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martedì 17 luglio 2012

“…l’Inghilterra possiede il 15.98% della BCE, ma non aderisce all’Euro..” – L’euro e la sindrome di Stoccolma, dai Moai all’autodistruzione



Ormai solo gli sprovveduti, e purtroppo sono ancora tanti, possono sostenere che l’euro sia stata un scelta giusta e sopratutto sociale.

Certamente ha avuto qualche nota positiva nel contrasto al dollaro e agli attacchi speculativi, ma se mettiamo nella bilancia gli aspetti positivi e gli aspetti negativi, certamente l’euro cosi come è strutturato, è un disastro su tutti i fronti, tranne per chi lo ha fatto concepire e lo sta utilizzando come arma per guadagnarci e strizzare i popoli. Oggi anche economisti dell’altro fronte, come Paolo Savona sostengono che il carrozzone europeo non è certo l’unica e la migliore soluzione che ci sia per le singole nazioni, tanto è vero che paesi che sono culturalmente evoluti o che hanno una classe politica di una certa levatura, non sono entrati in questo carrozzone (Norvegia, Svezia, Danimarca, ecc) o ne sono entrati in parte e magari solo per sfruttarne i benefici.

Vedi, ad esempio, la Gran Bretagna che è com-proprietaria della BCE ma non adotta l’euro. A tal proposito rivolgiamo la domanda a tutti quelli che dicono che non c’è nessun guadagno ad emettere moneta, ci dovrebbero spiegare che utilità ha la banca centrale della Gran Bretagna ha possedere il 15,98% delle azioni della BCE? Già quando ci fu l’ingresso nell’euro ci fu puzza di bruciato poiché il cambio deciso, 1 euro = 1936,27 lire, dava l’idea di qualcosa che non tornava, un rapporto quasi di uno a due che di li a poco avrebbe dato la sensazione che i prezzi raddoppiassero e gli stipendi si dimezzassero; purtroppo non fu solo una sensazione.

La Germania sempre attenta alla gestione e alla riqualificazione delle proprie industrie in Europa risultò la più competitiva, per cui la migliore in termini economici ed industriali ad avere il miglior prodotto sotto il profilo della qualità/prezzo, per cui ha fatto è fa da padrone nell’economia dell’euro. Sopratutto se buona parte degli speculatori che vendono soldi agli stati che hanno adottato l’euro sono proprio tedeschi, quindi un guadagno doppio. In definitiva l’euro è un marco mascherato (P. Paoletti) e gli altri stati sono obbligati ad usare una moneta non propria. Quando si usa una moneta che non è propria le decisioni le prende chi gestisce la moneta (l’euro non è degli europei è solo della BCE banca privata), si ricorda che non esistono politiche economiche senza politiche monetarie.

Tanto è vero che il pareggio di bilancio (art. 81 costituzione italiana) taglia ogni possibile politica economica, ma si limita ad azioni ragionieristiche della serie, se ci stanno i soldi (presi in prestito) si fanno le cose, altrimenti tutto fermo, non si fa niente. Questo euro cosi strutturato quindi non ha nessuna funzione sociale per le nazioni che lo utilizzano, ricordiamo che la moneta al di la di tutte le funzione tecniche scritte sui manuali di economia è un mezzo sociale di relazione, di crescita, di vita su cui non si dovrebbe speculare. Di fatto l’uguaglianza dei popoli europei è fasulla per mille ragioni, ma la prima fra tutti è proprio nella unità monetaria, infatti la Germania per avere 100 euro paga 2/3 euro, l’Italia paga 4/5 euro e la Grecia paga 6/7 euro (medie orientative). Se la Germania può avere denaro a buon mercato significa che ne può comprare di più e può fare la voce grossa.

Proprio giorni fa Berlusconi ha detto: “Vorremmo una Germania più europea ed una Europa meno tedesca”, naturalmente sempre fuori tempo massimo le sue esternazioni, ma almeno qualcuno le dice, rispetto ad una sinistra che esercita da trenta anni il silenzio-assenso nei confronti del sistema finanziario e bancario. Oggi nonostante l’euro ci sta strangolando, ci sta facendo suicidare, ci sta distruggendo l’economia, ci sta facendo chiudere 30 imprese al giorno, ci sta tagliando i servizi, ci sta tagliando le pensioni, ci sta eliminando il futuro e la speranza, ecc ancora qualcuno crede nel fantasma dell’euro che ci salva. In tutto questo c’è la cultura del neoliberismo che ci troviamo nelle vene poiché siamo stati educati e programmati ad essere neoliberisti, tutta la nostra vita ruota attorno al neoliberismo, non riusciamo a vedere nessun altra soluzione economico-sociale, eppure basta vedere cosa è successo in Argentina per capire cosa significa affidarsi al libero mercato, alle privatizzazioni selvagge, per capire dove si andrà a finire!!

