venerdì 15 maggio 2015

Crisi sociale... risposta politica



Purtroppo, la proprietà dei media e delle banche ha permesso a poche famiglie della grande finanza di costruire la grande menzogna della libertà di mercato, d’impresa, d’informazione e di partecipazione democratica alla gestione delle comunità nazionali e della comunità internazionale.
Dalla casta nobiliare, il cui potere proveniente da Dio non era più culturalmente sostenibile ed escludeva la nascente borghesia commerciale e produttiva dalla proprietà della ricchezza e dall’ esercizio del potere, siamo passati alla cogestione, prima, e al potere della ricca borghesia capitalista, poi. 

Di pari passo, pur in una diseguale ripartizione, i piccoli e medi agricoltori, artigiani e commercianti , nonché i vari gradi degli apparati militari, scientifici, bancari e impiegatizi, hanno visto migliorare la propria condizione economica e prestigio sociale, diventando per la quasi totalità dei difensori ‘del sistema’ , sordi e ciechi di fronte alle brutalità del colonialismo, dello schiavismo, dell’arbitrio degli arricchiti e dello sfruttamento disumano di popoli e paesi.
Negli ultimi 50 anni, con il concentrarsi del potere nelle famiglie divenute proprietarie delle banche centrali degli stati, dei sistemi bancari e, da lì, nelle grandi holding industriali e commerciali del globo, l’Italia e l’Europa, sono profondamente cambiate.
Gli agricoltori proprietari sono drasticamente diminuiti di numero, poiché un’ azienda di media grandezza non è più in grado di assicurare il necessario reddito familiare, avendo la categoria perso ogni peso politico-economico, rispetto alle multinazionali chimiche, alimentari e del commercio; tra gli imprenditori agricoli superstiti una crescente parte, gestisce terreni in affitto, essendo questi diventati di proprietà delle banche e/o di società anonime con sedi nei paradisi fiscali.
Gli agricoltori ed i loro familiari che, come i braccianti espulsi dal settore, si sono riversati nelle attività produttive artigianali e/o commerciali e di sevizio nelle città, hanno poi subito anche lì una riedizione della precedente esperienza storico-sociale.
Gli artigiani ed i piccoli industriali sopravvissuti alle ‘innovazioni’ di processo e di prodotto, sono diventati contoterzisti, dipendenti dalle multinazionali per poi veder sfumare parte di queste committenze per via della delocalizzazione industriale verso paesi a minor costo dei fattori produttivi; mentre gran parte delle attività commerciali ha chiuso e gli imprenditori più fortunati hanno ricavato per se, o per un loro familiare, una assunzione nella grande distribuzione, rivelatasi negli ultimi anni ‘provvisoria’ in seguito al crollo dei consumi e alla ulteriore fusione e concentrazione degli stessi supermercati .
La globalizzazione sta portando ad un crescente ‘drammatico’ impoverimento della media borghesia, tanto quella produttiva –imprenditoriale, quanto quella dei servizi, entrambe schiacciate da un' abnorme pressione fiscale, dallo strozzinaggio bancario e dal totalizzante potere malavitoso della grande finanza, che gestisce ‘il mercato’ a proprio piacimento.
Non va certo meglio a quella che era la ‘classe operaia’, falcidiata anch’ essa dalle innovazioni di processo e di prodotto che hanno mirato, e tuttora mirano, alla riduzione degli addetti per unità di prodotto, dalla globalizzazione al ribasso, di salari e diritti, nonché dalla ‘corruzione’ politico-sindacale di chi ‘sulla carta’ avrebbe dovuto tutelarla ma l’ha lasciata in balia della globalizzazione.
Nel solo 2014, i dati ufficiali (sottostimati per una presunta perdita di dignità/prestigio da parte dei familiari) riportano oltre 200 persone , soprattutto imprenditori e lavoratori licenziati, suicidatesi per ragioni economiche .
E il resto della popolazione ?
Oltre alla degenerazione delle condizioni ambientali, con la relativa impennata dell’inquinamento e delle malattie varie, tumori in primis, abbiamo la disoccupazione e certezza di mancata previdenza sociale per oltre la metà delle nuove generazioni, crescono la ruberia del denaro pubblico, la corruzione, la piccola criminalità e dell’insicurezza , e ci sono oltre 12 milioni di italiani sotto la soglia della povertà…
La costituzione è completamente inattuata, il paese ha perso la sua sovranità ed è militarmente e politicamente occupato dagli Stati Uniti d'America.
Viviamo quindi in condizioni oggettivamente molto peggiori di quelle che nella storia portarono a grandi rivolte e rivoluzioni di popolo.
Perché allora non succede nulla e gran parte del popolo continua a votare i propri aguzzini al servizio del potere e strumentalmente collocati sulla destra, centro e sinistra del teatrino politico-mediatico ?
Fernando Rossi

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