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mercoledì 6 giugno 2012

Bruno Amoroso: "..La Cina chiederà presto di assumere il ruolo istituzionale che oggi è degli Usa..."



Il professor Bruno Amoroso è uno dei pochi intellettuali italiani che guarda alla crisi economica con lo sguardo ampio di chi è abituato ad osservare la complessità del pianeta. Sono passati tanti anni da quando, preconizzava uno scontro politico ed economico fra le potenze tradizionali e quelle emergenti, uno scontro che potrebbe anche tradursi in conflitto militare.

«Per spiegarmi debbo partire da alcune riflessioni attorno alla crisi. Stanno cambiando velocemente i rapporti fra i diversi sistemi economici che ridefiniscono anche la geopolitica del mondo. Nasceranno nuovi equilibri e si tratta insomma di capire quello che sarà il futuro. Tutto parte dal riconoscimento alla fine degli anni Sessanta, di quelli che sarebbero stati i limiti dello sviluppo conseguenti alla scarsità di risorse. Nasceva consapevolezza e molti fra tecnici e scienziati, non solo marxisti, cominciavano a pensare al futuro dell’umanità. Il sistema capitalistico funzionava basandosi sul profitto, un profitto che avrebbe creato nuova occupazione e maggiore produzione. Si legittimava l’espansione a livello globale. Questa capacità espansiva veniva messa a confronto con i livelli di consumo pro capite a livello energetico. Si definivano gli scenari di una serie di conflitti per l’accesso alle risorse».

Un dibattito attuale ancora oggi?

«Si, sui limiti dello sviluppo. La direzione delle nostre riflessioni era rivolta a come ripensare il modello, come uscire dal capitalismo, come garantire il benessere tenendo conto delle risorse. Si è cominciato a parlare di ambiente e di qualità della vita. Era un occasione storica per l’occidente. . Se avesse fatto una critica dei propri sistemi produttivi si poteva pensare una alternativa. Il dibattito si arenò e si scelse un'altra: quella di bloccare lo sviluppo degli altri. La popolazione mondiale, all’epoca di 4 miliardi, era in crescita e ha vinto quel meccanismo, che nasce negli anni Settanta e che chiamiamo globalizzazione. Si è arrestata anche l’espansione in Occidente, erodendo via via lo stato di benessere, diminuendo la diffusione del consumo di massa e limitandolo a gruppi ristretti della popolazione. Dagli anni Ottanta ci si chiude agli altri continenti, Africa, Asia e America Latina. Si crea quello che con un libro ho definito “Apartheid globale” e si seguita a controllare gli altri popoli utilizzando gli apparati militari. Si comincia ad utilizzare la loro mano d’opra a costo più basso diminuendo quantitativamente la classe operaia autoctona. Ma gli altri popoli se ne accorgono e reagiscono. Iniziano quelle che noi chiamiamo rivolte islamiche nel mondo arabo e soprattutto inizia a correre l’Asia, soprattutto la Cina. La Cina in 15 anni ha fatto quello che l’occidente ha realizzato in un secolo e mezzo».

Si apre una fase di conflitti in concomitanza con il crollo del blocco sovietico.

«Si il primo problema diviene quello di bloccare gli altri che cominciano a crescere. Dagli anni Settanta in poi si cominciano a dare botte a chi tenta di rialzarsi per conto proprio. Si gettano le basi per frantumare la Yugoslavia e poi via via si prende di mira l’Irak, e ci si confronta con le prime rivolte arabe per il controllo delle risorse. Si sfascia il medio oriente attraverso un nuovo tentativo di colonizzazione ancora in atto, trasformando rivolte sociali in guerre di religione. Ora toccherà all’Iran. Ma con l’Asia la situazione è diversa. Rendiamoci conto che da qui a dieci anni o la Cina viene fermata o si fa una seria autocritica e si partecipa al progresso economico e sociale dell’Asia. Ma si tratta di una autocritica di cui ancora non c’è traccia, si continua a guardare a certi Paesi come se fossero ancora sospesi fra barbarie e medioevo. Un errore anche della sinistra. Eppure noi siamo rimasti come europei, quattro gatti spelacchiati, potremmo divenire una struttura di servizio per quei popoli e invece si imbocca la strada che porta ad un conflitto. La Cina chiederà presto di assumere il ruolo istituzionale che oggi è degli Usa. Se continuiamo a dire che il nostro modo di vita non è negoziabile, se pensiamo ad una riforma delle istituzioni internazionali garantendo a certi paesi il solo ruolo di osservatori, significa che non abbiamo capito nulla. Significa che vogliamo riformare le istituzioni secondo il nostro modo di vedere le cose. Oggi il ruolo di Cina o Russia è quello di bloccare i nostri piani di colonizzazione. Se noi non ripensiamo il ruolo dell’occidente non ne usciamo. Le guerre in medio oriente sono in realtà rivolte alla Cina, per impedire la sua espansione. Siamo riusciti a trasformare il conflitto con l’islam in uno scontro fra sciiti e sunniti per fare in modo che la guerra contro l’Iran la combattano paesi come l’Arabia Saudita, alcuni emirati come il Qatar ecc… E in Italia tutto questo passa sotto silenzio. Qualche mese fa è uscito un piccolo articolo su un quotidiano, rispetto al fatto che la base americana di Sigonella sarebbe stata abbandonata. Da anni pensavamo di farla divenire una università euro mediterranea. Invece pochi giorni fa, in perfetto silenzio, Monti ha concluso un accordo con la Nato per farla divenire una base per droni, gli aerei utilizzati per omicidi mirati. Si vuole stabilire il controllo Nato su tutto il Medio Oriente da estendere fino alla Cina e non si può far finta di non sapere. Così si espone il Paese ad un rischio, a ritorsioni. Risultiamo solidali e complici in un piano imperiale che sta andando a rotoli da solo».

E perché accade questo?

«Ignoranza. Manca una analisi di quello che avviene in Asia, pensiamo ancora il mondo come una fotocopia dell’occidente e classifichiamo alcuni Paesi come governati dal capitalismo selvaggio e da dittature. Eppure dimentichiamo che sono gli Stati europei ad aver inventato le dittature, Hitler ha agito in Europa non in Cina. Invece forse accade qualcosa di diverso che dobbiamo comprendere. Lo stesso ragionamento vale per le “primavere arabe”. Si tratta di rivolte sostenute dall’islam e per noi sono inconcepibili rivolte etico religiose, non sappiamo leggerle, rischiamo di sostenere nuovi paesi che costituiranno un muro di cemento. Comunque si tratta di forze che determineranno un nuovo equilibrio mondiale. Noi siamo ancora presi dal discorso sull’euro, nel frattempo Cina e Giappone hanno stretto un accordo per togliere di mezzo il dollaro negli scambi asiatici fra le maggiori potenze. Anche il marxismo non ha compreso questi cambiamenti. Pensavamo di restare egemoni grazie alle tecnologie ma ora queste le hanno anche gli altri paesi. Neanche i droni saranno sufficienti a fermare la Cina. Sei mesi fa hanno deciso un piano di sviluppo per l’aeronautica che riguarderà certamente anche investimenti in campo militare. Nella costruzioni di nuove armi non c’è limite alla follia umana. La loro industria entrerà in concorrenza con quella statunitense e verranno realizzati strumenti offensivi terribili entro pochi anni. Anche la nostra sinistra continua a ragionare solo di diritti, a fare il tifo per chi teoricamente li rispetta di più e non ragioniamo su come cambiare le nostre istituzioni».

Uno scenario inquietante

« In realtà non è la prima volta che i rapporti mondiali si modificano. È ovvio che i rapporti monetari, cambiano con i rapporti internazionali fra gli stati. Pensiamo a quando dollaro e oro erano legati, Tutti organizzavano il proprio sistema a partire da questo. Nixon, se ricordo bene, decise lo sganciamento dall’oro e ci fu un periodo in cui si ricontrattarono i rapporti di cambio. Quando iniziò la formazione del sistema monetario europeo e poi del Serpente monetario, le cose cambiarono ancora. L’euro ha funzionato per 10 anni, ora purtroppo la Germania è divenuta troppo potente e bisogna riorganizzare i sistemi monetari come si è fatto nel secondo dopo guerra. Non si può restare insieme per difendere posizioni di privilegio. Questo vale anche per i rapporti internazionali, dobbiamo ridefinire radicalmente le istituzioni. Un altro esempio per capire come non si tratti di nulla di inedito: guardiamo la sterlina. Un tempo era moneta internazionale, con l’impero, ora non è più dominante ed è stata sostituita negli scambi dal dollaro. Capiterà anche al dollaro e semplicemente le persone non ne prenderanno più per gestire gli scambi. Non sarà la fine del mondo, si tratta di passaggi storici che andrebbero seguiti con giustizia, come dovremmo dire da sinistra».

Una sinistra che pare in forte ritardo

«Si, spaventoso. Soprattutto rispetto alla conoscenza dei paesi asiatici. Quando nacque il marxismo, il mondo occidentale, che comandava, pensava a quei popoli come barbari. Lo si pensava in Inghilterra e ne era convinto anche Marx. Non si poteva neanche immaginare che l’egemonia occidentale potesse essere messa in discussione. Oggi dovremmo cominciare a parlare di sistema pluralistico e multipolare in cui ogni paese deve avere pari dignità in base alle proprie dinamiche. Invece seguitiamo ad essere eurocentrici. Veltroni e Obama vanno a braccetto. Sul piano culturale e teorico questo è terribile. Alla sinistra istituzionale va bene così e si tratta di un modello mentale che vede lo sviluppo capitalista come parte fondante della cultura occidentale. E invece in altri paesi le cose funzionano in modo diverso, noi utilizziamo indicatori che in altri contesti non significano nulla e viceversa. Si tratta poi di criteri ipocriti che ad esempio non siamo in grado di applicare in Italia e pretendiamo di vedere applicati a Cuba».

Ce ne accorgiamo nel modo con cui sono accolti i migranti

«Non possediamo il concetto di intercultura. La nostra logica si basa sul miserabilismo e sull’integrazione. Ovvero sul fatto che chi arriva a lavorare qui faccia propri in toto quelli che definiamo nostri principi. Ma noi non siamo in grado di comprendere neanche la cultura statunitense. Ci accontentiamo di riconoscerci in quello che è scritto nella loro costituzione, così vicino ai dettami europei eppure lì c’è la pena di morte, esempi assurdi di comunitarismo anche di stampo religioso, modalità particolari per determinare i processi elettorali. Un substrato che dovremmo conoscere e invece ci chiudiamo e perdiamo».

Lo stesso concetto di Europa andrebbe rivisto?

«Il continente europeo è composto da entità diverse. Altiero Spinelli europeista ma comunista ( anche se questo è stato dimenticato) insieme ad altre menti forti confinate a Ventotene, ragionava su come fare ad uscire dalle guerre, a come costruire una società di pace, come trasformare la competizione in cooperazione fra popoli diversi che dovevano imparare a convivere, senza annullare gli Stati nazionali. Ma dopo 5 anni dalla fine del conflitto è iniziata la Guerra Fredda. In funzione di questa è stata riarmata l’economia tedesca e finanziata la sua ricostruzione. L’Europa si è militarizzata, è ridiventata competitiva, l’Occidente si è imposto come superiore. C’era un piano preciso, Berlino doveva diventare, in quanto divisa, una città splendida per dimostrare come il nostro modello fosse migliore di quello sovietico. Si è creata una Europa asimmetrica di cui hanno beneficiato soprattutto la Germania e i paesi del confine orientale. Si pensi a come le politiche agricole si siano trasferite da sud a nord. Il mercato unico ha garantito investimenti all’asse tedesco olandese per realizzare un Europa anti Urss. Col crollo del muro si è cementata questa condizione di squilibrio. La Germania si è riunificata e in Germania si sono costruite le istituzioni che contano ei centri di eccellenza, anche se oggi si fa finta che nulla sia successo».

