolamiero ( che forse lo ignorava dl tutto).
Speriamo che ora il problema sia più chiaro per tutti, compreso il giornalista Giuseppe Ferlicca ( al quale, però… non piace).


O no ?


Sen. Michele Bonatesta


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