Non c’è niente da fare, finché non affoghiamo, non ci rendiamo conto della situazione, e ancora oggi nonostante tutto molti credono nell’euro e lo difendono a spada tratta, sostenendo: ” se non entravamo nell’euro a quest’ora eravamo come l’africa”. La cosa interessante e chi ci stiamo arrivando lo stesso all’africa, ma con una cosa in più, il debito verso terzi. La cosa più sconcertante è che gli “economisti di sistema” (qualcuno direbbe quei psicopatici di wall street) non riescono a vedere null’altro di diverso che il “paradigma del neoliberismo” per l’economia mondiale, che alla fine ha uno solo obbiettivo “rassicurare i mercati”, nessuno che si preoccupi di rassicurare il popolo!

C’è un mostro divoratore (i mercati) a cui bisogna immolare tutto e di più, e tutti d’accordo che bisogna saziare questo mostro, nessuno che gli venga in mente di liberarsi di questo mostro. La storia dell’isola di Pasqua insegna che un popolo per inseguire i mostri (auto-creati) alla fine si auto-stermina, a furia di costruire Moai sempre di più e sempre più alti, tagliavano gli alberi finche sono finiti ed è cominciata la siccità. Oggi siamo quasi agli ultimi alberi con tutti i paesi indebitati.

Continuare a tenere insieme banche finanziarie e banche commerciale significa ancora dare la licenza di uccidere, in oltre si dovrà ridurre la liquidità a disposizione degli speculatori, cosi come ci vengono a controllare lo scontrino del bar, limitare le transizioni sopratutto con la Tobin Tax (sarà un caso che la Merkel è contraria) e perché no, limitare i guadagnai agli operatori di borsa, tassandoli come tutti i guadagni delle imprese vere. Il denaro dovrebbe essere a filiera corta dal produttore al consumatore, lo stato dovrebbe emettere denaro per i suoi cittadini e lo dovrebbe immettere per servizi resi (lavoro) o per diritto (welfare), qualunque altro intruso in questa filiera (Moneta a kilometro zero) è uno speculatore (ladro?).

Utilizzare la moneta euro significa utilizzare una moneta sporca di sangue, purtroppo siamo costretti ad utilizzarla per il corso forzoso, ma questa moneta sempre più si sta sporcando di sangue, utilizzarla significa che da qualche parte qualcuno sta fallendo, o si sta suicidando. Noi di fatto stiamo riciclando denaro sporco utilizzando l’euro. Meno lo utilizziamo (de-monteizziamo la nostra vita il più possibile) e meno diamo la possibilità di riciclarlo.

La stessa chiesa cattolica che dovrebbe sostenere la tesi “date a cesare quel che è di cesare e a Dio a quel di Dio”, vuole l’otto per mille con cui fare beneficenza (a voler credere agli spot). La chiesa sa perfettamente come viene emessa la moneta debito, sopratutto questo attuale papa che ha avuto modo, a detta di molti, di fare una lunga chiacchierata con il prof. Giacinto Auriti. Oggi però siamo caduti in una sindrome dell’euro, pari alla sindrome di Stoccolma in cui abbiamo addirittura riconoscenza per chi ci porterà alla morte.

Giuseppe Turrisi

mercoledì 12 ottobre 2011

Potenza in Arte - Teri Volini: "L'arte è creatività e bellezza... Oppure è solo Cosa Nostra..?"

Nell'immagine "io sono uno con il sole" una creazione artistica di Teri Volini

L'inaugurazione a Potenza della mostra "L'arte non è cosa nostra" presso la Galleria Civica, che vede presentati ufficialmente in connesione con la "sezione lucana" della Biennale di Venezia 20 artisti rigorosamente al maschile e per inciso nemmeno tutti della Basilicata, alla faccia di decine di artisti e artiste lucane di valore che non sono in alcun modo stati/e consultati/e per verificare se erano "degni " di partecipare alla manifestazione - mi offre lo spunto - come artista, operatrice culturale e presidente di un'associazione di arte e cultura - per una forse non superflua riflessione.


Il sistema dell'arte? È Cosa Nostra!

