sabato 16 aprile 2011

Benvenuto al Ministro per le Politiche Agricole, On. Saverio Romano, che sugli OGM parla chiaro ed italiano

BENVENUTO AL MINISTRO SAVERIO ROMANO CHE SUGLI OGM PARLA CHIARO ED ITALIANO

"Finalmente qualcuno che parla come mangia!"

Dopo anni di illegittimità nelle importazioni e rilasci ambientali di OGM, tra
"commistioni" europee, raccomandazioni e raccomandanti, propaganda pseudoscientifica basata sull'esatto opposto della verità, omissione di informazioni sulle etichette verso i consumatori, superata ogni soglia di intolleranza, che inizi finalmente l'unica politica possibile nei confronti degli OGM: il bando nazionale ed internazionale di una tecnologia irreversibile, pericolosa per la salute, l'ambiente e la sovranità alimentare dei popoli.

Fratelli d'Italia, salviamo la nostra agricoltura e la salute dei nostri figli da OGM, Disseccanti e Pesticidi.

Divieto di coltivare OGM in Friuli, anzi no... coltivazioni sperimentali concesse a cielo aperto?

E chi controlla il vento e gli insetti? e l'Acqua che trasporta i frammenti di OGM? e i Batteri che li incorporano trasferendoli da una specie all'altra (Trasferimento Genico Orizzontale) minacciando tutta la Vita del Pianeta?
Cosa dobbiamo sperimentare in Italia, la contaminazione irreversibile degli OGM?

Per fortuna che il neo Ministro Saverio Romano comincia a far Politica con la P Maiuscola con una dichiarazione di presentazione tutta Italiana: "Nessuno spazio agli OGM nel nostro mercato". E poi poche altre parole, chiare e decise: "Occorre alzare un muro altissimo nei confronti degli OGM. La qualità dei nostri prodotti va difesa e tutelata e da ministro mi impegno in tale direzione".

Ciò mentre riceviamo notizia che in sostanza il Friuli, mentre vieta le coltivazioni di OGM, darebbe l'avvio alle contaminazioni del territorio attraverso le cosiddette sperimentazioni... affinchè¨ non si possa più coltivare, un giorno, prodotti 100% liberi da OGM ?

Secondo il notiziario on line Bioagricoltura, l'AIAB (Associazione Biologica) si dichiara soddisfatta, ma... forse quelli di Futuragra e Monsanto lo sono molto di più, pensando che potranno contaminare il Friuli (e non solo) con coltivazioni OGM "sperimentali"...

Ci spiegassero poi, dal momento che non lo abbiamo capito, cosa si dovrebbe sperimentare in Friuli, visto che sono 15 anni che gli stessi OGM sono già diffusi ed hanno inquinato irreversibilmente vasti territori, soprattutto in USA, Canada, Argentina, Brasile, Messico.
Ormai sappiamo tutto degli OGM, soprattutto che è vero l'esatto contrario di ciò che affermano le Multinazionali che li producono, le quali non mentono, bensì dicono sempre l'opposto della verità, mentre continuano ad avvelenarci con Pesticidi, DIsseccanti, Ormoni, ecc. di cui l'Italia è il primo consumatore Europeo, con oltre il 35% del totale Comunitario.

Qual'è lo scopo della regione Friuli: impedire di distruggere i campi OGM? Speriamo proprio di no!

Visto che l'anno scorso le coltivazioni illegali di OGM sono state distrutte a norma di Legge (Decreto Zaia). Legge che non risulta abrogata... così come la Costituzione Italiana, che, di fatto, vieta gli OGM.
Coltivazioni illegittime in quanto il rilascio ambientale di OGM non è stato sottoposto al previsto referendum popolare (Dir 2001/18 CE), obbligatorio per poter avere l'autorizzazione, trattandosi di azione dalle conseguenze irreversibili per la contaminazione del territorio agricolo e dell'ambiente, su cui è necessario, pertanto, la consultazione popolare preliminare.

Tra Raccomandazioni, raccomandanti, Commistioni, conflitti di interesse, brevetti illegittimi... ma chi ha autorizzato gli OGM?
Ricordo che le Raccomandazioni Comunitarie sulla cosiddetta "coesistenza" con gli OGM (contraddizione in termini) sono equivalenti a Carta Straccia, non essendo vincolanti per gli Stati membri. Esse rappresentando il frutto di qualche "raccomandazione" partorito da uffici della Commistione europea, sui quali occorrerebbe fare un pò più di chiarezza (es. EFSA). Ma le Carte scritte "raccomandanti" hanno fatto audience tra le persone in buona fede, che non conoscono il diritto Europeo, consentendo sino ad oggi alle Multinazionali di invadere i paesi con OGM (negli alimenti e nei campi coltivati) illegittimamente, soprattutto in quanto nessun voto dell'organo deliberante, il Consiglio dei Ministri UE, ha mai approvato a maggioranza qualificata alcun OGM, ne alla semina , ne per l'alimentazione...

