giovedì 30 agosto 2012

NPCI: "Non dare tregua alla Giunta Monti-Napolitano che traballa!"

L'artefice primo....

La giunta Monti-Napolitano prosegue con maggiore accanimento la linea già seguita dai governi della banda Berlusconi e dai governi del circo Prodi-Amato-D’Alema: spremere le masse popolari italiane e saccheggiare il nostro paese al servizio del capitale finanziario e speculativo italiano e internazionale.

Per cambiare il corso delle cose bisogna che le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari costituiscano un loro governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare!

Le condizioni per costituire il GBP sono migliorate negli ultimi due anni: per raggiungere l’obiettivo nei prossimi mesi i fautori del GBP devono condurre la lotta con slancio e intelligenza ancora maggiori!

I vertici della Repubblica Pontificia aboliranno, blinderanno o manipoleranno le elezioni, se gli oppositori della giunta Monti-Napolitano faranno delle elezioni la principale o addirittura l’unica via per costituire un governo alternativo alla giunta!

I vertici della Repubblica Pontificia non si arresteranno di fronte a nessun crimine se vedranno la possibilità di sfuggire alla costituzione del Governo di Blocco Popolare. Tanto è il loro cinismo criminale che neppure i suoi difensori osano negare che Napolitano ha cercato di impedire la rivelazione degli autori e dei complici dei crimini dei primi anni ’90, come del resto lui e altri fanno da decenni per le stragi di Stato e le altre operazioni criminali del regime: si limitano a dire che Napolitano non ha fatto niente di illegale per impedirla!

Per prevenire la riedizione della strategia della tensione o di altre analoghe manovre criminali di ricatto, di intossicazione e di manipolazione, gli oppositori della giunta Monti-Napolitano devono costituire subito un Comitato di Salvezza Nazionale antagonista alla giunta, come il CLN lo era alla Repubblica di Salò!

Varie e creative sono le manovre e contorsioni che la borghesia imperialista e le istituzioni del sistema imperialista mondiale (FMI, UE, governi dei paesi imperialisti, ecc.) compiono sul terreno finanziario con il pretesto di mettere fine alla crisi del sistema capitalista. Ma la crisi finanziaria procede, si aggrava e peggiora la crisi economica. Da alcuni anni la borghesia imperialista concentra l’attenzione sulla crisi finanziaria. Questo alimenta l’illusione che la crisi attuale sia principalmente o addirittura solo una crisi finanziaria; secondo la sinistra borghese una crisi dovuta agli errori, alla mancanza di regole, alle speculazioni, alle operazioni spericolate, ai brogli e alle truffe dei re della finanza e dei dirigenti delle istituzioni finanziarie; secondo la destra borghese una crisi dovuta ai diritti e alle conquiste di civiltà e di benessere che le masse popolari dei paesi imperialisti hanno strappato quando nel mondo il movimento comunista era forte.
Con questo la destra borghese giustifica le misure con cui crea una massa crescente di denaro che soddisfa i diritti vantati dai re della finanza e dalle istituzioni del mercato finanziario: anche se in realtà il nuovo denaro si aggiunge alla quantità enorme già creata, diventa nuovo capitale finanziario che richiede ancora più denaro, in una spirale senza fine.
Con questo la destra borghese giustifica i sacrifici via via più gravosi che le sue autorità impongono a una parte crescente delle masse popolari, con tasse, con aumenti dei prezzi dei beni di consumo e delle bollette dei servizi, con la soppressione di servizi pubblici, con la riduzione dei posti di lavoro.
Con questo la destra borghese giustifica la guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista e il clero conducono in ogni angolo della terra contro le masse popolari, la devastazione della terra, il saccheggio delle risorse, l’inquinamento del pianeta.

Chi vuole veramente porre fine al corso attuale delle cose, deve ben ricordare che la crisi finanziaria oggi è al centro dell’attenzione, ma è nata ed è ogni giorno alimentata dal disfunzionamento dell’economia reale capitalista, quella dove le aziende capitaliste producono beni e servizi (merci). Per questo la crisi finanziaria continua inarrestabile quali che siano le manovre e le contorsioni della borghesia imperialista e delle autorità del sistema imperialista mondiale. Centinaia di professori e intellettuali, molti perfino in assoluta buona fede, fanno a gara a elaborare, proporre e propagandare misure di risanamento e regolazione del mercato finanziario. Ma si tratta di variazioni più o meno sofisticate di ragionamenti sui sintomi sgradevoli e più evidenti della malattia senza intaccare la malattia. Per questo sono il terreno in cui sguazzano gli esponenti e i portavoce della sinistra borghese: si tratta di uomini politici e intellettuali che sono malcontenti per come oggi vanno le cose ma non osano o non sanno guardare oltre il capitalismo, rifiutano la concezione comunista del mondo, ignorano, nascondono o denigrano l’esperienza storica del movimento comunista che da 160 anni a questa parte è il principale promotore del progresso dell’umanità, sono indignati degli effetti del capitalismo ma non osano andare oltre il capitalismo.