Nel mondo della cosiddetta arte, tutto è in linea con ciò che succede abitualmente nella società consumista che ingloba e lobotomizza la maggior parte della gente.
Il sistema dell'arte: enorme, blobboso organismo dotato di vita propria e sebbene ormai prossimo alla scadenza - al pari di tanti altri usurati settori politico/economico/cultural/sociali a livello mondiale - tenacemente abbarbicato alle modalità e alleanze più corrotte di quella parte della società non esattamente"civile".

Il sistema dell'arte: un contenitore di dubbio nitore, in cui l'arte si è venuta come a “dissolvere”, determinando un abbaglio, una deformazione, una dequalificazione, una confusione che nulla ha a che vedere con la realtà e la profondità della creazione artistica.

Il mondo della cosiddetta arte: un sistema perverso, con comandamenti tutti suoi, il primo dei quali è fare dell'arte stessa non un nobile fine - in cui l'Opera, la sua qualità e la pienezza di senso siano protagonisti - quanto piuttosto un mezzo machiavelliano per acquisire sostegni importanti, visibilità, fama e danaro.

Insomma le qualità che si richiedono a un "prodotto" per la vendita; e come in una qualunque Impresa Commerciale, ciò che conta è il "risultato ad ogni costo"...
In carriera!

Di conseguenza, nel mondo dell' arte in carriera si richiede agli "operatori del settore" - artisti compresi - una forte dose di cinismo, di super-intraprendenza manageriale, di ambizione morbosa, di competizione come valore, anche se ciò "può" voler dire essere privi di etica - perlomeno professionale - e di dignità.
Lo scopo finale è il successo, la fama, il denaro, raggiunti grazie alle giuste conoscenze, alle modalità carbonare, agli ammanigliamenti di ogni tipo.
La civile correttezza, l'attenzione nelle relazioni e nei comportamenti, la condivisione delle opportunità, il rispetto per il lavoro e l'esperienza altrui, sono cose risibili per gli scafati personaggi del sistema dell'arte, che scambiano la furbizia per intelligenza e non si peritano di mostrare impunemente le caratteristiche non precisamente virtuose di arrampicatori ed arrivisti...

In questa ottica i sentimenti e i diritti di pari opportunità delle persone non contano granché; la strumentalizzazione è d'obbligo; l'alleanza si fa sotterraneamente e coi più forti: siamo insomma nel regno globale e incontrastato della riduzione dell'umano a cosa...

Dal lato dei "risultati" comunemente ritenuti importanti, è penalizzante non appartenere a quel mondo, visto che in esso qualunque "concorrente", emerito o mediocre che sia, a patto che si dia molto da fare - public/relazionando, spingendo, spintonando, vendendosi, comprando, conoscendo, pagando, occhieggiando, ammanigliando, tradendo, eliminando – raggiunge il suo scopo, riceve riconoscimenti e quant'altro.

Quanto agli altri artisti, rimangono lì imbambolati, tanto strettamente imbozzolati nel loro inutile e improduttivo egocentrismo da non rendersi conto che l'alternativa alle ingiuste modalità del “sistema” non è consumarsi nel torvo rimuginare, ma semmai unirsi tra loro, protestare, farsi valere, invece di isolarsi ulteriormente, con triste risultato di impedire alla loro creatività se non la reale espansione, anche il giusto riconoscimento.

Tutto si tace: sia essi che la società “civile”; gli esclusi si limitano ad avvolgersi nel tarlato mantello di una protestata ma non espressa - quindi inutile - indignazione, rinunciando anche a conoscere quanto e come accade – o guardandosi bene dall'evidenziare quanto di ingiusto pervade - anche a causa del loro silenzio - ogni ambito della vita sociale, mutilando in tal modo la parte più attiva della partecipazione alla vita sociale e culturale.

Molti si chiudono nel loro mondo, nella inutile speranza delle briciole che le miopi Istituzioni magari getteranno loro se appena insistono un po', o fanno i bravi; altri non fanno neanche questo, nell'assurdo timore medievale di venire individuati dal potere e quindi vieppiù respinti ai margini o stigmatizzati: cosa comunque non tanto lontana dalla realtà, specie nei piccoli centri feudali, e che comunque è resa possibile – nel 3° millennio! - proprio dall'isolamento e dalla paura di esporsi, seppure per rivendicare attenzione e diritti!

