giovedì 14 maggio 2015

Campania. Transumanza da forza italia a forza renzie



In FORZA ITALIA calano i consensi e crescono i conrenzi

Questi sono supporter del PD di Vincenzo De Luca in Campania

Alberico Gambino
Rapporti tra politica e camorra a Pagani: è l’accusa contestata al consigliere regionale uscente Alberico Gambino. Fissata per il 13 maggio l’udienza davanti ai giudici della Corte di Cassazione che si pronunceranno sull’ordinanza in carcere disposta dal Riesame di Salerno per dieci degli indagati coinvolti nella maxi inchiesta dell’Antimafia, ribattezzata «Criniera». Tra i nomi, appunto quello dell’ex sindaco di Pagani e attuale candidato con Fratelli d’Italia.

Carlo Aveta
Ex consigliere regionale de «La Destra» è stato folgorato da De Luca tanto da sostenerne anche la sua campagna per le primarie. È finito in una aspra polemica sui gay. «Si può ancora dire in un paese libero e democratico che questi mi fanno schifo?», scrisse sulla sua pagina Facebook riferendosi a tre omosessuali, che si tenevano per mano e si baciavano a un gay pride. Poi la rettifica ma gli imbarazzi restano nel campo che sostiene de Luca visto che Aveta è con la lista «Campania in rete» che sostiene l’ex sindaco.

Diego Manna
Figlio di Angelo Manna, deputato missino e almirantiano doc. È in campo con «Lista Sud» che sostiene Vincenzo De Luca

Enricomaria Natale
«Ho lasciato da tempo le file di Forza Italia, perché ritengo che ormai di tale coalizione sia rimasto solo il nome». Ma non è solo e non è tanto questo, ovvero i trascorsi politici, ciò che fa storcere il naso a mezzo Pd riguardo la candidatura di Enricomaria (si scrive tutto attaccato) Natale nella lista «Campania in rete» collegata al candidato governatore Vincenzo De Luca. Il fatto è che il 30enne di Casal di Principe, rampollo di una famiglia di imprenditori dagli interessi diversificati, con una «laurea» finalmente conquistata in un ateneo estero dopo alterne fortune a Lettere della Federico II, ha su di sé il peso di un cognome «scomodo» per le tante vicende giudiziarie che per 15 anni hanno interessato il padre Mario. Che ne sarà anche venuto fuori dopo due arresti ed altrettante scarcerazioni per le accuse di interposizione di beni fittizi (in pratica: di «prestanome») con l’aggravante del favoreggiamento camorristico, e si sarà anche visto riconoscere indennizzi dallo Stato per «ingiusta detenzione» e restituiti i beni sottratti, ma resta sempre — agli occhi dell’opinione pubblica (e non solo) — una persona chiacchierata.«Non posso pagare la colpa d’essere nato a Casal di Principe» si è difeso in questi giorni Enricomaria. Ma di essere figlio di Mario, evidentemente, sì. Ora tutti lo vorrebbero fuori da quella lista. A partire dal sindaco della sua città, Renato Natale, esponente storico prima dei Ds, oggi del Pd, icona anti-camorra locale e contro il quale si misurò per la corsa a sindaco quand’era ancora un esponente forzista. (Piero Rossano)

Franco Malvano
Ex senatore di Forza Italia ed ex questore di Napoli

Gennaro Castiello
Le 35 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari che hanno incastrato il consigliere comunale di Napoli Gennaro Castiello (ex Pdl, oggi in «Noi Sud», una lista pro-Caldoro) e i suoi tre collaboratori, sono dettagliate. L’accusa di voto di scambio è stata confermata dal gip di Napoli Tommaso Miranda. «Voti acquistati a pacchetti. Voti comprati a 20-30 euro a cranio. Voti cercati – scrisse il gip – nei quartieri più degradati della città, connotati da elevata povertà ove la ricerca del consenso dietro corresponsione di denaro è, evidentemente, più agevole»

Gennaro Cinque
Ex sindaco di Vico Equense condannato in primo grado (a nove mesi) per tentato abuso d’ufficio (e siccome il reato era solo tentato, non è stata applicata la legge Severino), si è fatto «decadere» attraverso l’escamotage del ricorso a un irregolarità edilizia e ha lasciato il Comune al vice sindaco facente funzioni. Oggi in campo per Caldoro con Forza Italia.