Per porre fine alla crisi, bisogna trasformare l’economia reale: il sistema di aziende e di relazioni con cui i lavoratori producono beni e servizi.
È la crisi dell’economia reale capitalista che ha fatto gonfiare il capitale finanziario, il mercato finanziario e le speculazioni, a un livello tale che sono diventati essi stessi un nuovo problema che si è aggiunto alla crisi dell’economia reale capitalista e l’aggrava. Da rimedi provvisori alla crisi dell’economia reale capitalista, sono diventati un’escrescenza che con la sua instabilità aggrava la crisi dell’economia reale capitalista. La radice del problema è che gli uomini non possono continuare a produrre beni e servizi secondo le regole e le procedure di un tempo, proprie delle aziende che i capitalisti creano per fare profitti. A causa di queste regole e procedure proprie del capitalismo, da una parte i beni e servizi prodotti non bastano ai bisogni di una vita civile della massa della popolazione mondiale e nello stesso tempo se ne producono già troppi per essere compatibili con la conservazione dell’ambiente e con le risorse del pianeta: la produzione di beni e servizi è diventata anche produzione di morte e di inquinamento. Taranto è un caso esemplare, riproduce in piccolo e in modo concentrato la situazione in cui il capitalismo sopravvissuto a se stesso ha portato tutto il mondo. A causa di queste regole e procedure proprie del capitalismo, perfino nei paesi più ricchi, per non parlare del resto del mondo, una parte crescente della popolazione è emarginata dalla vita sociale, ridotta alla disoccupazione e a lavori precari, costretta ad arrangiarsi con sotterfugi e attività criminali, gettata nella disperazione e nell’ignoranza: la borghesia e il clero conducono in ogni angolo del mondo una guerra di sterminio non dichiarata contro le masse popolari. Per non subirla, le masse popolari devono mobilitarsi e condurre contro la borghesia imperialista e il clero una guerra popolare rivoluzionaria fino a instaurare il socialismo. I comunisti sono i promotori di questa mobilitazione delle masse popolari.
Le aziende capitaliste sono create e gestite per fare profitti. Per porre fine alla crisi attuale bisogna sostituirle con istituzioni pubbliche ognuna delle quali produce i beni e servizi che le sono commissionati dalle autorità pubbliche competenti e dove ogni adulto atto al lavoro presta il suo servizio in condizioni dignitose, mentre contemporaneamente ogni persona è educata per dedicare e dedica una parte crescente della sua vita alle attività specificamente umane, alle attività che distinguono la specie umana dalle altre specie animali, alle attività che si basano sull’intelligenza, i sentimenti e le relazioni sociali che la specie umana ha sviluppato, alle attività da cui la borghesia e il clero, come le classi dominanti del tempo antico, a ragion veduta escludono ancora oggi la massa della popolazione, alle attività che servono a gestire la società e a educare le nuove generazioni.
È possibile produrre beni e servizi con istituzioni pubbliche anziché in aziende capitaliste?
L’esperienza ha già fornito risposte esaurienti a questa domanda. Basta considerare uno dei grandi ospedali, una delle grandi scuole o una delle altre grandi aziende pubbliche che funzionano come si deve: qualcuna c’è ancora nonostante l’opera forsennata di disgregazione, corruzione, distruzione e privatizzazione a cui la borghesia e il clero si sono dati negli ultimi decenni man mano che la forza del movimento comunista è declinata. Un grande ospedale non è una struttura più semplice di un’azienda che produce auto, macchine da cucire, quaderni o fiammiferi. Eppure funziona anche senza proprietà privata e senza capitalisti. Adempie ai compiti per cui è stato creato e via via risolve i problemi del suo funzionamento e per quanto riguarda la sua struttura potrebbe risolvere i problemi relativi all’organizzazione del lavoro e al miglioramento della sue prestazioni. Se non lo fa, la causa sta nei condizionamenti e nelle costrizioni a cui è sottoposto dall’esterno, dal contesto finanziario, sociale e politico in cui è inserito, dominato dai capitalisti. I suoi limiti insegnano che è impossibile rimediare ai mali del capitalismo limitandosi a costruire nicchie nella società capitalista. Bisogna cambiare l’insieme del sistema di relazioni sociali. Le trasformazioni su piccola scala, a nicchia, sono utili solo se le usiamo come passo verso la trasformazione dell’intera società.
Se la produzione dei beni e servizi diventa una funzione sociale, la società può organizzarla e regolarla secondo gli interessi sociali. Per questo occorre una democrazia partecipativa effettiva, ma questa è del tutto possibile se la massa della popolazione, anziché essere distolta dalle attività specificamente umane e spinta ad abbrutirsi e incanaglirsi come oggi è sistematicamente e programmaticamente spinta dalla borghesia e dal clero, è invece sistematicamente educata a svolgerle. Poco più di un secolo fa Leone XIII diceva che era blasfemia pensare che tutti gli uomini potessero imparare a leggere e a scrivere. Analogamente oggi molti portavoce della borghesia e loro succubi sentenziano che la maggiora parte degli uomini non saprà mai fare altro che soddisfare i propri bisogni animali. I capitalisti oggi a una parte crescente di uomini impediscono perfino di soddisfare i propri bisogni animali: noi comunisti indichiamo loro la via per accedere in massa alle attività specificamente umane sulla base del soddisfacimento scontato e universale dei bisogni animali. D’altra parte questa è diventata una questione di sopravvivenza per l’umanità, come i fondatori del movimento comunista cosciente e organizzato (Marx ed Engels) avevano ben individuato studiando le potenzialità e i limiti della società borghese.
Con le forze produttive di cui attualmente l’umanità dispone, possiamo produrre quantità illimitate di beni e servizi di ogni specie con un tempo di lavoro di gran lunga inferiore a quello che oggi i capitalisti impongono ai lavoratori: bisogna quindi che l’umanità stessa si organizzi e si educhi per decidere ragionevolmente cosa e quanto produrre e come produrlo e che nello stesso tempo impari in massa a dedicare il suo tempo e le sue energie alle attività specificamente umane, tra le quali appunto anche l’organizzazione e la gestione della propria vita sociale. Questo è il passaggio che l’umanità deve compiere, questo è l’obiettivo che il movimento comunista intende realizzare. Solo con questa trasformazione l’umanità può valorizzare i grandi progressi che ha compiuto con il capitalismo e porre fine al vicolo cieco in cui esso ha condotto l’umanità.

