Due
o tre secoli fa, appena imparammo le quattro operazioni, le
tabelline, e a risolvere i problemi, ci fecero fare un passo in più,
e ci insegnarono alcune regole. Me ne è tornata in mente una, in
questi giorni: invertendo
i fattori, il prodotto non cambia. Cioè
se 4 per 3 fa 12, anche
3 per 4 fa 12.
Ieri
sera ho sentito un comichetto di poco conto, Crozza, che ha detto,
curiosamente una cosa vera. “Prima c’era Napolitano ed un governo
sostenuto da Monti, Bersani e Berlusconi. Poi hanno fatto un gran
casino, hanno ululato di emergenza, hanno fatto il teatrino. E hanno
indetto nuove elezioni. Dopo le elezioni, oggi, è tutto cambiato:
oggi abbiamo Napolitano ed un governo sostenuto da Monti, Berlusconi,
Bersani”.
Come
prima, più di prima….
Ma
non solo. Stanno facendo il nuovo governo, a guida Letta. E,
puntuali, sono tornate le baruffe chiozzotte per le poltrone. Lotta a
coltello per il potere. Cercando di ammantare il tutto come virgineo
modo di rinnovare il vertice.
Ma
fino ad ora sono girati, per vari gradi e tempi, i nomi di Marini,
Rodotà, Prodi (!), Bonino, Schifani, Barca, Gelmini, Brunetta,
Alfano (!?!), Quagliariello, Fassina, Franceschini, Carfagna…….
Ragazzi, stupitevi! E’
il nuovo che avanza.
Non
riescono neppure a capire, ad intravedere la distanza siderale che
hanno posto fra sé e la gente. Se addirittura gli ex, post, neo
comunisti, -trinariciuti sempre-, da sempre ligi ai voleri del
partito e dell’Unità, occupano le sedi del partito, almeno questo
dovrebbe aver dato la sveglia alla casta.
Invece
niente.
Non
arrabbiatevi, non serve. Ormai non serve più.
Se
ci fosse qualcuno che di politica ne capisce, si allontanerebbe dal
solito, frusto, inutile modo di far politica. Le percentuali di non
voto lo dimostrano. Ci
vuole un modo nuovo, rivoluzionario,
duro, se vogliamo, di
far politica. Sempre nella Storia, i cambiamenti sono stati
realizzati da innovatori, da demiurghi, da rivoluzionari. Badate bene
che non invoco la ghigliottina (anche se il fegato urla i suoi
diritti), ma quando parlo di rivoluzione intendo prima di tutto un
diverso modo di considerare i valori da incarnare.
Oggi
vigono il servilismo, l’avidità, il piacere e la gratificazione
personale. Mentalità da servi, da miserabili.
O
cambiamo il patto
sociale e ci
affranchiamo dai poteri forti, o non ne usciamo. Ed il teatrino di
Napolitano, Monti, Berlusconi e Bersani sta a dimostrare che abbiamo
ancora una volta imboccato un vicolo cieco. Speriamo nella Storia,
spiccia e spregiudicata.
Fabrizio
Belloni
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