mercoledì 11 giugno 2014

Viterbo - Gli amorosi sensi, la Prefetta e l'Antipolitica.... di Michele Bonatesta

Lettera aperta del senatore Michele Bonatesta alla
Prefetta di Viterbo, dottoressa Antonella Scolamiero


VITERBO. Massì, egregia dottoressa Antonella Scolamiero, prefetta di Viterbo.
Diciamocela tutta così come in realtà è.
Tra noi due non è mai scattato quel feeling che – al contrario – sembra essere scattato tra lei e la maggior parte dei rappresentanti del potere – politico ed istituzionale – del territorio.

Maccerto: il sottoscritto non solo non rappresenta ( e quindi… non esercita) alcun tipo di potere sul territorio ma anzi è rimasto l’unico politico ad opporsi apertamente al potere – sia politico, sia istituzionale – esercitato da altri senza alcun freno e, per di più, sempre e soltanto nei confronti dei cosiddetti ‘ più deboli ‘, quelli che (si dice) ‘non hanno santi in Paradiso’, quelli insomma che dovrebbero solo… subire e tacere.

Essì: molto probabilmente è proprio questo il motivo della‘ mancata empatia ‘  tra lei e questo ‘ vecchio ‘ brontolone ma le posso garantire che – dopo essermene doluto come si conviene quando viene a mancare l’empatia, il feeling tra istituzioni e politici ‘ liberi ‘ da vincoli di qualsivoglia genere, dopo aver provato il dovuto rammarico – le dicevo – la notte… la notte il sottoscritto chiude gli occhi e dorme tranquillo.

Chissà quanti altri, invece, anche a Viterbo, tra i rappresentanti del potere politico  ed istituzionale, possono dire la stessa cosa !?

Lei, per esempio, la notte dorme tranquilla ?

Sicuramente sì e me ne compiaccio per lei anche perché questa consapevolezza mi consente di continuare a rivolgermi a lei come ci si rivolge ai rappresentanti del potere istituzionale locale che non sono compromessi con alcuno e con alcunché, vale a dire con la franchezza di chi – pur nel distinguo del proprio pensiero -   continua a chiedersi il perché di suoi determinati comportamenti, il perché di suoi mancati interventi benché sollecitati.

Massì, stia tranquilla egregia dottoressa Antonella Scolamiero, prefetta di Viterbo.
Non tornerò a rigirare il coltello nella piaga delle famose centinaia di schede elettorali ( tante, troppe per non alimentare legittimi dubbi sulla regolarità e libertà del voto alle ultime comunali del capoluogo) annullate perché contenenti ‘ sicuri segni di riconoscimento’ ( come convalidato dai magistrati dell’ufficio elettorale che controllarono verbali e – forse – schede ).

Maccerto, non tornerò a parlarle di quelle schede anche se non capirò mai il motivo per cui lei non solo si sia sempre rifiutata di farle esaminare a chi glielo chiedeva ma addirittura si sia  sempre negata a chi le chiedeva di incontrarla per parlarne.
Massì, questo rimarrà l’eterno dubbio insoluto per il sottoscritto e per lei – forse – l’eterno ‘ neo ‘ della sua permanenza nella nostra Viterbo che – le posso garantire – quando cesserà nessuno rimpiangerà.

Il motivo di questa mia lettera aperta, allora ?

Elementare, dottoressa Antonella Scolamiero, prefetta di Viterbo: piazza del Plebiscito, la piazza dove c’è la prefettura ma anche… la sua abitazione istituzionale.
Epproprio, dottoressa Antonella Scolamiero: piazza del Plebiscito, la Prefettura e… Caffeina.
Piazza del Plebiscito , egregia prefetta,… la Prefettura… Caffeina e… l’improvvisato ristorante all’aperto che dovrà fare da cornice ( mangereccia) e ‘ da cassa ‘ per l’evento culturale- commerciale  made in Caffeina... made in Viterbo.

E lei, egregia prefetta di Viterbo, non ha nulla da (ri)dire su questa ‘ okkupazione ‘ della piazza principale di Viterbo, quella ‘circondata ‘ dal Comune di Viterbo e dalla Prefettura ?
Non ha nulla da (ri)dire su questa ‘ okkupazione ‘ di piazza del Plebiscito per fare posto ai tavoli di un improvvisato ristorante all’aperto , come riportato da un quotidiano locale?
Ma cosa dovrebbe pensare il sottoscritto ricordando – al contrario – il suo intervento quando fece sgomberare la piazza del Plebiscito dalle tende nelle quali facevano sit-in i familiari disperati di ammalati psichici della Tuscia ?

