lunedì 24 giugno 2013

Altro che Calcata.. qui si parla di Vignola - Memoria condivisa di Caterina Regazzi sull’Incontro Collettivo Ecologista 2013 e nota sul prossimo incontro del 2014

Vignola - Alcuni partecipanti all'Incontro Collettivo Ecologista 2013
Compagni di viaggio - Il servizio fotografico è di Vittorio e Fabiola
Eccomi qui dopo le due giornate dell’ Incontro Collettivo Ecologista 2013. E’ andata e dire che è andata molto bene (per me) è dire tutto e niente.
Comincio dal dopo la fine a raccontare qualche impressione, qualche momento bello..
Ieri mattina, dopo l’incontro, al risveglio, ho avuto una percezione da “riciclaggio della memoria” e ho rivisto i collettivi femministi a cui partecipavo negli anni ‘70 in cui si faceva “autocoscienza” e ci ho ritrovato la stessa emozione e lo stesso sentire provato nei giri di condivisione che si sono svolti durante l’incontro di questi giorni…. Collettivo Femminista…. Incontro Collettivo Ecologista… bella assonanza no?
E’ stato un po’ come ritornare bambini, in certi momenti, ritrovare la semplicità, la spontaneità, la purezza smarriti ma non perduti completamente, e questo Incontro ha portato per me, un nutrimento ricco e necessario a queste “doti” che dimentichiamo di possedere, che nella società attuale a volte possono essere fonte di disagio e che quindi, fin da bambini, ci insegnano a mascherare e a reprimere.
Capisco la mia difficoltà ad esprimermi in pubblico: non amando quello che sento dentro di me, ma forse dovrei dire più che “non amando”, non essendo sicura dell’accettazione degli altri verso di me (o di me stessa verso di me?), ho fatica ad esprimermi e quindi devo essere sicura di quel che dico e solitamente leggo i miei interventi per paura di dire sciocchezze o di dimenticare cose e concetti che viceversa credo possano essere ben accetti e condivisi.
Ma lasciamo stare la mia autoanalisi, per il momento. Devo fare anche un po’ di resoconto….
L’incontro per me è iniziato sabato 22 giugno 2013 all’ora di pranzo: Fabiola e Michele hanno pranzato e dialogato con noi (c’era anche mia figlia Viola) a casa, poi la giornata è proseguita con la Tavola Rotonda alla sala Cantelli: il Comune di Vignola è stato un buon attore di questo momento con la presenza e la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente, dott. Scurani e la collaborazione nella preparazione della sala da parte di Jessica. Gli interventi erano variegati e senza un apparente filo conduttore, ognuno ha avuto modo di esprimere quello che più gli stava a cuore e che poteva essere di buon stimolo a svariate riflessioni per tutti.
Non c’era una vera separazione fra i relatori e, devo dirlo, lo scarso, ma attento pubblico. Ognuno era relatore e pubblico allo stesso tempo, ognuno con la sua sensibilità e le proprie conoscenze. Uno per tutti, credo il più “amato” degli intervenuti all’Incontro, Teodoro Margarita, si è presentato come un appassionato e strenuo difensore di Madre Terra e del mezzo che la Natura ha per riprodursi: i suoi semi e ci ha mostrato, con le sue parole, la sua pelle, le sue lacrime, i suoi gesti, la necessità di un impegno e la gioia di manifestare questo Amore.
Successivamente ci siamo trasferiti al campo di Maria che ringrazio per la sua ospitalità, dove siamo andati in un gruppetto a raccogliere erbe e fiori per fare l’acqua di San Giovanni insieme alle nostre due esperte di erbe: Isabella, recente, splendida scoperta col suo tamburo sciamanico con cui ha accompagnato un dolce canto sugli elementi, e l’affezionata Nelly, la nostra fata dei fiori.
Al ritorno dalla passeggiata e dopo la predisposizione della ciotola con l’acqua e le erbe, una cena frugale preparata dalle brave cambusiere di agribio (Cristina, Luisa e Monica) e poi l’accensione del fuoco da parte di Silvano, che ha provveduto per tutto il tempo a ravvivarlo con altra legna, e una danza collettiva intorno al fuoco e il salto del fuoco stesso, per chi lo voleva, benedicente. Siamo stati guidati da Monica Ferrari, anche lei molto preziosa in queste due giornate, e che ringrazio dal profondo del cuore. Ci hanno accompagnato i tamburi di un suo amico e di Isabella, che scandivano un ritmo tribale perfettamente in sintonia tra loro e con la situazione. Ho colto la presenza-assenza di alcune persone, che sono rimaste fuori dal cerchio, o che non si sono neanche avvicinate e magari se ne sono andate, ma tant’è, una delle cose belle che sono venute fuori in questi due giorni è la necessità ed il proponimento di accettazione delle diverse visioni e dei diversi modi espressivi, accogliendo quindi anche eventuali conflitti, che sono sale per la spinta evolutiva.
Come ha detto Lorenzo Merlo nella tavola rotonda, si fa tanto parlare di consapevolezza, ma se questa consapevolezza non è accompagnata dal sentimento, la spinta propulsiva può anche non manifestarsi.
Del secondo giorno, il 23 giugno, ricordo le lacrime che mi sono uscite ascoltando parlare Teodoro a nome di due esemplari di Populus nigra, che lui aveva estirpato dall’asfalto per evitare loro la morte per sfalcio (da parte di operatori del comune) e dei contadini indiani che si suicidano per evitare che a causa dei dissesti finanziari il governo espropri le loro terre, tutto ciò a causa dei disastri economici portati dalle multinazionali come la Monsanto che rendono i semi transgenici non più riproducibili e quindi queste persone quando perdono un raccolto per motivi climatici perdono la capacità di ricominciare autonomamente a coltivare.
Voglio ricordare anche l’esperienza di ecopsicologia che Monica Ferrari ci ha fatto fare e che mi ha svelato un mondo incredibilmente sconosciuto, quello del tatto. Siamo abituati a vedere le cose (e quanto è importante la vista!) e toccarle ad occhi chiusi ci fa sentire un po’ spersi, ma viverlo con la fiducia che abbiamo nel nostro accompagnatore (nel mio caso, Nelly), mi ha fatto pensare alla fiducia in quello che la vita ci riserva e ci riserverà, accogliendo con mente e cuore aperti tutte le esperienze. Non c’è bisogno di andare chissà dove, la vita è ovunque e ovunque c’è una scoperta da fare!
Grazie Paolo, grazie Maria e grazie a tutti!
Caterina Regazzi
Rete Bioregionale Italiana
…………………….

