domenica 12 febbraio 2023

Altro che Ucraina... La Siria da anni è sotto attacco USA ed alleati e nessuno ne parla...


Delle parti della Siria  sono ancora sotto l’ostile occupazione degli islamisti sostenuti dai Turchi nelle aree intorno a Idlib nel nord-ovest, e degli Stati Uniti nelle regioni produttrici di petrolio nel nord-est, e di Israele nelle alture del Golan. Inoltre, per sicurezza, di tanto in tanto, Israele bombarda impunemente la Siria.

Il paese viene strangolato di proposito dalle sanzioni nord-americane e suoi alleati.

Niente di tutto questo viene menzionato dal mainstream, mentre da più parti viene invocata da istituzioni umanitarie la fine delle sanzioni che privano di cibo, di medicine e di altri generi necessari per vivere i Siriani che vivono nel loro paese.

La democrazia può essere portata in una nazione solo dal suo stesso popolo. Tuttavia, in molti paesi alcuni sedicenti "esuli" o figure di apparente opposizione vengono incoraggiate dal National Endowment for Democracy e da altri  canali, ritenendo che il sostegno americano possa aiutarle a sbarazzarsi del governno siriano che odiano. Tali figure erano attive anche  durante l’invasione dell’Iraq e nella distruzione della Libia. Nell’attuale situazione, la cosa principale che possono fare questi "esuli" filo-occidentali per richiedere questo sostegno, è usare il loro status di vittime per attaccare i critici della politica estera nordamericana.

Riducendo la Siria ad una questione tra loro e Assad, gli intellettuali in esilio liquidano come insignificanti milioni di Siriani che vivono in Siria, i quali, seppur critici nei confronti del loro governo, lo sostengono, preferendolo al caos o alla presa del potere di fanatici islamisti...


Gli USA occupano illegalmente buona parte del territorio siriano


Stralcio dall'articolo "L’imperialismo dell’idiozia" di Diana Johnstone 

1 commento:

  1. Dedicato a chi vuole andare a votare il pd o i suoi alleati: “Il partito democratico (tutto minuscolo) dichiara che le sanzioni contro la Siria vanno mantenute perché “non si sa quali vantaggi potrebbe ricavarne il governo di Assad”...”

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