Ma attenzione: se, mancando un sana opinione pubblica, capace di esprimere una “resistenza condivisa e critica”, il "potere" , sotto forma di arroganti organizzatori, trova davanti a sé individui soli, immobilizzati dalla paura o mossi da interessi particolari, è fatta: il sistema si riproduce imperturbato, e Cosa Nostra può dilagare.

Prof.ssa Teri Volini
artista, operatrice culturale,
presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza

giovedì 18 agosto 2011

Debito Pubblico - "Perchè lo Stato fa stampare carta moneta dalle banche centrali (private) se ciò crea un passivo?

"Soldi, soldi, soldi..." (Inizio del Leit Motiv da un Mandarino per Teo)

Questo intervento sorge da una domanda posta da una lettrice del Giornaletto di Saul, in cui chiede:

"..e poi, io non capisco una cosa (lo sai che sono ignorante) ma forse la immagino, la risposta: perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

Altro punto (a cui Giuseppe Turrisi separatamente ha risposto in senso ampio e piuttosto cripticamente … ma a cui va data esauriente e comprensibile soddisfazione) è: "……. perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

(Vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/08/18/il-debito-pubblico-e-come-le-banche-si-appropriano-attraverso-gli-interessi-passivi-dei-beni-dello-stato/)

Risposta aggiuntiva di Orazio Fergnani:

1) Come già premesso da Giuseppe Turrisi intanto la moneta per pagare solo ed esclusivamente (ma gli oneri sono molto più ampi) gli interessi non può concettualmente e poi fisicamente essere stampata… in quanto se si stampano ad esempio 1.000.000 (un milione) di euro di banconote ….ponendo che su questo milione si debba pagare il 3% di interessi l’anno ….occorrerà immediatamente stampare di nuovo 30.000 (trentamila) € (l’anno)… Ma appena stampati questi occorrerà per la stessa interrelazione ….. stampare per pagare gli interessi del 3% altri 900 € …. Sempre ogni anno ………. E così via all’infinito. Ma qui ho volutamente evitato di considerare altri aspetti molto più importanti.

2) Quello che le testimonia nella sua domanda è l’esatta rappresentazione dell’ignoranza in cui viene tenuto il cittadino medio ….. quello che dice è l’esatto contrario della verità … Vista la sua totale ignoranza e di quella dei cittadini medi… sono costretto a risponderle in modo parziale, limitato, ma tentando di essere il più possibile comprensibile….

NON E’ VERO CHE LO STATO STAMPI TROPPA MONETA!!!!!!!! ….. Altrimenti non ci troveremo in una fase di finale stagnazione che si avvia ad essere epocale recessione….. Lei come tutti avrà/avrete fatto caso che al contrario di altre situazioni che si verificano in giro per il mondo, tipo Corno d’Africa dove la siccità e la carestia sta uccidendo circa 12 milioni di persone…. Nel disinteresse più assoluto degli Stati…. lì il problema e la indisponibilità di risorse….. e quindi avere un milione di dollari o euro in tasca farebbe morire di fame comunque… perché li non ci sono beni edibili di nessun genere a nessun prezzo… neanche per un milione di euro….Viceversa qui da noi gli autosaloni sono stracolmi di automobili nuove ed usate invendute, si continuano a costruire appartamenti e ville che stante la situazione attuale nessuno riuscirà mai a comprare….. e soprattutto ci sono ormai frotte di anziani che rovistano nei cassonetti dell’immondizia per cercare qualcosa da mangiare….. oppure si fanno beccare con le mani nella marmellata nei supermercati dove cercano di sgraffignare qualcosa di commestibile perché incapaci con la pensione di “arrivare alla fine del mese”……

3) Quindi il problema, come avrai già capito…. Nel caso dell’Italia e della maggior parte dei Paesi industrializzati la stagnazione o la recessione ….. non dipende dalla carenza di beni sul mercato….. ma al contrario della generalizzata carenza di denaro per “misurare il valore” dei beni posti in vendita….. Ad esempio io avrei bisogno di comprare un frigorifero, una lavatrice, un generatore eolico, di completare e rifinire la mia villetta…… etc., etc., …… Quindi per rendermi soddisfatto mi servirebbero almeno un duecentomila euro…. Che non ho……

4) Ma non è che non li ho perchè sono uno sfaticato impenitente…..non ho questa disponibilità economica per una volontà ben precisa e decisa, ed ovviamente questo vale per tutti……Per la cronaca fra il 1975 ed 1985 io guadagnavo cifre attorno ai trecentomila euro/anno…. Da quel momento è cominciata la mia discesa economica e nonostante tutti i miei tentativi, come quelli di tutti gli Italiani (chi più, chi meno) ho guadagnato sempre meno fino a giungere oggi alle soglie della povertà ….. tutto questo non è casuale, ma fa parte di un progetto dai tempi lunghi ma progettata fin nei minimi dettagli…. Che oggi cominciano ad emergere e ad appalesarsi….

