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mercoledì 9 novembre 2011

"Come si forma il debito pubblico?" - Risposta non c'è o forse chi lo sa.. racchiusa nel vento sarà....

La spiegazione di Einstein è che..."


Scrive una signora per avere ragguagli su come si forma il "debito pubblico", in riferimemnto all'articolo: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/08/sovranita-monetaria-ceduta-alle-banche-e-truffa-del-debito-pubblico-svelate-con-parole-semplici/

Domanda: “Caro Paolo D'Arpini... Ho iniziato a leggere l'articolo ma mi sono fermata dopo poco, scusa, sarà semplice (che non é)... Comunque mi faccio delle domande semplici, queste si e te le faccio a te: va bene, il sistema monetario mondiale é assurdo, ingiusto e inevitabilmente porta ad un accumulo del debito da parte degli stati. Ma se questo sistema vige da (.... dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c'è questa crisi, pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri? In cosa hanno "peccato" questi paesi? E' perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) é sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito? Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate? In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l'economia tedesca pare sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Mia rispostina: "Cara..., mi fai delle domande molto importanti alle quali però non posso risponderti... Chissà se qualcuno fra gli amici "esperti" in economia potrà farlo?"

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Risposta di Orazio Fergnani:
Una volta, attorno agli anni cinquanta, quando Einstein andava in giro per confernze, come sempre alla fine delle sue kilometriche dimostrazioni per spiegare la teoria della relatività…..aveva accettato di dialogare col pubblico….. e una signora della nuova borghesia si alzò su e disse : "Professore in parole povere potrebbe spiegarci la sua teoria?"

Ed Einstein …: "Chi potrebbe spiegare a qualcuno che non conosce, il campo, il grano, la farina, e tutti gli altri elementi che ruotano loro intorno …. Come si può preparare un plumkake?.... A lei in realtà basta sapere che il plumkake è buono e vale la pena di essere mangiato!!!!"

Alla sig.ra in questione io rispondo allo stesso modo ….. : "Come posso spiegare, a chi non ha la minima idea di quello che è in discussione….. i 50 secoli di storia della cultura, dell’economia, della politica che tutte si sono svolte/evolute per mezzo della moneta e che ci hanno portato alla fine del percorso a sentirmi ora porre questa domanda????"

L’unica possibile risposta, come fece Albert Einstein, è che la sig.ra sappia che la moneta, se ben amministrata, è una cosa buona e la si può usare convenientemente e soddisfacentemente……

A lei questo basta sapere!!!

Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare.

Laudetur Semper. Orazio Fergnani
oraziofergnani@tiscali.it

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Altra risposta, più congrua e comprensibile, di Casimiro Corsi:

Per farla breve, altrimenti dovrei scrivere molto, le banche prestano il capitale a interesse ma gli interessi non esistono e quindi dovrai richiedere un prestito per rimborsare gli interessi.

Secondo punto è che una nazione piu' produce beni e servizi e più si indebita questo perche' cio' che rende possibile gli scambi fra i cittadini e' lo strumento moneta la cui creazione e' detenuta in regime di monopolio dalle banche, centrali e commerciali.

Quindi se i cittadini di uno Stato anno producono maggiori beni e servizi per un valore di 1000 euro lo Stato dovrà procurare presso i banchieri pagando un interesse di altri 1000 euro in banconote da mettere nel mercato per far scambiare i beni.

Se saranno di meno avremo deflazione cioe' i beni rimangono invenduti perche' non c'è la moneta per scambiarli, come ora.

Se saranno di più avremo inflazione cioè un eccesso di moneta rispetto ai beni presenti sul mercato che porterà ad un aumento dei prezzi.

Questa, per inciso, è la vera inflazione e non quella raccontata dagli "economisti" in televisione dovuta al tempo cattivo, all'incendio dei pozzi petroliferi, agli scioperi e cosi' via. Questa è una variazione dei prezzi dovuta alla legge di mercato che se cala l'offerta i prezzi aumentano e viceversa se aumenta.
A lungo andare il Debito strozzera' gli Stati. La Grecia è la prima ma gli altri non sono esenti.

Circa il 15 agosto del 1971 posso dire che quello è stato il giorno in cui si è scoperto il grande inganno grazie a Nixon che rese il dollaro inconvertibile con l'oro.

A quei tempi i banchieri racconatavano che il denaro era loro perchè l'oro che lo garantiva era loro ma dopo la fine della convertibilità in oro del dollaro senza nessun terremoto per il dollaro si ebbe la conferma che il valore al denaro non e' dato dall'oro dei banchieri ma dall'accettazione dei cittadini.

Per questa operazione Nixon pagò rimanendo coinvolto nello scandalo Watergate.

Spero di essere stato chiaro in poche righe.

Ciao, Casimiro
casimiro.corsi@gmail.com

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Risposta di Giuseppe Turrisi:

Caro Paolo per rispondere seriamente a queste domande ci voglino almeno 4 ore e la conoscenza di alcune fondamentali che se si leggessero tutte le nostre elugubrazioni sarebbero già di bagaglio culturale.e spazzerebero via già certi dubbi.... Voler capire subito e di colpo (faccio l'esempio con la matematica) gli integrali senza aver fatto prima le deirvate e prima i limiti e prima ancora l'algebra e prima ancora l'aritmetica non è facile..... poiche mancano i preliminari..... ma poichè non provarci a spiegare è comunque un torto ci provo..........

