mercoledì 23 luglio 2014

Mode culturali occidentali - Giovani, imbecilli ed imbelli alla meta! (con cremazioni diamond)




Per analizzare le tendenze della moda importata da oltroceano, bisogna sempre analizzare il potere psico-programmatico dell'industria culturale e il fine omologante che questo ha sempre avuto fin dagli albori dell'era hollywoodiana. Come ben sappiamo, la visione geopolitica delle correnti di pensiero è la migliore per capire dove porta la corrente, come nel secondo dopoguerra la situazione geopolitica caratterizzata dal bipolarismo della guerra fredda necessitava di una forte dose di "american way of life" da iniettare nelle menti di un'Europa distrutta a forza di colpi di pistola, tipici del genere western, oggi le armi sono cambiate ma il fine rimane sempre lo stesso. 

Da sette -otto anni a questa parte abbiamo assistito ad un'incremento spaventoso e prepotente dell'industria culturale americana sulle correnti di pensiero delle nuove generazioni, la globalizzazione dei costumi, l'avvento di Internet e delle sue fasi più recenti (social network e web 2.0) hanno favorito il prolificarsi di queste tendenze ma non vanno dimenticate le condizioni geopolitiche che fanno da sfondo a quella che è la grande omologazione al pensiero unico occidentale e occidentalista. 

L'Occidente, che oramai si identifica in toto con il mondo anglosassone e americano soprattutto, si trova incapace di fronteggiare la crescente realtà multipolare che si va delineando dopo un quasi ventennio di monopolio unipolare e una successiva "seduta sugli allori" caratterizzata da una politica estera altamente fallimentare, il tristemente noto "PNAC" ( plane for a new american century) non sta dando gli esiti sperati perchè è stato formulato in un periodo in cui non si teneva conto dei nuovi attori globali, Cina e Russia in primis, il gruppo dei Brics ma anche il cosiddetto gruppo dei 77 e la nuova "primavera sudamericana"(ovviamente da confondere semanticamente con la primavera araba di marchio CIA) che stanno lentamente, ma neanche troppo lentamente, cambiando gli equilibri geopolitici globali. Nonostante tutto, la popolarità degli "states" rimane alta nel mondo occidentale e non solo (ovviamente questa popolarità cala drasticamente in alcuni poli geografici come alcune regioni del Sud America, in Russia, in Cina ed Iran) e sono proprio le nuove generazioni a legittimare l'"awl" [http://www.eurasia-rivista.org/lopinione-globale-nei-confronti-degli-usa/21757/ ], questo lo dico anche e soprattutto per esperienza personale perchè ho 25 anni e vedo e percepisco dove porta ( e soprattutto vuole portare ) la corrente. La domanda è: Come mai in una realtà oramai post-quantistica dove Internet ha moltiplicato all'infinito le fonti d'informazione sono proprio in nati nell'era tecnologica ad essere i più asserviti al pensiero unico (inteso non come modello economico neoliberista ma più che altro come omologazione di costumi e aspirazioni)?

La risposta sta nel cinema, nella musica, nello star system e in tutte le armi che l'industria culturale mette a disposizione del potere occidentalista per programmare le menti di chi "pensa di pensare", la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione è nient'altro che la moltiplicazioni di armi da parte di chi le sa usare. La differenza tra il modello odierno e quello dell'era mainstream (quello del monopolio cinematografico e televisivo) sta proprio nella falsa coscienza della libertà di scelta che si va a sovrapporre ad un drastico abbassamento del livello culturale, ad un annientamento di qualsiasi valore morale o spirituale, ad un individualismo alienante che distrugge qualsiasi speranza di progettualità comune per scopi comuni, ad un nichilismo passivo e ad una ridicolizzazione controllata di qualsiasi scelta di vita contraria al gregge. E così le serate in discoteca, le tendenze della moda, l'edonismo totalizzante, l'affermazione di sè attraverso ciò che uno possiede (bella macchina, donne, bella casa ecc..) saranno sempre più allettanti per le nuove generazioni piuttosto che il solo immaginare qualcosa di realmente diverso. Guardiamo i modelli proposti dall'industria culturale e vedremo come giovani vogliono diventare o meglio "come vogliono farli diventare".

(Inviato da Ferrante Cavazzutti)


Ed ora arrivano anche le Cremazioni Diamond


AVETE CAPITO BENE! Cremazioni, non CREAZIONI. A Roma, grandi manifesti che mostrano un bel diamante al dito di una ricca signora ammiccano al passante: TRASFORMIAMO IN DIAMANTE LE CENERI DEI TUOI CARI. In sé si tratta di un'operazione semplice: quella che si fa abitualmente quando si costruiscono diamanti artificiali. ma questa volta si utilizza il carbonio delle ceneri dei tuoi cari. Macabro alquanto, molto AMERIKAN WAY TO BUSINESS. 

Mi ricorda alcuni aspetti della cultura anglosassone, quella che ha sempre giocato col macabro. Meglio, mi ricorda le opere di Woodhouse, che ha descritto i costumi statunitensi. Classico il racconto IL CARO ESTINTO che irride alle costumanze USA di intraprendere una serie di "operazioni" per il deceduto, compreso abbellimento del volto con creme e rossetti, particolari riti e quant'altro. Ne è scaturito anche un film a volte esilarante ma spesso ORRIDO. Noi rifiutiamo queste manifestazioni di MATERIALISMO ossessivo ed inumano. 

Noi siamo convinti della sopravvivenza dei nostri cari NELLA NOSTRA MEMORIA, cioè nel nostro PENSIERO cioè nel REGNO dello SPIRITO, nella dimensione immateriale. 
E, se nel caso, preferiremmo il lezzo di cadavere, quello che si sente di sicuro per le strade sconnesse e devastate, anche col grazioso permesso di Sua Santità, della terra di Gaza, alla contemplazione assorta della brillantezza di un gioiello che, secondo Lorsignori, dovrebbe contenere corpo et anima di un nostro caro.

Con il malcelato desiderio di poter ammirare, un giorno, un grandissimo diamante, posizionato nel PANTHEON, contenente le ceneri trasformate in gioiello dei componenti l'attuale governo d'Italia e di Europa.  

Giorgio Vitali

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