martedì 5 aprile 2016

Salvini in ginocchio da Sion - "CIAO LEGA...CON NOI HAI CHIUSO...!"



Giulietto Chiesa:  "La visita in Israele è una tappa obbligata per chi vuole andare al governo. Ricordiamoci Fini... Ed ora seguiamo le sue prossime mosse per vedere che margini di libertà ha conservato".

Salvini va in Israele. Una mossa studiata?

«Sì, Israele è una tappa obbligata per chi, in Italia, voglia andare al governo. O tornarci, nel caso di Salvini. Israele è una tappa dirimente. Ricordiamoci il viaggio che fece Fini... C'è poco da fare, Israele ha un ruolo decisivo nella politica italiana».

Intende dire che se Salvini non va in Israele e ha la possibilità di diventare premier, Israele può mettere un veto?

«Non so se si possa parlare di veto, ma sicuramente farebbe delle pressioni. Ce lo dice l'esperienza. Israele ha un'importanza decisiva. In qualche modo bisogna pagare pegno».

Lei ha citato Fini. Al quale, però, venne imputato di tradire una storia che aveva anche un filone filo-palestinese. La Lega è sempre stata filo-israeliana, quindi le vicende sono un po' diverse, non trova?

«Bisognerebbe verificare se la Lega sia sempre stata filo-israeliana, perché non ne sono sicuro, ma ammesso che sia così, il punto è che adesso Salvini ritiene che sia necessario quel viaggio e questo non è casuale».

Su Russia, Siria e tanti altri argomenti Salvini aveva opinioni eterodosse, nella politica italiana. Ora cambierà posizioni?

«Probabilmente sì. Bisogna seguire adesso le sue dichiarazioni, ci sono tanti modi di compromettersi e di certo Israele ha richieste molto alte. Bisogna aspettare e vedere che margini di libertà ha conservato. Ma se fai una visita del genere devi sapere, e spero che lui lo sappia, che dovrai fare dei compromessi. Poi ci sono compromessi totali o parziali. È per questo che ora bisognerà studiare le prossime mosse di Salvini».

Scusi, ma non è possibile andare in Israele, sentire cosa hanno da dire gli israeliani, avere un confronto leale e tornare sulle stesse posizioni con cui si è partiti? Una visita di questo tipo va sempre letta in chiave dietrologica?

«È molto difficile avere un confronto leale con Israele, che esigenze pre-politiche e a-politiche. È difficile confrontarsi con uno stato teocratico...».

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