Nel nostro paese i vertici della Repubblica Pontificia, la giunta Monti-Napolitano e i partiti (PD, UdC, PdL) che in Parlamento ratificano i decreti della giunta, lanciano ogni giorno misure contro questa o quella parte delle masse popolari, spremono danaro ai lavoratori, liquidano servizi pubblici, privatizzano, svendono i beni demaniali, saccheggiano e devastano il nostro paese. Per vari motivi in questi giorni Taranto è diventata un caso clamoroso, ma in realtà quello che i capitalisti, il clero e le loro autorità hanno fatto a Taranto è solo uno tra i tanti episodi della guerra di sterminio non dichiarata con cui la borghesia e il clero uccidono uomini e donne e deturpano il nostro paese. Non a caso il disastro di Tarano si è sviluppato per anni con la complicità di tutte le autorità, di tutte le istituzioni politiche e sindacali del regime, della Chiesa: tutta gente che sapeva, che ha collaborato e approfittato o per lo meno ha accettato e taciuto e che oggi fa grandi promesse per soffocare le proteste e mettere a tacere lo scandalo.

Da alcuni giorni i vertici della Repubblica Pontificia, la giunta Monti-Napolitano e i partiti (PD, UdC, PdL) che in Parlamento ratificano i decreti della giunta, fanno promesse e giurano sui loro dei che la crisi sta finendo. Ma in sostanza con le loro misure non fanno che aggravare la crisi del capitalismo e peggiorare le condizioni delle masse popolari. Chi crede alle loro promosse o è un complice o è un illuso.
La Repubblica Pontificia marcisce. Travolta dalla crisi finanziaria e dalla lotta tra gruppi e Stati imperialisti, la Repubblica Pontificia sempre più trascura e addirittura distrugge la base della sua sopravvivenza: il soddisfacimento al livello attuale di civiltà dei bisogni elementari della maggior parte delle masse popolari. Travolge persino le parvenze della democrazia borghese perché incompatibili con le manovre e le contorsioni che la borghesia e il clero devono compiere per prolungare l’esistenza del loro sistema di relazioni sociali. Berlusconi e la sua banda reclamavano la riforma della Costituzione. I governi Prodi-Amato-D’Alema la violavano facendo formali professioni di fedeltà. La giunta Monti-Napolitano e i partiti (PD, UdC, PdL) che in Parlamento ratificano i decreti della giunta, la violano sistematicamente, apertamente e su grande scala.
È sbagliato aspettare che eventi traumatici “stimolino” le masse popolari a fare quello che oggi non riescono a fare per mancanza di organizzazione, per il basso livello di coscienza, ma principalmente per la mancanza di un autorevole centro di orientamento e di direzione. Stante le condizioni che la società borghese impone, le masse popolari non possono sviluppare spontaneamente la loro lotta, elevare la loro combattività, la loro organizzazione e la loro coscienza senza un centro autorevole di direzione. Le masse popolari sono capaci di condurre una lotta eroica, ma bisogna che chi ha i mezzi per concepire la necessità della trasformazione, faccia i passi necessari per costruire la direzione autorevole di cui le masse popolari hanno bisogno. Bisogna combattere nelle nostre file l’attendismo, la tendenza a mascherare il proprio opportunismo dietro l’osservazione banale che le masse popolari non sono ancora mature, che non hanno ancora un orientamento. Senza iniziative da parte di noi comunisti, da parte degli esponenti più avanzati delle Organizzazioni Operaie e delle Organizzazioni Popolari, da parte degli elementi più autorevoli della sinistra sindacale, della società civile e della sinistra borghese che già si oppongono alla giunta Monti-Napolitano, la situazione peggiorerà passo dopo passo, manovra dopo manovra: non c’è limite al meno peggio.
