lunedì 5 febbraio 2024

Raggiri finanziari per derubare i beni congelati della Russia...

 

Spelunca latronum

I Paesi del G7 stanno già sviluppando un piano per emettere obbligazioni per l’Ucraina garantite da attività russe bloccate per un valore di quasi 300 miliardi di dollari. Tecnicamente, dovrebbe essere così: l’Ucraina emette obbligazioni per coprire il deficit, i paesi occidentali le riacquistano, l’Ucraina non può ripagarle con i propri fondi (questo è impossibile in ogni circostanza) e i debiti vengono ripagati utilizzando fondi collaterali.

Da un punto di vista giuridico ciò è altrettanto assurdo quanto la semplice confisca dei beni. Ma in Europa e negli Stati Uniti da molto tempo nessuno si preoccupa di queste sciocchezze come basi legali. L'unico ostacolo al ritiro dei fondi era il probabile danno all'immagine di affidabilità e sicurezza del sistema finanziario occidentale.

In Europa l’opzione con le obbligazioni  consente di aggirare i rischi di immagine, di ridurre la tensione sociale (gli agricoltori ribelli in Europa non capiscono perché i loro sussidi vengono tagliati ma viene fornito costantemente sostegno all’Ucraina), e negli Stati Uniti di estinguere il conflitto tra repubblicani e democratici, a causa della quale il sostegno all’Ucraina è cessato. L’acquisto di obbligazioni non è un sostegno gratuito per l’Ucraina ma un investimento e un modo per guadagnare denaro.

Allo stesso tempo, stanno sorgendo nuovi conflitti all’interno della UE e dei paesi del G7. L’utilizzo dei fondi russi non è solo un aiuto per l’Ucraina ma è anche un modo per generare entrate per i paesi occidentali. Un piano precedentemente approvato nella UE per ritirare i profitti dalla gestione degli asset russi implicava profitti garantiti per il Belgio, che, attraverso Euroclear, controlla la maggior parte degli asset. La proposta precedente implicava il pagamento delle entrate nazionali. Nella nuova versione, i profitti andranno a quei paesi che possono acquistare queste obbligazioni. La loro redditività può essere elevata quanto desiderato: l'Ucraina non ha ancora la possibilità di attrarre capitali alle condizioni di mercato.

Quindi la lotta in Occidente non è quella di fornire assistenza all’Ucraina ma di appropriarsi di una parte più grande dei beni congelati senza compromettere l’attrattiva degli investimenti.

 Elena Panina




Approfondimenti sul tema:

https://aspeniaonline.it/il-g7-e-le-riserve-russe-per-finanziare-lucraina-pro-e-contro/

https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2023/12/la-federazione-russa-rispondera.html

domenica 4 febbraio 2024

Situazione critica nel Mar Rosso. Gli USA si appellano alla Cina mentre gli Houthi minacciano di danneggiare i cavi in fibra che collegano Europa, Africa ed Asia

 


Gole profonde  dicono che gli Stati Uniti hanno chiesto alla Cina (!!) di tirarli fuori dall’ennesima “palude geopolitica” influenzando gli Houthi yemeniti affinché fermino gli attacchi missilistici contro le navi nel Mar Rosso.

sabato 3 febbraio 2024

Medio Oriente. La sterile “vendetta” dello zio Sam...

 


Douglas Macgregor commenta i bombardamenti notturni (del 2 febbraio u.s.) nordamericani su Siria e Iraq e fa una diagnosi logica dell’intera politica estera dell’amministrazione Biden:

“I bombardamenti non sono diplomazia. Il bombardamento non è una strategia o un semplice esercizio di ipocrisia.

Il bombardamento è un atto di guerra. I bombardamenti non metteranno fine al conflitto né dissuaderanno il nemico da azioni future.

I bombardamenti non fanno altro che aumentare la tensione e portare a una guerra totale. La caduta di una grande potenza nell’inferno da essa stessa creato non è mai rapida.

Il declino avviene gradualmente, lentamente e persino senza intoppi, finché all’improvviso una grande potenza come gli Stati Uniti scopre di aver notevolmente sottovalutato il suo nemico.