Lettera: “...Ho iniziato a leggere l'articolo ma mi sono fermata dopo poco, scusa, sarà semplice (che non é)... Comunque mi faccio delle domande semplici, queste si e te le faccio a te: va bene, il sistema monetario mondiale é assurdo, ingiusto (La moneta è uno strumento, è lo strumento per eccellenza per gestire il valore che però è sempre dell'uomo, tale strumento messo in mano sagge fa la crescita dei popolo messo in mano degli usurai determina, dominio, stermino, classismo e povertà) e inevitabilmente porta ad un accumulo del debito da parte degli stati (qualunque sistema applichi gli interessi è destinato matematicamente ad andare in debito, la signora deve capire che se guadagna 1000 euro al mese e ne spende 1200 va in debito per forza di 200 euro al mese, perchè spende più di quanto produce, immagina poi se perde anche il lavoro e rimane con il mutuo da pagare. Senza entrare nella differenza dei sistemi credito e debito, parlo del sistema attuale, finchè la produzione tirava (crescita- PIL) la macchina economica dello stato girava e si potevano parzialmente pagare gli interessi che la moneta debito faceva maturare, quando la crescita è scesa allo 0,5 il debito si è fatto più presente(1980 miliardi).

Ma se questo sistema vige da (.... dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c'è questa crisi (le crisi non vengono a caso sono cicliche e programmate qualche studioso le ipotizza orientativamente ogni 7 anni e servono proprio a recuperare il gap tra debito e credito o con veri e propri espropri o con guerre), pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri? (il fatto che alcuni stati piuttosto che altri sentano la crisi dipende da molti fattori tra cui: la quantita di azioni che si posseggono della BCE, Germania, Francia ed Inghilterra sono i maggiori azionisti, avendo più azioni hanno, più interessi e quindi più guadagni ossia più liquidità e potere di acquisto quindi possono comprarsi i titoli di stato dei paesi più deboli, poi ci sono le mosse speculative che sono un altro danno) In cosa hanno "peccato" questi paesi? (questi paesi hanno peccato nell'aver delegato alla classe politica ignorante venduta e cameriere di aderire ai trattati Maastrich e Lisbona a cuor leggero senza il consulto popolare, di contro il popolo è per natura deresponsabilizzato e non gli va di studiare e conoscere ma solo di guardare il grande fratello).

E' perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) é sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito? (L'euro non è una moneta sovrana ma una moneta debito per giunta senza controllo di nessuno stato, l'euro è uno strumento di espropriazione di patrimonio pubblico e privato dove il costo dell'esproprio e pure a carico dell'espropriato, più euro si usano e pi ci si indebita, la risposta è sempre la stessa se la BCE emette 100 euro e li presta allo stato italiano con il tasso di sconto del 2% e lo stato li mette in circolazione in italia ...la gente li spende ma alla fine dell'anno (ammesso che tutto sia lineare cosi come lo dico, ma non lo è) lo stato le riprende indietro attraverso le tasse sono sempre 100 euro... ma la BCE ne vuole 102 (100+il 2%) quindi il debito (spese +interessi) saranno sempre sempre sempre maggiori delle tasse). Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate? (in Europa non abbiamo scelto di entrarci ci hanno obbligato:, con mille modi, plagio, lavaggio del cervello per farci credere che l'euro ci salvava dalla inflazione, colpi di mano leggi approvate di nascosto ecc, per quanto riguarda il pareggio di bilancio ho già risposto con la moneta di un terzo matematicamente non può esserci mai in quanto la quota di interessi che si deve riconoscere annualmente alla BCE è liquidità in meno che gira nell'economia della nazione ed ogni anno il buco è sempre più grande e la liquidità sempre meno quindi il bilancio in pareggio senza moneta sovrana è pura fantascenza).

In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l'economia tedesca pare sia in difficoltà (la Germania lo potrebbe fare in quanto l'euro è maggiormente suo e poi perchè guadagna sul nostro debito, infatti parte degli 87 miliardi l'anno che l'Italia paga alla BCE (non conteggiando gli interessi sul money suplay ) vanno proprio alla banca centrale tedesca. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? (Tecnicamente a detta degli "economisti di sistema" se i punti percentuale del PIL son uguali o maggiori del tasso di sconto si andrebbe in pareggio ma questo solo e sempre sulla carta perche questa equazione è smentita da tutto il resto (signoraggio secondario, derivati, speculazioni ecc).

Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?” (Le tasse in più in questo sistema servono solo a pagare più interessi ai banchieri, una certa area di sinistra compreso Di Pietro, ma anche centro e destra, continua a propagandare che se si pagano le tasse... si hanno più introiti per incominciare la crescità questa è una megastronzata se non per una percentuale ultra piccolissima, difatto se si vuole arrivare al pareggio di bilancio servono 1980 miliardi che non esistono, faccio notare che una manovra di appena 55 miliardi ha messo in soquadro il paese ed è servita solo a pagare gli interessi agli usurai mentre per la crescita non ci saranno soldi veri ma solo strumenti tecnici.. tipo sgravi, agevolazioni, riduzioni di iva e sciocchezze di questo genere).

Spero di essere stato esaustivo (mancano un sacco di considerazioni e note omesse per brevità).

con Stima, Giuseppe Turrisi

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Commento a Giuseppe Turrisi di Antonio Pantano

Gentile Turrisi,
a sua lamentela circa il profluvio di parole che i suoi sodali spendono su un "fondamentale" della esistenza umana, propongo "due parole", anche se nei miei "incisi" (oltre che i numerosi miei testi diffusi e pubblicati, in uno con Giacinto Auriti, cui diedi conforto - senza appropriarmi con "copia/incolla" come fanno i nuovi arrivati negli ultimi 10 anni!) già spiegai, e, certamente, mai lei li lesse.
Lei cita l'esempio di chi, "guadagnando" 1000, spende 1200.
Ma trascura ciò che è "a monte" e i suoi sodali NON CONSIDERANO.
I "1000", se si appartenesse ad uno Stato VERO e GIUSTO, in origine potrebbero essere 2000. Ma sono solo 1000 perché "a monte" i furfanti del potere, asserviti agli USURAI, hanno sottratto VALORE. E ciò fanno almeno due volte. Prima della percezione all'individuo che poi dovrà spendere, con "sottrazione di oltre il 90% del valore". E poi, durante la spesa, col permettere che ciò che si acquista valga (cioé : costi) il 400% del giusto.
TUTTO QUI!
Cordialità : Antonio Pantano


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Commento al commento di Antonio Pantano di Roberto Ficini:

Giusto e vero ciò che dice Pantano, ma complicato da capire per chi pone certe domande... comunque c'è da notare come l'economia segni flessioni e picchi nell'arco della giornata, come se il "valore Italia" con le sue industrie, commerci, beni evvia dicendo potesse cambiare valore in così breve tempo; e quì è dimostrato che il lavoro e l'operosità umana non conta nulla, quello che fa testo, che fa economia è oggi la finanza speculativa, alla quale tutti i governi si assoggettano e adottano misure lesive per la specie umana ma salutari per salvare e finanziare questa banda di ladroni.

