domenica 13 ottobre 2013

La dittatura europea secondo Ida Magli


Foto di Daniela Spurio


Qual è l’origine di quella che Lei ha definito “la dittatura europea”?
Le origini vengono da molto lontano. Un progetto di “pace perpetua”
fondato sull’omogeneizzazione di tutti i popoli e di tutti gli Stati,
in primis di quelli europei, risale al primo Umanesimo ed è passato
poi ai Filosofi del Settecento fino a Kant che ha scritto appunto un
“Progetto di pace perpetua”. Si trattava con tutta evidenza di un
discorso filosofico, un’ipotesi teorica priva di qualsiasi aggancio
con la realtà, ma i politici e i finanzieri anglo-americani se ne sono
serviti, alla fine della prima guerra mondiale, per lanciare, sotto
l’ideale della pace, l’idea di un’unione degli Stati europei.
Un’unione federale a guida americana che in realtà doveva dare inizio
ad una economia e ad un mercato mondiale.

Qual è il rapporto dare/avere fra l’Unione Europea e l’Italia?
Non credo che si possa parlare di un rapporto dare-avere. Qualcuno
presenta ogni tanto un bilancio di quanto l’Italia dà all’Unione in
denaro come la quota obbligatoria dell’Iva annuale, gli stipendi e le
spese dell’europarlamento e quanto riceve di contributi
all’agricoltura e altre cose del genere, ma si tratta ovviamente di
bilanci senza senso. In che modo, infatti, si può calcolare il danno
della perdita della sovranità sulla moneta, con tutto quello che ha
comportato e che comporta di pagamento degli interessi (signoraggio)
ai banchieri della Banca centrale europea? In che modo calcolare la
perdita del proprio territorio con l’eliminazione dei confini
stabilita con il trattato di Schengen? La perdita dell’indipendenza
del proprio Stato con la connessa perdita del prestigio del nome di
una nazione e di una civiltà che ha impresso, dal tempo di Roma in
poi, il proprio volto all’Europa? Per non parlare della perdita della
libertà di produzione dei propri prodotti, con l’imposizione
pianificata delle colture agricole, dallo sterminio di magnifiche
mucche allo scambio di frutta che viaggia da un capo all’altro del
mondo per unificare pomodori cinesi e zucchine brasiliane di perfetta
misura bruxelliana. Non esistono bilanci al mondo che possano fare
simili calcoli.

Quali sono i lati oscuri che il progetto Europa nasconde?
Quello che non è mai stato detto chiaramente da nessuno dei nostri
politici: lo scopo finale della globalizzazione, il Governo unico
mondiale. La riduzione all’uguaglianza di comportamento per tutti i
popoli: una sola lingua, una sola religione, una sola moneta, una sola
identità, una sola cultura, un solo Stato. La “guida” sottostante a
quella dei governanti sembrerebbe massonica, in quanto questi sono fin
dall’inizio gli ideali massonici, ma non ne esistono prove.
Personalmente però io sono convinta che la globalizzazione non sia,
non possa essere la meta finale, ma piuttosto lo strumento per uno
scopo ulteriore di cui non so nulla. Il motivo per il quale ritengo
che la globalizzazione non possa essere la meta finale, è presto
detto: non è possibile mantenere miliardi di uomini immobili nella
posizione raggiunta. La lingua, per esempio, si trasforma da sé senza
che nessuno ne sia consapevole e lo voglia (pensiamo, per esempio, a
quanto sia diverso l’italiano di oggi dall’italiano di Dante); i
legami, gli affetti fra i gruppi territorialmente più vicini diventano
necessariamente più forti ( nell’affetto o nell’ostilità) che con i
gruppi lontani, e così via. Insomma l’uguaglianza non perdura neanche
per brevissimi periodi se non con la violenza di un potere
dittatoriale (come è successo nel mondo sovietico) e, dopo il periodo
della dittatura, sicuramente il governo mondiale non potrebbe
sussistere.

