mercoledì 30 ottobre 2013

avaaz, change org, amnesty international... l'altra faccia delle ong che raccolgono firme per varie petizioni


Taci, Obama ti ascolta....

Continuo a ricevere richieste di firme per varie petizioni suggerite da amici (e nemici), dette petizioni imbastite da avaaz e change org, sono a volte persino in contrapposizione fra loro. Si chiede talvolta una cosa ed anche il suo contrario in un'altra petizione. Il che fa pensare che lo scopo non sia quello di ottenete risultati a favore di una buona causa, ma semplicemente quello di raggruppare e raccogliere nominativi a fini reconditi... Le persone che cadono in questa trappola di rivolgersi a tali organizzazioni, fantomatiche umaniste ed ecologiste, in realtà collaborano allo spiamento del sistema comunicativo. 

Va a finire tutto in mano ad Obama... che la sera si diverte a leggere i nomi dei gonzi che hanno firmato. Le persone volenterose vengono così fregate, illudendosi di stare dalla parte del bene. Ultimamente anche a Caterina vari suoi amici e conoscenti hanno inoltrato petizioni a non finire.. ed allora mi sono deciso -su sua specifica richiesta- di recuperare e sottomettervi gli articoli scritti sul tema spinoso (vedi in calce)...


Qualcuno, durante discussioni pro e contro fatte su internet, mi hanno obiettato che attraverso le petizioni di queste ONG si raggiunge un gran numero di adesioni e che quindi sono utili... Ma io ho sempre risposto che in questa leggerezza estrema non si ottengono risultati tangibili, perché chi detiene le firme può farne l'uso che crede. Tant'è vero che se si è finiti nella mailing list di queste ONG si ricevono richieste su qualsiasi altra petizione, sia pur con una certa selezione tematica, chi ad esempio ha firmato pro foche riceve la petizione anche pro canguri e chi ha firmato contro Berlusconi riceve  la petizione contro un altro politico affine. 

Il mio consiglio è sempre quello di scrivere personalmente all'ente interessato esprimendo il proprio parere sul tema che ci sta a cuore. Per le istituzioni ci sono dei siti con la voce “contatti con il pubblico” in cui è possibile inviare commenti e richieste segnalando le proprie generalità precise e complete.. e questa è cosa buona e responsabilizzante ed inoltre le lettere vengono comunque protocollate e segnalate agli interessati (o almeno ai segretari dei personaggi interpellati). Anche per petizioni di carattere diverso da quello politico è possibile scrivere direttamente alle aziende, ad esempio si può scrivere alla monsanto, alla Barilla, alle fabbriche di armi, al vaticano, etc. e quelle lettere personali -secondo me- hanno più peso e forza delle migliaia di firme raccolte da avaaz e change org (ma pure da amnesty international, green peace, etc) che non si sa che fine fanno o se vengono realmente sottoposte agli enti interessati e con quali risultati....

Paolo D'Arpini


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Integrazione di Caterina Regazzi: 

A volte si legge: "grande risultato della petizione tal dei tali, abbiamo inviato le "firme" (?) al tale o al tal altro, abbiamo fatto sentire la nostra voce...". ma non mi pare di aver mai letto su un giornale di una qualche decisione presa dagli organi del potere costituito a seguito del risultato di una di queste petizioni. C'è da dire che anche se uno risponde ad una di queste richieste di"firme" non vengono richiesti né dati anagrafici, né estremi di un documento di identità, come si fa invece nelle petizioni "classiche" con tanto di tavolo per la strada e persone volenterose, queste si, che stanno lì a sbattersi a chiedere di firmare. Quindi mi chiedo: ma che valore potrebbero avere queste "firme" raccolte per posta elettronica, quando io di indirizzi mail posso averne un numero infinito? Mi farebbe piacere avere una risposta a questi semplici quesiti da qualcuno delle organizzazioni nominate.

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Ecco i link di vari articoli sul tema:




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