Bisogna rompere con l’attendismo! Irrompere nella lotta politica borghese in questa situazione non comporta più principalmente partecipare alle campagne elettorali. I partiti che ratificano i decreti della Giunta Monti-Napolitano aboliranno o blinderanno le elezioni, se non troveranno il modo di manipolarle, stante che sempre meno riescono a raccogliere voti e consensi con le normali pratiche truffaldine della democrazia borghese. Irrompere nella lotta politica borghese in questa situazione comporta principalmente contrapporre alla giunta Monti-Napolitano un Comitato di Salvezza Nazionale con l’obiettivo di costituire un Governo di Blocco Popolare e farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia. Oggi è del tutto possibile, perché i vertici della Repubblica Pontificia non sanno che pesci pigliare: la giunta Monti-Napolitano sta in piedi principalmente grazie alla debolezza e all’esitazione dei suoi oppositori. Noi parliamo dell’Italia, ma il nostro non è un progetto nazionalista e autarchico: i legami internazionali sono tali e la situazione internazionale è tale che il primo paese che imboccherà la strada della rivolta contro il sistema imperialista mondiale, aprirà la strada su cui si incanaleranno anche gli altri paesi che hanno tutti anch’essi bisogno di sottrarsi alla guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista conduce in ogni angolo del mondo.
Oggi tra chi si agita contro l’opera nefasta e criminale della giunta Monti-Napolitano, dobbiamo far leva con forza su due discriminanti principali:
1. tra chi si limita alle proteste, alle rivendicazioni (non vuole andare oltre, invoca che sia il governo emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia a soddisfare le richieste delle masse popolari), alle piccole iniziative di economia locale, alle iniziative di nicchia (cooperative, gruppi di aiuto reciproco, le mille iniziative di cui sono vivaci e fantasiosi propagandisti Viale-Proudhon e i suoi soci) e chi pone in primo piano la costituzione di un governo d’emergenza delle OO e OP o comunque partecipa alla lotta per costituirlo e quindi a promuovere una reale democrazia partecipativa. Persino nel cacciare un governo, se non si ha una propria alternativa programmatica e organizzativa di governo si finisce inevitabilmente per lavorare al servizio di chi nella classe dominante cerca un ricambio (nel caso concreto un anno fa fu la Conferenza Episcopale del cardinal Bagnasco che con il suo governo Monti-Napolitano raccolse i frutti immediati della lotta delle masse popolari contro la banda Berlusconi);
2. tra chi si limita ad attrezzarsi per partecipare alle elezioni (forse) prossime venture e chi è deciso a formare a ogni costo un governo d’emergenza, con o senza le elezioni e a imporlo ai vertici della Repubblica Pontificia principalmente rendendo ingovernabile il paese da ogni governo loro emanazione: chi si ferma alle elezioni, apre la strada alla loro soppressione e alla loro manipolazione, blindatura, ecc. - è così tentante per i vertici della Repubblica Pontificia blindare o abolire le elezioni se basta questo a tagliare le gambe all’opposizione! Chi crede che non oseranno farlo, non tiene conto della condotta illegale, criminale e di aperta violazione della Costituzione che la giunta Monti-Napolitano ha già adottato fin da quando si è costituita.

