sabato 11 ottobre 2014

Il vero obiettivo dell'ISIS (USA): la Russia!



Poco per volta i misteri si chiariscono. Il vero obiettivo dell'Isis è la Russia attraverso il Caucaso. Si spiegano allora le 'rivoluzioni colorate' (termine bello e suadente) nei paesi arabi che hanno come protagonista il solito regista, l'impero del male (Usa-Nato-Ue), quello che da loro stessi, sempre con un termine più suadente, viene definito 'l'occidente'.

L'obiettivo è duplice: far avanzare in tutto il mondo islamico l'ala più estremista, fondamentalista e fanatica allo scopo di creare un grande califfato islamico che possa attirare a sé quella vasta fetta di musulmani che vivono in Russia e che sono maggioranza in diverse regioni, in particolare nel Caucaso. Già i paesi del golfo con in testa l'Arabia Saudita sono stretti alleati storici degli Usa e guarda caso sono i paesi più fondamentalisti (con buona pace dei diritti umani).
Dopo il fallito tentativo degli anni novanta, ora gli Usa ci riprovano con l'Isis a colpire la Russia dal suo interno, fagocitando gli elementi radicali islamici.

Naturalmente fanno credere di combattere l'Isis e di nascosto (ma non tanto) portano l'Isis nei paesi, guarda caso, laici e moderati (come lo erano la Libia, la Siria e l'Iraq, paesi dove il fondamentalismo islamico era praticamente inesistente e inviso), poi intervengono direttamente con i bombardieri con la scusa di combattere l'Isis e si piazzano in questi paesi allargando la loro presenza militare a ridosso della Russia. Come si usa dire: due piccioni con una fava.


In parallelo, in Europa si allargano sempre più fino ad essere ormai ai confini della Russia e per certi aspetti dentro (ricordiamoci che l'Ucraina me anche la Bielorussia sono territori storici della Rus', l'antico stato russo). 


Anche qui la menzogna la fa da padrona: vi ricordate quando dicevano che piazzavano i missili in Polonia in funzione anti Iran e anti Corea del Nord? A me la cosa mi ha sempre fatto ridere. Questi signori o non conoscono la geografia (il che visto il livello culturale degli statunitensi è anche probabile) oppure i loro obiettivi veri sono altri, altrimenti li avrebbero piazzati da altre parti, magari in Turchia che è sicuramente più vicina all'Iran.

E lo scudo antimissile? Non è vero che si tratta di un'arma difensiva. Infatti se un paese possiede uno strumento che gli permette di neutralizzare i missili altrui, può usare tranquillamente i propri senza timore di una reazione. È quindi un'arma aggressiva. Ed ora si sa che è rivolta contro la Russia.


E ancora si fa strada la destabilizzazione dei paesi Brics e Unasur alleati della Russia nella costruzione di un mondo multipolare.

Così la III guerra mondiale combattuta (per ora) a tasselli, emerge come un disegno complessivo di cui tutti i vari tasselli sono delle parti di un insieme. Un disegno diabolico di un impero, l'impero Usa, che non accetta l'idea di un mondo multipolare e vuole continuare a spadroneggiare indisturbato a beneficio di pochi superoligarchi che ne tengono le redini nell'occulto (ma non troppo).


Giovanni Rimoldi 

2 commenti:

  1. L’ex segretario di Stato Usa Hillary Clinton in un’intervista a Jeffrey Goldberg del giornale web “The Atlantic”:«È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq». http://goo.gl/mvQhS4

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  2. Realpolitik USA 2013, ora armi italiane ai Curdi (e tanti altri morti a seguire)
    Il senatore McCain (ambasciatore ombra della Casa Bianca) incontra Abu Bakr il capo dell’Esercito islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), nella lista dei cinque terroristi più ricercati dagli Stati Uniti (dieci milioni di dollari di ricompensa) http://goo.gl/WBijpU

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