Vuol dire, insomma, che sino ad oggi si è cercato di scavalcare il Diritto e la Legge con trucchi, e "Commistioni", mass media ed oppositori confusi (o di facciata?), tentando di portare l'Italia ad uno stato di fatto di irreversibile contaminazione da OGM. Dal quale non potremmo poi tornar indietro.

Cosa per fortuna ad oggi evitata, almeno per le coltivazioni OGM, grazie al Ricorso alla Corte Costituzionale delle regioni Marche e Puglia, contro le norme di cosiddetta coesistenza e per la difesa del territorio regionale libero da OGM, ricorso sostenuto dall'Associazione Sementieri Mediterranei (Asseme).
Purtroppo, dal 2003 ad oggi (guarda caso l'anno della prima concessione delle soglie di tolleranza di OGM senza etichettatura negli alimenti venduti in Italia), nel nostro paese l'aspettativa di vita sana è crollata di circa 10 anni, anche grazie all'abbondante uso di Disseccanti (Roundup) e Pesticidi agricoli di ogni sorta, che si continua imperterriti a vendere senza prescrizioni, ne necessità tecniche, essendo disponibili mezzi biologici alternativi più efficienti e sovvenzionati da oltre 20 miliardi di € di pagamenti agroambientali europei che dovrebbero essere destinati agli agricoltori biologici a compensare il loro servizio sociale.

Ma nessuno sostiene i tecnici indipendenti "Agroecologi", mentre quelli delle ditte antiparassitarie fanno il bello e cattivo tempo da almeno 50 anni. A proposito, cari colleghi, ma come fate a vivere e lavorare avvelenando l'agricoltura e la Salute dei vostri connazionali? "Fratelli d'Italia"... non vi viene un rimorso di coscienza? Perchè voi tecnici delle multinazionali chimiche non passate al Biologico? Rifletterei un momento sul fatto che oggi in Italia si vende 1 miliardo di € di Pesticidi Chimici che provocano (quali fattori di concausa aggravanti) malattie degenerative e cancro che oggi incidono slla spesa sanitaria nazionale per oltre 40 miliardi di €.

Mentre si potrebbero vendere 3-4 miliardi di prodotti biologici per la difesa e la coltivazione Agroecologica, sostenuti dai Pagamenti Agroambientali Europei (che rappresenterebbero la vera Spesa Sanitaria Nazionale per la Cura della nostra Sana Salute), salvando la spesa nazionale... per le Malattie Degenerative che ha superato ogni livello di tolleranza.

Ma i PSR Regionali oggi spesso sovvenzionano l'acquisto di Pesticidi, chiamandola Agricoltura Integrata (nella Chimica, ndr). Pesticidi di cui l'Italia è il primo consumatore UE, con oltre il 35% di tutto il fatturato comunitario!
Materiale per le Procure della Repubblica e della Corte dei Conti.

Ma le nubi all'orizzonte promettono anche guai peggiori...
Sta passando la tolleranza di OGM nelle sementi?
Se non la fermiamo con il Voto del parlamento UE e la clausola di salvaguardia nazionale... tutta l'Italia verrà contaminata dagli OGM e perderemo tutta la nostra biodiversità e l'Agricoltura Biologica naturale, diventando schiavi delle Multinazionali in modo irreversibile.
Addirittura a Bruxelles hanno proposto la tolleranza di OGM "non autorizzati in UE" allo 0,1 %, (1 grammo per kg) negli alimenti... anche in quelli Biologici.
OGM che nel biologico, per legge, non dovrebbero esserci ...si tollera ciò che è intollerabile?

Aboliamo le soglie di (in)tolleranza, in quanto illegittime, poichè non rispettano la libertà di scelta dei consumatori, oltre che per il pericolo per la salute, accertato da molte ricerche scientifiche indipendenti pubblicate.
Bandire gli OGM, cosi' come l'energia atomica, i pesticidi, i disseccanti e tutti i crimini contro l'Umanità e l'Ambiente, entità inscindibili, è un imperativo per il futuro dei nostri figli, nel rispetto dei diritti costituzionalmente inviolabili alla salute (Art.32), all'ambiente integro (Art. 9), al progresso e conservazione dell'Agricoltura e della fertilità dei suoli (Art.44) e alla libertà di iniziativa economica che, nel contempo, non deve violare tali diritti (Art.41)
Tuteliamo il prodotto 100% Biologico, 100% libero da OGM e 100% coltivato in Italia.
Anche in questo caso contiamo nel voto del Parlamento UE e nella clausola di salvaguardia nazionale, istituendo il Test di presenza/assenza su ogni importazione di OGM e nelle sementi, per un'Italia a Tolleranza ZEROGM"

Visto che nessuno può imporre all'Italia di importare, mangiare occultatamente, ne coltivare OGM, non avendo ancora abrogato la nostra Costituzione... pur nel rispetto del Trattato Europeo.