E si arriva all’euro

«Ma dobbiamo ricordarci che l’euro non è la moneta europea. È una delle 11 monete in circolazione. Una situazione simile a quella che c’era con il serpente monetario dove i rapporti di cambio erano basati prima sul dollaro e poi sul marco tedesco. Ma si trattava quasi di un accorgimento tecnico. Oggi i 10 paesi che stanno fuori dalla “zona euro” stanno messi benino perché hanno rapporti di cambio fissi o flessibili ma mantengono una propria sovranità monetaria, decidono dei propri bilanci e delle proprie priorità di spesa e di investimento. Chi è dentro l’euro non può più decidere, siamo incardinati in parametri inaccettabili. Keynes oggi proporrebbe di tornare al serpente monetario e di ricontrattare i rapporti monetari chiederebbe di realizzare un fondo di solidarietà con cui i paesi ricchi possano sostenere i più poveri, come accadde dopo la seconda guerra mondiale. La mia teoria è un'altra, io non penso di tornare alle monete nazionali: i 17 paesi che utilizzano l’euro sono divisi fra una zona forte, concentrata in Germania e una diversa e indebolita che corrisponde al sud ma in parte comprende anche la Francia. Restiamo dentro l’euro ma ridiscutiamo per definire due aree due diversi euro con un rapporto di cambio che favorisca paesi più deboli e istituisca un fondo di solidarietà. La formula giusta sarebbe quella keyenesiana ma dobbiamo dirci una cosa. I borghesi non è che non capiscono e li si può convincere della fondatezza delle nostre opinioni. Fanno semplicemente un lavoro diverso, difendono i propri interessi . Io non penso ad un euro forte e a uno debole ma a due aree produttive diverse. Da economista dico che teoricamente si può fare, certo che ci sono aspetti politici che non analizziamo perché siamo presi dalla retorica dei diritti. Le leggi non modificano gli assetti produttivi, noi dobbiamo arrivare a ricontrattare su posizioni di forza e non ridurci, ogni singolo paese, a cercare di ottenere favori dalla Germania».

In quale maniera e con quali soggetti in campo?
«Se la si smettesse di condannare la Grecia, se i paesi del Sud Europa e i movimenti sociali che li attraversano si unissero attorno alla Grecia in un fronte comune potrebbero tutti insieme andare a dire due cose alla Merkel, parlando di mercato unico e di coesione sociale. Dovremmo dire: “cari amici ricontrattiamo rapporti di cambio e lasciateci la nostra sovranità ed in cambio lasciamo aperto il mercato unico e garantiamo la coesione sociale. Altrimenti chiudiamo il mercato unico”. La Germania sarebbe costretta a trattare, sarebbero messe a rischio le sue possibilità di esportazione. Finora ci si è arenati nel rapporto fra singoli Stati che hanno perso e perdono sempre più sovranità. Ci sarà comunque un crollo dell’euro: o escono i paesi deboli o la Germania. Bisogna noi avanzare una proposta politica per il blocco sociale sud europeo. Su questo la nostra sinistra ancora discute su come mettersi in relazione con i movimenti di protesta. Monti è appoggiato dal Pd perché ha contrattato con la Merkel, ma non può rinegoziare nulla da solo. In questo senso il contesto è cambiato. Negli anni del boom se non c’era il rischio del comunismo non ci sarebbe stato il welfare, oggi occorre ancora costruire un blocco sociale capace di confrontarsi per ridare sovranità politica ai popoli in cambio di una apertura condizionata dei mercati. In Grecia e in Spagna ci sono movimenti molto estesi, solo l’Italia non si muove. C’è stata la grande intuizione di occupare la piazza della Banca d’Italia ma poi le nostre sinistre che non avevano capito, hanno portato le proprie bandiere e hanno tentato di dirottare la protesta contro Berlusconi e la Gelmini e i ragazzi che erano in piazza da una settimana si sono giustamente incazzati La sinistra deve imparare ad offrire sponda a questi movimenti e non pensare solo a difendere i propri percorsi. Possiamo anche vincere dieci referendum ma poi non cambia nulla invece dobbiamo attrezzarci per sfondare, insieme, un grande muro».


(Fonte: controlacrisi.org)

domenica 20 maggio 2012

Geopolitica - Il ruolo della Turchia nello scacchiere mondiale

Paolo D'Arpini che interpreta Chuang Tzu al teatro Cinabro di Calcata


Il ruolo della Turchia nello scacchiere mondiale – Scrive Joe Fallisi: “Consiglio vivamente, anche a coloro che conoscono poco l'inglese, di visitare l'interessantissimo canale youtube di Morris (http://www.youtube.com/user/108morris108?feature=watch), già tante volte da me segnalato, e di prestare particolare attenzione alla serie di video, uno più notevole dell'altro, che contengono le interviste allo sceicco Imran Hosein. Egli sostiene, così come lo stesso Morris peraltro, molte cose che penso, dico e scrivo io stesso. Vede lucidamente la situazione apocalittica in cui il mondo si trova, con i dirigenti pazzoidi dell'entità sionista in procinto di sferrare l'attacco finale. Esso dovrebbe condurre, attraverso l'ecatombe di Armageddon, alla sostituzione dell'impero americano ormai al tramonto con il dominio, da millenni agognato e preparato, delle tribù di Israele. Ma nuovi scenari, anche sotterraneamente, si stanno disegnando a contrasto di tale esito, niente affatto scontato né inevitabile. Chiave di volta di questi ultimi nel Vicino Oriente, secondo Hosein, sarà la... Turchia. Dove Istanbul-Costantinopoli potrebbe essere riconquistata dalle forze capaci, in alleanza con la Russia e con l'Iran, di contrastare e persino dissolvere il sogno mondialista sionista. Ciò avverrà, nel caso, solo attraverso una rivolta contro la Nato e il suo servo locale, l'obliquo dönmeh Erdogan. Chi vivrà vedrà”

Mio commentino: “Interessante... peccato che non posso vedere i video.. comunque già la tua spiegazione lascia intendere molto... Anche se di queste "profezie" in parecchi ambiti e da parecchio tempo se ne parla, personalmente continuo ad essere agnostico (non escludo però che possa accadere), pur che il mondo, diciamo i suoi abitanti, si è talmente rammollito in cinquantanni di consumismo e liberismo sfrenati che ho dubbi sulla capacità di ribellione.... Si dice in Cina che in tempi di crisi estrema solo la forza e la tenacia del Topo possono garantire la sopravvivenza, tu -tra l'altro- sei nato nell'anno del Topo di Terra...”

Replica di Joe Fallisi: "Capisco bene cosa intendi e anzi lo condivido. Per un "raddrizzamento" della situazione occorrerebbe un'umanità diversa. Non esiste. Tanto meno nei Paesi del cosiddetto primo mondo. C'è poi da dire che la visione escatologica dello sceicco Hosein è tutta interna all'Islam, ovvero che egli, come ogni buon musulmano, si sente parte della "famiglia abramitica" (per cui buona e santa la Torah, parzialmente degenerato il Talmud e così via). Purtroppo - ma è inevitabile - anche nel suo caso alla fine ci si ritrova sempre dentro la prigione, il delirio, il grande trucco degli ebrei e del loro arconte-demiurgo tribale. Gli uomini, le donne, gli animali, la natura tutta, per salvarsi, avrebbero bisogno di uscire da 'sto nero sortilegio e di tornare a respirare, finalmente, aria pulita. Siamo e rimaniamo viceversa infossati in questa foiba infame, vivendo di illusioni e falsa coscienza"

Mia rispostina: "Succederà spontameamente, come tutto è avvenuto spontaneamente nell'evoluzione umana.. passo dopo passo, come si conviene ad una passeggiata nel cosmo!"



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Commento di Maurizio Barozzi:

E’ indubbio che il sogno di un dominio mondiale sionista, configurandosi attraverso il passaggio mondialista di una Repubblica Universale con capitale a Gerusalemme, a prescindere se potrà o meno realizzarsi, data la complessità della natura umana e le reazioni storiche e geopolitiche (eterogenesi dei fini) prevede assolutamente il ridimensionamento, anche traumatico, della nazione che oramai da oltre due secoli rappresenta l’arma, dietro la quale, l’ebraismo internazionale ha potuto portare avanti i suoi progetti: gli Stati Uniti d’America. I progetti di dominio mondiale prevedono infatti che dopo un periodo, più o meno lungo, in cui le redini manifeste e pubbliche di questa Repubblica Universale sono tenute da “porta borse” o comunque da personalità non necessariamente giudaiche, a poco a poco dovranno subentrare le figure ieratiche dei figli di Israele.

Gli USA saranno quindi, prima o poi, annichiliti anche se è difficile prospettare come. Io penso che questo ridimensionamento del loro ruolo internazionale avvenga o attraverso una crisi finanziaria apocalittica (e qualcuno in America sta già preparando le forze repressive e gli scenari di eventuali rivolte) o attraverso uno scandalo di inaudite proporzioni, come ad esempio produrre, attraverso i mass media e la solita magistratura d’assalto, le prove che dimostrano l’auto attentato dell’11 Settembre. Sarebbe un impatto tremendo per l’opinione pubblica americana e coinvolgerebbe, travolgendola, tutta l’amministrazione USA in uno scandalo, di fronte al quale il Watergate era un giochetto.

Nella prospettiva di un potere sionista mondiale tutto e tutti devono essere ridimensionati, compreso il Vaticano che potrebbe, data la sua estensione planetaria e la sua natura “pacifista”, farsi catalizzatore di enormi masse di popolazione mondiale gettate allo sbando e alla disperazione se non travolte da una guerra apocalittica.

Tutte queste ovviamente sono previsioni teoriche, ma suffragate da un lavorio ininterrotto da secoli che, tramite Centri di potere mondialisti, punta proprio verso queste prospettive. Scettici o meno, bisogna comunque tenerle presenti.

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Commento di Fabrizio Belloni:

Non ce la faranno mai! Non ce la faranno a costruire il loro maledetto terzo tempio. Il primo lo distrusse Nabucodonosor. Il secondo, Tito, il figlio di Vespasiano, al comando (più nominale ed onorifico che funzionale. Il Padre Imperatore gli mise al fianco i tre "Legati", cioè generali delle tre Panzer Divisione Romane: la Quinta, la decima e la Quindicesima). Rasa al suolo Gerusalemme e fatto strame di Masala. Le ubbìe del terzo tempio lasciamole al popolo che, gravato da così ampi complessi, si è dovuto inventare "un'elezione" da parte del loro dio per auto giustificarsi. Non ce la faranno mai. Deo gratias. Anzi, grazie ad Odino!

venerdì 30 marzo 2012

Menti inebetite dalla televisione e dalla pornografia sul web che non sono più in grado di discernere....

Immagine realizzata da Francesco Trovato

L'effetto della droga che ci ha trasformato in pecore (come ci vedeva Carmelo Bene e a ragione) è talmente potente che non ci smuoviamo di fronte a niente.

Una Equitalia che ci sta vessando in ogni modo che dovrebbe essere denunciata per truffa, estorsione, stalking e per crimini contro l'umanità e noi? Niente di niente, educati a subire,educati alla rassegnazione, educati ad essere sudditi e a farci passare sopra ogni cosa. Un uomo si da fuoco a Bologna davanti all'agenzia delle entrate perché vessato da equitalia che chiede interessi su interessi (che non esistono) per rastrellare ricchezza da dare al padrone usuraio che comanda a casa nostra.

Le profezie di Auriti si stanno avverando quando disse che: "se non ci riprendiamo l'emissione monetaria, i nostri giovani avranno un futuro tra disperazione e suicidio". Ma del resto con una democrazia finta utilizzata come alibi dal sistema bancario per esercitare la sua anarchia cosi si voleva pretendere. Il BRICS si è unito in india in questi giorni per realizzare un accordo di scambi commerciali ma sopratutto per realizzare transizioni senza l'uso del dollaro come riferimento e probabilmente realizzando una nuova banca che eliminasse il monopolio della Banca Mondiale che tutto ha fatto tranne quello che si era proposto al momento della sua istituzione.

Una speranza (da tenere sotto controllo) per fermare lo strapotere unico mondiale che vuole la nostra riduzione. L'Italia è vittima della sua irresponsabilità della sua ignoranza importata direttamente dalla cultura americana, una classe politica che rispecchia completamente l'ignoranza della popolazione allevata a sanremo, grande fratello, amici, sport. Chi veramente sa è potrebbe risollevare le sorti, è trattato come un pazzo, un complottista, uno di altri tempi, un nostalgico, e cose di questo genere sempre che non parta la diffamazione di essere anti-qualcosa. Il libero mercato, unico sovrano, a cui tutti si devono inginocchiare, sta sterminando tutto e tutti, ed in Italia in particolare ha distrutto l'industria, l'artigianato, l'agricoltura, il made in italy, ma oltre al comparto economico industriale, ha distrutto la società attraverso i media (arma del sistema) senza più: etica, ideali, cultura, futuro, speranze, ecc.

