lunedì 20 febbraio 2017

Miracolati nel PD. Scegliere fra la padella e la brace è dura… (della serie: chi volò sul nido del cuculo?)

Tra quanti, nel ’90, si opposero allo scioglimento del PCI era prevalente un elemento di rabbia e di paura. Rabbia per il bambino che i gorbacioviani di casa nostra stavano buttando insieme all’acqua sporca, paura di affrontare il futuro senza una bussola ideologica.
Occhetto e chi venne dopo di lui pensarono di riempire, con l’aiuto dei media ‘amici’, il vuoto elettorale e di potere che avrebbero lasciato i ‘morituri’ DC e PSI. L’ostacolo a tale progetto era diventato il partito di Berlusconi e tutte le energie politico-mediatico-giudiziarie vennero spese per rimuoverlo.
La nuova bussola per la nomenclatura post PCI erano diventati i voti per avere posti di potere; questo ne ha fatto una barca alla deriva priva di vigilanza e di filtri politico-ideologici, verso pirati e avventurieri di ogni sorta, malavita compresa.
Il nido ideale per i cuculi ex Dc, espertissimi nella costruzione delle clientele e ben introdotti nei gangli dello Stato e negli ambienti curiali e framassonici. Renzi si sente un condottiero come Alessandro il Grande, credendo che per invadere il PD siano stati strategici il suo ‘occhiolino’ a Berlusconi e la sua alleanza con i media delle banche e delle multinazionali, che convinsero Bersani & soci a svolgere ‘primarie aperte ai non iscritti’ in cui furono portati a votare anche gli elettori del PDL e gli ospiti dei centri per l’immigrazione.
Ma la mutazione era già in atto da tempo, tant’è che dopo la segreteria Veltroni, durata poco più di un anno ed usata fondamentalmente per spostare il PD al centro dello schieramento politico, imbarcando il Partito della Margherita, fu l’ex DC Franceschini ad essere eletto segretario del PD (secondo con 92 voti, un altro ex DC, Arturo Parisi).
Dov’erano gli attuali scissionisti o sedicenti tali ?
Per lenta emorragia era già scomparsa ogni analisi autonoma su:
- globalizzazione e taglio welfare, diritti e salari;
- moneta creata dalle banche della grande finanza;
- Europa delle banche e delle multinazionali;
- guerre, golpe, terrorismo per il nuovo colonialismo globalizzatore;
- non applicazione dei principi costituzionali;
- incremento corruzione;
- immigrazione fuori controllo…
La sintesi più fulminante della parabola piddina è di Cacciari: “ Il PD è nato morto”.
Per questo nessun può capire in cosa siano diversi i renziani dagli scissionisti che usciranno o da quelli che resteranno nel Pidirenzi a spartirsi le cariche residue, spettanti alle minoranze.

Fernando Rossi

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Commento integrazione di Adriano Colafrancesco: “«Io faccio lo spettatore» dice Berlusconi. Talmente interessato da voler capire, di persona quanto sta accadendo nel Pd. Perciò la scorsa settimana ha accolto l’invito ad incontrare riservatamente Emiliano: appuntamento a cena in un’abitazione romana, quattro coperti a tavola padroni di casa compresi. Il Cavaliere desiderava sapere se il Pd si stava davvero avviando alla scissione, ed era parso sollevato dalle parole dell’interlocutore, che aveva garantito sulla tenuta del proprio partito: «E comunque io non me ne andrò mai», aveva detto lapidario Emiliano.
…..non è detto che Emiliano finisca per smentire se stesso, impegnato com’è nel cercare un compromesso.
…..in ogni caso, di quel colloquio a cena Berlusconi ricorda gli attestati di stima e simpatia del suo interlocutore, «già fatti in pubblico e in tempi non sospetti, presidente». «Lo so, non l’ho dimenticato», aveva risposto il Cavaliere ad Emiliano: «Altri invece mi hanno deluso profondamente».
Che sia Renzi (obtorto collo), che sia Emiliano (a cui accredita un futuro), che sia Gentiloni (a cui ha fatto pervenire gli auguri), Berlusconi in ogni caso è pronto a dialogare, «nell’interesse del Paese»……(ovviamente! ndr)”

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