Ogni comunista, ogni operaio e lavoratore avanzato deve quindi propagandare sistematicamente la formazione di un’alternativa di governo e portare ogni OO e OP a proporsi, come complemento necessario di ogni protesta, di ogni lotta rivendicativa, di ognuna delle attività cooperative e di nicchia promosse dai Viale-Proudhon, la costituzione del GBP. Bisogna che chi è già deciso a costituire il GBP, formi subito un Comitato di Salvezza Nazionale che affermi con forza e chiarezza che l’alternativa di governo non si forma principalmente tramite elezioni organizzate dai vertici della Repubblica Pontificia e forse si formerà del tutto senza elezioni organizzate da quei vertici. Ovviamente quanto più sarà chiaro che la costituzione del GBP avanza anche senza simili elezioni, tanto più la borghesia e il clero esiteranno a sopprimere le elezioni, tanto più saranno ostacolati nelle loro manovre per blindarle e manipolarle. Dobbiamo allargare il campo di chi è deciso a costituire a ogni costo un’alternativa di potere alle autorità della Repubblica Pontificia.
Questa è la sintesi dei compiti in questo momento. È adempiendo a questo compito immediato che noi comunisti lavoriamo concretamente alla rinascita del movimento comunista e conduciamo le masse popolari verso l’instaurazione del socialismo. A ben poco serve proclamare l’obiettivo del socialismo e fare propaganda del socialismo se non mettiamo in opera una linea che, a partire dalle condizioni già esistenti, allarghi l’organizzazione delle masse popolari ed elevi la loro coscienza, tenendo conto che la masse popolari imparano principalmente tramite l’esperienza pratica e il bilancio della loro esperienza pratica. È opportunismo proclamarsi comunisti e mettere in opera tattiche dettate dalle circostanze senza avere una strategia per instaurare il socialismo, regolandosi quindi sul senso comune. Proclamare che le masse popolari non sono mature per l’instaurazione del socialismo e non definire e attuare una linea che allarghi la loro organizzazione ed elevi la loro coscienza, è solo disfattismo, un modo per nascondere la propria rinuncia a lottare.
Accrescere il numero delle OO e OP; elevare il loro livello di lotta e di coscienza facendo leva in ognuna di esse sulla sua sinistra; promuovere il coordinamento delle OO e OP a livello territoriale e tematico; mostrare a ogni OO e OP che per raggiungere il suo particolare obiettivo deve contribuire a costituire il GBP; costruire Amministrazioni Comunali e in generale Amministrazione Locali d’Emergenza (ACE e ALE); rendere il paese ingovernabile dalla giunta Monti-Napolitano organizzando in ogni terreno la disobbedienza civile, rafforzando proteste, ribellioni, rivolte, scioperi e dimostrazioni, promuovendo solidarietà e iniziative produttive autogestite (quelle che anche i Viale-Proudhon propagandano); fare di ogni lotta e iniziativa delle masse popolari una scuola di comunismo; denunciare l’operato della borghesia e del clero; propagandare il socialismo, l’esperienza storica del movimento comunista e la concezione comunista del mondo; reclutare nel partito comunista gli esponenti più avanzati e più generosi; costituire Comitati di Partito a ogni livello, in ogni località e in ogni azienda; rafforzare la struttura clandestina del Partito; promuovere nelle file del Partito l’assimilazione e l’applicazione della concezione comunista del mondo: ecco come oggi noi comunisti conduciamo concretamente la guerra popolare rivoluzionaria che instaurerà il socialismo nel nostro paese e contribuirà alla seconda ondata della rivoluzione proletaria che monta in tutto il mondo.


Non dare tregua alla Giunta Monti-Napolitano che traballa!

Rompere con le istituzioni e le imposizioni degli inquinatori, degli speculatori, degli uomini della finanza, dei banchieri e delle istituzioni della Repubblica Pontificia e dell’UE!

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