lunedì 20 ottobre 2014

Roma - Ciclisti asfaltati, causa mobilità....



Cari amici ciclisti, guardiamo in faccia la realtà. Sulle strade asfaltate provinciali e statali romane si rischia troppo. Mentre l’alta velocità degli automezzi potrebbe essere controllata, l’umore omicida e la distrazione folle di chi guida NO!

A questo punto chi può scappi da quest’ambiente. Lo so, costa tanto, ma è una guerra che abbiamo perso perché gli amministratori della Capitali e quelli della Regione Lazio se ne fregano di noi sognatori senza tempo.Mica pensano a difendere i deboli. Non sono consapevoli che  il cicloturismo è rispettato in tutte le nazioni europee più evolute tanto da costituire una fonte di reddito locale e nazionale?

La stessa critica la muovo ai dirigenti delle varie Federazioni compresa la mia.Si perde tempo a presenziare e troppo poco a tutelare gli interessi di chi è in frontiera per permettere a loro di stare seduti. Giovanissimi,esordienti, allievi,under 23, professionisti e tanti amatori sono spinti dalla loro passione e professione ogni giorno a confrontarsi con la paura sulla strada. Dov’é l’impegno per la costruzione dei ciclodromi cittadini? Cosa state facendo per trovare le soluzioni ai continui drammi famigliari?

L’autovelox,la banda rumorosa,il traffico a velocità limitata,le corsie parallele a quelle strade non bastano più,ci vogliono le ciclostrade distanti dalla circolazione ordinaria  o le barriere solide  per salvaguardare l’incolumità dei cicloturisti. 
Noi ciclisti moriamo, gli amministratori all'inferno.  

Ora la bici è sola!Un altro ciclista sulla strada di Ladispoli ci ha lasciato ed altri quattro sono stati feriti e traumatizzati dal solito pazzo.

Per gli agonisti stradisti non rimane che pregare!

Gianfranco  Di Pretoro
Federazione Ciclistica Italiana Lazio
Responsabile Piste Ciclabili e Viabilità


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Intervento integrativo

Quando i Valori, i Diritti, la Dignità, ecc. sono inflazionati, anche le parole della Verità non servono (o sono inadeguate).
Sulle strade italiane non si combatte una guerra. 
Perché la guerra ha un inizio (parte da Zero morti); uno svolgimento (contano i morti); una fine (Zero morti). 
Vedi   guerra   in   Iraq: 2002,  Zero morti;  marzo 2003-marzo 2009, 4.243soldati USA uccisi; 2010, Zero morti. 
Nella "pace" stradale italiana2002, 6.980 morti; 2003-2009, 38.265 morti; 2010, 4.114 morti; continua 
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In sintesi. 
Dal 2002 al 2010: guerra in Iraq: soldati USA morti 4.243   vs   49.359  persone morte sulle strade italiane. 
Fine guerra uguale fine morti. L"pace" (italiana) continua e continua a mietere vite umane nella indifferenza. (?) 
STOP  STRAGI  PEDONI  E  CICLISTI. 
PERSONE  DISARMATE.  
PERSONE CHE RITENGONO DI AVERE,  SULLE STRADE, VITALE BENE COMUNE,  PARI DIRITTI E PARI DIGNITA' 
CON  LA  MOBILITA' DELLE AUTO PRIVATE E LA MOBILITA' TPL.
Ci sarà un fine a questa ignobile, disumana, quotidiana carneficina.

Nella carneficina stradale di 8 anni fa, perse la vita Rossella Toschi.

""All'omelia, commentando il Vangelo di oggi, Domenica 19 Ottobre 2014 -ci informa il Comunicato 
Stampa del Presidente del Comitato per la Sicurezza Stradale "F. Paglierini" - durante la SS. Messa in 
memoria di Rossella, il celebrante ha fatto richiamo all' "ipocrisia" e chi è l' "ipocrita". Nella società 
ai tempi di Gesù Cristo e ai nostri tempi. Molti, tanti sono ancora gli "ipocriti" in circolazione."" 

Altre parole di Verità. Anche queste inadeguate visto la quantità di "ipocriti" in circolazione.

Ma, non ci rassegniamo. Non possiamo rassegnarci.

Vito De Russis 
n.q. presidente associazione diritti pedoni - ADP 

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