La Cina (dove non comprano le multinazionali alleate di banchieri) ci sta comprando tutto, non solo le piccole aziende, ma anche grosse quote di società importanti, le imprese medio piccole sono stritolate da equitalia e dove non arriva equitalia arriva l'ASL, il Comune, con burocrazie inutili e stritolanti.

Presto lavoreremo per gli stranieri a casa nostra e subito dopo anche la casa non sarà più nostra. Molte amministrazioni non avendo soldi per pagare gli affitti dei locali dove sono (prima proprietà pubblica poi venduti alle varie immobiliari private come la caserma di Castel Porziano della Gdf) per racimolare denaro cominciano a fare visite ispettive e multe, non tanto per una azione educativa e preventiva, ma solo per una vera e propria repressione fiscale ossia fare cassa (gli scandali delle multe sono all'ordine del giorno). Ogni giorno sembra che si tocchi il fondo, ed invece c'è come un esercizio psichico individuale ad esercitare una sorta di resistenza maggiore a qualunque tipo di vessazione e dittatura ci venga imposta.

Si va a letto a dormire con la soddisfazione sadomasochista di dire "vedi che sono forte ho pagato anche questo, ho resistito anche a questo ennesimo diritto eliminato sono io il più forte" e dall'altra parte c'è uno stato che gode a esercitare il suo potere vessatorio, imposto dal sistema bancario, in un rapporto amoroso perverso che ha dell'incredibile e che porta solo alla distruzione. I morti per sudicio da insolvenza intanto aumentano, cosi come i poveri di ritorno, cosi some sono sempre più scadenti i servizi di ogni tipo. Assistiamo alla messa in scena della seconda/terza repubblica con il tentativo di spartirsi ancora potere (o quello che rimane) con la convergenza del destracentosinistra (alfanocasinibersani) come se fosse una novità, tutti rappresentanti in un modo o nell'altro di poteri forti, in opera prodotta dalla più scadente compagnia teatrale di periferia chiamata politica istituzionalizzata a cui una marea di zombi ancora da e darà il voto.

Una Italia costretta a passare dentro un macina carne per preparare il ragù ai banchieri, e la carne sono le vite dei cittadini italiani. Qui c'è da rifondare lo stato, c'è da fare un ricostituente, c'è da riprendersi tutte le sovranità, c'è da cancellare oltre la meta della legislazione italiana tutta fatta per rallentare, vessare e creare potere. C'e da rifondare la scuola, la ricerca, la comunicazione sociale liberà da plagi, c'e da ri-mandare al mittente i dictat di oltre oceano, c'è essere chiari con l'europa, questa europa non ci interessa, questa moneta usuraia dell'eurousura non ci interessa, c'è da ritornare alla economia umana locare e reale, c'è da ri-prendersi sul serio il tempo dell'immagine e dello svago è finito, c'è da prendersi le responsabilità del proprio futuro altrimenti anche questo è destinato al suicidio, l'istituto della delega è finito.

Giuseppe Turrisi


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Commento di Caterina Regazzi:

Leggo spesso sul Giornaletto proteste e lamentele come questa, ma non vedo gran proposte, anche tu, caro Giuseppe, cosa proponi, di denunciare veramente Equitalia? Ma Equitalia é l'agente di riscossione, lei è solo la mano che prende, non il cervello che ordina. Il problema é lo sfacelo della politica e dei partiti, ormai sono tutti lì a sostenere il governo e noi, ammesso di arrivare a prossime elezioni, chi potremmo mai votare, sperando che venga eletto, e sperando che poi, una volta eletto, faccia cambiare qualcosa? O ci armiamo e facciamo una rivoluzione? E poi? Facciamo manifestazioni? Mi pare fuori dalle fabbriche grosse (art. 18 si e no) ce ne siano abbastanza, ma in tante le altre realtà? C'è molta preoccupazione e paura in giro e chi, ha seppur modesto, il suo posticino abbastanza sicuro cosa vuoi che protesti? In quali sedi? Davanti a Equitalia? Davanti al Parlamento? Davanti al Quirinale? C'è qualcuno che abbia la competenza per dire non solo che così non si può andare avanti, ma anche cosa, praticamente, si può fare? E non parlo solo delle piccole realtà che cercano di ricorrere a vite "alternative" con auto-produzione, ecc., quello va bene da un punto di vista ecologico, magari e non so in che misura, ma per il discorso politico economico, mi pare che non serva proprio a niente, mi pare che facciano molta più battaglia gli operai degli ecologisti....

BRICS - Incontro a New Delhi della Banca mondiale alternativa




Banca mondiale alternativa - Scrive Giuseppe Turrisi: "SI INCONTRANO 5 NAZIONI TRA LE PIU' GRANDI DEL MONDO PER FARE UNA BANCA ALTERNATIVA AI POTERI FORTI E ALLA BANCA MONDIALE E NEMMENO UNA RIGA SUI GIORNALI E SULLE TV:

Il 29 marzo 2012 si è tenuto a New Delhi, in India, il quarto incontro annuale dei capi di stato dei BRICS, le cinque maggiori economie emergenti mondiali (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). La sede dell’incontro era il lussuoso Taj Palace nel centro della capitale indiana. È la prima volta che l’incontro si tiene in India. Uno dei temi principali è stata la creazione della prima istituzione comune dei BRICS, una banca internazionale per il finanziamento di infrastrutture e di progetti nei paesi in via di sviluppo, che nelle intenzioni dovrebbe costituire un’alternativa ad altre istituzioni finanziarie multilaterali come la Banca Mondiale e la Banca Asiatica per lo Sviluppo. Il secondo tema principale è stata la diplomazia internazionale, e in particolare la crisi siriana e i difficili negoziati con l’Iran sul programma atomico del paese. Per entrambe le situazioni, i BRICS hanno sottolineato che l’unica soluzione possibile è il negoziato pacifico e hanno rifiutato con decisione qualsiasi uso della forza. I BRICS hanno anche detto di sostenere il processo di pace promosso per la Siria dall’inviato internazionale nel paese, l’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan"

sabato 24 marzo 2012

Preparativi per la corsa della Fine del Mondo... "Pronti? Uno, due, tre... via!" - Ai nastri di partenza: Israele, USA, NATO, Iran, Cina, Russia...



Debbo ritornare sul possibile olocausto nucleare che alcune oscure potenze senza scrupoli stanno preparando per la nostra Terra, per futili motivi di egemonia economica e politica.

La vita sul pianeta sarebbe certo migliore se venisse eliminata la spada di Damocle delle bombe nucleari, sospesa da tanti anni sulla testa dell’umanità come immane possibile tragedia ecologica. Ma le bombe atomiche non sono affatto scomparse, anzi sono lì, negli arsenali noti e in quelli segreti, e le fabbriche lavorano freneticamente per tenerle sempre pronte all’uso e per inventarne di nuove: 10.000 bombe nucleari negli Stati Uniti, circa 15.000 nella Russia e un numero imprecisato negli altri stati nucleari: Cina, Francia, Regno Unito, Israele, Pakistan, India, alcune pronte a partire entro pochi minuti, bombe sparse dovunque, alcune diecine di bombe americane collocate anche in Italia Che può divenire un target per eventuali ritorsioni.. così dall'oggi al domani...


L’energia atomica è cattiva sia in pace che in guerra… anzi forse è più cattiva in pace visto che in guerra sono state solo due le bombe utilizzate, quelle di Hiroshima e Nagasaki, nel 1945, e da allora sono trascorsi 67 anni. Mentre di incidenti nucleari ne sono avvenuti a iosa da quando l’uranio è diventato un “combustibile” energetico. Centinaia di incidenti, piccoli e grandi, che hanno lasciato una scia di morte e malattie non indicizzate… perché non conviene. Infatti i danni del nucleare è meglio tacerli, anche perché la maggior parte d’essi debbono ancora venire… Ma il nucleare civile serve a corroborare -pacificamente- gli scopi dei produttori di bombe: “Il nucleare civile si muove in simbiosi con il nucleare militare, per ripartire gli enormi costi per produrre l´uranio e soprattutto per arricchirlo al cosiddetto “weapon grade”.


Ulteriori danni verranno alla luce nel momento in cui le scorie radioattive stipate in varie parti del mondo cominceranno a rilasciare il loro contenuto venefico… è inevitabile che ciò accada perché i siti in cui dette scorie “riposano” saranno prima o poi distrutti da “incidenti” imprevisti. Poi ci sono tutti i residui radioattivi conservati in celle di contenimento, sarcofagi che non dureranno più a lungo… Polveri radioattive conservate in magazzini militari, in vasconi di contenimento o in casseforti a tenuta stagna (provvisoria), od in scrigni gettati nel mare, sepolti nei deserti, stipati in grotte, nelle paludi, e che aspettano solo di lasciar fuoriuscire i loro liquami radioattivi mortali.

L’uomo è stato bravissimo ad avvelenare il pianeta… ma sembra che ciò non sia ancora sufficiente.. e si vuole arrivare all'Armageddon finale... Con buona pace della vita sulla Terra.

Senza contare la vendita sottobanco di centinaia di testate avvenuta dopo la caduta dell'Unione Societica. Le bombe atomiche, al giorno d’oggi, sono facilmente reperibili al mercato nero delle armi… non c’è quindi bisogno di mascherarsi dietro un “programma nucleare civile” per costruirsele… Basta avere un po’ di soldi, e nemmeno tanti, per procurarsene qualcuna..

Ciò non ostante ogni giorno più insistente si fa la voce di un blitz di Israele contro l'Iran per fermare la produzione di uranio arricchito che quel paese sta portando avanti "per scopi civili". Israele si dice preoccupato per la sua sicurezza, per l'ipotsi che l'Iran possa munirsi di una bomba, in verità studi di intelligence americani affermano che "la possibilità per l'Iran di costruirsi l'atomica è remota". Ciò non ostante il Mossad con i suoi lunghi tentacoli si è mosso per far fuori i maggiori scienziati atomici iraniani, con attentati mirati.. Ma ciò non basta... Israele ha chiesto esplicitamente all'America di non opporsi ad un blitz contro l'iran (che alcune fonti danno per imminente entro il 2012) e l'America ovviamente non può opporsi alla volontà d'Israele, l'America è succube... economicamente e finanziariamente e politicamente.

E nel caso in cui ci si fosse dimenticate di loro – il che non sarebbe difficile, visto quanto raramente la loro esistenza è menzionata nei pubblici dibattiti – Israele ha un centinaio di armi nucleari, forse anche un po’ di più, e ha la capacità per lanciarle da silos sotterranei, sottomarini e cacciabombardieri F-16. Come dire che Israele autonomamente può già provocare una piccola fine del mondo... basta che scatti la sindrome del "muoia Sansone con tutti i filistei".. Un'ipotesi ben reale, visti i precedenti biblici....

Insomma la cosa succederà e le conseguenze sono conosciute solo a Dio....

Paolo D'Arpini


P.S.
A proposito di Dio, ho qui le "dichiarazioni" di una veggente, Sandra De Marco, informata sui fatti... Solitamente ho poca fiducia nelle "previsioni" a sfondo religioso.. ma le attinenze con la realtà presente sono molte.. e fanno pensare: “…preparariamoci ad una prossima guerra. Contro l’Iran, contro la Siria per arrivare fino alla Cina e quindi ad una guerra mondiale nucleare contro la Cina e la Russia che oggi possiede quindicimila bombe atomiche!” Continua:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/04/2012-le-previsioni-fosche-di-sandra-de-marco-preparariamoci-ad-una-prossima-guerra-contro-l%e2%80%99iran-contro-la-siria-per-arrivare-fino-alla-cina-e-quindi-ad-una-guerra-mondiale-nucleare/

martedì 14 febbraio 2012

La Persia non è sola... in suo aiuto si schierano Cina, India e Indonesia...

Erosione in corso


LA CINA IN SOCCORSO DELL’IRAN: TRASCINA INDIA E INDONESIA PER ATTUTIRE L’IMPATTO SULLA POPOLAZIONE.


Le sanzioni economiche contro l’Iran, questa volta sono state preparate bene: anzitutto la subitaneita’ ha impedito agli iraniani lo stoccaggio e con 74 milioni di abitanti, non e’ uno scherzo. Poi, la IEA , l’Agenzia internazionale per gli approvvigionamenti petroliferi, ha comunicato che le sanzioni non avrebbero influito sui flussi di petrolio NEL 2012, ma evita di dire a che prezzi troveremo il petrolio sui mercati.

