sabato 27 aprile 2013

...il nuovo che avanza... come prima, più di prima!



Due o tre secoli fa, appena imparammo le quattro operazioni, le tabelline, e a risolvere i problemi, ci fecero fare un passo in più, e ci insegnarono alcune regole. Me ne è tornata in mente una, in questi giorni: invertendo i fattori, il prodotto non cambia. Cioè se 4 per 3 fa 12, anche 3 per 4 fa 12.

Ieri sera ho sentito un comichetto di poco conto, Crozza, che ha detto, curiosamente una cosa vera. “Prima c’era Napolitano ed un governo sostenuto da Monti, Bersani e Berlusconi. Poi hanno fatto un gran casino, hanno ululato di emergenza, hanno fatto il teatrino. E hanno indetto nuove elezioni. Dopo le elezioni, oggi, è tutto cambiato: oggi abbiamo Napolitano ed un governo sostenuto da Monti, Berlusconi, Bersani”.

Come prima, più di prima….

Ma non solo. Stanno facendo il nuovo governo, a guida Letta. E, puntuali, sono tornate le baruffe chiozzotte per le poltrone. Lotta a coltello per il potere. Cercando di ammantare il tutto come virgineo modo di rinnovare il vertice.

Ma fino ad ora sono girati, per vari gradi e tempi, i nomi di Marini, Rodotà, Prodi (!), Bonino, Schifani, Barca, Gelmini, Brunetta, Alfano (!?!), Quagliariello, Fassina, Franceschini, Carfagna……. Ragazzi, stupitevi! E’ il nuovo che avanza.

Non riescono neppure a capire, ad intravedere la distanza siderale che hanno posto fra sé e la gente. Se addirittura gli ex, post, neo comunisti, -trinariciuti sempre-, da sempre ligi ai voleri del partito e dell’Unità, occupano le sedi del partito, almeno questo dovrebbe aver dato la sveglia alla casta.

Invece niente.

Non arrabbiatevi, non serve. Ormai non serve più.

Se ci fosse qualcuno che di politica ne capisce, si allontanerebbe dal solito, frusto, inutile modo di far politica. Le percentuali di non voto lo dimostrano. Ci vuole un modo nuovo, rivoluzionario, duro, se vogliamo, di far politica. Sempre nella Storia, i cambiamenti sono stati realizzati da innovatori, da demiurghi, da rivoluzionari. Badate bene che non invoco la ghigliottina (anche se il fegato urla i suoi diritti), ma quando parlo di rivoluzione intendo prima di tutto un diverso modo di considerare i valori da incarnare.

Oggi vigono il servilismo, l’avidità, il piacere e la gratificazione personale. Mentalità da servi, da miserabili.

O cambiamo il patto sociale e ci affranchiamo dai poteri forti, o non ne usciamo. Ed il teatrino di Napolitano, Monti, Berlusconi e Bersani sta a dimostrare che abbiamo ancora una volta imboccato un vicolo cieco. Speriamo nella Storia, spiccia e spregiudicata.

Fabrizio Belloni

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