Sempre sia sovrano il popolo!
Roberto Ficini

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Risposta aggiunta di Giovanni Passali:

Salve a tutti,
credo che una risposta seppur sommaria, debba essere data, almeno per demolire una serie di luoghi comuni e iniziare a comunicare dei criteri per un nuovo giudizio sulla crisi economica.
La prima cosa da capire è che questa crisi ha tanti aspetti, ma la radice è monetaria, si tratta di una crisi monetaria.

Oggi noi facciamo fatica a comprenderlo perché sostanzialmente non abbiamo capito cosa è la moneta. E dopo aver compreso cosa è la moneta, occorre pure tener presente il funzionamento dinamico dell'economia e della finanza, delle quali viene data sempre una immagine statica, come una fotografia, mentre si tratta sempre di azioni e di comportamenti che si svolgono nel tempo, e che non hanno bisogno di una fotografia, ma di uno strumento che ci indichi la direzione, in modo da capire, o per lo meno intuire, la direzione che stiamo prendendo.

Con questo voglio dire che non c'è stata, come dicono alcuni personaggi che vanno spesso in tv, una interpretazione o una comprensione non precisa della finanza o di certi meccanismi (in questo caso, con una modesta correzione torna tutto a posto), ma una comprensione completamente sbagliata. Occorre cambiare tutto!

Veniamo alla prima domanda, per esempio.

> Ma se questo sistema vige da (.... dal 1971?
> non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c'è questa crisi,
> pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più
> di altri? In cosa hanno "peccato" questi paesi?

Non hanno peccato in nulla, almeno nulla di particolare rispetto agli
altri paesi. Il fatto di dire che la Grecia in passato ha truccato i conti è solo
fumo negli occhi, perché il sistema monetario e finanziario attuale è insostenibile, e matematicamente fa fallire sempre il più debole del gruppo.
In altre parole, se la Grecia fosse stata meno sprecona, allora sarebbe in crisi il Portogallo, o qualche altro paese: ma a livello globale la crisi sarebbe la stessa.

Del resto, che un piccolo paese come la Grecia riesca a mettere in crisi l'intera economia mondiale si spiega solo in un modo. La grande speculazione ha capito una semplice e profonda verità: se una mela è marcia, allora quasi sicuramente tutto il cesto di mele è marcio. Il problema non è nella Grecia, il problema è nella moneta euro. La Grecia sta solo in Grecia, ma l'euro lo abbiamo tutti in tasca. E la cosa grottesca è che tutti si affannano a risolvere il problema della Grecia, ma il problema è dall'altra parte, il problema è l'euro, che come moneta è incapace di salvare la Grecia e sostenere la loro economia.

Il problema è che una vera moneta non è debito, non può essere solo
debito, come è l'euro oggi.

Una vera moneta NON DEVE ESSERE SOLO DEBITO per due motivi fondamentali:

1. è immorale, è un furto nei confronti dell'intera popolazione
costretta ad utilizzare quella moneta dalle leggi sul corso forzoso
(in questo senso è corretto dire che il popolo viene ridotto in
schiavitù); di fatto, la moneta viene sottratta al popolo (allo
stato), e poi "rivenduta" allo stesso, creando un debito che non
dovrebbe esistere;

2. il sistema è inefficiente per definizione, da un punto di vista
matematico e finanziario; il sistema non è sostenibile: riesce ad
andare avanti solo per un certo tempo, gonfiando i debiti del sistema
fino a livelli insostenibili.

Seconda domanda.
> E' perché in Italia, ad
> esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) é sempre
> in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a
> debito?

Questa affermazione non è vera, se non si tiene conto del pagamento degli interessi su un debito che non dovrebbe esistere. E non si tratta di poca cosa. Sono 80 miliardi (in crescita!) ogni anno, tutti gli anni. Una cifra enorme, se cumulata negli anni.

E si tratta pure di una spesa a perdere, al contrario di altre spese. Un aumento di spesa per le pensioni, per esempio, danno una maggiore capacità di spesa agli anziani, che si rifletterà in un crescita dei consumi e quindi in maggiori entrate per lo stato. In questo senso, una qualsiasi spesa dello stato porta un beneficio indiretto alle casse dello stato. Tranne la spesa per gli interessi, che sparisce
nelle tasche delle banche e poi nei mercati finanziari.

Terza domanda.
> Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta
> unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate?
> In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l'economia tedesca pare
> sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo
> che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in
> più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Pensare di pareggiare il debito (o soltanto contenerlo) aumentando il Pil è una balla colossale. Non esiste nella storia dell'economia un solo caso serio nel quale un paese abbia contenuto il debito, aumentando il Pil.
Per aumentare il Pil occorre aumentare non solo la produzione, ma anche la quantità di moneta in mano ai consumatori, necessaria per acquistare la maggiore produzione. Ma in un sistema in cui la moneta è solo moneta-debito, una maggiore quantità di moneta farà aumentare il debito del sistema stesso.
Così, il primo vagito di un aumento del Pil è un aumento del debito.
Al contrario di quanto viene detto da tutti i commentatori sui media.

Allo stesso modo, ovviamente non è possibile pagare il debito con le tasse, poiché né stato né contribuenti possono creare moneta, come fanno le banche. Se aumentano le tasse e lo stato paga il debito (o solo gli interessi), poi vi saranno meno soldi in mano ai consumatori, meno spesa e quindi meno entrate per l'Agenzia delle Entrate.

