domenica 9 novembre 2014

L'Europa delle balle e l'Eldorado della disperazione

Immagine fotografica realizzata da Gustavo Piccinini 


“La sfida europea, i vantaggi del mercato unico”?

La classica carota sventolata davanti al muso dell’ "animale" che il “padrone” vuol convincere ad andare nella direzione che gli fa comodo, non in quella giusta.

Gli scopi delle oligarchie sono, ovviamente, completamente diversi anzi opposti, a quelli dei popoli e la loro abilità di imbonitori sta proprio nell’infarcire con tante chiacchiere dolci il boccone amaro che, poi risulterà tanto indigesto, velenoso, pericoloso da causare un rigetto o la morte del popolo.

 È chiaro che gli oligarchi si sono preparati a lungo, utilizzando come “teste di ariete” i cosiddetti “professori” i quali, nella maggior parte di casi, sono degli arrivisti abbastanza preparati da piegare persino i numeri in un senso o nell’altro (cioè sono capaci di dimostrare tutto ed il contrario di tutto).

 Questo non risulta evidente specie a chi crede che l’economia sia una materia “difficile”, da lasciare esclusivamente nelle mani degli “esperti” mentre è, semplicemente, la “gestione della casa”.

 Questi disgustosi personaggi, come il prof. Paolo Cecchini, hanno preparato lo “stato d’animo” che faceva intravedere “luminosi orizzonti e progressivi”, l’allargamento del mercato (quindi un aumento esponenziale di profitti delle imprese), la riduzione della disoccupazione (con persone che avevano tante offerte di lavoro da non sapere quasi cosa scegliere), una mobilità favorita dalla moneta comune come mai prima, la protezione dagli aggressivi mercati extra-europei, insomma l’Eldorado.

 Tutte BALLE!

I veri caposaldi teoretici di questi delinquenti europoidi erano, e lo  sono ancor oggi, il piano Kalergi (1925), cioè la spietata distruzione dei popoli europei  sotto i colpi di una immigrazione selvaggia proveniente dal Sud-Est asiatico e dall’Africa, spinta da impoverimento disastroso, fino alla fame, fino al genocidio, alla guerra infinita, alla sottrazione di risorse, all’occupazione delle nazioni da parte delle multinazionali e degli eserciti stranieri.

 Stiamo andando verso la riduzione dell’Europa ad una massa di 550 milioni di servi della gleba, con un rapporto di sottomissione coloniale agli USA mai visto prima (grazie agli accordi segreti sul TTIP, che procedono velocemente e senza clamore), le possibilità di impiegare un giovane in cerca di primo lavoro (od un meno giovane espulso dal ciclo produttivo) stanno scendendo in picchiata, le attività che chiudono superano di gran lunga quelle che aprono, la nazione è in avvitamento sotto il peso di un debito inarrestabile (persino negli interessi, oltre che nel capitale), quanto finto (immorale, illegale per le condizioni di Sack, infinito).

 Il Paese intero soffoca sotto tasse da strozzino e non c’è prospettiva di diminuzione, anzi sono previsti altri 250-300 miliardi di aggravio per il 2015, grazie alle pastoie di two pack, six, pack, EFSF, ESM, pareggio di bilancio, patto di stabilità e non me le ricordo neanche tutte le trappole preparate da criminali come Juncker, Draghi, Padoan, e sopra tutti, Renzi e Napolitano, il traditore numero uno.

 Il risultato è la svendita dell’intero paese alle multinazionali che sono già qui a catalogare il nostro immenso patrimonio storico, archeologico, paesaggistico, monumentale, agroalimentare, industriale, naturale: quello sociale lo stanno costringendo ad emigrare…

 È giunto il momento di una svolta: dobbiamo separarci al più presto dai colonizzatori anglo-assassini che vogliono ancora insegnare come vivere a noi, che siamo su di una terra con una cultura raffinata da tre millenni e che è stata splendida fino a 154 anni fa.

Dopo, solo una discesa agli inferi di oggi…

 Perciò, tiriamoci fuori dall’inferno! Separiamo il corpo sano dall’Europa malata e ricominciamo da noi…

   
AlexFocus

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