Nota  Aggiunta: 
“E la commediola sull’umiltà, che ha fatto da gran finale la sera del 23 giugno, con Caterina, Luisa e Maria attrici monacali, non la vogliamo ricordare?http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/05/vignola-23-giugno-2013-due-storie.html” 

Ed ancora due cose da aggiungere: 
1) E’ uscito il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale del solstizio estivo 2013, chi volesse ricevere l’edizione in cartaceo può farne richiesta a: Caterina Regazzi, Via Bruno Manni, 9 – Spilamberto (Mo) costo 5 euro compresa la spedizione postale; chi volesse invece il formato PDF gratuito può chiederlo scrivendo a: circolo vegetariano@gmail.com. 

2) Al termine delle condivisioni, in chiusura dell’Incontro Collettivo Ecologista 2013, domenica 23 giugno, è stata avanzata la proposta da parte di Michele Meomartino di ospitare il prossimo incontro del 2014 in Abruzzo, presso l’associazione Olis di Montesilvano. La proposta è stata accettata all’unanimità dai presenti. Pertanto il prossimo anno saremo vicini al mare….. e si parlerà quindi anche di ecologia marina.
Paolo D'Arpini - Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

Sotto l'albero di Gelso a Vignola

Fiume Panaro, luogo del battesimo

Felici e contenti dopo il battesimo

Due partecipanti romani,  sul sentiero natura

Tony  all'esperimento di ecopsicologia

 Tre monache buddiste nel campo della Bifolca

Tre monache cristiane nel campo della Bifolca

Foto
Momento musicale e canto di mantra


Arrivo al Teatro Cantelli di Vignola


Foto: Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo.
Momento di dialogo al Teatro Cantelli di Vignol



Buvette all'aperto poco prima del pranzo


Scorcio della campagna attorno


Il frutteto della Bifolca


 
Partecipazione artigianale contadina



Partecipazione gallinacea




Partecipazione equina



Il forno in terra cruda



La casa di Maria Miani, che ha ospitato l'incontro



Momento sciamanico la sera al fiume Panaro


1 commento:

  1. Grazie Caterina per le tue sempre autentiche note. Non solo, mi fanno emergere una nota che avrei voluto esprimere durante il mio momento di bastone: se il femminino, se le donne, potessero essere al timone della motonave della storia la storia sarebbe un'altra.

    -------------------

    Sfrutto questo condiviso spazio per chiedere a tutti quanto una proposta, strutturata come quella sotto sintetizzata, possa essere tema di un eventuale prossimo scambio.

    Bozza di proposta concettuale per il prossimo incontro.

    TITOLO: Cambio di paradigma.
    CONTENUTO: Cosa fare per operare il cambio.
    INIZIATIVE1: Per chi è già consapevole dell'attuale paradigma, cioè per chi ne vede gli aspetti da aggiornare.
    INIZIATIVE2: Per chi non è consapevole dell'attuale paradigma, cioè per chi non ha ancora riconosciuto la necessità di un suo aggiornamento.
    CARATTERE DELLE INIZIATIVE 1 E 2: Solo ad altissimo rischio di realizzabilità.
    DESTINATARI: privati, aziende, enti, amministrazioni.
    VERITA': linguaggio e biografia, tutti li trovano nodali? Ovvero cosa intendiamo per linguaggio e biografia, come possiamo eventualmente aggiornare noi stessi affinché si vedano in modo condiviso questi due nodi.
    TEMI: Saranno coltivati solo i temi effettivamente sostenuti da uno o più presenti all'incontro.

    CONSIDERAZIONE:
    1 Una proposta di questo genere tende a provocare in molti, in tutti, un'esplosione d'intenzioni da coniugare alla proposta stessa. Propongo di provare a cavalcare la creatività individuale con il solo scopo di acutizzare l'efficacia del progetto.
    2 Un primo giro di consultazione può subito fare da segnavento
    3 Propongo Paolo d'Arpini a referente culturale del progetto, sempre che, a sua volta lo condivida.
    4 Propongo Michele Meomartino a referente organizzativo del progetto, sempre che, a sua volta lo condivida.
    5 Con le dovute strutture logistiche e con la dovuta comunicazione, perciò con il dovuto denaro, l'incontro potrebbe essere pensato e realizzato per la partecipazione di una consistente platea. In questo caso, già una prima realizzazione per il cambio sarebbe compiuta.
    6 Ogni miglioramento del presente progetto crederei consista nel ridurre piuttosto che nell'aggiungere. Una comunicazione complessa tende a non andare a segno anzi, a provocare equivoci.

    grazie per l'attenzione
    lorenzo merlo

    RispondiElimina