Se anche, per ipotesi fantastica, tutto il denaro circolante fosse consegnato per pagare il debito, dal giorno dopo dovremmo tornare a indebitarci sulla moneta per far ripartire l'economia (l'alternativa è il baratto, vuol dire la distruzione dell'economia).

Anche i freddi numeri smentiscono questa possibilità: non si paga un debito con un flusso (il Pil è un flusso di denaro in una quantità di tempo, in un anno): il debito si paga con una quantità di denaro. E la quantità di denaro circolante in Italia è di circa 140 miliardi (tutte le banconote), mentre il debito è di circa 1.900 miliardi.

La vera alternativa è la moneta di stato, come nel North Dakota: non a caso l'unico stato degli Usa che, senza particolari risorse naturali, non ha debiti.

In una famiglia, dove vi sono entrate certe e spese gestibili, il taglio dei costi è un sistema che può funzionare per far quadrare i conti. Ma lo stato si trova in una condizione opposta, con spese certe (per i servizi) ed entrate incerte (dipendono dall'andamento dell'economia); allo stato non possono essere applicati quei principi di buon senso che si applicano ad una famiglia. Si può arrivare al disastro.

Non ho ancora detto che cosa sia la moneta. Ma una cosa è chiara: una vera moneta non può essere debito, poiché il compito di una vera moneta è anche quello di rispecchiare il valore dei beni, di rappresentare il valore delle cose reali, della realtà. E abbiamo moltissime cose reali che non sono debito. Il sole, il vento, la pioggia, il mare, la luna, le stelle e tantissime altre cose non sono
debito per nessuno. Sono beni disponibili per tutti e di cui tutti noi usufruiamo, senza che sia debito per nessuno, senza che vi sia una sottrazione di beni per qualcun altro.

Se ritenuti interessanti, ulteriori approfondimenti sulla natura della moneta, sul funzionamento dell'economia e sulla dinamica di questa crisi possono essere dati in apposite lezioni/incontri opportunamente organizzati. Da quest'anno ho già tenuto alcuni di questi incontri, sembra con grande soddisfazione di chi vi ha partecipato.

Giovanni Passali

"Il mistero sulla moneta.. continua!?"

martedì 8 novembre 2011

Sovranità Monetaria ceduta alle banche e truffa del Debito Pubblico, svelate con parole semplici



Comunicazioni di servizio

“La Dignità gratuita non esiste” (G. Auriti)

Lo Stato ha rinunciato alla SOVRANITÀ MONETARIA a favore della BANCA CENTRALE [Banca d’Italia prima, BCE ora], Ente sostanzialmente PRIVATO, che in perfetta AUTONOMIA ed INDIPENDENZA [artt. 105 e 107 Trattato di Maastricht] esercita la
fondamentale FUNZIONE PUBBLICA di emissione della Moneta e regolamentazione della sua circolazione, ricavandone degli UTILI.

La Banca Centrale emette Moneta, che CREA DAL NULLA, PRESTANDOLA allo Stato e al sistema delle Banche Commerciali al suo valore NOMINALE, percependone un INTERESSE [c.d. “SIGNORAGGIO”, differenza tra il valore nominale della Moneta e il suo costo di produzione]. Tuttavia…PRESTARE È PREROGATIVA DEL PROPRIETARIO.

E la Banca non è proprietaria della Moneta all’atto della sua emissione. La MONETA nasce di PROPRIETA’ dei cittadini, che gli conferiscono VALORE accettandola.

La TRUFFA è proprio qui. Proviamo a spiegarla:

la Banca Centrale presta Moneta ad uno Stato, la quale come “circolante” viene appostata nel PASSIVO [ovvero come proprio DEBITO, seppur definito “inesigibile”] delle proprie scritture contabili, acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno altri beni o valori mobiliari (Titoli di Stato, valute, merci quotate, etc.), che vengono invece appostati nell’ATTIVO [ovvero, come proprio CREDITO]. Questa operazione poteva avere un briciolo di senso – seppur fittizio, avendo noi dimostrato il significato del tutto CONVENZIONALE ed immateriale della Moneta – solo fino al 1971, quando ancora vigevano gli accordi di Bretton Woods, che stabilivano che l’unica Moneta che potesse essere convertita in ORO era il DOLLARO [archetipo della Moneta “imperialista”]; di conseguenza tutte le altre Monete con cambi flessibili rispetto al Dollaro, potevano istituire riserva, oltre che con l’oro, anche con i Dollari stessi. Questa impostazione garantiva a tutte le Monete, Lira italiana compresa, una sorta di CONVERTIBILITÀ, anche se indiretta e alquanto limitata, attraverso il DOLLARO [a sua volta convertibile in ORO], giustificando almeno parzialmente di iscrivere all’ATTIVO dei propri libri contabili l’oro e l’argento che possedevano, nonché i certificati del debito pubblico ottenuti in contropartita all’emissione Monetaria, ed al PASSIVO la carta Moneta da loro emessa. Questo perché, pur esistendo solo la parvenza della convertibilità, ciò era sufficiente per considerarla un “DEBITO” DELLA BANCA VERSO IL MERCATO, ovvero una “FALSA CAMBIALE”.

Di fatto, però, il 15 agosto 1971, quando gli USA si accorsero che Fort Knox aveva praticamente esaurito la sua riserva aurifera [alcuni Stati riempivano aerei di “euro-Dollari”, che presentavano all’incasso per convertirli in oro], il presidente Nixon denunciò unilateralmente gli accordi di Bretton Woods, SOSPENDENDO DEFINITIVAMENTE LA CONVERTIBILITÀ DOLLAROORO. Da quel momento, come NESSUNA MONETA PUO’ RISULTARE PIÙ CONVERTIBILE IN ORO, così NESSUNA BANCA PUO’ PIU’ DEFINIRSI “PROPRIETARIA” DELLA MONETA CHE EMETTE, NON ESSENDOVI PIU’ ALCUNA RISERVA CHE POSSA GIUSTIFICARLO.

