domenica 4 settembre 2016

La strega di Calcutta (pronuncia Calcata) santa per servigi resi


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In questi primi giorni del settembre 2016  si verifica una serie di eventi che sono il segno, direbbe forse Roland Barthes, dell’abisso di degrado e turlupinatura in cui è precipitata la società occidentale a forza di direzioni religiose al diapason dell’ipocrisia e della superstizione, di amici del giaguaro che hanno totalmente inquinato lo spettro dell’azione e del pensiero sinistri, e di media corrotti fino all’ultima macchia di inchiostro e facinorosamente al servizio del potere che dovrebbero controllare e contenere. Nello specifico parlo di papa Bergoglio e di Teresa di Calcutta (pronuncia Calcata) Premio Nobel e ora pure santa...


Mummie e streghe. Tutto fa soldo.
Facendosi precedere dalla santificazione di un papa in odore di CIA e di un altro papa manifestamente CIA, sobillatore di popoli, finanziatore di quinte colonne fasciste in collusione con la mafia e distruttore di Stati sovrani; rafforzata la speculazione su un Anno Santo in disarmo, sepolto sotto Mafia-capitale, trascinato per le vie della capitale la mummia di un santo imbroglione, incazzoso, ma nobilitato dal ruolo di picchiatore squadrista e di falsificatore di stigmate all’acido, il papa che tutti quelli che a noi stanno sul cazzo celebrano come un novello fraticello d’Assisi raggiunge un insuperabile apogeo nella caratterizzazione del suo pontificato (i “segni” di Barthes) con l’elevazione agli altari di Madre Teresa di Calcutta, autentico ipogeo dell’etica e della verità.
Tuttavia, se si guarda ai meriti dei tanti santificati nel corso del tempo, Bergoglio fa pure bene, la vecchia ragazza sta in linea. C’è coerenza, tipo con Santa Elena, madre di Costantino, o con Teodora, imperatrice di Bisanzio, grandi massacratrici di pagani e perciò grandi autrici di miracoli. Anche Madre Teresa ne ha fatti. Ne volte un elenco per difetto?

Miracoli degni di canonizzazione
Visitate da missioni di medici veri (che poi ne scrissero inorriditi) le cliniche della suora, manco infermiera, manco portantina, risultavano degli orrendi tuguri sporchi e puzzolenti dove, su brande e pagliericci, senza farmaci, senza la minima profilassi igienica, agonizzanti da linfomi, colera, tbc, peste bubbonica, lebbra e tumori allo stadio terminale, straziati dai dolori, invocavano anestetici e antidolorifici che la Santa negava perché “il tuo dolore ti avvicina al dolore di Gesù e ti apre le porte del paradiso”. In compenso li toccava con le sue dita miracolanti. E i lamenti dei moribondi si trasformavano in sacramenti. Altra era la cura che la vecchia aveva per i suoi acciacchi. Li andava a curare nelle più esclusive cliniche svizzere e anche italiane. Ora potete andare a pregare davanti al ritratto della santa appeso nella clinica romana “Salvator Mundi”. Le fatture le pagava con le donazioni miliardarie che riceveva per le sue “opere di bene”.

Un “segno” per capire chi fosse questa santa ci è dato anche dall’identità dei donatori. Personcine dabbene che, in cambio delle sue forsennate campagne contro l’aborto e il divorzio e del suo sostegno al loro modo di condurre le cose, la gratificavano, non solo di ricche donazioni, ma di inviti a prolungate vacanze nelle rispettive sontuose residenze. Il migliore di costoro aveva la rogna ed era Ronald Reagan, di cui, ospitata spesso nel suo ranch a Santa Barbara in California, promuoveva in giro per il mondo le politiche militari ed economiche che hanno impostato il Nuovo Ordine Mondiale, come poi perfezionato dai Bush e da Obama e ora affidato a Hillary.

Ronald, il cowboy, era un angioletto rispetto ad altri donatori presso i quali Teresa cercava ristoro e amorosi sensi. Come Anastasio Somoza, ultimo della dinastia Somoza che depredò e piagò il Nicaragua dagli anni ’30 fino alla rivoluzione sandinista del 1979. Il presidente Usa ammetteva: ”E’ una gran bastardo, ma è il nostro bastardo”. E Somoza, dittatore dal 1967 al 1979, una delle figure più sanguinarie e corrotte tra quelle messe su dagli Usa nel cortile di casa latinoamericano, era pure il bastardo di Teresa. 

Come lo era un maniaco ossessivo delle stragi dei suoi sudditi l’altro fiduciario della Cia e del Pentagono nella regione, Francois Duvalier, detto Papà Doc, dittatore di Haiti dal 1957 al 1971. Gli succedette il figlio Jean-Claude, Bebè Doc, sul trono fino al 1986. Con questi due criminali il popolo di Haiti scomparve in un oceano di miseria e di sangue della cui continuità si occupavano i famigerati “Tonton macoute, i pretoriani del regime antesignani, nella gestione della società, degli umanitaristi dell’Isis e di Al Nusra. Oceano di fame e di sangue su cui, grata e soddisfatta, veleggiava la futura santa assieme a Papà e a Bebè. Ora di Haiti si occupa, in modi non del tutto dissimili, la Fondazione Clinton. Della cui generosità e ospitalità Teresa, ora nelle grazie del Signore, non può più godere, ma sicuramente ne trarranno beneficio le sue suorine.

Duvalier padre e figlio, benefattori di Teresa
Quanto al Premio Nobel, visto quel che ci vuole per meritarselo, Teresa non poteva fare davvero di meglio quando si precipitò con tutte le sue 13mila rughe in Kosovo e, da brava mafiosa albanese, si impegnò alla morte per sottrarre i kosovari albanesi alla sanità pubblica serba e per cacciarli in quella privata da lei allestita a sostegno e con il conforto dei camerati tagliagole dell'UCK.

Per ulteriori fatti, storie, miracoli, vicende edificanti della santa donna, basta fare una passeggiatina per Wikipedia e affini. A supporto del severissimo processo di canonizzazione vi avrà attinto di sicuro anche la commissione insediata dal papa. Da questo meraviglioso papa attorno al quale fioriscono rose, violette, pace e letizia. Fratelli e sorelle buonasera.

Fulvio Grimaldi -  www.fulviogrimaldicontroblog


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