5) Ed ecco la spiegazione….. la moneta negli ultimi decenni sempre più è stata informatizzata, telematizzata….trasformata in contabilità elettronica …. Motivo per cui è stata sempre più sottratta dal suo formato originale e naturale cartaceo o metallico ….e peggio ancora dalle mani, dalle tasche, dal materasso dei cittadini……. E quindi sempre più accentrata nei calcolatori delle banche (per tutta una serie di motivi dichiarati ufficialmente dalle banche……) e soprattutto per tutta un’altra serie di motivi non dichiarati dalle banche ed indicibili per non rischiare di essere rinviati a giudizio, si fa per dire ….. visto che anche buona parte dei giudici …. Se non la maggioranza sono a libro paga delle banche..

6) Ragione per cui c’è grande abbondanza di merci, derrate, servizi, prodotti, manufatti di ogni genere e dimensione o disposizione sul mercato….. ma non ci sono soldi “moneta” per ”misurarli” (comprarli) e tutto questo è voluto…… perché se non c’è economia non c’è circolazione di valore e “RIPARTIZIONE DEL VALORE” e quindi gradualmente vengono espulsi dal “circuito” economico/monetario/finanziario i più deboli e a costoro le banche sottraggono i veri valori…. Gli autosaloni, gli appartamenti in vendita, o abitati, le aziende, i poderi agricoli……….Loro, le banche, non hanno problemi di soldi….. eppoi i giudici delle aste fallimentari (nelle secrete stanze) …. Mooooltooo…. Ma mooltooo compiacenti…. le assegnano ad amici degli “amici” a valori di vero saldo …. Attorno al valore demaniale (all’incirca un quinto….. un sesto del valore commerciale….

7) Ed il gioco è fatto….

8) Fra una decina d’anni le banche poi reimmetteranno un surplus di “Moneta” sul mercato oppure apriranno di nuovo il bazar del mutuo facile….. e qualche altro povero, ignaro e disgraziato cittadino si sobbarcherà il debito ad tasso di interesse usurario (qualunque livello di tasso di interesse è da considerarsi usurario)…e si ricomincera il ciclo che mediamente dura una cinquantina d’anni…

Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus (alcuni dei pochi culti davvero onesti e sinceri…. Basta vedere i papaboys ieri sera)

Veiensfurens, alias Orazio Fergnani

sabato 6 agosto 2011

Alba Mediterranea, complotti speculativi, alta e bassa finanza ed il "fronte comune" contro l'imminente disastro....




"Disaster.. disaster.. or man-made hazard that has come to fruition" (Saul Arpino)

Scrivono alcuni membri di Alba Mediterranea, su vari temi economici:

Ecco quello che si legge su Finanza Online un forum di finanza: E' fortemente scoraggiata la pubblicazione di testi (e video) che si rifanno ad una concezione del mondo complottista. Definiamo complottista qualunque teoria che leghi, senza dimostrazione alcuna, la causa ultima di un evento alle attività - segrete e nascoste - di un qualsiasi gruppo di persone. I thread che rientrano in questa categoria verranno chiusi o spostati nel fondoscala a discrezione della redazione...

Commento di Giorgio Vitali: GIUSTO! SONO LORO AD AVERE RAGIONE! COMPLOTTO è UN TERMINE INVENTATO DA LORSIGNORI PER METTERE ALLA BERLINA E QUINDI PER SMINUIRE L'IMPATTO DELLE RIVELAZIONI, TUTTI COLORO CHE SI LIMITANO A SVELARE CIO' CHE ACCADE REALMENTE NEL MONDO…”

E NEMMENO DIETRO LE QUINTE! SI TRATTA DI NORMALE AMMINISTRAZIONE. LORSIGNORI NON FANNO ALTRO. COMPLOTTISMO SAREBBE AFFERMARE CHE, SICCOME LA SICCITA' DEL CORNO D'AFRICA HA MESSO PER TERRA L'ECONOMIA DI QUEI PAESI, E QUESTI SONO CADUTI SUBITO NELLE FAUCI DELLE MULTINAZIONALI, LA SICCITA' STESSA SIA STATA PROVOCATA DALLE MULTINAZIONALI. MA ANCHE QUESTA è UNA QUESTIONE CHE PUO' ESSERE REALISTA!”

