lunedì 7 settembre 2015

Critica politica: ...era l'8 settembre... Povera Italia! Povera Italia di allora! Povera Italia di oggi!



L’8 settembre, l’Italia dei lupercali, l’arte del mugugno e l’arte del fischio… i fichi a Treia son maturi ed è il 251º giorno del Calendario Gregoriano.

Ma non è propriamente questo che ci interessa, bensì la Ricorrenza dell’evento che molto influì sulla nostra storia patria.
 
Il dramma dell’Esercito Italiano scoppia alle 19.45 dell’8 settembre 1943, quando la radio divulga il messaggio del Maresciallo Badoglio in cui si annuncia che è stato firmato l’Armistizio a Cassibile.

Da ciò lo sbandamento di centinaia di migliaia di soldati e l’occupazione degli uffici istituzionali e delle caserme da parte delle truppe tedesche, che in verità già stazionavano sul suolo italico (in veste di Alleati).

Da quel momento iniziava il "tutti a casa", che finì per molti con la prigionia ed il lavoro forzato e per altri con l’imboscamento e la guerra civile, mentre il Re firmatario si rifugiava al sud sotto la protezione degli ex nemici.

Forse l’Armistizio fu cosa buona, poiché gli Italiani non avevano mai voluto la guerra dichiarata da Mussolini, ma il modo in cui le cose vennero gestite, senza alcuna considerazione per i danni morali e materiali alla popolazione, lasciò una traccia indelebile nel nostro DNA politico.

Ecco da quel momento in Italia iniziò un processo quasi irreversibile di “non credibilità politica” che si manifesta anche nella politica nazionale ed internazionale di questi giorni.

“Il guaio dell'umanità è l'Amore senza Giustizia. L'amore dato senza giustizia. Giustizia vuol dire dare a ciascuno ciò che gli è dovuto. Il rispetto, la dedizione, la stima, l'amore, vanno dati non per fini estetici: perché è bello (corpo), perché ha i soldi (materia), perché è agiato ecc. ma per fini interiori (spirituali): perché è nobile, perché è stimabile, perché è rispettabile, ecc...” (Paolo Pennacchi)

“Da qualche tempo le discussioni su internet rendono verosimile un sospetto che ultimamente alligna nelle menti di alcuni analisti sociopsicopatologigi: le ondate di migranti islamici potrebbero essere provocate dalla scoperta che nove italiani su dieci assomigliano molto a tanti ayatollah, per cui i maomettani immaginano di potersi trovare benissimo in mezzo ad una popolazione di fanatici fideisti integralisti.” (Vincenzo Zamboni)

"In Discesa all'Ade e resurrezione: "Senza l’Essere l’ente non sussiste: infatti ne promana e ne fa parte. Ma l’essere non si restringe a spazio e tempo. Senza lo spazio non spaziale del luogo efficiente, suscitatore, dove si figura il punto, non nasce la geometria del mondo in divenire. Come designare questa fonte eterna? Le potenze generatrici «non avvennero mai, ma sono sempre: l’intelligenza le vede tutte insieme in un istante, la parola le percorre e le espone in successione» diceva l’osservatore platonico alla conclusione del mondo antico" (Elemire Zolla)

Dal passato il futuro...? Fischia che ti passa....

Paolo D'Arpini






E l'8 settembre 2015 a Treia faremo il primo incontro operativo per la creazione di un Comitato civico per promuovere il senso d'identità, connettere il tessuto sociale, sviluppare forme di lavoro creativo, aiutare la comunità a riconoscersi e aiutarsi l'un l'altro con spirito solidale. Riusciremo nell'impresa?

1 commento:

  1. Caro amico, ascoltando il tuo scritto capisco che hai dato il via ad una azione di revisione karmica, come dire, sono responsabile in parte degli errori commessi dalla nazione di cui faccio parte e ne condivido il karma e se vogliamo cambiare il decorso dei fatti, bisogna che qualcuno ci metta le mani, ne viva tutti gli aspetti anche dolorosi e attraverso ciò, ne scaturisca una svolta. Data la distanza non potrò partecipare agli incontri, sono partecipe con il cuore e mi sento parte di voi, come un unico tessuto; per me i vostri incontri dono inviti a guardarmi dentro e ad agire fuori. È stimolante la percezione che questa iniziativa suscita, quanto di più il legame karmica che abbiamo l'un l'altro fra noi e come popolo che ci unisce come un tessuto al quale accennavo prima, rendendoci responsabili del nostro percorso... Per me che da pochi mesi sono entrato in contatto con la realtà bioregionalista, questa iniziativa rispecchia in tutto i principi di spiritualità laica, ci trovo molta umiltà poiché un lavoro così grande si può fare solo con l'aiuto d tutti.un abbraccio Paolo.

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