In conseguenza della fine degli accordi di Bretton Woods, il Mondo intero si aspettava il crollo dell’intero sistema Monetario… Invece, ogni Moneta mantenne inalterato il proprio VALORE, a dimostrazione della validità del princìpio del VALORE INDOTTO DELLA MONETA, secondo cui “il valore della Moneta non è determinato dalla sua RISERVA, ma unicamente dal fatto che nella sua veste di strumento di MISURA DEL VALORE, per CONVENZIONE condivisa dalle persone fisiche che la utilizzano, viene accettata e utilizzata per soddisfare le proprie necessità all’interno del Mercato in cui viene fatta circolare”.

Infatti, la “banconota” pur essendo una “FALSA CAMBIALE” è “VERA MONETA”.

Così, l’intera struttura economica dello Stato è costretta ad INDEBITARSI per ottenere le risorse finanziarie che necessita. Lo STATO, con l’emissione di TITOLI di DEBITO, assume la posizione di DEBITORE nei confronti dei MERCATI FINANZIARI [ovvero verso chi, sui Mercati, ha acquistato i propri Titoli di Debito] di una Moneta che è di sua PROPRIETÀ.

Ora, come fa lo STATO a procurarsi le risorse per adempiere a tali OBBLIGAZIONI?

Ricorre ai tagli di spesa pubblica [Stato Sociale], o alla vendita dei propri beni patrimoniali [PRIVATIZZAZIONI], o demaniali [SDEMANIALIZZAZIONI], oppure all’emissione di TITOLI DI CREDITO fruttiferi offerti ai propri cittadini; ma il meccanismo da cui ritrae
maggior gettito consiste nella IMPOSIZIONE FISCALE. Le imposte dirette e indirette sono le vie principali attraverso le quali lo Stato riesce ad introitare tutta, o quasi tutta, la Moneta da restituire ai proprietari dei suoi Titoli di Debito. Ma lo STATO è una finzione giuridica… è il POPOLO che SI INDEBITA, ed è il POPOLO che in definitiva DEVE PAGARE.

Vi è di più: la Moneta che il POPOLO è obbligato a restituire attraverso le tasse non è la stessa Moneta che a suo tempo la Banca Centrale aveva prestato allo Stato. Sebbene le due Monete siano costituite dallo stesso supporto, contengano gli stessi simboli ed abbiano lo stesso valore, queste SONO DIVERSE QUALITATIVAMENTE: perché mentre la Moneta originariamente “prestata” dall’Istituto di Emissione viene CREATA DAL NULLA, con un semplice lavoro tipografico o con un banale clic sul computer, quella pagata dal Popolo è sudore, FRUTTO DEL LAVORO E DEL SACRIFICIO DELL’UOMO. La differenza è l’USURA.

MONETA-CREDITO o PROPRIETA’

La MONETA-DEBITO, nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra, è il CANCRO del Mondo. Con l’avvento della Globalizzazione, sua imposizione planetaria, oggi si avvertono evidenti i primi segnali delle GUERRE MONETARIE, anticamera di quelle mortali. Unica soluzione è rivendicare, a favore di OGNI POPOLO, la PROPRIETÀ della sua MONETA: una portata “UNIVERSALE”, perché universale è il danno che oggi la Moneta-Debito procura ad ogni latitudine. Come la Rivoluzione Monetaria attuata dalla Banca
d’Inghilterra ha trasformato la MONETA-PROPRIETÀ DEL PORTATORE (oro) in MONETA NOMINALE (debito del portatore e proprietà della banca), così la CONTRORIVOLUZIONE deve trasformare la MONETA-DEBITO in MONETA PROPRIETÀ DEL PORTATORE (non dell’Ente che la emette), SENZA RISERVA (come l’oro), CON SIMBOLO DI COSTO NULLO (come la Moneta-Elettronica, o pressoché nullo come la Moneta-Carta), sostituendo alle banconote “biglietti di banca”, i “biglietti di Stato”.

Generare e diffondere quanto più possibile le basi culturali affinché il Mondo non sia più articolato sulle due dimensioni del “DEBITO” e degli “INTERESSI”, piaghe dell’umanità, ma su una MONETA veramente SOVRANA, EMESSA E GESTITA DIRETTAMENTE DALLO STATO, in modo tecnicamente corretto e solo quando il Sistema produttivo ed economico ne abbia bisogno: per la realizzazione di opere pubbliche, per fare investimenti ed erogare prestiti al sistema produttivo senza interessi usurai, per bilanciare una crescita del volume dei beni prodotti, o della popolazione, monitorando costantemente i prezzi. Ovvero, seguendo l’unica vera LEGGE DELLA RARITÀ MONETARIA [da istituzionalizzare, per liberare i Popoli dalle arbitrarie rarefazioni della Moneta e dei beni reali]: poiché il PREZZO non è solo l’INDICE del VALORE DEI BENI, ma anche del PUNTO DI SATURAZIONE DEL

MERCATO, il MERCATO va considerato SATURO, sia di beni che di Moneta, solo QUANDO I PREZZI TENDONO A COINCIDERE CON I COSTI DI PRODUZIONE.

Insomma, mantenere il costante EQUILIBRIO tra SANGUE e CORPO. Sic et Simpliciter. Solo così sarà possibile restituire ad ogni Uomo la DIGNITÀ giuridica che gli compete, liberarlo dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile per DEBITI NON DOVUTI e consentirgli, finalmente, di vivere tempi nuovi a dimensione umana.

Fonte: Foro 753 – Sito: www.753.it – Email: Info@753.it

giovedì 18 agosto 2011

Debito Pubblico - "Perchè lo Stato fa stampare carta moneta dalle banche centrali (private) se ciò crea un passivo?