Il Dubai e’ stato discretamente e tempestivamente avvertito che le solite triangolazioni commerciali non sarebbero state tollerate.

Le sanzioni hanno colpito i consumi di derrate agricole e tra tre settimane ci sono le elezioni parlamentari in Persia.

La Cina, forse informata preventivamente, ha prudenzialmente ridotto gli acquisti, dirottandoli verso Russia e Arabia Saudita.

L’U E ha avuto sei mesi per adeguarsi e le sue sanzioni saranno esecutive da luglio.
L’arrivo del vice ministro degli esteri cinese a Teheran martedì scorso con all’ordine del giorno il problema nucleare iraniano, ha tolto i residui dubbi , per chi ne avesse avuti, che la Cina si sente coinvolta nella vicenda, anche se ha opportunamente differenziato il proprio rifornimento petrolifero.

Dopo la dichiarazione del ministro degli esteri russo Lavrov, che annunziava di preferire le vie negoziali, entrava in campo Ma Zhaoxu , ribadendo che anche la Cina privilegiava la via diplomatica.

Oggi, quasi a ruota, il premier indiano Manmohan Singh ha rincarato la dose dichiarando che ” l’Iran e’ un paese vicino e un partner importante” col quale la via pacifica e’ preferibile.

A complicare le cose, anche questa volta la Francia e’ bloccata dall’attesa del risultato di una fornitura di aerei militari da 20 miliardi di dollari all’ India, nella quale e’ preferita.

L’Iran si e’ immediatamente attivato ed ha proposto all’India di pagare il suo petrolio con almeno il 45% di rupie spendibili a piacere entro i confini.
Con l’Indonesia stesso discorso, dato che il 90% dell’olio vegetale lo importa l’Iran.

L’Iran, dal canto suo, sta facendo offerte in reals ( Brasile) e in yen giapponesi.
Il governo USA vede così cadere il muro di propaganda costruito attorno al veto della sola Russia ed alla vanità delle sue proposte di mediazione.

Adesso e’ chiaro che la Cina non gradisce l’attacco all’Iran ed ai suoi alleati (Siria e Hezbollah),

Ed e’ pronta a giocare la partita in prima persona, mentre la Russia si sta ritagliando uno spazio reale di mediazione, parlando a nome di meta della popolazione del mondo.

Forse e’ tempo per la Clinton di passare la mano.

Antonio de Martini


..............


Commento di Casimiro Corsi: "Come per Saddam Hussein gli amerikani stanno da tempo creando IL NEMICO e come per Saddam Hussein i giornalisti pennivendoli portano avanti la strategia di creare IL NEMICO da cui difendersi per giustificare l'attacco prima che li colpisca. Ecco come ha iniziato il Wall street journal:
http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203824904577215592376556800.html?mod=djemEditorialPage_h - Gli amerikani che bevono tutto berranno pure questa giustificando la guerra per la loro sopravvivenza ma giustificata in realtà da altri motivi quale quello del petrolio. Saddam Hussein aveva deciso di vendere il petrolio in euro e questo avrebbe voluto dire la fine della carta straccia americana chiamata dollaro che tutti ora cercano per comprare il petrolio. Se il dollaro carta straccia non servisse per il petrolio la sua richiesta crollerebbe, a favore dell'euro, come l'Amerika senza colpo ferire. Gli americani sono ben consci di questo loro punto debole sul quale vogliono spingere chi vuole la loro fine. Gli iraniani un paio di anni fa avevano deciso di aprire una borsa del petrolio in euro e non so per quale "motivo" non sia partita!!!!. Questo è il vero motivo della guerra all'Iran che ci sarà. I tamburi di guerra iniziano a rullare. Così è iniziata la guerra all'Iraq Altro che bomba atomica!"


Commento di Giorgio Vitali: "PER LA VERITA' NON CE LA FARANNO. Come capita sempre nel mito di Lorsignori (vedi il Golem che, costruito come un buon Frankenstein, alla fine DEVASTA il GHETTO di PRAGA), il troppo appetito genera carestia. COSI' PER GLI USA che, NEL FOLLE TENTATIVO (supportato, ovviamente, dal fondamentalismo sionista cristiano-giudaico), di gestire da unica potenza, tutto il mondo globalizzato, (malgrado le amorevoli riserve a loro impartite dai vari Luttvack, Brezinski, Kissinger, Ledeeen, ed anche Lyndon La Rouche... studiosi tutti della decadenza imperiale romana...) si stanno giocando il tutto per tutto, HANNO CREATO UN MURO DI DIFESA (che non è il muro di Berlino) costituito dall'ASSE GEOPOLITICO Afghanistan-Pakistan-India-IRAN-Turchia-Russia-Cina"

lunedì 13 febbraio 2012

Alba Mediterranea ed Orazio Fergnani.. ecco gli intenti pacifici per un cambiamento epocale in corso..




Cari Amici ed Amiche di Alba Mediterranea

Contrariamente a quello che appare dai miei approcci iniziali io sono
poi sempre una persona disponibile al dialogo, alla discussione,
all’enfatizzazione dei punti comuni e alla minimizzazione dei punti di
contrasto…. E anche in questo caso ho esordito provocatoriamente
proprio per scatenare una reazione ….. e da li partire per una
discussione che spero coinvolgerà altri e che possa portare poi ad un
punto intermedio che possa servire da “trait-d’union” per una
possibile soluzione che possa servire ad una collaborazione …. Sia
pure con i peculiari “distinguo”

Per cui, fra noi che abbiamo le antenne meglio orientate rispetto alla
massa degli “ignari” …… noi abbiamo un obbligo da fratelli maggiori….
Dobbiamo emancipare le masse (come si diceva una volta….) e renderle
edotte dello sfacelo che è stato compiuto ai loro (e nostri) danni nel
silenzio più totale di chi aveva il compito istituzionale di
sorvegliare, allertare,,… e provvedere alla tutela…

Ma ora mai inutile recriminare sul latte versato…. Ora dobbiamo
sostituirci, subentrare a chi ha defezionato…. A chi ha abbandonato la
linea difesa, ha tradito ed è passato al nemico….

Siamo alla Caporetto della (quasi) repubblica che ci avevano
consegnato i nostri padri, ed i sacrifici e sofferenze dei nostri
eroi, dei nostri mutilati, dei morti se non faremo qualcosa per
recuperare il tempo perso saranno stati tutti inutili ,….

Abbiamo solo due strade… o aggregarci anche noi da ultimi…. Ma
prenderemmo solo le briciole in quanto tanti si sono aggregati …. E
soprattutto il vincitore ….. anche lui sta esalando gli ultimi
respiri…….. oppure possiamo combatterlo a muso duro… visto che anche
lui è alle ultime risorse…. E finalmente potremo costringerlo alla
resa…

Anche a livello internazionale il vento ha cambiato direzione rispetto
anche solo a qualche mese fa… tanto che la Russia ed anche la Cina
hanno messo il veto all’ennesimo tentativo degli USA di assalire uno
stato sovrano su istigazione di quella banda di assassini che si
chiama Israele ed è un accogliazza di genti di tutte le provenienze e
di tutte le etnie che vuole passare per popolo eletto e su questa
pretesa accampa pretestuosi diritti su affari che proprio non lo
dovrebbero riguardare…

La Cina ha pubblicamente dichiarato che se per caso gli USA o Israele
attaccheranno l’Iran o la Siria… entrerà in guerra in favore di queste
nazioni….

Quindi gli USA devono stare molto attenti a non fare cazzate….
Soprattutto perché la Cina ha un esercito bene addestrato e benissimo
armato con circa 3.000.000 (tremilioni) di soldati già operativi e
centinaia di missili nucleari con piena capacita di colpire gli USA…

La Marina cinese è la terza più potente al mondo composta da 250.000
uomini organizzati in tre grandi flotte: Flotta del Mare del Nord, la
Flotta del Mar Oriente, e Flotta del Mar del Sud.Il suo teatro
d'operazioni si estende fin dove la Cina ha o andrà ad avere basi
d'appoggio Maldive, Bangladesh, Pakistan e Birmania.

Aeronautica dell'Esercito Popolare di Liberazione composto da 250.000
persone, 470.000 avieri, con 3000 aviogetti da combattimento e circa
400 aerei da attacco al suolo. È la più grande forza aerea nella
regione Asia-Pacifico, organizzata in sette regione militari e 24
divisioni aeree, tre di queste equipaggiate con tecnologia PLAAF.

Il Secondo Corpo d'Artiglieria è responsabile dell'arsenale
missilistico e nucleare. La Cina ha aderito nel 1992 al Trattato di
non proliferazione nucleare e possiede 400-600 testate, fra cui 120
armi tattiche e 280 con un raggio d'azione fino a 13.000 km (può
colpire gli USA come e quando vuole), tutte operative. Il Secondo
Corpo d'Artiglieria ha circa 90.000 - 120.000 unità operative, suddiviso
in sei divisioni (basi missilistiche), dispiegati in diverse regioni
per un totale che va da 20 a 25 brigate.

MA SOPRATTUTTO

Esercito Popolare di Liberazione Caratteristiche militari Età militare
minima 18 anni Numero persone richiamate in caso di guerra da 18 a 49
anni: 667.657.509 (SEICENTOSESSANTASETTEMILIONISEICENTOCINQUANTASETTEMILA E ROTTI) DI
UOMINI ARMATI!!!! (2003 st.) Pronti per la guerra da 18 a 49 anni:
550.265.789 (2003 st.) Truppe attive dell'esercito 2.250.000

Quindi è arrivato anche per gli USA di scendere a più miti consigli….
Anche perché la Cina li tiene per i testicoli anche e soprattutto per
la carta straccia verde che la Cina detiene per circa quattordicimila
miliardi di dollari USA ….. E PUO’ FAR CROLLARE L’ECONOMIA AMERICANA
QUANDO VUOLE ……….

Quindi …. Sursum corda ….. se c’è mai stato un momento favorevole alla liberazione (vera) dal conquistatore è proprio questo ….

Laudetur Semper.

Veiensfurens (alias Orazio Fergnani) – AlbaMediterranea.

...................

Altro articolo per la pace: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/12/no-pacifista-ed-unitario-alle-guerre-della-globalizzazione-occidentale-mascherate-da-liberazioni-%e2%80%93-pareri-di-nicola-cospito-giulietto-chiesa-joe-fallisi-giorgi-vitali-ed-altri/

venerdì 20 gennaio 2012

"Dietro al velo, in volo..." - La verità svelata -secondo Antonio Pantano- sulla Repubblica Popolare Cinese

"La Cina è lontana o vicina...? - Vola e taci.." (Saul Arpino)


La sedicente "Repubblica Popolare di Cina" è figlia della sua storia, nel XX secolo iniziata con la soppressione dell'Impero e la Repubblica erede (analogìa a carta carbone con Italyland!) "creata" giorno per giorno dai Signori della Guerra e dai banchieri cinesi emigrati - con fortunissima, per essersi omologati - negli USA. Il Giappone - nella sanguinosa guerra civile sviluppatasi sin dal 1927 - tentò di "metterci le mani" per salvaguardarsi ad ovest, sotto l'incalzare degli affaristi americani che si erano impadroniti dell'Oceano Pacifico come delle Filippine, e di mezzo continente cinese.

Poi ... la seconda guerra mondiale, con i due partiti cinesi dominanti, ma aggregati alle truppe USA. Indi il partito comunista di Mao, sorretto e finanziato da alcuni signori del denaro con sede in Occidente (anche Wall Street, USA!).

Dal 1972 i bankieri USA si palesarono nella "conduzione della Cina", ed oggi la dominano in toto, sotto la sigla e bandiera formalmente "rossa", ma di vero sfruttamento del popolo, ridotto a formiche schiave, al servizio di una satrapìa di 40-50 milioni di burocrati straricchi in USDollars.

Ergo, dalla Expo di Shang-hai alle Olimpiadi a Pekino, TUTTO è sotto l'egida plutocratica dei grandi affaristi sovrannazionali (cristiani sia protestanti che ortodossi e cattolici, islamici ed ebrei, con spruzzata di qualche magnate pakistano e indiano di altre religioni) di "stile e moda occidentale". Quindi in Cina si deve "vendere, vendere, presto e con profitto" (Ezra Pound, Canto XLV), esattamente come si fa ove impera il criterio affaristico liberista vigente alla occidentale.