Quali danni ha prodotto l’euro all’economia nazionale?
Talmente grandi che non è possibile calcolarli. Il passaggio alla
moneta unica è stato chiamato “la rapina del secolo” ma in realtà
soltanto cinque o sei banchieri, quelli che l’hanno progettata e che
ne hanno incassato il frutto, sono in grado di fare un calcolo.
E’ proprio su questo fatto, ossia che i popoli non avrebbero mai
potuto avere un’idea esatta, matematica, di quello che stava
succedendo, che i banchieri hanno contato nel compiere la rapina. Se
ci atteniamo, del resto, anche soltanto a quello che abbiamo sotto gli
occhi, non possiamo sbagliarci: con uno stipendio mensile di due
milioni di lire un qualsiasi cittadino italiano viveva bene, con i
corrispondenti mille euro non riesce a vivere. Ma è impossibile anche
calcolare il danno prodotto dall’ansia di dover utilizzare una moneta
sconosciuta, il timore di sbagliare perdendo quel poco che si
possiede; inoltre il raddoppio generalizzato dei prezzi che è stato
dovuto, non, come si è detto, alla disonestà dei commercianti ma alla
inflazione volutamente inserita, per assorbirla all’insaputa dei
cittadini, nel falso valore assegnato all’euro. Un’inflazione che
continuiamo a scontare senza speranza di recupero, mentre la Bce ne
dichiara a stento il 2%, e che ha portato sull’orlo del fallimento i
Paesi in cui era più alta, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia.
Dobbiamo assolutamente uscire dall’euro se vogliamo salvarci.

Quali danni sta producendo il trattato di Schengen su sicurezza e
certezza del diritto?
Ogni Stato è stato sempre fornito di confini: non è uno Stato se non
possiede un determinato territorio. Quindi, per prima cosa, l’Italia
non è più uno Stato. Cosa che, del resto, è lo scopo primario
dell’unificazione europea: l’eliminazione degli Stati. In concreto poi
succede che non esistono né controlli per le persone né dogane per le
merci, che, secondo il Trattato di Maastricht, devono circolare
liberamente in tutta l’Unione. L’immigrazione è esplosa ovviamente a
causa della mancanza dei confini: se uno non ha la porta non può
accusare nessuno di essere entrato in casa sua, o meglio non può
affermare di avere una casa propria. Chiunque sia cittadino
dell’Unione può stabilirsi in Italia e ha diritto di voto attivo e
passivo alle elezioni amministrative. Ma c’è chi propugna il diritto
di cittadinanza e di voto anche per gli extracomunitari giunti da ogni
parte del mondo quasi da invitati perché la caratteristica che
accomuna da sempre tutti i nostri governanti è un assoluto disprezzo e
odio per l’Italia e la volontà di calpestare, di distruggere gli
Italiani chiamando gli stranieri. L’hanno fatto per duemila anni e
continuano a farlo. Vengono tutti in massa, perciò, in Italia, terra
sognata da secoli …

Secondo Lei il Progetto Europa è fallito prima ancora di cominciare?
Che sia fallito credo che sia cosa ormai ben visibile a tutti. In un
certo senso è fallito anche prima di cominciare perché ovviamente lo
scopo era quello dell’unificazione politica e l’unificazione politica
di Nazioni come la Francia, l’Inghilterra, la Germania, la Spagna,
l’Italia (solo per citare le più importanti), con una propria
lunghissima storia di civiltà, con una propria lingua, una propria
letteratura, un proprio itinerario di indipendenza non era neanche
“pensabile”. I vari Kohl, Mitterand che hanno voluto a tutti i costi
l’unione, hanno cominciato dalla moneta proprio perché sapevano di non
poter realizzare l’unione politica. Si è trattato perciò di operazioni
“a tavolino”, prive di realtà, pura finzione.
“l’Europa è un bluff” come dice il prof. Lucio Caracciolo, profondo
esperto di geopolitica ma anche uomo di sinistra amico di Enrico
Letta. Sì, è un bluff, ma giocato, sotto le vesti della democrazia,
con la vita dei popoli, con la loro identità, con la loro libertà, con
i loro affetti, con le loro ricchezze. Un crimine che ancora nessun
imperatore, nessun dittatore, nessun tiranno aveva mai compiuto.

A chi attribuisce i “meriti” della nostra entrata nel sistema euro?
Non ci sono dubbi: a Ciampi e a Prodi. Con l’appoggio di tutti gli
altri, ma soprattutto della sinistra che infatti ha chiamato, con una
mossa a sorpresa, Romano Prodi a proprio leader, sebbene si trattasse
di un vecchio democristiano, esclusivamente a questo scopo: portare
l’Italia nell’euro ingannando l’elettorato, gli operai, che mai
avrebbero potuto supporre che la sinistra fosse schierata dalla parte
dei banchieri, dei capitalisti. A Ciampi, invece, governatore della
Banca d’Italia e di conseguenza supposto grande esperto di operazioni
valutarie agli occhi degli Italiani, è stato affidato il compito di
svalutare la lira fino al limite del crollo e svendere quasi tutti i
beni dello Stato per portare l’Italia nelle condizioni economiche
accettabili da parte dell’Europa. Non so immaginare quale apposito
girone dell’Inferno Dante avrebbe creato per questi due uomini se
avesse avuto l’orribile disgrazia di conoscerli.