"Soldi, soldi, soldi..." (Inizio del Leit Motiv da un Mandarino per Teo)

Questo intervento sorge da una domanda posta da una lettrice del Giornaletto di Saul, in cui chiede:

"..e poi, io non capisco una cosa (lo sai che sono ignorante) ma forse la immagino, la risposta: perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

Altro punto (a cui Giuseppe Turrisi separatamente ha risposto in senso ampio e piuttosto cripticamente … ma a cui va data esauriente e comprensibile soddisfazione) è: "……. perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

(Vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/08/18/il-debito-pubblico-e-come-le-banche-si-appropriano-attraverso-gli-interessi-passivi-dei-beni-dello-stato/)

Risposta aggiuntiva di Orazio Fergnani:

1) Come già premesso da Giuseppe Turrisi intanto la moneta per pagare solo ed esclusivamente (ma gli oneri sono molto più ampi) gli interessi non può concettualmente e poi fisicamente essere stampata… in quanto se si stampano ad esempio 1.000.000 (un milione) di euro di banconote ….ponendo che su questo milione si debba pagare il 3% di interessi l’anno ….occorrerà immediatamente stampare di nuovo 30.000 (trentamila) € (l’anno)… Ma appena stampati questi occorrerà per la stessa interrelazione ….. stampare per pagare gli interessi del 3% altri 900 € …. Sempre ogni anno ………. E così via all’infinito. Ma qui ho volutamente evitato di considerare altri aspetti molto più importanti.

2) Quello che le testimonia nella sua domanda è l’esatta rappresentazione dell’ignoranza in cui viene tenuto il cittadino medio ….. quello che dice è l’esatto contrario della verità … Vista la sua totale ignoranza e di quella dei cittadini medi… sono costretto a risponderle in modo parziale, limitato, ma tentando di essere il più possibile comprensibile….

NON E’ VERO CHE LO STATO STAMPI TROPPA MONETA!!!!!!!! ….. Altrimenti non ci troveremo in una fase di finale stagnazione che si avvia ad essere epocale recessione….. Lei come tutti avrà/avrete fatto caso che al contrario di altre situazioni che si verificano in giro per il mondo, tipo Corno d’Africa dove la siccità e la carestia sta uccidendo circa 12 milioni di persone…. Nel disinteresse più assoluto degli Stati…. lì il problema e la indisponibilità di risorse….. e quindi avere un milione di dollari o euro in tasca farebbe morire di fame comunque… perché li non ci sono beni edibili di nessun genere a nessun prezzo… neanche per un milione di euro….Viceversa qui da noi gli autosaloni sono stracolmi di automobili nuove ed usate invendute, si continuano a costruire appartamenti e ville che stante la situazione attuale nessuno riuscirà mai a comprare….. e soprattutto ci sono ormai frotte di anziani che rovistano nei cassonetti dell’immondizia per cercare qualcosa da mangiare….. oppure si fanno beccare con le mani nella marmellata nei supermercati dove cercano di sgraffignare qualcosa di commestibile perché incapaci con la pensione di “arrivare alla fine del mese”……

3) Quindi il problema, come avrai già capito…. Nel caso dell’Italia e della maggior parte dei Paesi industrializzati la stagnazione o la recessione ….. non dipende dalla carenza di beni sul mercato….. ma al contrario della generalizzata carenza di denaro per “misurare il valore” dei beni posti in vendita….. Ad esempio io avrei bisogno di comprare un frigorifero, una lavatrice, un generatore eolico, di completare e rifinire la mia villetta…… etc., etc., …… Quindi per rendermi soddisfatto mi servirebbero almeno un duecentomila euro…. Che non ho……

4) Ma non è che non li ho perchè sono uno sfaticato impenitente…..non ho questa disponibilità economica per una volontà ben precisa e decisa, ed ovviamente questo vale per tutti……Per la cronaca fra il 1975 ed 1985 io guadagnavo cifre attorno ai trecentomila euro/anno…. Da quel momento è cominciata la mia discesa economica e nonostante tutti i miei tentativi, come quelli di tutti gli Italiani (chi più, chi meno) ho guadagnato sempre meno fino a giungere oggi alle soglie della povertà ….. tutto questo non è casuale, ma fa parte di un progetto dai tempi lunghi ma progettata fin nei minimi dettagli…. Che oggi cominciano ad emergere e ad appalesarsi….

5) Ed ecco la spiegazione….. la moneta negli ultimi decenni sempre più è stata informatizzata, telematizzata….trasformata in contabilità elettronica …. Motivo per cui è stata sempre più sottratta dal suo formato originale e naturale cartaceo o metallico ….e peggio ancora dalle mani, dalle tasche, dal materasso dei cittadini……. E quindi sempre più accentrata nei calcolatori delle banche (per tutta una serie di motivi dichiarati ufficialmente dalle banche……) e soprattutto per tutta un’altra serie di motivi non dichiarati dalle banche ed indicibili per non rischiare di essere rinviati a giudizio, si fa per dire ….. visto che anche buona parte dei giudici …. Se non la maggioranza sono a libro paga delle banche..

6) Ragione per cui c’è grande abbondanza di merci, derrate, servizi, prodotti, manufatti di ogni genere e dimensione o disposizione sul mercato….. ma non ci sono soldi “moneta” per ”misurarli” (comprarli) e tutto questo è voluto…… perché se non c’è economia non c’è circolazione di valore e “RIPARTIZIONE DEL VALORE” e quindi gradualmente vengono espulsi dal “circuito” economico/monetario/finanziario i più deboli e a costoro le banche sottraggono i veri valori…. Gli autosaloni, gli appartamenti in vendita, o abitati, le aziende, i poderi agricoli……….Loro, le banche, non hanno problemi di soldi….. eppoi i giudici delle aste fallimentari (nelle secrete stanze) …. Mooooltooo…. Ma mooltooo compiacenti…. le assegnano ad amici degli “amici” a valori di vero saldo …. Attorno al valore demaniale (all’incirca un quinto….. un sesto del valore commerciale….