Prosegue con un articolo di Giuseppe Turrisi sul “Fronte Comune”:

“Fronte comune”? Perché no!!! Ma!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Come molti, abbiamo preso con gioia l’ardita iniziativa di un “fronte comune” . Ma nel voler fare “qualcosa” bisogna essere prima “qualcosa”, è necessario definirsi e presentarsi. Nell’essere, o nel “voler essere qualcosa” per poi “fare qualcosa” bisogna partire necessariamente da definizioni comuni chiare, perché poi si rischia di credere di pensare la “stessa” cosa (nel senso di simile) che però non è la “medesima” cosa (ossia unica cosa). Certamente la necessità estrema di dover fare qualcosa contro catastrofe economica che ci si sta abbattendo addosso è innegabile. Non ci sarà solo una catastrofe economica, ma ci saranno cambiamenti epocali molto seri ed impegnativi. L’emergenza economica che si sta abbattendo, ma subito dopo, ci sarà l’emergenza sociale e democratica, sarà drammatica (ma sembra non sconvolgere nessuno più di tanto).

Il disastro si abbatterà inevitabilmente ed inesorabilmente a breve, non solo in Italia ma in tutto il mondo “democraticamente civilizzato dal sistema della moneta debito” ma anche sui mercati in cui il dollaro è (ancora) di fatto la moneta di riferimento.

Siamo felici di aver letto l’articolo di Lorenzo Chialastri (venerdì 5 agosto u.s.), poiché salvo alcune sfumature sembra essere stato scritto da uno del nostro movimento (alba mediterranea) per contenuti ed analisi.

Allo stesso tempo siamo d’accordo con (socialista anticapitalista, mercoledì 3 agosto pg3) che sostiene di indire la “giornata unica della memoria per i morti comuni” (i morti sono morti e basta non c’è colore politico) in questa giornata si dovranno celebrare oltre ai morti (di entrambe le parti), anche le “scuse reciproche” degli eccidi “gratuiti” fatti sia dai partigiani, che dai nazisti; se si capisse che si sono uccise delle vite umane (prima che ogni altra classificazione) si finirebbe una volta per tutte, questo teatrino storico, di riproporre fatti distorti e speculativi, serviti solo a dividere per imperare. Se solo si conoscesse la storia veramente!! Basti sapere che la banca dell’URSS (ripeto URSS non Russia) ossia l’Unione Sovietica “Comunista” aveva azionisti banchieri americani, o che Stalin prese accordi con Hitler o che ci sono 64000 morti a causa di bombardamenti americani, o che l’Italia perché sconfitta da accordi di guerra non può prodursi più del 15% dell’energia, il resto è obbligata a comprarsela, ecc, ecc, si capirebbe una volta per tutte in quale piccolo giardinetto di notizie false ci hanno fatto crescere e scontrare (anche con ragazzi che sono morti da entrambi le parti credendo ad un ideale) solo per tenere in piedi il teatrino di sinistra e destra. Oggi infatti l’ultima evoluzione di quelle ideologie (PD e PDL) di fatto sono la stessa identica cosa ossia camerieri che rispondono allo stesso unico padrone ma solo con la uniforme diversa, (il giochino del terzo polo non merita neanche lo spreco di queste quattro battute).

Se riusciremo ad essere “oltre” con questo “fronte comune” allora avremo già vinto. Le divisioni, sono state indotte, programmate, inculcate, plagiate, ma non solo nei contenuti ideali, ma soprattutto nei metodi fino al punto di avere indotto anche finte lotte ma con morti veri (brigate rosse, prima linea, ecc) tutte pagate dai servizi segreti o simili . Quando sostengo che ci vorrà un dura ristrutturazione culturale, intendo proprio quella forza che ci servirà per saltare il muro del giardinetto in cui crediamo di essere nella ragione ed entrale invece a ragionare nel territorio molto più grande che li com-prende entrambi. Ma occorre un nuovo livello superiore di pensiero. (I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di pensiero che li ha creati Einstein)

Se ci riflettiamo veramente le sovrastrutture, soprattutto quelle ideologiche sono servite (e servono) poi, solo a classificare (bello, brutto, comunista, capitalista, settentrionale terrone, bianco nero, ecc) ; e si classifica solo per selezionare, si seleziona per scegliere.. questo si, questo no, questo è dei nostri, questo no…. ossia dividere per poi gestire potere e ricchezza.