Cosa si può fare per ricostruire il sistema sociale ed economico nazionale?
Sospendere immediatamente il trattato di Schengen così da potersi
difendere con tutti i mezzi possibili dall’immigrazione e dallo
stanziamento nel nostro territorio di stranieri di ogni tipo. E’
inutile appellarsi all’UE come fanno i nostri ministri dell’estero e
dell’interno. L’Unione europea è stata creata appositamente per
distruggere le Nazioni, gli Stati, l’identità dei popoli, per cui
l’immigrazione è provocata e incoraggiata come lo strumento più adatto
per raggiungere questi scopi. L’Italia deve guardare in faccia questa
realtà e, anche ammesso che i politici non possano dirlo apertamente,
contare soltanto sulle proprie forze e approntare mezzi di difesa
molto stringenti e coercitivi. Il nostro piccolissimo territorio non
può ospitare neanche una persona in più (al momento dell’unità
d’Italia la popolazione non arrivava ai 25 milioni, oggi supera i 60.)
Esistono continenti e paesi vastissimi e quasi disabitati come il
Canada, gli Stati Uniti d’America, l’Australia, l’Africa, la Russia:
non ha senso che quelli che vogliono cambiare paese vengano in Italia.
Contemporaneamente alla sospensione di Schengen, l’Italia deve uscire
dall’euro, riprendendosi la sovranità monetaria. Si tratta di
un’operazione consigliata da molti economisti sia italiani che
stranieri a tutti i paesi che hanno economie troppo diverse per poter
essere omologate in un’unica linea direttiva. Avrebbe un costo,
sicuramente, ma nulla in confronto ai vantaggi di breve e di lunga
durata. Inoltre, dato che l’euro e la Banca centrale europea sono le
uniche istituzioni concrete dell’UE, abbandonarle avrebbe il
significato concreto di un giudizio negativo reale nei confronti
dell’unificazione europea.

Secondo Lei l’Italia ha bisogno di ritrovare gli italiani oppure si è
rassegnata?
Il problema sono i leader, i governanti, i politici di tutti i
partiti, il Papa, il clero. Sono loro che – lo ripeto con forza –
vogliono la distruzione dell’Italia e tendono al multiculturalismo e
al mondialismo massonico. I popoli non sono in grado di prendere
l’iniziativa senza una guida, senza un capo. Spero, tuttavia, che
qualcuno, non so bene chi, senta l’amore per l’Italia e per la sua
libertà e dia inizio alla liberazione. Nella Lega sono presenti molti
fermenti contro il predominio della Banca centrale europea e contro la
massoneria installata ai piani alti dell’Europa. So anche per averlo
constatato di persona che esistono piccoli movimenti sparsi contro
l’euro, a cominciare dall’ormai classico partito “No euro”. La mia
associazione “Gli Italiani liberi” è piena di persone che vogliono la
libertà d’Italia da qualsiasi dominazione straniera, compresa quella
statunitense. Non abbiamo le forze economiche indispensabili per
l’organizzazione di un partito, ma io spero che ci si possa mettere
tutti insieme, al di là di ogni ideologia, per liberare l’Italia.

Ida Magli

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Commento ricevuto:

Vorrei rispondere a Ida Magli che dice così tante cose non vere sulla comunità europea, evidentemente vuole solo denigrarla senza conoscere l'argomento.
Non voglio entrare nei dettagli perchè temo che non serva a niente, ma vorrei che la sig,ra Magli riflettesse un momento sul fatto che ben 28 nazioni hanno accettato di far parte della comunità europea.
E' mai pensabile che tutte queste nazioni non capiscano niente di economia, di finanza, di commercio al punto di portare alla distruzione buona parte dell'Europa.
Come ho già detto in passato per quelli che vogliono ritornare all'Italia pre comunità europea dovrebbero puntare sul ritorno al periodo di secoli fa quando ogni comune era uno statarello a se, ed ognuno era sicuramente più omogeneo della nostra attuale Italia che è composta da infinite  razze e culture diverse.
Roberto Anastagi

1 commento:

  1. Bravo Paolo. Queste osservazioni di Ida Magli sono ineccepibili. Ciao.

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