Ne consegue, giustamente, che le città soccombano sotto l'immondizia, i miasmi per smog, le porcherìe degli scaltri amministratori locali e l'avvilimento degli abitanti, le montagne e colline producano valanghe di fango (bonifiche e forestazioni sono "fisse fasciste"!), le pianure tornino ad essere malariche o stracariche di centri commerciali, gli edifici si sbriciolino o si capovolgano come navi da crociera apparentemente italiane ma di proprietà anglo-americana, e ... i morti ... ottengano la parolaia apostolica benedizione da chi - vegetando beatamente a spese altrui e di usura protrattasi nei secoli - la domenica s'affaccia alla finestra vaticana per raccomandare ai rassegnati di essere pazienti e continuare a sopportare... cristianamente.

Ecco perché il casamento - edificato scientemente senza fondazioni razionali e stabili - fa testo in tutto ciò che non è SOLO cinese, ma è frutto di chi vede nell'unico DIO denaro lo scopo della vita. E questo "dio" - evasore fiscale TOTALE verso gli Stati! - è adorato nelle banche dai bankieri e dai loro servi!

Antonio Pantano

mercoledì 14 dicembre 2011

Iran - Quel drone catturato che salverà la Repubblica Islamica dall'assalto sionista.. forse...

"Un suino chiamato Stealth..."


Importante successo della difesa elettronica di Teheran

Allora sembra proprio che l’Iran sia riuscito a ottenere uno drone stealth statunitense che stava volando illegalmente nel suo spazio aereo.
Un drone segreto statunitense che è stato smarrito la scorsa settimana nell’Afghanistan occidentale sembra essersi schiantato in Iran, in quello che sembra essere il primo caso di un simile velivolo che finisce nelle mani dell’avversario.

Le agenzie di stampa iraniane hanno asserito che le forze militari della nazione hanno abbattuto il drone che, in base ai resoconti iraniani, è un aereo stealth RQ-170. È progettato per penetrare le difese aeree nemiche che riescono a vedere e anche ad abbattere i meno sofisticati Predator e Reaper.

Gli ufficiali degli Stati Uniti riconoscono di aver perso un drone domenica scorsa vicino al confine iraniano, ma non hanno indicato il tipo di velivolo smarrito.
I primi ragguagli dell’incidente del drone sono giunti dall’agenzia di stampa iraniana semiufficiale Fars. “L’esercito dell’Iran ha tirato giù un drone statunitense RQ-170 che si era intruso nell’Iran orientale”, la rete televisiva di stato in lingua araba al-Alam ha citato una fonte anonima che afferma: “Il drone spia abbattuto, che ha subito pochi danni, è stato prelevato dalle forze armate.”
Reuters ha scritto che un ufficiale statunitense ha detto di non aver segnali del fatto che l’Iran abbia tirato giù un drone. Naturalmente l’Iran non ha mai dichiarato di averlo abbattuto, quindi si tratta di una non–smentita. L’Iran ha solo "tirato giù" il drone grazie a qualche sistema di guerra elettronica.

La domanda ora è "Come ci sono riusciti?" Ora vi parlo delle mie ipotesi.

Intanto, visto che si tratta di un drone stealth, il primo problema è rintracciarlo. Un normale radar monostatico, dove l’emittente del raggio radar e il ricevitore che rileva l’eco proveniente dall’aereo sono nello stesso luogo, non è in grado di scoprire il drone. La sua forma e il rivestimento che riduce l’eco disperde troppo il segnale.

Ma usando un radar bistatico, dove il trasmettitore è separato dal ricevitore(i) da una distanza che è comparabile a quella che intercorre con l’obbiettivo, anche gli oggetti stealth possono venire rilevati.

L’individuazione con i sistemi elettronici è anche possibile se il drone sta ricevendo e inviando informazioni col suo collegamento via satellite, nel caso in cui non stia seguendo in silenzio un piano di volo pre-programmato. Quando il segnale dal drone al satellite viene inviato con un raggio molto direzionale, un velivolo equipaggiato con il sistema radio adeguato e che stia volando sul drone e vicino alla linea visuale tra il satellite e il drone, può riuscire a localizzarlo. Se il drone ha utilizzato il proprio radar per "dare un’occhiata" all’Iran, il sistema “anti-stealth” russo Avtobaza appena consegnato potrebbe essere riuscito a rilevarlo.

Gli iraniani hanno asserito di non aver abbattuto il drone, ma di averlo "tirato giù" con pochi danni. Credo che siano riusciti a farlo atterrare.
Questo drone RQ-170 è diventato famoso come la "Bestia di Kandahar" dove è stato per la prima volta osservato quattro anni fa. Il volo dei drone stealth statunitensi in Afghanistan era ovviamente necessario per sfuggire ai radar dei Talebani. Il drone è abbastanza grande con una larghezza alare da circa 20 a 27 metri e un peso al decollo di circa 10.000 libbre.

Quando il drone è in volo, viene controllato in remoto grazie a un collegamento satellitare da una stazione operativa. Ma durante la partenza e l’atterraggio, viene pilotato a vista con un segnale radio da un operatore nei pressi della pista di decollo. Ciò è necessario perché il collegamento satellitare da remoto ha un ritardo di alcune centinaia di millisecondi, che sono una latenza troppo lunga per correggere le deviazioni causate dal vento e altri problemi nel corso del decollo e dell’atterraggio.

Sembra quindi che gli iraniani siano riusciti a prendere il controllo a vista del drone. Questo dopo aver interrotto il collegamento satellitare. Fare questo non sarebbe comunque sufficiente, dato che il drone avrebbe comunque seguito qualche azione preprogrammata, come un semplice ritorno dal luogo di partenza. Con il controllo a vista ancora attivo, l’interruzione del collegamento via satellite non porterebbe a un aborto preprogrammato.

Possiamo ragionevolmente ritenere che gli iraniani abbiamo qualche stazione nei pressi dell’aeroporto di Kandahar in ascolto di tutto il traffico militare presente in zona. Hanno avuto quattro anni per analizzare i segnali radio tra l’operatore sul terreno e questi droni. Anche se questi segnali sono criptati, la ricognizione di questi modelli nel corso dei tanti voli effettuati in quattro anni potrebbero avergli fornito informazioni sufficienti per violare il codice.

L’Iran farà in modo di ben nascondere il drone mentre gli Stati Uniti cercheranno probabilmente di distruggerlo se venissero a conoscere la sua ubicazione. Quando i cinesi raccolsero parti di un velivolo stealth F-117 che era stato tirato giù in Yugoslavia, gli Stati Uniti bombardarono la loro ambasciata a Belgrado.

Essendo riusciti a ottenere un drone stealth all’avanguardia appena lievemente danneggiato, l’Iran sarà in grado di copiare gran parte della sua tecnologia e di trovare nuovi sistemi contro questi velivoli. Questa tecnologia scatenerà sicuramente interesse anche in altri ambiti. Possiamo scommettere che i contatti militari presenti nelle ambasciate di Russia, Cina, India, Pakistan e altre ancora stiano facendo la fila al Ministero della Difesa iraniano pronti a fare qualche offerta sostanziosa.


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da Moon Of Alabama
Fonte: How Iran Acquired A Stealth Drone
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

venerdì 9 dicembre 2011

Evoluzione delle capacità cognitive nell'uomo...



Un nuovo studio ha confrontato tra loro individui giovani e anziani in esseri umani, macachi e scimpanzé, riscontrando che per centinaia di geni si presentano schemi peculiari di sviluppo cerebrale differenti nella forma e nei tempi rispetto agli altri primati.

In che modo si sono evolute le capacità cognitive umane in meno di sei milioni di anni? La questione è irrisolta da decenni, ma ora una nuova ricerca pubblicata sulla rivista online ad accesso libero "PLoS Biology"sembra poter dare risposta almeno in parte all'enigma.

La spiegazione degli studiosi tedeschi e cinesi che firmano l'articolo fa riferimento ai livelli di attività di geni nel cervello umano, che secondo i loro risultati cambierebbero notevolmente rispetto a scimpanzé e macachi. Inoltre, si è scoperto che queste variazioni possono essere causate da una manciata di molecole chiave di regolazione, denominate microRNA.

I ricercatori hanno analizzato l'attività genica nei cervelli di esseri umani, scimpanzé e macachi per tutto il loro ciclo di vita, a partire dai neonati. Lo studio si è focalizzato su due regioni cerebrali: il cervelletto, che è responsabile dell'attività motoria, e la corteccia prefrontale, che riveste un ruolo cruciale nel comportamento complesso, come nelle interazioni sociali e nel pensiero astratto.

In prima battuta, sono state analizzate le differenze nell'attività genica tra specie che possono essere osservate a ogni età. Sebbene molti geni mostrino queste semplici differenze, non si evidenziava alcuna disparità nel numero di queste differenze tra scimpanzé ed esseri umani. Inoltre, la maggior parte di queste differenze sono state osservate in entrambe le regioni cerebrali studiate, e i geni non sono stati ritenuti coinvolti in modo specifico nelle funzioni cerebrali.

Secondo Mehmet Somel, ricercatore del Key Laboratory of Computational Biology dell'Accademia delle scienze cinese e del Max-Planck-Institut per l'Antropologia evoluzionitistica a Lipsia, in Germania, che ha coordinato lo studio, queste differenze rappresentano il “rumore di fondo” dei meccanismi evolutivi e hanno una limitata importanza per l'evoluzione del cervello umano.

Gli autori hanno poi cercato variazioni nell'attività genica durante lo sviluppo ontogenetico (cioè dei singoli individui) confrontando i dati relativi a neonati e adulti. In generale, gli schemi di sviluppo cerebrale tendono a essere assai simili tra umani e le altre specie di mammiferi. Nonostante ciò, i ricercatori hanno riscontrato che per centinaia di geni gli esseri umani mostrano schemi di sviluppo peculiari, con profili che erano differenti nella forma e/o nella tempistica da quelli osservati in scimpanzé e macachi.

Tali schemi specifici di attività dei geni durante lo sviluppo erano particolarmente diffusi nella corteccia prefrontale, superando gli analoghi schemi osservati nello scimpanzé di quattro volte. Gli schemi di sviluppo nel cervelletto, per contro, erano meno specifici dell'uomo. Inoltre, molti geni che mostrano questi schemi specifici dell'uomo nella corteccia prefrontale erano noti per avere funzioni neurali specifiche, il che implica un ruolo per lo sviluppo cognitivo umano.

Cercando le possibili cause del diffuso rimodellamento dello sviluppo nella corteccia prefrontale, gli autori sono incappati in un segnale inatteso. Gli schemi di sviluppo dei geni che codificano per le molecole di microRNA (piccoli ma potenti regolatori di altri geni e di processi biologici) hanno mostrato di avere un enorme sovrappiù di differenze specifiche dell'essere umano nella corteccia prefrontale rispetto a schemi di sviluppo confrontabili nei geni ordinari.

Molti di queste variazioni nell'attività del microRNA potrebbero essere direttamente collegate a variazioni specifiche umane nell'attività dei geni target. Poiché i geni regolati dal microRNA sono molteplici, queste conclusioni potrebbero fornire una possibile spiegazione di come centinaia di geni varino i loro schemi di attività, in modo coordinato, durante lo sviluppo cerebrale umano.

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(Fonte: http://www.lescienze.it/news/)

sabato 29 ottobre 2011

Roma pro Tibet - 2 novembre 2011 - Piazza Montecitorio

"C'è anche chi non vuol vedere e sapere nulla.. " -Occhialetti 3d foto di Gustavo Piccinini


Care e cari amici del Tibet,
il prossimo 2 novembre si svolgerà a Roma, in Piazza Montecitorio un importante evento di solidarietà al popolo tibetano. All'iniziativa ha anche aderito l'Intergruppo sul Tibet al Consiglio Regionale del Lazio. L’Istituto Samantabhadra sarà presente con una sua delegazione e con Ghesce La. Siete tutti invitati a partecipare


TORCE UMANE IN TIBET

Manifestazione di solidarietà ai martiri del Tibet

Mercoledì 2 novembre · 15.00 - 20.00
ROMA - PIAZZA MONTECITORIO


Informativa: Il 18 di ottobre di quest’anno sul web appare una foto terribile.
Il corpo carbonizzato di Tenzing Wangmo giace, ancora fumante, riverso e rigido su un prato verde. Sullo sfondo si vede un piccolo gruppo di monache che corre verso i poveri resti ormai senza vita.