In questo auspicabile “Fronte Comune” le divisioni, infatti, sulle fondamentali non ci sono mai state e “Rinascita in parte ne è la dimostrazione”. Le divisioni che ci sono state, molto spesso sono state promosse e aizzate, per una pura divisione del popolo, infatti, un popolo diviso è più facilmente gestibile. Le divisioni sono spesso finanziate e sono strumenti per gestire potere. Per fare un esempio i gruppi di rivolta dei paesi del nord africa, avranno sicuramente delle idee di libertà nella loro fase di partenza, ma queste sono poi cavalcate dalle lobbies di potere e suoi “derivati”. La stessa cosa potrebbe (già successa molte, volte ansi sempre) che movimenti che nascono con idee genuine, naturali, sociali, ecc anche con una forte struttura ideologica finiscono sempre per accodarsi a quel sindacato, quel partito, quel politico in disgrazia che per ri-accaparrarsi una base elettorale si avvicina ai movimenti “border line” o associazioni (neonate) e si insinua come un “cavallo di troia” per poi al momento buono tirare le fila ed il consenso per continuare quello che poi ha sempre fatto. Il nostro punto fermo infatti è proprio quello di evitare queste “sirene” ed il loro canto dolcemente melodico, che incanteranno sicuramente menti poco preparate e molto permeabili proprio perché coltivate e cresciute in quelle che, Lorenzo Chialastri chiama “camere di compensazione” che fanno poi da sfogatoio.

Ci vuole assolutamente un “Fronte Comune” come sostiene Rinascita, è non vi è dubbio come successe alla prima internazionale che si trovarono d’accordo di ogni estrazione politico-socio-culturale. Il timore è che sicuramente,e tutti i movimenti, le associazioni ecc convergono sul malessere comune, sul fatto che cosi non può andare avanti e che è necessaria una svolta; ma poi divergeranno sul “cosa fare” perché di fatto tutte queste persone provengono da anime e da un retroterra culturale molto blindato e molto diverso. Tutti pretendono che l’altro si iscriva alla propria associazione perché si ritiene nella verità assoluta, ma la necessità che sta arrivando stroncherà questa idiozia a favore del “fronte comune”.
Insieme al “movimento” o coordinamento di movimenti “fronte comune” c’è, a mio avviso, la necessità di operare un percorso di rivoluzione, individuale, intellettuale culturale, politico e di azione che inevitabilmente significa, prima, spogliarsi di convinzioni sovrastrutturate e cementificate da sessanta anni di propaganda di mezze se non complete false verità ed una vera e propria formazione politica. Se non si è preparati si andrà solo a morire, la conoscenza fa sempre la differenza.

A tal proposito è fondamentale difendersi o quanto meno “vaccinarsi” dagli ideologhi dell’ultima ora, che svegliandosi, solo oggi, cominciano a parlare di cose, che noi diciamo da oltre un decennio (G.Auriti, S.Frigiola, N.Bellia, M.Saba N.Galloni, G.Vitali, D. De Simone, L. Marra, A. Miclavez, M. Della Luna, E. Lannutti, A. Molinari, G. Fava, F. Caffe ecc solo per citarne alcuni ed ogni uno di questi nella sua indipendenza ); perché la domanda che a noi (albamediterranea) nasce spontanea è la seguente; questi signori, mentre noi denunciavamo giorno per giorno la cessione di un pezzetto di “sovranità” (politica, economica, e di conseguenza umana) da parte di una politica tutta (destra è sinistra sono ubbidienti allo stesso padrone) sempre più insignificante, sempre più serva delle lobies, sempre più inutile per il popolo, questi dove erano? Cosa scrivevano? Casa nascondevano? Da chi erano stipendiati? Un paletto lo mettiamo sicuramente e chiaramente, non prenderemo ordini, ne ci faremo dire cosa fare, da qualsiasi pseudo improvvisato salvatore ideologo, dell’ultima ora, che fino ad oggi non si erano accorti di nulla o volutamente ha fatto finta di non sapere nulla.

La macchina che vogliamo cambiare, è come un buco nero e qualunque cosa si avvicini viene attirato nel buio e collassa all’interno nullificandosi. La storia ci insegna che molti, partiti (anche quelli che sono nati con l’idee più oneste, di fatto, quando sono entrati in parlamento, sono stati “assimilati” ed “istituzionalizzati”. Il rischio è molto alto anche perché il “fronte comune” che sta nascendo, prima o poi dovrà coinvolgere, elementi che sono stati in passato “assimilati” ed “istituzionalizzati”.

