giovedì 14 luglio 2016

In solidarietà a Manlio Di Stefano, del M5S, accusato ingiustamente di “terrorismo” dai sionisti per la sua difesa del popolo palestinese


In solidarietà a Manlio Di Stefano insultato e minacciato dai sionisti della comunità ebraica italiana e non solo dopo le sue dichiarazioni sui diritti alla vita e alla dignità del popolo palestinese e sulla legittimità del governo di Hamas eletto dal popolo.
«Mentre il Ministero dell’Assorbimento avrà il compito di reclutarli, il Ministero degli Esteri sarà responsabile nel dirigere i volontari online. Ogni qual volta il Ministero identifichi una tendenza anti israeliana su un blog in lingua straniera, un sito di notizie o un altro sito web, manderà immediatamente un messaggio ai volontari per inondare il sito con opinioni pro Israele».
(YnetNews – Yedioth Ahronoth – 29/1/2009 – “Pro-Israel media: Bloggers join media war”)
“Primo, Hamas è il governo democraticamente eletto del popolo palestinese, non il corrotto regime condotto da Mahmoud Abbas. Secondo, i portavoce di Hamas hanno ripetutamente dichiarato di essere pronti ad un cessate il fuoco di lungo periodo. Khalid Mish’al lo ha fatto di recente su queste pagine (The Guardian, Comment, 6 gennaio). Terzo, Hamas ha una solida documentazione del fatto di avere osservato i cessate il fuoco, mentre è grandemente documentato il fatto che Israele li ha sabotati. Quarto, anche durante il cessate il fuoco Israele non ha sollevato il blocco economico sul milione e mezzo di abitanti di Gaza, una forma di punizione collettiva proibita dal diritto internazionale. Quinto, l’offensiva spiegata su Gaza è stata illegale, immorale e inutile. Se tutto ciò che Israele voleva fosse stato fermare gli attacchi coi razzi da Gaza, tutto quello che avrebbe dovuto fare sarebbe stato osservare il cessate il fuoco patrocinato dall’Egitto nel giugno 2008″. (Prof. Avi Shlaim – Oxford – The Guardian 26/1/2009 – “The newspeak of Israeli propagandists”)
L’iscrizione di Hamas nei gruppi terroristici da parte della UE “era basata su imputazioni fattuali ricavate dai mezzi di comunicazione o da Internet e non su elementi esaminati in modo concreto”.
(wikipedia)
(cfr. Sentenza del Tribunale – Seconda Sezione – del 17 dicembre 2014. Hamas contro Consiglio dell’Unione europea. Causa T-400/10)
Sintesi minima
Siamo di fronte al consueto attacco pilotato dall’establishment israeliano e dalle appendici filo-israeliane, cioè da una dirigenza arrogante amplificata da un sistema mediatico asservito e piagnone, che ha come primo ‘goal’ quello di ammutolire e stroncare le voci che si levano per smascherarlo e talvolta ridicolizzarlo.
L’idea ultima della lobby italica è di accomunare Hamas al termine terrorismo è il loro (contingente) grido di battaglia. Semplice quanto fasullo, per fare presa sulla massa più disinvolta dei votanti.
(Notizie raccolte da Francesco Pipistro)
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Commento di Domenico Di Dato: “Al di là di far parte di un movimento di cui non condivido molte cose, Di Stefano ha espresso considerazioni pienamente condivisibili. A lui va la mia solidarietà. In quanto agli ebrei sionisti che lo criticano, vorrei solo chiedere se vogliono o meno commettere un genocidio. Perché non avranno mai tutta la Palestina se non ammazzeranno tutti i palestinesi. Vorrei inoltre ricordare loro che i veri terroristi ed assassini sono i nazisionisti israeliani.”

Commento di Touhami Garnaoui: “A coloro i quali mi chiedono: ma lei è contro Israele? Due risposte: 1. Di quale Israele parlate? Vi rispondo se mi sapete dire: se è il “Home per gli ebrei”, quello della risoluzione 181 delle N.U., quello della dichiarazione di indipendenza? quello del 1949, ‘50, ‘67, ‘73? quello degli insediamenti dei coloni o senza? quello con o senza il Muro della Vergogna? quello dello Stato d’Israele o dello Stato Ebraico di Israele? O quello del sospirato Grande Israele. 2. la seconda risposta è una domanda: ma lei è contro la sopravvivenza del popolo palestinese e su quale terra?”

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