martedì 15 ottobre 2013

Il tristo teatrino su un cadavere conteso.... Priebke


Calcata - Il teatrino smonta le quinte, causa pioggia

Il caso Priebke… è tutta la conseguenza di una duplice pompatura: da una parte l’ostinazione del vaticano e del rabbino capo e dall’altra la ricerca di un “martire” da venerare… La cosa sembra evidente se osserviamo la stupidità dei contendenti. Vediamo che la comunità ebraica di Roma, appoggiata dal vicario ecclesiastico, le cui ragioni sono sostenute anche dal comune di Roma, insistono a voler negare la sepoltura nel cimitero cittadino della salma di Priebke. Dall’altra una genia di facinorosi e ultras sedicenti filo-nazisti che si preparano a creare il mausoleo, mentre nel frattempo si alimenta il commercio di reliquie (foto, oggettini, ricordini vari) del defunto. Ma vorrei chiedere ad entrambi i fronti… quando Priebke era vivo gli ebrei, il comune, il vicario ecclesiastico avevano tranquillamente accettato che lui risiedesse a Roma… mentre i filonazisti se ne straimpippavano allegramente di quel povero vecchio centenario che andava a fare la spesa da solo e non aveva nessuno con cui chiacchierare. Ora il cadavere fa discutere… viene portato al rogo.. oppure sull’altare. Umana imbecillità…
Hanno ragione gli ebrei antisionisti: andando avanti di questo passo si costruiscono i pilastri di un nuovo olocausto…
Paolo D’Arpini 
Un cittadino qualsiasi...
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Leggi anche: http://paolodarpini.blogspot.it/2013/09/israele-le-radici-dellebraismo-e-la.html


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Considerazione in sintonia:

"Il caso del giorno è l'ennesima applicazione di una regola balorda: Non ditemi che pesa più un morto scomodo che milioni di vite stroncate in ogni tempo, ogni giorno, perché troppi i casi in cui l'uomo al potere garantisce ai suoi simili una vita di stenti, nel migliore dei casi in vista di una celebrazione privata della vita ultraterrena.
Dove lo seppelliremo? E dove adageremo tutti gli altri?
Dove abbiamo seppellito la nostra anima, la coscienza del mondo. Perché maltrattare un morto ormai, è come prendersela con il nostro inconscio ostinato a non volersi svegliare dal sonno, tra i più brutti che la mente umana abbia realmente partorito. Grazie al cielo, un milite ignoto ha ora un nome." (N.L.)

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