L’impresa quindi è enorme soprattutto sotto il fronte culturale ed individuale. Ci sono delle convinzioni che sono dure da estirpare. La psicologia del denaro, l’idea del’interesse sul denaro, il concetto di comprare a debito sempre e per forza, smettere di pensare che le privatizzazioni sono un bene ecc, solo per fare degli esempi sono entrati talmente nel nostro DNA intellettuale che sarà difficile destrutturare e ristrutturare. Il primo cambiamento comincia da come noi ci “relazioniamo con il sistema”, se non comprendiamo che anche noi siamo il sistema, non si va da nessuna parte. I nostri pensieri, le nostre convinzioni, le nostre scelte, i nostri acquisti, il nostro voto, le nostre cause, l’educazione che diamo ai nostri figli, il vicino di cui non ci frega niente, il film che scegliamo di vedere, o il giornale che scegliamo di leggere ecc. Si tratta di comprendere di uscire dalla propria mappa di rappresentazione (e/o camera di compensazione) e capire che da oggi in avanti si deve entrare in un nuovo modello (oltre) di rappresentazione molto più ampio che ha a che fare con dei processi di carattere internazionale come la globalizzazione (quindi imbecilli di sinistra o di destra che si rigettano a vicenda la colpa non servono a nessuno).

Si deve cominciare a capire che non c’è confine, (non ci dovrebbe essere confine) tra “noi” e “voi” ma solo una comunità umana e civile che con la democrazia diretta (modello svizzero) cresce si sviluppa e si autodetermina con la propria “sovranità”, la propria politica, la propria moneta. Tutti dovrebbero sapere di economia, (come insiste Domenico De Simone nel suo ultimo libro “Crac”) perché tutti usiamo il denaro, perché tutti “siamo valore, e “tutti generiamo valore”. Come la lingua fa una nazione (la lingua italiana che tutti dovrebbero studiare) cosi anche l’economia fa una nazione.

Poiché tutti usano il denaro e fanno economia. Se tutti conoscessero la natura della moneta e come viene generata, molti problemi non esisterebbero. Ci sarebbe un consumo intelligente, ed il rapporto con il denaro cambierebbe.
La conoscenza è l’unica arma. Non illudiamoci che la massa delle persone possa comprendere tutto questo in cosi breve tempo (poiché il tempo è veramente poco prima del collasso), non perché la gente sia stupida, ma perché è stata programmata a delegare (e mai a responsabilizzarsi) è stata programmata a lavorare, sopportare e rassegnarsi, e poi quando era sfinita a distrarsi e divertirsi.

Togliere il tempo e distrarre sono strategie fondamentali nel meccanismo del controllo. La massa spesso sta male e non comprende il perché e da la colpa al governo di turno (tanto sono tutti ladri) Non c’è proprio traccia, ne di senso critico, ne di capacità di azione. Sarà molto dura quindi far passare dei messaggi in breve tempo e farli assimilare. Comunque il disaggio del popolo cresce a ritmi elevati, ma solo questo non può essere motivo di rivoluzione, infatti rivoluzioni che nascono solo sulla insofferenza diffusa sono destinati al fallimento ed il rischio di essere usate (come sempre) dalla lobbies a proprio uso e consumo per azioni diversive è altissimo. In ogni caso mostrano il segno che il popolo vuole fare la sua politica (Res Pubblica) perché quella ufficiale è ormai molto lontana.

Un “fronte unico” prevede una “macchina organizzativa” non indifferente (sopratutto formativa) e prevede finanziamenti, (il sistema che combattiamo è fatto in modo che non possano nascere movimenti consistenti che non siamo controllati da loro stessi) sappiate che arriveranno dei finanziatori spontanei, ma ricordiamoci che quei finanziamenti che arriveranno senza essere chiesti, sono quelli di Giuda.

Il “Fronte Unico” è sicuramente una necessità, ma saremo capaci di affrontare Golia.

Il “fronte comune ideale” se si affrontano le fondamentali: ritorno al rispetto della dignità umana, sovranità vera del popolo e della ricchezza che è e che crea (sovranità monetaria) allora la convergenza di una “Destra Sociale” di un “Centro anche Cristiano” e di una “Sinistra Nazionale” si trova, ansi si è già trovata (gli opposti alla fine si attraggono).