7) Ed il gioco è fatto….

8) Fra una decina d’anni le banche poi reimmetteranno un surplus di “Moneta” sul mercato oppure apriranno di nuovo il bazar del mutuo facile….. e qualche altro povero, ignaro e disgraziato cittadino si sobbarcherà il debito ad tasso di interesse usurario (qualunque livello di tasso di interesse è da considerarsi usurario)…e si ricomincera il ciclo che mediamente dura una cinquantina d’anni…

Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus (alcuni dei pochi culti davvero onesti e sinceri…. Basta vedere i papaboys ieri sera)

Veiensfurens, alias Orazio Fergnani

lunedì 21 febbraio 2011

Savino Frigiola: "Riappropriamoci della nostra sovranità monetaria per superare la crisi economica..."



"Lo Stato italiano può superare la crisi recuperando il suo diritto all'emissione di cartamoneta..." (Saul Arpino)

L'ultima lettera inviata da Berlusconi al Corriere della Sera per il rilancio dell'economia, conferma quanto da sempre pronosticato e sostenuto: «le cause ed il perdurare della crisi economica dipendono essenzialmente dalla violenta demonetizzazione del mercato, avvenuta in campo nazionale ed internazionale, determinata, realizzata e pilotata dall'apparato bancario-monetario, nell'indifferenza, ed in alcuni casi anche con la connivenza di alcune forze politiche.».

Sempre di connivenza si tratta anche quando, nell'ambito dell'azione e della attività politica, è sufficiente essere a conoscenza delle tecniche perverse e delle malefatte messe in atto dalla congrega bancaria-monetaria, senza porre nulla in essere per bloccare questi sciagurati accadimenti. Dando per saputo e scontato come tutto ciò si sia potuto verificare e con quali dinamiche (ce ne siamo occupati a lungo anche nel recente passato), ciò che importa ora in maniera sempre più pressante, è come uscirne e come poter rilanciare l'economia e l'occupazione nazionale, in primis quella giovanile, prima del verificarsi d'intolleranze del tutto prevedibili.

L'asfittica circolazione monetaria sul mercato interno e la drastica riduzione delle linee creditizie hanno causato il crollo dei consumi, la sofferenza di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese (85 % del sistema produttivo nazionale) causando in moltissimi casi il fallimento o la loro chiusura con la conseguente espulsione delle relative maestranze dal sistema produttivo. La contrazione di liquidità verificatasi sui mercati esteri ha penalizzato tutta l'attività manifatturiera nazionale finalizzata all'esportazione, provocando anche la drastica contrazione delle correnti turistiche estere. Allo status quo, pertanto, tutta l'economia è in grave sofferenza. Gran parte della liquidità interna era già stata razziata molti anni prima dello scoppio ufficiale dell'ultima crisi economica, dalle solite banche mediante il piazzamento dei bond farlocchi, subito dopo volatilizzati, di Cirio, Parmalat, Banca 121, Argentina, ecc. fatti sottoscrivere ai vari soggetti ed amministrazioni, pubbliche e private, utilizzando spesso espedienti e raggiri nei confronti degli ignari sottoscrittori.

Alle perverse attività bancarie si sono aggiunte anche quelle della politica, tenute a battesimo dal governo G. Amato (dott. Sottile) con il prelevamento forzoso su tutti i conti correnti e depositi dell'8 per mille e la serie delle patrimoniali, iniziate nel 1992, mediante le qualisono state sottratte ai cittadini ed all'intero mercato cifre ingenti, non più ritornate in circolazione sul territorio sotto la voce di spesa per servizi resi alla collettività (solo nel primo anno è stata prosciugata la bella cifra di 92 miliardi di lire). Di queste e di altre malefatte bancarie nei confronti del mercato se ne sta occupando per alcuni aspetti la magistratura ordinaria con esiti alquanto deludenti: il sistema bancario ha sempre brigato per varare commissioni con propri rappresentanti, per dirimere le vertenze dei propri clienti in via stragiudiziaria.

Anche nei casi giunti a sentenza, con condanna delle banche al ristoro dei danni, questi sono quasi sempre sottostimati ed i relativi pagamenti procrastinati nei tempi futuri. L'annunciato ed auspicato colpo di frusta da parte dell'Esecutivo, per far ripartire produzione, occupazione e consumi interni, mal si concilia con le pretese europee di ridurre il debito pubblico all'80%, in ottemperanza ai vincoli comunitari ed al trattato di Maastricht, mediante il reperimento sul mercato nazionale di ben 600 miliardi di Euro da versare drasticamente nelle casse dei banchieri, con conseguente pregiudizio al poter programmare, o solo immaginare, qualsiasi possibilità di ripresa economica nazionale.

Il forte debito pubblico esistente ci impedisce d'indebitarci ulteriormente per ottenere le risorse necessarie per reinnescare i processi produttivi in tempi brevi e quindi il colpo di frusta enunciato ed auspicato resterà nel cassetto delle buone intenzioni. Quand'anche riuscissimo a poterci ulteriormente indebitare, finiremmo per incrementare ancor più la mastodontica esposizione pubblica con i conseguenti gravosissimi interessi passivi che stanno già sbarrando qualsiasi possibilità di rilancio reale.

Occorre convincersi definitivamente che senza nuove risorse è impensabile immaginare qualsiasi tipo di ripresa ed ancor meno realizzare gli annunciati schiocchi di frusta per far ritornare il cavallo a bere. Perciò diventa sempre più indispensabile approntare nuove risorse economiche-monetarie senza sottostare allo strangolamento da debito inventato ed imposto dalla cupola bancaria-monetaria. Fortunatamente disponiamo della capacità, della cultura e dell'esperienza per far fronte ed eliminare definitivamente queste procurate disfunzioni. E' solo necessario che i politici, diversamente da quanto preteso dai banchieri, (come se l'economia fosse loro prerogativa esclusiva) ritornino ad occuparsi della vera politica economia nazionale che non può essere disgiunta da quella monetaria, acquisendone le opportune conoscenze culturali, con il convincimento che la legittimità a svolgere l'azione politica deriva solo dal perseguimento del bene comune in favore dei cittadini e dei propri elettori.

