martedì 21 febbraio 2017

Altra Milano - "Esente da odio di palma..."


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Chi ha dato fuoco alle palme in piazza Duomo a Milano l'ha fatto a propria insaputa. Non si rende conto cioè che questo gesto ha moltiplicato in maniera esponenziale la pubblicità di Starbucks, la catena di "specialità" americane sponsor della botanica installazione.

I caffettieri non sono i mandanti del vandalismo, sia chiaro, ma godono dei suoi benefici effetti. Non ci sarà stato metodo, né arte, né marketing nel vituperato atto doloso, ma non si può escludere un briciolo di aspettativa. Mettere palme da dattero (e non da cocco), icone evocative di paesaggi medio-orientali e nordafricani, davanti a un tempio della cristianità puzza di provocazione blasfema. Come dire: mettiamole lì e vediamo l'effetto che fa. Come accostare il diavolo e l'acqua santa per farne scaturire scintille. E le scintille ci sono state. Pubblicità a costo zero.
Se così stessero le cose se ne dovrebbe dedurre che certi geni del marketing non ragionano molto diversamente dal leghista che porta il maiale a pisciare davanti alla moschea. Di sicuro poi se ne parlerà e se ne scriverà.
Se così fosse, avremmo a che fare con cinici professionisti che usano qualsiasi dramma della cronaca e la fragilità della convivenza civile per riempire il cassetto. E i giornali ci inzuppano pure il solito sdegno.
Qualche ragazzotto ne farà le spese senza sapere a che cosa è servita la sua bravata. D'altra parte è normale per molti di loro vivere a propria insaputa. E poi farsi un caffè Starbucks. Poiché un masochismo tira l'altro.
Ivano Sartori

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Commento di Paolo Sensini: "...un atto di tale gravità verso un albero della nuova piantagione esotica davanti al Duomo richiede anch'esso una nuova pena, in ossequio all'indirizzo voluto per Milano dal sindaco al-Salah: il taglio delle mani. Un soluzione un po' rozza, ma di sicuro effetto. All'Emiro del Qatar, proprietario al 100% del quartiere milanese di Porta Nuova in cui sorgono tutti i nuovi grattacieli della città, un simile gesto piacerà molto."
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Mia considerazione:
"Indipendentemente dalle polemiche sull'addobbo floreale urbano poco in sintonia con la città di Milano rilevo che l'atto vandalico rivolto contro piante innocenti non merita alcuna giustificazione. Capirei una civile protesta ma non accetto la mutilazione di esseri viventi per sfregio al sindaco Sala..." (Paolo D'Arpini)

1 commento:

  1. Un'idea infelice davvero... tutto il mondo ci invidia il Duomo di Milano e noi lo promuoviamo con questi riporti.... chi si ricorda cosa sono i riporti?

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