lunedì 25 maggio 2015

Vallerano - "Quella biblioteca comunale è necessaria..." - Lettera aperta al sindaco Maurizio Gregori


Ascoltaci o sindaco...!

Sarà perché io stesso sono uno scrittore e lettore di libri, sarà perché sono anch'io un combattente culturale, avendo proposto  l'istituzione di una biblioteca comunale sia a Calcata, quando ancora lì risiedevo, ed ora anche a Treia, dove mi sono trasferito. 
Ritengo -come scrissi in passato- che la biblioteca è la fucina della cultura e la culla per il mantenimento dell'identità locale. La biblioteca è insostituibile se si vuole conservare la capacità di apprendere e condividere. Nessun servizio telematico può sostituire la biblioteca. Per questo mi sono subito attivato - pubblicando la lettera aperta che segue-  appena ho ricevuto il messaggio di Joanna Gierszewska di Vallerano, che scrive: 
"Non è facile chiedere, diciamoci la verità. ... Anche per me, oggi, non lo è… Però chiedo per una GIUSTA CAUSA. Qualche tempo fa ho creato un piccolo gruppo "Ridateci la nostra biblioteca comunale", perché da noi quella… l’unica, comunale, è chiusa. Da quasi tre anni. Ti chiedo: puoi commentare la mia lettera al sindaco?"
Credo che questo mio scritto sia sufficiente adesione. Invito pertanto il sindaco di Vallerano a prendere in considerazione la richiesta dei suoi cittadini per il ripristino della Biblioteca Comunale.
Paolo D'Arpini

Lettera aperta al sindaco di Vallerano, Maurizio Gregori

Oggetto: Ridateci la nostra biblioteca comunale.

Egregio Sindaco,  il mio nome è Joanna Gierszewska e sono residente a Vallerano.
Oggi è un giorno speciale per me, perché ho deciso di scrivere a Lei. Ho scelto le parole con calma, oggi è un giorno in cui mi sono impiegata particolarmente.
Il motivo di questa lettera è la cultura, di più, la tutela della cultura nella nostra città.
E’ una cittadina piccolissima.
Una città fatta di PERSONE.
In questa città, circa 30 anni fa, è nata la biblioteca comunale. Era necessario che nascesse, prima vi era troppa distanza tra i cittadini e i libri, bisognava avvicinare tutta la gente alla conoscenza. Negli anni la biblioteca è cresciuta. Occorreva un luogo nel cuore dell’insediamento abitato che poteva essere frequentato con semplicità e abitudine, dove chi vi andasse trovasse non solo libri ma personale colto e appassionato.
La biblioteca comunale permette la lettura e lo studio di libri di qualunque argomento a molte persone. Molte, tantissime di esse non possono acquistare i libri e altre non hanno neanche un posto adeguato dove leggerle, almeno d’inverno.
Nella biblioteca gli artisti possono esporre liberalmente, gli scrittori e gli studiosi presentare i loro libri, i musicisti fare concerti, i bambini giocare e imparare, fare teatro, corsi di lingue per stranieri, senza tante carte e giri d’uffici, un’organizzazione efficiente e veloce, disponibile e molto pratica, ma con competenza.
Ecco, una biblioteca, un punto di riferimento.
Ma ora, Sindaco, guardiamo in faccia la realtà.
La nostra unica salvezza, L’unica biblioteca comunale del paese, è chiusa da tre anni.
Niente acquisti di libri, nessuna assunzione del nuovo personale, niente.
Una biblioteca che non può garantire il servizio, che non riesce più a organizzare nulla, che cos’è?
Uno spazio sprecato, 35 anni buttati via e una bella cosa che funzionava, distrutta.
Certo, trovare il denaro non è facile, ma paradossalmente l’investimento del denaro nella cultura produce denaro, cioè visibilità, scambi, turismo.
Volete essere ricordati come gli Amministratori che hanno dato un colpo di grazia e chiuso definitivamente un bene che appartiene a TUTTA la città? Un servizio pubblico universale, gratuito e di qualità, che può vantare un apprezzamento da parte della cittadinanza (e anche i voti!).
Avete sbagliato: dimostrate di averlo capito e rimediate a questo crimine contro la cultura.
Ripristinate subito, il funzionamento.
Distinti saluti.

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