mercoledì 22 gennaio 2014

Un'altra Spilamberto (al femminile) non solo è possibile... ma è anche attuabile....


Spilambeto - Daniela Barozzi (con la cartellina gialla) ed alcuni amici

Spilamberto (Mo) - Il momento politico credo sia particolare e foriero di un nuovo modo di "vivere" la politica da parte dei cittadini e quindi, per forza anche delle istituzioni.


La crisi, economica, ma non solo, ha portato con sé il desiderio di sapere, di capire, per poter partecipare e non delegare così più completamente le scelte, almeno a livello locale, per non dover poi dire, un domani "questo non va bene, quest'altro non va bene", ma con la coscienza "sporca" di chi ha sempre delegato fidandosi, tutte le decisioni a chi sta nei posti di potere. Le vicende degli ultimi anni, in cui tante amministrazioni sono incorse nei rigori (si fa per dire) della legge, ci fa capire che l'attenzione (e la competenza) sulle "politiche" delle amministrazioni, deve essere sempre ai massimi livelli, per quel che sono le nostre, umane, possibilità.

Duole scrivere certe cose, e il Comune di Spilamberto non è certo tra quelli  le cui scelte sono state fatte massimamente per  andare incontro ad interessi che non fossero esclusivamente quelli pubblici, ma il malcontento su alcune questioni vecchie e nuove serpeggia.

E' per questo che questa campagna elettorale dei due candidati sindaco alle primarie del PD di Spilamberto, è, a mio parere, molto appassionante. Non credo ci sia mai stata una partecipazione popolare così estesa nelle precedenti consultazioni (anche forse perché non erano a disposizione della cittadinanza gli strumenti).

E' vero,secondo me, che gli amministratori sono "loro", ma è diritto-dovere civico di noi cittadini sollecitare interventi e soluzioni  sugli argomenti che ci stanno più a cuore.

Con questi pensieri nell'animo, io e Paolo, martedì 21 gennaio 2014 siamo stati all'incontro organizzato da Daniela Barozzi e dal suo enturage al Circolo Arci di Spilamberto, per parlare delle sue idee-basi su cui si fonderà il programma e ascoltare dai cittadini quali sono i problemi e le richieste per il quartiere Fondobosco, ma non solo.

Daniela Barozzi (a sinistra) con i suoi giovani  collaboratori

Già il volantino che pubblicizzava l'incontro dava una traccia di quello che è stato poi il suo discorso: un discorso- fiume, quasi a braccio, in cui ha prima sviscerato le tre prerogative in cui sintetizza lo spirito  che sarà, se sarà eletta,  alla base della sua attività di "governo" del paese: la condivisione, la cura e la competenza.

La condivisione, come ho già detto, per il momento la stiamo già vedendo. Certo, siamo in campagna elettorale......... 

La "cura" è l'attributo che mi piace di più: sarà che anch'io sono una donna, ma la cura (che deriva dall'amore) è lo spirito che, se applicato in tante situazioni e necessità materiali e non, può fare la differenza. E' alla base dell'impegno politico e sociale, delle attività di volontariato e non (vedi la scuola, la sanità, l'assistenza sociale) nei riguardi delle persone bisognose, dei bambini, degli anziani, dei disabili, delle situazioni di disagio, ma anche dell'ambiente, la casa in cui tutti noi viviamo e di cui tutti dobbiamo prenderci cura. 


Faccio un esempio che sembrerà azzardato: si è parlato molto, l'altra sera, del problema dei rifiuti, il "rusco", (tessera si tessera no, calotta si - calotta no) ma questo è un problema culturale prima ancora che di organizzazione pratica: ognuno di noi deve avere cura del suo ambiente, che non può essere solo la sua casetta e il suo eventuale giardinetto, ma un ambiente in senso più ampio. A questo proposito, per esempio, si deve cominciare dal fare una raccolta differenziata seria (tessera o non tessera ), bisogna abituarsi a rifornirsi dei beni necessari scegliendoli anche in base al loro impatto sulla produzione dei rifiuti (vetro a rendere, detersivi a ricarica, non acquisto dei prodotti in confezioni di plastica come l'acqua minerale, ritorno all'acquisto, ove possibile, di prodotti sfusi) ecc. 

Come diceva Daniela, se andiamo avanti col solito sistema, fra qualche anno o saremo sommersi dai rifiuti o avremo l'aria talmente inquinata dagli scarichi degli inceneritori, che andremo incontro sempre più a malattie legate all'inquinamento. In questa ottica ho apprezzato il suo discorso in cui rilevava che non è possibile e giusto che si paghi in base alla metratura delle abitazioni e delle imprese, ma bisognerebbe pagare per i rifiuti effettivamente prodotti. Non è un'impresa facile, ma bisogna cominciare a lavorarci.


Al discorso della cura si riallaccia anche quello del lavoro: un comune virtuoso e desideroso di migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni ormai datate, la loro manutenzione ordinaria o straordinaria, il decoro delle strade e dei parchi e giardini pubblici, incentiva, promuove, facilita, interviene in queste attività, che, svolte in maniera ecologica ed etica, darebbero un impulso alle attività occupazionali locali. 

A questo proposito consiglio vivamente a Daniela e a tutti coloro che lavorano nelle amministrazioni pubbliche locali, di leggere il libro di Francesco Gesualdi "Le catene del debito" ed, in particolare, il capitolo 9 e le conclusioni: porta diversi suggerimenti per uscire dalla logica mercantilistica, riuscendo ad affrontare e soddisfare le necessità di un paese in maniera "comunitaria". Purtroppo negli ultimi decenni, forse a causa di un eccessivo, anche se mal distribuito, benessere economico, si è persa la capacità di "fare comunità". Oggi che questo benessere economico è alquanto diminuito e le sperequazioni viceversa sono aumentate, c'è una necessità di riscoprire questo senso. "Il denaro non compra la felicità", non so chi l'ha detto, ma ci credo vivamente (anche se qualcuno ha aggiunto "però aiuta").

L'ultimo dei tre aspetti sottolineati da Daniela Barozzi è la competenza. Su questo non ho nulla da dire, ritengo che lei sia una persona intelligente e competente e le due caratteristiche sono già una buona base. Un'altra dote che è importante per un amministratore pubblico è l'onestà e nei discorsi di Daniela ho percepito onestà e disponibilità alla trasparenza.


Buon "impegno" a tutti.

Caterina Regazzi

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Commento di Franca Oberti: "..è sempre un piacere leggerti... e poi con le tue parole che confortano e riscaldano... Se vai sul sito  www.merateonline.it alla rubrica "ci hanno scritto" troverai due lettere mie con relative risposte e capirai come sento vicino al mio pensare tutto il tuo ragionamento sul femminile (o della tua candidata, ma l'hai fatto tuo...). Purtroppo la società patriarcale in cui viviamo è talmente offuscata dal pensiero platoniano e dalle tante battaglie antieretiche di certa religione, che noi donne dobbiamo ancora "resistere" e magari percorrere persino la "resilienza", per ottenere spazio e voce.
Comunque è bello trovare sempre delle nuove "sorelle", e quando le trovo non le lascio andare..."

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