Gennaro Salvatore
Era consigliere regionale e fondatore della lista «Caldoro presidente» con la quale si presenta anche oggi. Fu arrestato perché, scrisse il gip di Napoli Roberto D’Auria, furono rinvenuto «scontrini e altri titoli di spesa univocamente connessi alla vita privata dell’indagato». Tra le «pezze d’appoggio» palesemente incongruenti alle finalità istituzionali di un consigliere regionale, c’era anche lo scontrino da 23 euro e 30 centesimi per la bombola del gas della casa al mare di San Marco di Castellabate (Salerno), dove trascorreva le vacanze. Apparvero anche alcuni scontrini di tinture per capelli. Peccato che l’indagato sia calvo.
. Fu l’avversario di Rosa Russo Iervolino nella sfida a sindaco di Napoli. Oggi sostiene De Luca ed è candidato nella lista «De Luca presidente» per la circoscrizione di Napoli.

Luciano Passariello
Risultava tra i 17 indagati nell’inchiesta dello scorso ottobre della Dda di Cagliari sul riciclaggio in Sardegna del denaro dei Casalesi. Passariello avrebbe pagato - secondo i pm - una prima tranche per l’ingresso, decidendo poi di non completare l’operazione. Al passaggio societario nelle mani dei Casalesi, il consigliere regionale sarebbe stato rimborsato dai clan, così come avvenuto per gli altri tre soci sardi, l’europarlamentare Salvatore Cicu (Fi), l’ex sindaco di Sestu Luciano Taccori (Fi) e il consigliere comunale Paolo Cau (Fi). Secondo le indagini della Guardia di Finanza, il giro di denaro per l’uscita dei quattro soci ammontava a 400 mila euro in contanti, di cui 130 mila a Passariello e 270 mila complessivi agli altri tre. In totale l’operazione di subentro dei Casalesi nella Tu.ri.cost è costata un milione e 30 mila euro, contro un investimento iniziale di 600 mila euro. Tutto questo, per la Dda, configurava il reato di riciclaggio contestato ai 17 indagati. Anche Passariello è candidato con Fratelli d’Italia a sostegno di Caldoro.

Marco Nonno
L’allora vicepresidente del consiglio comunale di Napoli fu condannato dal Tribunale di Napoli a otto anni e mezzo di reclusione al termine del processo per le proteste e gli incidenti nel quartiere di Pianura nel gennaio del 2008, quando si parlava di riaprire la discarica. Nonno fu riconosciuto colpevole del reato di devastazione. È in campo con Fratelli d’Italia e sostiene Caldoro.

Massimo Ianniciello
Per ottenere rimborsi non dovuti il politico campano avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti tramite una inesistente società di Bacoli con oggetto il commercio all’ingrosso di rottami, amministrata da due svedesi irreperibili e intestata a un pluripregiudicato per droga e ricettazione. Con quest’accusa militari del Nucleo Tributario della Guarda di Finanza di Napoli arrestarono nel 2012 il consigliere regionale campano Pdl Massimo Ianniciello e gli sequestrarono la casa, a copertura di un presunto danno erariale di circa 65mila euro. Truffa aggravata e peculato, le ipotesi di reato. È candidato in Forza Italia e sostiene Caldoro.

Paolo Romano
L’allora presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano, fu arrestato per tentata concussione dai finanzieri del Comando provinciale di Caserta. A Romano, che finì ai domiciliari alla vigilia della campagna per le Europee, vennero contestate pressioni per far nominare persone a lui vicine come direttore sanitario e amministrativo dell’Asl di Caserta. È candidato per Ncd nel collegio di Caserta.

Pietro Foglia
Fino a pochi mesi fa era indagato solo per peculato, nell’ambito dell’inchiesta sui fondi che il consiglio regionale destina ai propri gruppi. A gennaio la posizione di Pietro Foglia, presidente Ncd del consiglio regionale si aggravò: il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e il pm Giancarlo Novelli gli contestano anche il falso materiale. Si erav scoperto infatti che le ricevute del distributore di carburante da lui depositate per giustificare la spesa di 32.183 euro erano contraffatte. È candidato di Ncd e sostiene Caldoro.

Adriano Colafrancesco - adrianocolafrancesco@gmail.com

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