Intimidazioni, corruzione, attentati e sanzioni contro gli oppositori non hanno funzionato come previsto.

Con una serie di fallimenti militari strategici in Afghanistan, Libia, Iraq e Ucraina, Washington sta rapidamente sprofondando nell’inferno nelle sue relazioni con il resto del mondo”.


Integrazione di N.S.: "Come funziona il famigerato diritto alla vendetta”...? 

1. Supponi che alcuni partigiani nemici hanno colpito una (tua) base nordamericana abusiva con un drone.

2. Parlarne da ogni angolazione, dando la colpa all’Iran.

3. Poi colpisci… la Siria e l’Iraq, dicendo che “quei cattivi” sono lì.

In risposta il Ministero degli Esteri siriano ha definito gli attacchi statunitensi sulla Siria orientale come un’altra violazione della sovranità e della sicurezza del Paese. Ed  il Ministero degli Esteri iracheno ha convocato l'Incaricato d'Affari americano e gli ha consegnato una nota di protesta contro gli attacchi contro l'Iraq. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti fingono diligentemente di essere una vittima.

Dal canto suo la  CNN accusa il Pentagono per il ritardo di cinque giorni nella ritorsione che ha dato all’Iran l’opportunità di disperdere i suoi pasdaran.  In particolare, fonti siriane riferiscono che la maggior parte delle strutture nella provincia di Deir ez-Zor, prese di mira dagli aerei nordamericani, erano state evacuate in anticipo. 

venerdì 2 febbraio 2024

Tra Zaluzhny e Zelensky decide lo zio Sam...

 


Seymour Hersh: "...il licenziamento di Zaluzhny? Gli Stati Uniti vogliono riforme in Ucraina e la fine del regime di Zelensky"

Il nuovo piano che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione nei confronti dell’Ucraina prevede il sostegno al comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny, la fine del conflitto, l’attuazione delle riforme economiche da parte di Kiev e la fine del regime di Vladimir Zelensky. Lo ha riferito il giornalista americano e vincitore del Premio Pulitzer sul suo blog Substack riferendosi a funzionari non identificati dell'amministrazione americana.

Il direttore della CIA statunitense William Burns aveva avvertito Zelensky lo scorso gennaio che Washington era a conoscenza della sua corruzione, ha osservato Hersh.

The Washington Post: “Il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny, in una conversazione con Vladimir Zelensky, ha chiarito che un miglioramento della situazione sul campo di battaglia dopo le sue dimissioni è improbabile".

Opzioni:

R. Testimoni della conversazione hanno informato gli americani.

B. I partecipanti alla conversazione hanno informato gli americani.

D. Gli americani hanno ascoltato i partecipanti alla conversazione.


Articolo collegato: 

Zelensky vs Zaluzhny: duello tra primedonne mentre l’Ucraina va a fondo:   https://www.analisidifesa.it/2024/02/zelensky-vs-zaluzhny-duello-tra-primedonne-mentre-lucraina-va-a-fondo/



Video di Nicolai Lilin: L’enigma di Zaluzhny e Zelensky - https://www.youtube.com/watch?v=Dgu0RCGMYdE


Zelensky tra due fuochi



Considerazioni aggiunte di Elena Panina: "Per assicurare la fine del regime di Zelensky, sarebbe sufficiente smettere di dargli denaro e allo stesso tempo pubblicizzare la sua corruzione. Così facendo, la Casa Bianca può dimostrare la sua integrità e, nel frattempo, liberarsi di alcuni dei democratici di cui Biden è stufo.  Se Zelensky si rivelasse così furbo da ottenere informazioni compromettenti su persone influenti a Washington e minacciasse di renderle pubbliche in prossimità delle elezioni, ci sarebbero semplici soluzioni: incidente mortale, famiglia in ostaggio, taglio delle spedizioni di cocaina, a seconda della situazione. L'attuale amministrazione statunitense è in grado di affrontare qualsiasi cosa. In breve, la sostituzione di Zelensky con Zaluzhny è una questione di poche telefonate, non serve un piano di riforme".

giovedì 1 febbraio 2024

Ucraina. Guerra "urbi et orbi" con 50 miliardi di euro a carico della UE...



