domenica 2 giugno 2013

Focus sul Movimento 5 Stelle e sulle speranze riposte nei consiglieri comunali eletti

Foto di Gustavo Piccinini

I vertici della Repubblica Pontificia pensano di poter spaccare il M5S e ridurlo a più miti consigli, di integrarli tra i politicanti borghesi. Ci riusciranno? Dipende. 

Ci riusciranno solo se il M5S non si mette alla testa del movimento per rompere con regole e vincoli imposti dalla legalità borghese.

Alcune voci che vengono dall’interno del M5S tendono a giustificare la legnata elettorale con il fatto che “le amministrative sono diverse dalle politiche”, in altri casi sostengono addirittura che di legnata non si tratta. 

In numeri assoluti è vero che rispetto alle passate amministrative il M5S non ha perso voti, ma li ha più che raddoppiati: ad esempio nel comune di Roma è passato dal 2 e rotti per cento del 2008 (quando si presentò con la lista Amici di Grillo per Roma) a poco meno del 13% di queste. Ma non si può fare una valutazione realistica se non si tiene conto del ruolo assunto dal M5S con il successo ottenuto alle ultime politiche. 

E in relazione alle politiche la batosta per il M5S c’è stata eccome (a Roma, ad esempio, ha dimezzato la percentuale dei voti, prendendo circa 300.000 voti in meno).Per il M5S, ma più precisamente per quella tendenza (e a causa di quella tendenza) al rispetto delle regole, agli ossequi a regolamenti, comportamenti e norme del teatrino della politica borghese, alle amministrative non si ripetuto il successo delle politiche.

Non serve gridare, come ha fatto Grillo, che “ha votato l’Italia peggiore”. Lasciamo da parte in questa sede la “analisi di classe” di Grillo (ma che n’è molto da dire!). La questione è che se Grillo e il M5S non prendono con decisione la via di far leva, di promuovere la mobilitazione, l’organizzazione e il protagonismo popolare per attuare soluzioni d’emergenza, che cosa prevale? Prevale tutto l’armamentario di cui dispongono in campo elettorale (ma non solo) il PD, il PDL e il resto delle forze politiche al servizio degli “italiani che contano”: l’influenza e la struttura capillare della Chiesa, le vecchie clientele, l’esperienza di sottomissione e rassegnazione che milioni di persone vivono ogni giorno, l’ignoranza, la propaganda di regime, l’abbrutimento, la corruzione, la disperazione. 

E che cosa serve opporre, è sempre Grillo, “il risultato che consente a circa 400 consiglieri del M5S di entrare nelle municipalità, di fare proposte, di operare da sentinella per i cittadini”? 

Anche se fossero 800 o 3.000 consiglieri che entrano nelle municipalità ma per fare gli onesti esecutori delle leggi, delle prassi e delle misure di un governo di criminali e di affamatori, a cosa e a chi servirebbero? 

Mentre anche solo 100 consiglieri in tutta Italia che (approfittando della loro posizione nelle istituzioni) sostengono, rafforzano e alimentano le mille iniziative dal basso con cui le organizzazioni operaie e popolari fanno fronte, anche solo provvisoriamente, agli effetti economici, ecologici, sanitari, morali e intellettuali più devastanti della crisi generale del capitalismo, farebbero la differenza! Iniziative dal basso legali o meno: cioè rispettose o meno di leggi, regole, prassi che oltre ad essere illegittime, in buona parte dei casi violano o aggirano lo spirito e la lettera della Costituzione ancora vigente!

PCARC - resistenza.pcarc@rocketmail.com

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