Occorre riacquisire autonomia di giudizio e capacità di discernere con la propria testa per non essere inconsapevolmente plagiati dai numerosi infiltrati a tutti i livelli al servizio dei banchieri e finanzieri. Ovviamente occorre disporre anche gli attributi necessari per poter bordeggiare "almeno inizialmente" contro vento, senza avventurarsi su rotte sconosciute e mai battute. Basta ripercorrere ed attuare ciò che è stato felicemente realizzato in oltre cento anni dai vari e diversi Governi che si sono succeduti.

Lo Stato deve ritornare a battere moneta in nome e per conto dei propri cittadini; acquisirne il signoraggio e quindi la moneta emessa a titolo originario ed impiegarla per rilanciare economia, occupazione e ricerca. Lo Stato italiano ha battuto moneta in prima persona e monetizzato il proprio territorio dal 1874 al 1975.
Ciò ha consentito, subito dopo l'unità d'Italia di realizzare tutte le infrastrutture necessarie ad un nuovo stato, compreso i famosi palazzi e quartieri "umbertini", ancora esistenti, senza imporre tasse e senza indebitarsi. Successivamente utilizzando sempre la moneta emessa da parte dello Stato si sono costruite le opere dell'Italia moderna: strade, autostrade, ponti, ferrovie, porti, aeroporti, centrali elettriche, ospedali, sanatori, colonie, le grandi bonifiche, intere città, i grandi complessi industriali, gli Istituti Assistenziali, le scuole, le università, tutte contraddistinte dalle inconfondibili linee architettoniche ispirate dal Piacentini. Anche tutte queste opere furono realizzate senza aumentare le tasse ai cittadini e senza aumentare il debito pubblico che anzi, sino al 1940 era rimasto stabile al 20 % (tra i più bassi della storia d'Italia) per passare al 25% nel 1945 a guerre finita. Successivamente si continuò a battere moneta da parte dello Stato, gli introiti così incamerati hanno contribuito in maniera significativa alla ricostruzione del territorio nazionale devastato dall'invasione nemica (all'inizio degli anni 70 il debito pubblico era sceso al 20 %). Tutto ciò ad ulteriore conferma e dimostrazione che il debito pubblico è generato dall'emissione monetaria da parte delle banche d'emissione private.

All'inizio del Governo Berlusconi si cercò di fronteggiare questa situazione. Il Ministro Tremonti ebbe a sostenere la necessità di una moneta parallela, senza debito, per rilanciare l'economia e l'anemico mercato, iniziativa subito frustrata dal gruppo della destra economica annidata nel parlamento al servizio della funzione monetaria e finanziaria. Il ruolo di questi soggetti si è definitivamente appalesato quando Fini ha impedito di conferire ai prefetti i poteri necessari per sindacare il comportamento delle banche verso privati ed aziende e quando partendo con l'acqua è cominciata la campagna delle privatizzazioni, cedendo ai banchieri i beni dello Stato a fronte dei pseudi debiti creati con l'emissione monetaria. Come riporta il Corriere della Sera, non sussiste grande differenza sostanziale tra quanto sostiene il cattolico banchiere Bazoli d'istituire la tassa patrimoniale e l'establishment finanziario alternativo che chiede la vendita del patrimonio pubblico insieme alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, entrambi, con l'obiettivo finale di chiudere il ciclo berlusconiano.

Mentre la crisi economica trova difficili sbocchi, la cosa più raccapricciante di questo sciagurato periodo è il silenzio assordante della sinistra e di buona parte dei sindacati appiattiti sulle posizioni monetarie-finanziarie, ed a protezione dei manovratori, per sviare le attenzioni, si sono ridotti a guardare per il buco della serratura, suggellando la fine indecorosa dell'apparato a difesa della classe operaia, dei meno abbienti e degli oppressi.

Coraggio Presidente Berlusconi, ormai non ha più nulla da perdere, è arrivato il momento di parlare chiaro, più di quello che le hanno fatto è impossibile immaginare altro, le quinte colonne sono uscite dalla maggioranza, il momento è oltremodo propizio per dimostrare che aldilà di tutte le chiacchiere e le diatribe dei vari gruppi ideologici, ormai decotti, di fatto sulla scena politica esistono due soli schieramenti: il primo che in ossequio al mandato ricevuto dai cittadini si adopera per il conseguimento del bene comune di tutta la popolazione, ed il secondo al servizio del sistema bancario-monetario e dell'alta finanza. Poiché queste due posizioni si stanno delineando con sempre maggiore precisione, è opportuno, quanto prima possibile, formare, informare e spiegare la vera occulta strategia in atto, dopo di che vediamo quante persone sono disponibili a scendere in piazza a difesa dei banchieri della BCE e per Maastricht.

Riappropriamoci della nostra sovranità monetaria per bloccare le nefaste conseguenze delle crisi come quelle imposte a Islanda, Irlanda, Grecia, poiché dopo Portogallo e Spagna siamo i primi della lista. Recuperiamo la nostra autonomia politica e congiuntamente il ruolo riappacificante che ci compete nel bacino del Mediterraneo e nel mondo. Riuniamo rapidamente la miriade di gruppi, associazioni e comitati sorti a sostegno di queste posizioni. Sicuramente non mancheranno immediati appoggi e consensi da parte di tutti i cittadini e da parte degli Stati che, per convenzioni bilaterali stipulate tra loro, hanno stabilito di scambiarsi beni e risorse utilizzando la propria moneta nazionale; la nostra produzione è ricercata e complementare a moltissime di queste. All'immancabile starnazzare delle solite sacre vestali a difesa del sistema, assicuriamo la nostra presenza in qualsiasi pubblico dibattito.

Savino Frigiola

Fonte: abruzzopress