Fino a quel giorno le autorità cinesi, per i quali la menzogna e la negazione dell’evidenza sono uno degli sport più praticati, avevano sostenuto che tutte le notizie ...che filtravano da Ngaba – notizie che raccontavano di una situazione di repressione drammatica che aveva portato ad immolarsi col fuoco ben 9 giovani sotto i vent’anni – erano frutto di fantasia per denigrare il governo di Pechino. Al contrario, dicevano, Ngaba è una tranquilla e laboriosa cittadina dello Sichuan dove tutto è rose e fiori.

Le autorità cinesi stanno inviando truppe aggiuntive in tenuta antisommossa e dotate di estintori a Nagba e a Lhasa e gridano furiose al complotto. Sono già in rete filmati che testimoniano l’apparato di repressione messo in moto da Pechino.
I cinesi accusano il Dalai Lama di istigare i giovani tibetani a darsi fuoco e si permettono proprio loro, di rilevare addirittura che questi sono gesti violenti che vanno contro la morale buddista (sic) e che costituiscono una forma di terrorismo mascherato.

Ecco dunque un altro pretesto per aumentare la repressione e annunciare ulteriori “misure restrittive” in Tibet.

Come sempre Pechino risponde con l’arroganza e la forza, chiudendo gli occhi e negando quello che da sessanta anni a questa parte il popolo tibetano ha cercato di ricordare a loro e al mondo: la brutale e sanguinosa occupazione di un paese libero, la sistematica violazione dei diritti dei tibetani, gli arresti e le detenzioni, le torture e gli aborti forzati …

Per Pechino i tibetani stanno benissimo e sorridono al loro futuro sotto l’illuminata guida del Partito Comunista Cinese.

Ma allora perché da marzo a oggi ben nove giovani si sono cosparsi di benzina e dati fuoco al grido di “Tibet Libero”? Cinque di questi sono morti per le ustioni riportate, tre sono ancora in Ospedale e uno è stato fatto sparire dalla Polizia.

Chi descrive la morte di Tenzing racconta della ragazza che camminava tre le fiamme gridando slogan contro il regime cinese e pregando per il ritorno del Dalai Lama.
Un gesto disperato che solo una disperazione più forte può spingere un essere umano a compiere.

Il 2 di novembre 2011 a Roma dalle 15 davanti a Montecitorio ci sarà una pacifica manifestazione promossa dalla Comunità Tibetana in Italia e dall’Associazione Italia Tibet in ricordo di questi giovani martiri tibetani. Una manifestazione che vuole ricordare a Pechino e al mondo libero che il problema del Tibet non si risolverà mai con la brutale repressione e la propaganda menzognera cui, peraltro, nessuno crede più. Finché la Cina continuerà nella sua ottusa e cocciuta negazione del “problema Tibet” lo spirito e l’eroismo dei tibetani saranno sempre lì, indomiti e coraggiosi emblemi di un popolo che non intende farsi “normalizzare”.

Neppure le più che accomodanti proposte del Dalai Lama in questi anni sono state accettate da Pechino che, anzi, le rigetta come un tentativo subdolo di attentare all’unità della madre patria. E pensare che il Dalai Lama è per Pechino un’assicurazione, forse l’unica, che la lotta del Tibet non degeneri in forme di violenza aperta o addirittura in terrorismo.

Sosteniamo il popolo del Tibet, i suoi diritti e la sua pacifica lotta contro il regime di Pechino.

I diritti dei tibetani sono i diritti di tutti. Diamo un segnale forte alla Repubblica Popolare Cinese, all’arroganza di chi si ritiene orma il il padrone del mondo.

COMUNITA’ TIBETANA IN ITALIA
www.comunitatibetana.org

ASSOCIAZIONE ITALIA-TIBET
www.italiatibet.org

giovedì 11 agosto 2011

La moneta locale e la funzione della Cina nella politica economica globale


"Ritorno alle comunità locali solidali, unica alternativa possibile nel crollo consumista" (Saul Arpino)


Moneta globale e monete locali

Dietro il caos finanziario di questi giorni ci sono i grandi fondi speculativi che colpiscono l'euro per salvare il dollaro. La battaglia per un nuovo ordine monetario è avviata. Perché non pensare a monete locali da affiancare all'euro?

Perché la speculazione finanziaria si è accanita nei confronti dei paesi del sud Europa? Perché non ha attaccato il Giappone, per esempio, che ha un debito pubblico pari a due volte il Pil? Oppure il più grande debito pubblico del mondo, quello a stelle e strisce? E ancora: se è vero che grandi banche Usa posseggono titoli di Stato dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna), quale interesse hanno a vedere fallire questi Stati?

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza in mezzo al panico finanziario che sta buttando nell'angoscia, anticamera della disperazione, decine di milioni di cittadini europei.

Dobbiamo ricordare che pochi e potenti hedge fund (fondi speculativi) - quelli di Soros, Paulson, ecc - controllano un flusso di denaro impressionante e indirizzano la grande speculazione quanto i piccoli risparmiatori. Come avviene in politica, così nel mondo nella finanza sono pochi opinion leader che determinano le scelte della maggioranza (dei votanti quanto degli investitori/speculatori). Ora, si dà il caso che proprio i grandi fondi speculativi hanno i loro asset in dollari e che abbiano avuto un terrore infernale quando nell'autunno 2008 il dollaro stava crollando, soprattutto rispetto all'euro.

Oggi, questi signori come Soros, spesso impegnati nella beneficenza o nel finanziamento di movimenti per la democrazia e i diritti umani, hanno un forte interesse a vedere una riduzione del valore dell'euro rispetto al dollaro. In questo senso si può dire che hanno un interesse nazionale (statunitense) in un'era in cui il capitale non ha patria né colore politico. D'altra parte, esiste anche la prima potenza al mondo per dotazione di capitali sovrani - la Cina - che teme fortemente una improvvisa caduta del dollaro, dato che detiene una parte consistente dei titoli di Stato americani e che gli Usa costituiscono ancora un mercato rilevante per le loro esportazioni.

In breve: il sistema monetario internazionale, fondato sul dollar standard, cioè su una valuta nazionale diventata moneta di riserva internazionale, è entrato irreversibilmente in crisi, ma non è chiaro come e quando verrà sostituito. Per la verità esiste già un progetto abbastanza definito che è sostenuto dai Bric (Brasile, Russia, India e Cina) che punta a una nuova moneta di riserva internazionale, il cui valore verrebbe dato dalla media ponderata delle valute più forti. Insomma, una sorta di Ecu degli anni '90, una moneta virtuale che serva come unità di conto per gli scambi internazionali. Ovviamente gli Stati Uniti sono assolutamente contrari e si batteranno fino in fondo per evitare di perdere il "signoraggio del dollaro", cioè il privilegio di emettere cartamoneta a volontà, e quindi permettersi di farsi finanziare - come hanno fatto dalla metà degli anni '70 a oggi - il disavanzo della bilancia commerciale dal resto del mondo. Secondo alcune stime, per riportare in pareggio la bilancia commerciale Usa il popolo nordamericano dovrebbe ridurre i propri consumi del 30-35% e svalutare di almeno altrettanto il dollaro. Quale presidente o governo Usa potrà accettare questa "decrescita infelice"?

Pertanto, assisteremo per diversi anni al braccio di ferro tra il governo Usa e le altre potenze economiche mondiali prima che si arrivi a un accordo per un nuovo ordine monetario internazionale fondato su una moneta "globale" che non appartiene a nessuno stato o confederazione di stati. Il consolidamento o lo sfaldarsi dell'area euro potrà accelerare o frenare questo processo, essendo la seconda valuta forte al mondo in questo momento, fino a quando il governo cinese non abbandonerà il controllo politico sulle quotazioni dello yuan renminbi.

Proprio la Cina ha in mano le carte giuste per vincere la partita e decidere tempi e modalità di questa transizione, attraverso una riduzione progressiva degli investimenti in titoli di stato a stelle e strisce, una riduzione dell'export diretto in nordamerica ed un aumento dei consumi interni. Come è nello stile dei governi cinesi, il colpo finale al dollaro sarà assestato solo quando arriverà il momento giusto per farlo, ma preparando fin da ora l'alternativa.

La fine del dollar standard non è un incidente di percorso o un mutamento tecnico nella sfera monetaria, ma segna materialmente la fine dell'egemonia Usa sul mondo. Anche la via della "guerra permanente" che finora ha mantenuto artificialmente in vita il dollaro non è più praticabile, sia per i costi insostenibili, sia per l'accumularsi di insuccessi clamorosi (dall'Iraq all'Afghanistan e alla Libia).
Il nuovo ordine monetario internazionale che si profila all'orizzonte rappresenta la traduzione simbolica dei nuovi rapporti di forza esistenti nell'economia capitalistica globalizzata, e in qualche modo rappresenta anche un riequilibrio di poteri tra occidente e resto del mondo. Inoltre, con la fine del dollar standard verrà bloccata la continua immissione di liquidità nel sistema finanziario mondiale, causa prima delle "fluttuazioni giganti" , delle crisi ricorrenti e della speculazione sui prezzi dei beni primari che tanti danni sta producendo alle popolazioni più povere, a partire da quelle del sud del mondo. Certo, non basterà a ridurre drasticamente la massa finanziaria che incombe sull'economia reale, stimata come pari a 8-10 volte la ricchezza materiale mondiale, ma è comunque un primo passo.

Altri e più consistenti bisognerà farne in direzione di un obiettivo prioritario per il nostro tempo: disarmare la finanza. Il che significa riprendere in mano la questione dell'uso e del ruolo del denaro, riportare questo strumento alla sua utilità originale di unità di conto e intermediario negli scambi.

Infatti, per garantirsi che questa fase di "transizione monetaria" non si concluda soltanto con una nuova, sia pure auspicabile, moneta di riserva internazionale, bisogna riprendere con forza il tema della sovranità monetaria, a partire dal livello locale. Accanto alla moneta globale e alle monete che governano le mesoregioni in cui andrà ad articolarsi l'economia mondiale, occorre scommettere seriamente sull'uso - già sperimentato da tempo - di monete locali complementari. Vale a dire: per bilanciare il peso e l'egemonia della moneta globale abbiamo bisogno di migliaia di monete locali complementari, a circolazione territorialmente determinata, sotto il controllo dell'ente locale. Questo strumento permetterà, nelle aree più deboli e con enti locali più indebitati, di poter continuare a mantenere in vita servizi essenziali e parti vitali dell'economia locale.

Non si tratta né di utopie neoproudhoniane, né di ritorni ad impossibili regimi autarchici. Si tratta di ridurre la distanza abissale tra il governo del denaro e la vita e i bisogni dei cittadini e dei lavoratori. Per capirci: immaginate se le città della Grecia, i cui bilanci comunali sono ormai ridotte al collasso, potessero usare - accanto all'euro - monete locali complementari per i bisogni essenziali della popolazione, sicuramente il peso dell'iniqua manovra finanziaria governativa sarebbe più sopportabile.

È una questione di vitale importanza che riprenderemo in altra occasione. In questa sede vogliamo solo affermare che la sovranità monetaria, insieme a quella alimentare ed energetica, costituisce uno dei pilastri su cui edificare una «democrazia reale» che oggi esiste solo nei nostri sogni.


Distinti Saluti
Giuseppe Turrisi Salvatore


Tel. 3938424644
e-mail giuseppeturrisi@leonardo.it


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Riferimenti:
Monetalocale-siena mailing list Monetalocale-siena@inventati.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/monetalocale-siena

domenica 3 luglio 2011

Cina, ultimo paese con la bandiera rossa, falce e martello, ha festeggiato i 90 anni del Partito Comunista


"Il tramonto del sol dell'avvenir.. al palo" (foto artistica di Gustavo Piccinini)


Comunicazioni di servizio.

La Cina ha festeggiato i 90 anni del Partito Comunista, che fu fondato a Shanghai il primo luglio del 1921 durante un congresso a cui parteciparono dodici delegati, tra cui Mao Tse-tung che all’epoca aveva 28 anni. In questi giorni i muri delle città cinesi sono ricoperti di manifesti e dipinti che inneggiano all’anniversario riproducendo il simbolo del partito, ovvero la falce e il martello. In Piazza Tiananmen a Pechino è stata eretta una gigantesca statua della bandiera rossa con falce e martello, alcuni gruppi di studenti hanno dipinto l’emblema sui muri della città insieme ad alcuni slogan celebrativi del partito, e ci sono persino composizioni di fiori gialli e rossi disposti in modo da riprodurre il simbolo comunista.

