martedì 30 giugno 2015

Comunismo come risposta alla crisi contingente?



Giusto a titolo di chiarimento.

1) Sono favorevole in toto al cambiamento comunista dei rapporti
sociali così come esplicitato da Karl Marx nei suoi abbondanti
scritti, salvo dettagli opinabili di secondaria importanza.


2) Come step one nella disastrosa situazione attuale, considero
necessità minima mandare al diavolo (da dove proviene) l'euro con il
suo perverso meccanismo tritacarne, e recuperare come minimo dei
minimi la sovranità monetaria, come auspicato da Paul Krugman per la
Grecia e da Alberto Bagnai per l'Italia (la lotta contro la borghesia
è internazionale, ma deve iniziare all'interno della propria comunità
nazionale, specificarono sia Marx che Gramsci).


3) Dirò di peggio: sono favorevole alla riedizione del denaro nei modi
indicati negli ultimi 140 anni da personaggi come Georg Friedrick
Knapp, Hjialmar Shacht, Giacinto Auriti, ed altri, ricordando che
Marx, nel Capitale, accusò la Banca d'Inghilterra di "grande usura"
(dal che si capisce che le accuse di Ezra Pound non erano "di destra":
erano, casomai, di semplice buon senso correlato con la realtà del
valore; curioso a dirsi, lui e Bertolt Brecht pensavano entrambi che i
banchieri fossero dei criminali).


4) Sicchè chiunque può, superficialmente, accusarmi di regressione
riguardo la mia difesa dell'operato di Tsipras, Varoufakis e Syriza.
Dunque, come si spiega questa apparente contraddizione ?


5) Il fatto è che la politica applicata si esercita nell'ambito dei
rapporti di forza reali all'attuale esistenti.
Allora, la domanda diventa: Tsipras e Syriza possono fare di più ,
possono essere, qui ed ora, più radicali ?


6) Per quanto ne so, eseguendo e rispettando il mandato elettorale
ricevuto in gennaio, Syriza ha guadagnato consenso nel popolo, in
misura che ha raggiunto il 70-75% di appoggio al governo da parte dei
cittadini greci. L'ipotesi di abbandono dell'euro, invece, riceve un
consenso molto più limitato, intorno al 30%.
E la Grecia è un piccolo paese, che sta sviluppando alleanze
economiche fuori dall'eurosistema che la ha stritolata.


6 bis) E' compito della politica guidare gli eventi, MA in accordo col
consenso reale che si è riusciti a costruire.
Senza sufficiente consenso si rischia semplicemente l'avventurismo che
prelude alla disfatta.
In ogni battaglia, la strategia deve tener conto delle forze reali in
campo, questo è il problema.
Qualunque generale, in qualunque guerra, DEVE tenere conto dei
rapporti effettivi di forze in campo, non può non farlo.


7) E' certo che bisogna sviluppare la lotta di classe. Ma dalle vostre
parti come va, quanto a livello della lotta ? Dove insegno io gli
scioperi (forma elementare di lotta) ricevono una adesione del 1-10%.
Dagli altri istituti mi giungono notizie non molto diverse.
Come la mettiamo, quando facciamo i conti con la situazione reale ?


8) Tutto da rifare, ok.


9) Interventi, commenti, opinioni, maledizioni, dissensi, furori, proposte ?
Prego, siete invitati ad esplicitare, qualora vogliate intervenire.


Che vogliamo fare ?


In Grecia (come già in Argentina) hanno fatto la fame, e non in senso
metaforico, bensì reale, come han testimoniato i resoconti filmati
delle code in piazza per un piatto di minestra.


10) Il dibattito eventuale è aperto.

Vincenzo Zamboni

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