martedì 23 aprile 2013

Giovanni Faperdue: "Viterbo deve essere amministrata da chi la ama e la conosce bene...."



Care amiche, cari amici,

alla vigilia della tornata elettorale per rinnovare il consiglio comunale di Viterbo, dopo aver a lungo riflettuto, ho deciso di entrare a fare parte della lista civica di “Insieme per il Territorio con Bonatesta” guidata dal senatore omonimo. 

La lista alla quale ho aderito non è di destra, di centro e neanche di sinistra, è alternativa. Infatti, tra i miei colleghi di lista c’è gente che ha una cultura politica di sinistra, altri che vedevano con simpatia i Grillini e altri che hanno  votato a destra. Ci siamo messi insieme perché per risollevare Viterbo, non serve un partito ma solo persone di buona volontà che amino questa città. 

Devo riconoscere che non è stato semplice prendere questa decisione, ma la mia esperienza nel settore termale viterbese e la necessità che ha Viterbo di vedere decollare il termalismo, sono stati determinanti e mi hanno convinto. 

In qualità di presidente dell’Associazione “Il Bullicame” ho studiato per anni i problemi legati al nostro settore termale e ho acquisito una competenza unica a Viterbo. 

Ora più che mai Viterbo ha bisogno di uomini che si prendano a cuore le sorti di questo territorio. Avendo scritto otto libri sulla storia di Viterbo, mi sono innamorato di tutti i monumenti. L’incuria in cui giacciono le nostre fontane e la sporcizia che regna sovrana nella città, mi hanno fatto capire che non posso abbandonare le bellezze di Viterbo in mano a persone che non conoscono la nostra meravigliosa storia, e molto spesso non sanno neanche come si chiama un monumento. 

Viterbo oggi è in ginocchio e per rimettersi in piedi ha bisogno soprattutto di persone che la amino e la rispettino. 

Il bacino termale del Bullicame, che ho avuto modo di battezzare “Il Tesoro dei Viterbesi” e lo sviluppo del termalismo saranno il mio cavallo di battaglia. 

Mia nonna, Giuseppa Naticchioni, era una delle socie lavoratrici della Cooperativa Terme, che iniziò a lavorare a Viterbo negli anni del primo dopoguerra (1955). La nonna Peppa aveva la responsabilità del settore fanghi che vantava due reparti, (prima classe e seconda classe). E’ a lei che devo l’amore che nutro per il Bullicame, perché m’insegnò pazientemente tutti i pregi terapeutici di questa sorgente. 

Dunque m’impegnerò per la Viterbo Termale e per la Viterbo monumentale. Lavorerò senza sosta per vedere fiorire tanti punti di accoglienza termale. Dobbiamo riuscire a creare una moltitudine di nuove offerte: dalle Terme Free Time alle vasche del Bacucco, passando per l’albergo termale ex Oasi Hotel e dallo stabilimento ex Terme Inps. Viterbo Terme (sarà questo il nuovo nome di Viterbo) dovrà potere rispondere a qualunque richiesta di relax termale, dalla più costosa alla più economica, oltre alle vasche libere e gratuite. 

Poi c’è la Viterbo monumentale legata al flusso turistico. 
I turisti dovranno trovare una città pulita e accogliente. La prima accoglienza saranno i bagni pubblici che oggi o sono chiusi, come quelli del sacrario, o sono inguardabili come accade a Piazza della Rocca. Dovremo inserire Viterbo nei circuiti delle agenzie di viaggio più importanti, dovremo diventare un richiamo irresistibile, perché abbiamo la materia prima per farlo: un insieme di monumenti e di posti da visitare, degni di una grande capitale del turismo.  Questo il mio impegno primario.

Il mio amore per Viterbo è documentato da otto libri che ho scritto in 11 anni. Tutti che riguardano Viterbo, la sua storia, le sue tradizioni. Di più non aggiungo.


Giovanni Faperdue


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A titolo personale, avendo conosciuto ed apprezzato l'opera di Giovanni Faperdue, non posso far altro che auguragli di riuscire nel compito importante che si è assunto. 
(Paolo D'Arpini)


Qui potete leggere alcuni articoli ed interventi di Giovanni Faperdue:  http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/search?q=giovanni+faperdue



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