La falce e il martello non sono soltanto l’emblema del Partito comunista cinese, ma sono stati storicamente usati da stati e partiti comunisti e socialisti in tutto il mondo.

Rappresentano rispettivamente la classe contadina e quella operaia e divennero particolarmente diffusi tra le classi lavoratrici come simbolo della lotta contro nobili e borghesi negli anni precedenti alla Rivoluzione russa. Inizialmente al posto della falce veniva usato un aratro stilizzato, e anche con l’arrivo della falce i due simboli non erano incrociati ma affiancati. Comparvero uniti durante la Rivoluzione di ottobre nel 1917 a simboleggiare la lotta comune di contadini e operai: si trovavano riprodotti su bandiere, uniformi e medaglie dell’Armata Rossa. L’immagine venne usata per la prima volta in un documento ufficiale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa nel 1918, e nel 1922 divenne l’emblema dell’Armata Rossa. Nel 1924 venne adottata anche nella bandiera dell’Unione Sovietica insieme alla stella rossa a cinque punte; entrambi i simboli in caratteri dorati su campo rosso. La bandiera rossa veniva utilizzata da partiti e movimenti socialisti e comunisti dai tempi della Comune di Parigi nel 1871.

La bandiera con falce e martello si diffuse enormemente tra i partiti che fecero parte del Comintern – l’organizzazione internazionale dei partiti comunisti – e che la adottarono come simbolo, in alcuni casi modificandolo leggermente e producendone nuove versioni. In Italia venne utilizzato per la prima volta al congresso del PSI a di Bologna del 1919. Nel 1953 il pittore Renato Guttuso ne ritoccò la versione che fu impiegata dal PCI fino al suo scioglimento nel 1991.

In alcuni paesi ex sovietici, tra cui Ungheria e Polonia, l’uso pubblico del simbolo è oggi vietato per rispetto alle vittime della dittatura comunista. Nel 2010 i ministri degli Esteri di Lituania, Lettonia, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca hanno chiesto all’Unione Europea di vietare l’uso di simboli comunisti, tra cui la falce e il martello, al pari di quanto aveva proposto la Germania nel 2005 a proposito delle svastiche naziste. In molti si sono detti contrari per via dell’impiego del simbolo da parte di diversi partiti e movimenti socialisti e comunisti…

Notizie raccolte da Antonella Pedicelli

mercoledì 29 giugno 2011

Barbara Boniardi, il congresso mondiale di oncologia in Cina ed il metodo Di Bella

Dal 22 al 25 maggio 2011 si è svolto al World EXPO Center, di Dalian in Cina il 4° Congresso Mondiale di Oncologia , “BIT's 4th World Cancer Congress 2011. Accedendo a: http://www.bitlifesciences.com/cancer2011/ sono reperibili in prima pagina il programma , tutti i dati, e i nominativi di massimi esponenti internazionali della ricerca sul cancro, tra cui il Nobel A. Schally,che hanno conferito all’evento il più alto livello clinico e scientifico.

Un completa revisione degli atti congressuali evidenzia chiaramente che non sono state presentate nuove molecole di pronto impiego ma solo diverse combinazioni di chemioterapici, oppure di anticorpi monoclonali variamente associati a chemioterapici , o l’uso contemporaneo di due diversi anticorpi monoclonali, senza alcun reale e significativo incremento delle mediane di sopravvivenza.

Questi dati facilmente verificabili esaminando programma e atti del convegno (http://www.bitlifesciences.com/cancer2011/) fanno emergere l’assoluta rilevanza clinica e scientifica, il dato innovativo in oncologia, dei primi casi di tumori solidi scientificamente documentati, di guarigione completa e stabile ottenuta unicamente con il metodo Di Bella, senza alcun intervento chirurgico, chemioterapia o radioterapia.

I temi congressuali sono stati suddivisi in 9 sessioni (Trak). Il Dr Giuseppe Di Bella è stato invitato dagli organizzatori a presiedere la seduta 4 della quinta sezione del congresso:

Track 5-4: Clinical Update on Combination Cancer Therapy (terapie antitumorali innovative e integrate) in cui sono state presentate a cura della Fondazione Di Bella 3 relazioni sull’applicazione del metodo Di Bella nei tumori della mammella, polmonari e leucemie linfatiche:-

Time: 15:25-17:05, May 25, 2011 (Wednesday); Place: Meeting Room 11, 2nd Floor, DWECChair Dr. Giuseppe Di Bella, (Di Bella Foundation, Italy)15:50-16:15 Dr. Giuseppe Di Bella, Title: The Di Bella Method (DBM) Improves Survival, Objective Response and Performance Status in Breast Cancer16:15-16:40 Dr. Mauro Todisco, Title: Chronic Lymphocytic Leukemia: Long-Lasting Remission with Di Bella Multitherapy16:40-17:05 Dr. Achille Norsa, Title: Somatostatin, Retinoids, Melatonin, Vitamin D, Bromocriptine, and Cyclophosphamide in Chemotherapy-naïve or Chemotherapy-Pretreated Patients with Advanced Non–Small-Cell Lung Cancer.Sono stati presentati carcinomi della mammella guariti stabilmente unicamente con MDB, senza intervento, leucemie linfatiche guarite da 10 anni, incremento tra il 200 e il 300% delle mediane di sopravvivenza dei carcinomi polmonari NSCLC rispetto ai dati ufficiali reperibili in letteratura.

L’intero MDB, i casi clinici guariti senza intervento, chemio o radio sono pubblicati anche da riviste scientifiche internazionali reperibili sulla massima banca dati .www.pubmed.gov Digitando Di Bella G si evidenziano le ultime 4 pubblicazioni. L’intera documentazione è reperibile sul sito ufficiale www.metododibella.org .

Relazioni sul Metodo Di Bella, censurato in Italia, sono oggi richieste, presentate e pubblicate agli atti di congressi mondiali, la terapia non è tossica, è domiciliare, e con costi minimi rispetto alle terapie oncologiche.

venerdì 29 aprile 2011

Libia e Medio Oriente: guerre, ideologie, religioni, movimenti, assestamenti... - Tutto quel che c'è da sapere sulla Quarta Sponda




Ante Scriptum di Giorgio Vitali:

QUESTO ECCEZIONALE ARTICOLO MERITA UN COMMENTO ASSAI LIMITATO. A parte molte considerazioni, da Napolibera già elencate altre volte, alcune di queste trovano conferma in informazioni da me in precedenza acquisite. In particolare, per quanto riguarda l'attentato di Via Rasella di cui si sapeva di tutto e di più. Leggere l'autobiografia di Giorgio Amendola. Pwer quanto riguarda il linciaggio del povero Carretta, occorre aggiungere che TUTTO era stato preordinato, talchè NESSUNO della forza pubblica intervenne in suo aiuto ( carabinieri, polizia, MP e quant'altro...) perchè il tapino, che COMUNQUE era testimone dell'accusa, NON potesse dire chi FU salvato e chi invece fu condannato (tra gli altri Aladino Govoni, figlio del noto poeta). Tra i salvati c'era ovviamente il "muratore di Nizza" noto per essere stato un mandatario di attentati contro il Duce (in concomitanza con l'invio di messaggi di messa in guardia...leggere; "17 colpi", di Amerigo Dumini, edito da Longanesi in più edizioni).D'altronde, il questore Caruso era sicuro di potersi salvare e per questa ragione si era lasciato prendere a Perugia, ove era ricoverato. [Delle cretinate è pieno il mondo].

PER QUANTO RIGUARDA I RAPPORTI CON LA LEGA, è ovvio che in Italia occorre sempre giocare a biliardo. E' sul rinculo della palla battuta che si vince.
In questo caso, l'opposizione della Lega aiuta il Berlusca, e forse anche il Papa, dal dover affrontare una GUERRA ideologica e RELIGIOSA di grande respiro. (A parole da molto tempo dichiarata... ricordiamo che il buon Huntington, nel suo libro su commissione dei Teocons (Scontro di Civiltà) annovera il Cattolicesimo Ortodosso fra i nemici. NON A CASO LA GRECIA è ANNOVERATA FRA I CATTIVI DA PUNIRE DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO (ma è salvata dalla Cina, vedi il caso...)

CONSIDERAZIONE FINALE: la Lega è fisiologicamente un partito di tentenza europeista. Il richiamo ANCESTRALE dei padani è infatti quello esercitato dal Centro Europa. Leggi: Germania-Austria, e forse RUSSIA. Come avevamo altre volte dichiarato, il quadro geopolitico eurasiatico ritorna prepotentemente alla ribalta della storia, 66 anni dalla morte di Mussolini, che ne fu il più acuto propugnatore. GV.



ITALIA IN LIBIA: ENTRO I CONFINI RIGIDI DELLA '1973-ONU'

Cade come il cacio sui maccheroni, l'opposizione leghista alla guerra di Libia, che sarà espressa anche in un opportuno dibattito parlamentare. In tal modo la missione italiana potrà provare a rimanere entro i confini rigidi della 1973-ONU: che istituisce solo una 'no-fly zone', ma esclude ogni proposito di 'regime change'. Quello che è l'obbiettivo neanche nascosto della coalizione anglo-franco-ameri.com.....per insediare il Libia il potere integralista ed anti-cristiano dei 'salafiti' islamici. Come è già successo in Afghanistan, in Iraq (dove al posto del cristianissimo-cattolico caldeo Tareq Aziz, qual Vice-presidente, siede adesso il fondamentalista Tareq Al Hashemi, dei Fratelli Mussulmani: nemici storici del Nasserismo rivoluzionario, e di ogni nazionalismo arabo anti-inglese), e forse anche in Egitto.

L' Italia infatti per quasi 50 anni ha potuto eludere le pressioni del Grande Sorello atlantico, che ci spingeva ad aderire sempre a nuove guerre di strage e di conquista, in virtù di un 'pactus abditus' stipulato, già del 1944, tra Chiesa e Chiesa.

a) Quella Cattolica e Romana di San Pio XII, Papa Eugenio Pacelli.
b) Quella del 'Comunismo' Nazionale, e del 'Partito Italiano' di Palmiro Togliatti.

Ne abbiamo dettagliatissima testimonianza dalla penna dell' ex-segretario di Togliatti stesso, il memorialista Massimo Caprara.
In un suo libro, 'Paesaggi con figure', edito da ARES nel 1999, un capitolo è dedicato a Don Giuseppe De Luca. Il grande intellettuale, detto 'il Gramsci Vaticano', che stipulò, dietro precisa 'mission' del Papa stesso, un patto col PCI appena rinato in Italia col famoso 'discorso di Salerno' del maggio 1944: però come 'Partito di tipo nuovo' intento a perseguire una 'via Italiana' abbandonando il modello unico del bolscevismo-1917. Che per la verità già Stalin stesso aveva da gran tempo abbandonato, per una nuova strada Patriottica, liquidando la vecchia guardia 'anti-Partito', e, francamente parlando, anche anti-Russa: Trotzki, Zinoviev, Kamenev, e loro 'compatrioti' in generale.

Il contenuto di quell' accordo De Luca-Togliatti, che fu stipulato sulla parola, e soprattutto sfuggendo alla sorveglianza militar-spionistica del Nemico che andava occupando anche Roma, dopo Sicilia e Napoli (come Caprara narra vividamente in stile 'Le Carrè') fu assai presto palese: l' opposizione comunista al Patto Atlantico.

Quella che la Democrazia Cristiana non 'poteva' manifestare, lo faceva il PCI, scendendo nelle strade e nelle piazze al posto di quegli altri: contro la NATO, contro la criminale Guerra di Corea (quando il boia Mac Arthur, che voleva gettare su Pyongyang la bomba nucleare, fu fermato dallo stesso Eisenhower), e contro la mostruosa carneficina 'al napalm' che ha nome eterno: VIETNAM.

Il Vietnam che E' il destino ontologico dell'Impero del Male.... comunque mascherato.