Non ricorda, egregia dottoressa Antonella Scolamiero?

Non ricorda come lei ritenne di dover restituire la piazza alla città facendo sloggiare quei poveri cristi che si erano attendati proprio sotto ‘ casa sua ‘ nella speranza di trovare in lei un supporto istituzionale alla loro richiesta di tutela della salute per i loro familiari ?

Nossignora: quelle tende furono fatte da lei sloggiare e con loro furono fatti sloggiare i familiari degli ammalati psichici.

Ed il ristorante, allora ?
Il ristorante all’aperto in piazza del Plebiscito, allora . egregia prefetta di Viterbo ?
I tavoli sì… le tende no ?
I menù tipici viterbesi sì… la mancanza di assistenza per i malati no ?
Mi voglia scusare, egregia dottoressa Antonella Scolamiero ma anche questa volta… anche questa volta… ci provo ma… non capisco.

Come con ‘ la storia ‘ delle centinaia di schede elettorali annullate  ed il dubbio ( legittimo) che qualcosa non sia andata per il verso giusto in quella occasione.
Eggià, egregia prefetta di Viterbo: per aprire un ristorante‘ vero ‘ o una semplice pizzeria occorre passare attraverso una burocrazia infinita, attraverso prescrizioni ed obblighi infiniti mentre per mettere i tavoli all’aperto ed allestire un improvvisato ristorante ci vuole così poco ?
Nemmeno con lo storico ‘ mi manda Picone ‘, probabilmente, si sarebbe potuto autorizzare il tutto così come sembrerebbe essere  stato autorizzato dal Comune di Viterbo e… non solo..

E lei… lei non ha nulla da (ri)dire ?!
Per le tende in piazza si, per i tavoli imbanditi no .

Chi la capisce è bravo, egregia dottoressa Antonella Scolamiero ed io… il sottoscritto non si è mai ritenuto particolarmente bravo.
Ecco il motivo per cui non la capisco.
Ecco il motivo per cui non capisco la semplicità con cui, in questa circostanza, la Ausl di Viterbo potrebbe avere concesso le autorizzazioni che sicuramente le sono state chieste.
Ecco il motivo per cui non capisco il motivo per il quale lei non si preoccupi di attivare la Corte dei Conti nel caso in cui nessuno dovesse pagare, per Caffeina, le varieokkupazioni di suolo pubblico, ristorante in piazza del Plebiscito incluso.
Ecco il motivo per i quale non capisco perché lei non chieda alla Fondazione Caffeina di rendere pubblici i suoi bilanci dato che usufruisce di contributi pubblici.

Cosa ‘ teme ‘ ?
Teme forse che qualche rappresentante del potere politico locale possa arrabbiarsi  giudicando la sua una ‘ indebita intromissione ‘ ?
Sicuramente no !
Teme allora che si possa arrabbiare qualche rappresentante del potere istituzionale locale ?
Sicuramente no !
E allora?
Perché non chiede a chi di dovere di valutare se possano esistere credibili motivi di ‘ conflitto di interessi ‘ tra rappresentanti del Comune di Viterbo in consiglio comunale e la Fondazione Caffeina ?
E non mi riferisco, egregia dottoressa Antonella Scolamiero, solo ai soliti… Filippo Rossi e Giacomo Barelli.
Ma dicevo… dicevamo…perché le tende di chi protestava per un giusto diritto alla salute negato furono sfatte sloggiare ed i tavoli del ristorante per il piacere di chi ha sempre sostenuto che… ‘ con la cultura si mangia ‘, i tavoli  - le dicevo – invece… sì ?

Massì: anche questa volta è il sottoscritto che dimostra tutti i suoi limiti nel capire.
Massi, egregia dottoressa Antonella Scolamiero, prefetta di Viterbo.
Sicuramente… sicuramente ha ragione lei a non dire nulla., anche in questa occasione.
Anzi.
Anzi… sa cosa le dico ?
Massì, faccia… faccia aggiungere un tavolo in piazza, non si sa mai !


O no ?

Sen. Michele Bonatesta



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