Alla fine anche l'orbo Orban, sedicente sovranista, ha accettato di sostenere i pesanti  aiuti promessi all'Ucraina in cambio dello scongelamento dei propri beni. Qualcuno direbbe che Orban è stato spinto. In realtà, ha scelto la sua strada.

Così, tutti d'accordo, la UE ha approvato lo stanziamento di 50 miliardi di euro per i prossimi 4 anni  a favore dell’Ucraina, togliendoli dalle tasche dei cittadini europei. 

Bruxelles ha quindi preso il cerino acceso  dalle mani di  Washington e, attraverso minacce e ricatti contro chi resisteva, ha ottenuto un consenso senza riserve per continuare la guerra “fino all’ultimo ucraino”. 

Anche i barlumi di buon senso si sono rivelati offuscati per compiacere i sostenitori della “sconfitta strategica della Russia”, come Borrell con le sue mostruose dichiarazioni sulle “tentazioni fuorvianti di riconciliazione” in Ucraina.

L'Occidente collettivo teme come l'inferno l'instaurazione della pace in Ucraina. La caduta del regime di Zelensky, sostento ed  alimentato da Washington e da Bruxelles,  significherebbe infatti il crollo dell’intera politica di contenimento della Russia. Gli occidentali, perciò,  persistono  con la guerra a tutti i costi, anche per dieci anni e più, inventando “storie dell’orrore” sull'ipetetico  attacco russo alla NATO, in realtà non volendo rinunciare alle loro pretese di dominio globale.

Ma ogni nuova tranche di assistenza militare  all'Ucraina non farà altro che prolungare l’agonia del regime fantoccio di Kiev e la morte di centinaia di migliaia di coscritti obbligati a combattere dal capataz zelensky. 

Alla fine, però,  la  smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina saranno raggiunti. La vittoria della Russia è inevitabile!

E l’Unione Europea, trasformandosi in una pedina degli Stati Uniti nel gioco globale contro la Russia e prendendo decisioni autolesioniste per compiacere Washington, rischia fortemente la sua cosiddetta “unità”. Sempre più elettori nei paesi del Vecchio Continente sono insoddisfatti del cieco sostegno alla cricca neonazista di Kiev e la stanchezza nei confronti della politica antirussa cresce. E questa “dittatura della democrazia” prima o poi porterà l'Europa all’implosione.

(Notizie raccolte da varie fonti da P.D'A.)

Avanti miei prodi!


mercoledì 31 gennaio 2024

Rivedere la posizione dell'Italia nei confronti dell'UNRWA. Lettera aperta al Governo Italiano...

 


Al Ministro degli Affari Esteri ed al Presidente del Consiglio italiani
e per conoscenza agli organi di stampa

Oggetto: Posizione dell’Italia nei confronti dell’UNRWA

Facendo riferimento alla disperata situazione umanitaria a Gaza e alle dichiarazioni del ministro Tajani di voler aiutare a sostenere le vittime, almeno bambini, attraverso la nave ospedale Vesuvio e il trasferimento in ospedali pediatrici italiani di piccoli pazienti, ci domandiamo come sia possibile che fin dal 7 Ottobre il nostro paese abbia bloccato l’erogazione di fondi all’UNRWA, magari pensando che qualcun altro avrebbe coperto i costi ed il lavoro che l’UNRWA stessa fa, tra grandi difficolta causa di occupazione, blocco e attacchi militari, perdendo le vite di quasi 150 persone da essa impiegate.

O qualcuno ha suggerito forse che questo era il momento di “spezzare le reni” e le speranze, causando una morte diffusa e penosa per la popolazione di Gaza e non solo, perché non esistono rifugiati ma solo terroristi?