'Il Gioco delle Parti', onde il più debole seppe farsi beffe del Gorilla, consentì una Politica di interesse nazionale che ebbe in Enrico Mattei il massimo interprete: fu l' appoggio del Papa in persona che consentì, all' ingegnere marchigiano, di sorpassare anche la sorda opposizione alla nascente ENI dell'austriacante anti-italiano ALCIDE DE GASPERI, apposto al governo dagli anglo-americani proprio per la sua estraneità, suddito absburgico quale era sempre stato, al tessuto Nazionale. Un Atlantista di ferro, che con lo sciagurato 'Trattato di Pace' stipulato in ginocchio di fronte alle Potenze Nemiche che avevano occupato la penisola, barattò apertamente perfino quel residuo di Sovranità che ci poteva derivare perfino dalla 'co-belligeranza' cosiddetta, del 1943-45, con la sua Valsugana, stabilizzata entro i confini-Nord.


Tutto questo ha retto per ben oltre trent'anni, giungendo infine ai due Trattati 'westfaliani', comunque basati sul Principio di Sovranità e non-ingerenza:

1) quello di Helsinky del 1975, tra le Nazioni Europee, che si stabilizzavano DENTRO i confini usciti dalla guerra: era l' unico modo di FERMARE l'intromissione anglo-americana sul Continente. Un Trattato per il quale si spese la leadership di un Grande Condottiero di Pace, Leonid Breznev, Segretario del PCUS sovietico per quasi vent' anni, dopo la detronizzazione di Kruscev, successiva alla questione 'Missili a Cuba', nel 1962....Mercé la quale Kruscev stesso sperperò, stranamente ingaggiando con gli USA una 'sfida impossibile' al loro blocco navale, la straordinaria vittoria conseguita dal popolo cubano nella Baia di Porci, che avevano sconfitto l' invasione dei mercenari-CIA, appena un anno prima.

2) quello dolorosissimo connesso: il Trattato di Osimo, in quello stesso anno stipulato tra l' Italia e la Jugoslavia dell' agente britannico Josip Broz, detto 'Tito'. Che comportò la rinuncia alle terre italiane (la 'zona B') occupate in Istria dalle truppe del medesimo 'Tito', alla fine del conflitto, con un colpo di mano favorito dalla benevolenza inglese ....

Con questa rinuncia l'Italia pensò, tagliandosi 'una libbra di carne', come capita ad Antonio alle prese con Shylock l'usuraio nel famoso dramma di Shakespeare intitolato il 'Mercante di Venezia' (180 km. da Trieste), di essersi messa al sicuro dalle pretese dell'Impero Unico.


MA NON AVEVA FATTO I CONTI CON LA 'VARIANTE-B.R.LINGUER'....

Enrico B.R.linguer, figlio di Mario, suocero di suo cugino Luigi Manconi che era il capo del servizio militare di Lotta Continua ai tempi del delitto Calabresi, ed oltre, 'si iscrisse alla Direzione del PCi fino da quando portava il grembiulino', come lo definì Pajetta con il tagliente sarcasmo volterriano che fu della sua lingua.
Alludeva, il dirigente comunista, al padre del medesimo soggetto: un 'azionista' di Giustizia e Libertà che nascondeva un agente dello PsyWarfare inglese. Come si vide al 'Processo Caruso', Roma settembre 1944....istruito dal Tribunale delle Epurazioni.
Quando il suo Presidente, Mario B.R.linguer ante-litteram, dietro istruzioni impartitegli dal suo Capo, il colonnello inglese John Pollock, presiedè invitando il pubblico presente, quel dì stranamente foltissimo, a linciare dirattamente il testimone in udienza PEIMA CHE POTESSE DEPORRE: DAVIDE CARRETTA, il Direttore di Regina Coeli durante l' occupazione tedesca. Durante il quale Direttorato si era verificata la famosa 'fuga di Pertini' da quel carcere stesso, alla vigilia dell' attentato di via Rasella e delle conseguenti Fosse Ardeatine. Che gli Alleati avevano certamente 'previsto', se, di concerto col Carretta stesso, e coi tedeschi ugualmente, fecero in modo che il loro uomo a Roma, il 'muratore di Nizza' come egli stesso si definiva, scampasse alla famosa 'Rappresaglia', organizzandone la tòpica 'evasione'.

Dunque, si trattava di eliminare lo scomodissimo 'favoreggiatore', della evasione stessa, e testimone pericoloso, visto che intanto a Roma si era stabilito Palmiro Togliatti, uomo insieme di Stalin e del Papa, pur se per vie traverse.....

Mario B.R.linguer si garantì, con l'eccitare una plebe per bene organizzata, come è visibile dal famoso film girato in quella sede da Luchino Visconti, benemerenze storiche. Fu suo figlio Enrico a beneficiarne. Questi, demagogo astuto ed abilissimo ad ingannare le menti più ingenue, debuttò 'in politica' capeggiando una 'rivolta del pane' cosiddetta, a Sassari, nel 1944, a fascismo caduto da un bel pezzo. Fu, questa pseudo-rivolta 'popolare' , grazie alla quale Enrico il Giovane si guadagnò i galloni di 'martire-antifascista'
IL PRIMO ATTO PUBBLICO DELLA ORGANIZZAZIONE EVERSIVA 'GLADIO' sull' isola che ne è base privilegiata.....Ed i cui fondatori furono: MARIO BERLINGUER STESSO, suo cugino ANTONIO SEGNI (IL presidente-GOLPISTA del 'Piano Solo' 1964), suo cognato SERGIO SIGLIENTI, Presidente dell' IMI, e GIUSEPPE MANCONI, prima che vi aderissero altri più giovani, tra cui spiccò COSSIGA (=Còrsica), anche lui imparentato a tutti gli altri, come da ancestrale abitudine di quelle confraternite.

La fortuna di Enrico nasce nei secondi anni Sessanta, successivamente ad un evento capitale quale fu la Guerra dei Sei Giorni, e poi la cosiddetta 'Primavera di Praga', il Maggio francese, i moti studenteschi a Berlino, Francoforte, Roma, Milano eccetera del 1968. Dappertutto in Europa tranne che a Londra, chissà perchè...Perchè anche il 'comunismo' ---quello prima di Lenin e di Stalin che fu Russo soprattutto ('Il Socialismo in un solo Paese', cioè : Nazionale)--- che accusava solo l' industria, però scansando, nell' anatema, la condanna del cpitale finanziario, dilagò ovunque sul continente, con moti e sovversioni contro i rispettivi governi e stati sovrani. Ma a Londra, ove pure trovò i natali il famoso 'Manifesto' del 1848, mai che abbia allignato. E neppure in USA, vedi caso.

Così, di pari passo che la famosa 'industria' tipica di quei luoghi, poi esportata anche in Italia peninsulare, portava grassi 'revenus' da depurare nelle casse delle locali banche, cioè IMI-Siglienti che era la più importante, progrediva anche 'la carriera di Enrico': grigia e burocratica, triste e sorda, come il suo titolare era 'atrabiliare'...ma in grandissima ascesa, a Roma, perchè nel frattempo era morto Togliatti, l' avversario di suo padre Mario. Che, contro la linea delle 'epurazioni' promossa dagli inglesi, aveva imposto invece una 'amnistia' fra gli Italiani di ambo le parti uscite dalla Guerra Civile di quei tragici anni.

PER FARE IN MODO CHE LA POLITICA SI SOSTITUISSE ALLA 'MORALE' SECONDO LA SETTA DEI COSIDDETTI 'AZIONISTI', OSSIA GLI AGENTI INGLESI CHE PROPRIO LA POLITICA VOLEVANO CANCELLARE DALLA MENTE DEGLI ITALIANI. Per poi sostituirla con una 'Amministrazione Giudiziaria', in ogni settore (industria, finanza, economia), che favorisse i loro interessi, a scapito dei Nostri.

Fu proprio questo il Verbo, invece, di B.R.linguer figlio. La 'Morale' al posto della Politica... Un 'ultrasinistrismo' parolaio, e non solo...che, proprio come quello del suo futuro genero, e cugino, MANCONI LUIGI di Lotta Continua, favoriva concretamente l' interesse 'Atlantico' in Italia. Ossia il dominio della razza-finanza di Wall Street e della City.....Per mezzo delle Procure e dei P.M.
Una sigla, a ben vedere, che gli italiani conobbero, in forma speculare, già dal dopoguerra: MP, ossia Military Police, dai bracciali cifrati apposti sulle maniche delle divise dei soldati nemici a spasso per le nostre città....a razzolare per 'segnorine' apposite.

Fu dunque Enrico Berlinguer che, come primi atti alla guida del PCI, MA GIA' DA TEMPO 'ATTENZIONATO' DALLO STATE DEPT.*, onde era asceso con le modalità di cui vedi al sito www.napolibera.eu alla voce 'SARDINIA CONNECTION', pose due clamorose dichirazioni, che rovesciavano in toto l' impostazione 'Nazionale' Togliattiana:

1) la prima: nel settembre del 1973, successiva all' odioso golpe organizzato in Cile dalla CIA contro il legittimo governo di Salvador Allende, per rapinare tutto il rame cileno, DI SOSTANZIALE CONSENSO AL GOLPE STESSO: "E' sbagliato cercare di governare col 51% dei voti....occorre un 'compromesso storico' fra le componenti maggioritarie della politica (italiana)". A ben vedere UNA NEGAZIONE DEL PRINCIPIO DEMOCRATICO, PER CUI LA MAGGIORANZA HA DIRITTO A GOVERNARE. (Onde ancor oggi i suoi squallidi epigoni-mercenari al soldo straniero contestano il principio di legittimità della maggioranza elettorale concretamente vigente).

2) la seconda: nel giugno del 1976, alla vigilia delle elezioni politiche, allorchè
---intervistato, guardacaso, dal medesimo GIANPAOLO PANSA che pure aveva intervistato il noto collabò JUNIO VALERIO BORGHESE alla vigilia del suo 'golpe' mancato del dicembre 1971-- dichiarò di voler stare al sicuro 'SOTTO LA NATO'.

Con quella dichiarazione B.R.linguer aveva silurato proprio gli accordi di Helsinky così faticosamente stipulati durante qussi 30 anni di diplomazia 'westfaliana' continentale: aprendo la strada ad una nuova invasione e occupazione d' Europa stessa da parte dell' imperialismo anglo-americano.

Il golpe in Italia del 1978, con l' assassinio di Aldo Moro, la destituzione di Giovanni Leone per intronare al Quirinale il 'muratore di Nizza' fedelissimo agli anglo-B.R.lingueriani, e la 'morte improvvisa' di Papa Luciani, che portò al soglio Petrino 'l' uomo di Brzezinskji', già statuito da 'State Dept.&Foreign Office' nel 1976', di cui era stato 'prodromo in Napoli' il rapimento di Guido De Martino (figlio del Segretario del PSI candidato al Quirinale su unanime designazione della DC-PCI-PSI-PRI ecc.), aprì la strada, B.R.linguer testa-di-ponte, alla nuova occupazione.

Da allora, in Itallia, ed in Europa, NON c' è più una opposizione 'interna' a ciascun paese alle avventure imperialiste anglo-americane, come fu ai tempi della guerra del Vietnam. Anzi: i 'comunisti-B.R.linguerinnegati', ormai divisi in bande separate alla ricerca ciascuna del suo proprio bottino,l' una contro l' altre armate, e accomunati solo dallo 'stare a mercè' (=mercede) di qualunque Capitano straniero (Monti, 3Monti, Montezemolo ecc.) dichiari sedizione contro il Legittimo Governo Nazionale in vista di commissariare l' Italia per conto altrui, SONO SEMPRE I PIU' ACCANITI GUERRAFONDAI NEL RICHIEDERE SEMPRE PIU' SPEDIZIONI MILITARI, BOMBARDAMENTI, COLPI DI STATO contro le Nazioni Sovrane CHE LORO NON POSSONO PIU' ESSERE (Invidia Penis Altrui), perchè VENDUTI (VEN-DU-TI, UNA VOLTA PER TUTTE) da parte dei Badroni usurai di Wall Street e della City ai cui ordini, e solo ormai a quelli, essi rispondono come scattanti soldatini: AT- TENTI'.

E' per questo che, come una manna, cade oggi l' opposizione leghista per frenare, come da antica diarchia DC-PCI/Nazionale, la partecipazione italiana, anche armata, alla guerra di Libia IMPOSTA dagli Alleati: che, grazie a B.R.linguer, ci troviamo Padroni in Casa Nostra. Come mai furono ai tempi di Togliatti.

Gianni Caroli - giannicaroli@napolibera.eu