giovedì 23 febbraio 2017

Roma. La "Forbice" per tagliare il debito - Si costituisce in associazione il movimento "sdebitista"


Immagine correlata

Nasce a Roma la FORBICE il movimento degli sdebitisti.             

La situazione economica e finanziaria nel nostro Paese e in Europa non è tra le migliori in quanto, in un periodo storico di crisi globale, dovuta allo sfruttamento selvaggio delle risorse del nostro pianeta e alla parallela arroganza del capitalismo che non si è mai posto il problema della vita dei cittadini, ma ha curato soltanto gli interessi di una oligarchia di potere economico rappresentato dalle banche che con l’inganno e le strategie finanziarie hanno colpito le masse dei piccoli e medi risparmiatori che non solo hanno subito danni patrimoniali, ma anche danni della salute a causa dello stress subito, della depressione e dei conseguenti danni organici che in alcuni casi si sono risolti nel suicidio.

La nostra Associazione ha messo in atto una organizzazione che partendo dall’individuazione delle fondamenta ideologiche dello sfruttamento risale verso i bisogni delle vittime delle banche fino ad individuare le strategie utili per sostenere gli utenti disagiati, che precipitano in situazioni di grave crisi economica e, di conseguenza, nel baratro esistenziale. Noi sappiamo con certezza che il capitalismo, a causa della sua voracità sociale, si è accanito sempre più sugli utenti con lo sfruttamento dei risparmi e con le strategie finanziarie il cui fine è solo quello di difendere gli interessi dei grandi gruppi finanziari e di garantirsi uno stato di privilegio sociale per i manovratori del denaro privato. Il nostro obiettivo è quello di ridimensionare e di abbattere, dove sia possibile, il debito che i risparmiatori hanno con le banche.

Lo SDEBITISMO è il fine che ci poniamo, offrendo consulenza legale, finanziaria e, dove serve, anche sanitaria e psicologica. Ci poniamo l’obiettivo di intervenire anche a livello politico per abbattere le incongruenze e le ingiustizie esercitate dalle banche e dalle finanziarie sui cittadini che hanno dei debiti con le banche o che hanno bisogno di prestiti (microcredito) per superare alcune difficoltà nella gestione della famiglia e delle piccole e medie aziende. Finora lo stato ha consentito alle banche di intervenire con accanimento sui cittadini finiti in situazioni di crisi e di disagio sociale. 

E’ nei momenti di difficoltà che lo stato deve tendere una mano ai cittadini offrendogli aiuti concreti e solidarietà umana. L’economia del paese può risollevarsi solo col rilancio del lavoro e della ricerca e per questo è necessario ridimensionare gli interessi e dove vengono meno le risorse, spesso a causa di una recrudescenza fiscale e punitiva, lo stato deve imporre alle banche e alle finanziarie un comportamento solidale riesaminando lo stato degli accordi contrattuali tra banche e utenti.

Un comportamento fiducioso tra istituzioni, banche e cittadini rappresenta l’unica via di rinascita economica e produttiva del nostro paese; diversamente ci avvieremo verso stati di frattura sociale che renderanno sempre più impraticabile la convivenza e lo sviluppo della vita nel nostro paese e in Europa.

Prof. Antonio Vento

Visualizzazione di 0001.jpg
Info. gilberto.dibenedetto@gmail.com


.................................


Commento integrazione di  Marco Saba: 

"La Chiesa-banca o la Chiesa della gente ?
Dopo la regina d'Inghilterra e la famiglia reale saudita, il Vaticano è il  terzo latifondista più grande del mondo con proprietà che superano i 177 milioni di acri, ovvero 716mila chilometri quadrati. Per fare un paragone, tutta l'Italia occupa appena 300mila km quadrati.
La più grande invenzione delle Chiese è stata quella di prendere, loro, le elemosine per perdonare peccati commessi contro altre persone. Invece di indennizzare direttamente le vittime, così si mette di mezzo un intermediario tra il carnefice e la vittima lasciando quest'ultima a bocca asciutta ma arricchendo notevolmente la Chiesa. L'assurdità di questo sistema diventa evidente se si considera che fu perfezionato dalla famiglia di banchieri dei Medici cui dobbiamo il primo Papa banchiere, Leone X. Una cosa simile avviene con la rappresentanza democratica parlamentare, dove i diritti del popolo vengono sussunti da una casta di parlamentari, lasciando il popolo a bocca asciutta.


E' in questa chiave che si capisce come, dalla bla-bla-land del Vaticano, non arriva mai un "Giubileo di tutti i debiti", che era il vero scopo originario della proclamazione dell'anno del Signore." (Marco Saba)

Foto del profilo di marco saba

Nessun commento:

Posta un commento