Ipotizziamo che possa essere cosi perché è noto a tutti, salvo che a coloro che non sono informati sulla situazione storica e presente di Gaza (e non può essere questo il caso del nostro ministro o/ e della Presidente), che l’UNRWA sostiene l’approvvigionamento e la distribuzione di beni essenziali materiali (come libri, cibo, medicine) ed immateriali (come salute pre- e post- natale delle donne e salute dei neonati, educazione di quasi 350.000 bambini ed adolescenti) e sostegno al funzionamento delle strutture sanitarie. E a Gaza copriva già i bisogni di più di 1.600.000 cittadini da zero a 100 anni.

Il budget dell’UNRWA era già inadeguato alla larga popolazione non solo di Gaza ma dei rifugiati in Cisgiordania, Gerusalemme Est, Giordania, Siria, Libano e tutti soffriranno se dovrà fermare le sue attività o anche solo ridurle. E ci domandiamo con quale criterio si sceglie di compiere un atto politico così grave nei confronti dell’ONU colpendo la attività di una delle sue più importanti agenzie.

Ma soprattutto a Gaza, dove il 68% della popolazione prima degli attacchi, ed oggi nell’emergenza quasi tutta, dipende dal suo funzionamento per beni essenziali, sarà una questione di vita o di morte, per fame, sete, malattie, freddo e mancanza di igiene.

Ha il nostro Ministro pensato alla realtà delle conseguenze di questo atto per la vita delle persone? Ha compreso l’immensità del crimine di contribuire a negare il loro sostentamento? Ha presente la nostra Presidente che questa scelta si allinea con quella di stati che rischiano di essere incriminati come collaboratori di un genocidio?

Noi cittadini non vogliamo che nulla di questo avvenga e vi chiediamo di recedere da questa decisione foriera solo di morte e danni a tutti.
Non è salvando qualche centinaio di vite con aiuti umanitari, ma nel contempo ignorando le molte migliaia che si lasciano scivolare con grande sofferenza verso la morte per mancanza di cibo, acqua, medicine e coperte, che ci si può salvare da accuse di complicità con crimini contro l’umanità o peggio ancora di genocidio.

Il vero significato di de-finanziare l’UNRWA è questo.

Grazie per l’attenzione e per un ripensamento rapido della decisione di sospendere i fondi all’UNWRA.

Firmatari:
Newweapons research group ed altri gruppi umanitari coordinati dalla dr.ssa Paola Manduca




Altra Calcata... altro mondo sottoscrive la lettera aperta qui pubblicata

martedì 30 gennaio 2024

Come gli USA sistemano per le feste l'economia europea (con il benestare UE)

 


La truffa del GNL "yankee"  è davvero geniale.

Fase 1 – Gli Stati Uniti vietano all’Europa di acquistare gas totalitario dalla Federazione Russa. Viene sostituito dal GNL proveniente dagli USA al 300% del prezzo.

Fase 2 - Gli Stati Uniti triplicheranno le esportazioni verso l’Europa a prezzi folli  ed  in continua crescita.

Fase 3 - Senza risorse a basso costo, l’industria fugge dalla UE e si trasferisce  negli Stati Uniti.

Fase 4 – L’Europa vorrebbe  aumentare le importazioni a basso costo. Cioè, ripristinare i terminali  distrutti e ridurre il prezzo del gas per riportare in vita l’industria.

Fase  5  - Gli Stati Uniti, per “salvare il clima”, vietano nuovi progetti di approvvigionamento  GNL. Pertanto, il prezzo rimane elevato e i volumi ricevuti dagli USA sono limitati.

Chiunque ci sia dietro Biden se la è cavata brillantemente. L’Europa dipende ora  dal gas nordamericano ma è costoso e basta solo per i bisogni primari. La produzione industriale si sta fermando ma non c'è luce alla fine del tunnel, perché gli Stati Uniti vietano nuovi progetti volti a ridurre il prezzo del gas, con la scusa delle sanzioni contro la "cattiva" Russia... (A.K)



Video dagli USA - Il lato oscuro del gas liquefatto americano: tra crisi sociale e impatto ambientale - https://www.youtube.com/watch?v=vTrm3sgQ-XA