Giuseppe Altieri, agroecologo
agernova@libero.it


P.S.
Ci chiediamo come si fa ad esprimere soddisfazione per le proposte del Friuli ed approfittiamo dell'occasione per chiedere ancora una volta all'AIAB (Associazione Culturale che rappresenta una parte degli agricoltori biologici italiani e molti tecnici che gestiscono tanti bei progetti a sostegno pubblico) di sottoscrivere e sostenere anche la "Carta di Montebelluna", firmata da numerosi scienziati, artisti e uomini di cultura indipendenti, per le azioni necesarie a fermare gli OGM in Italia e in Europa. E per un BANDO MONDIALE DI TALE TECNOLOGIA PERICOLOSA ED IRREVERSIBILE.

La Carta di Montebelluna è stata da tempo inoltrata alla Presidenza e a tutte le sedi regionali AIAB, cui chiediamo l' adesione alla Carta
Per ora ha sottoscritto AIAB Toscana

venerdì 15 aprile 2011

Convenzione Internazionale sulla Biodiversità e il diritto ad essere Ogm-free

I costi sociali degli Ogm - E’ giunta l’ora di una nuova politica globale.

Il Comitato scientifico EQUIVITA si rallegra per la proposta della Commissione parlamentare UE “Salute pubblica e Sicurezza alimentare” (firmata On. Lepage), fatta alla Commissione Europea, di inserire la tutela della biodiversità e degli equilibri ambientali tra gli argomenti ai quali gli Stati membri potranno appellarsi per vietare gli Ogm sul loro territorio.

Se la proposta sarà accolta, vi sarà una reale possibilità per gli Stati membri della UE - anche in osservanza della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità - di far valere il loro diritto ad essere Ogm-free.

IL Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene, tuttavia, che l’integrazione, proposta dall’On. Lepage dovrà rappresentare il primo passo, necessario ma non certo sufficiente, di un ben più importante processo di riconversione dell’intera politica dell’UE in materia di Ogm (e di agricoltura in generale).
Infatti, mentre la Commissione concede agli Stati membri la facoltà di rifiutare gli Ogm sul loro territorio (un’arma che rischia comunque di essere spuntata, in particolare per l’apertura delle frontiere e per la nota impossibilità di coesistenza delle coltivazioni Ogm con altre colture, dovuta all’inquinamento genetico), essa ha da tempo annunciato un processo di approvazione degli Ogm assai più snello e veloce a livello europeo.

Non ha inoltre messo in atto le indicazioni avute dal Consiglio dei Ministri del 4/12/08, che i cittadini europei avevano accolto con grande entusiasmo.

Tali indicazioni si possono riassumere in 4 punti:

1) Autorizzazione per le zone dichiaratesi Ogm-free di essere tali.
2) Applicazione del principio di precauzione, con particolare attenzione alla valutazione dell’effetto dei pesticidi - o diserbanti - il cui consumo si quadruplica con gli Ogm e i cui danni per la salute e l’ambiente si mostrano sempre più evidenti.
3) Introduzione di valutazioni effettuate da scienziati indipendenti per lo studio degli effetti degli Ogm.
4) Valutazione dell’impatto socio-economico degli Ogm.

Di tutte le richieste fatte dal Consiglio dei Ministri l’ultima di questo elenco (valutazione dell’impatto socio-economico) è stata, malgrado fosse la più importante, di gran lunga la più trascurata.

Eppure, guardando anche l’attuale situazione del Nord Africa, vediamo quali possano essere le conseguenze di una politica internazionale assai miope e dissennata, che non ha saputo usare criteri di giustizia e di democrazia. Analizzando il ruolo che le politiche e gli organismi internazionali (in primis il WTO) hanno avuto nella diffusione degli Ogm, vediamo che è grazie a questi che le aziende transnazionali hanno ottenuto il controllo, spesso il monopolio, della produzione e della distribuzione di cibo nel mondo. Ne consegue che la modifica genetica è sempre stata un pretesto per ottenere il brevetto … e i diritti che ne derivano ad ogni ciclo riproduttivo della pianta.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, già Comitato Scientifico Antivivisezionista, si è sempre battuto (a partire dal 1995 opponendosi alla direttiva 98/44) contro tali brevetti, per tutelare il bene comune più importante che possediamo e che mai avrebbe dovuto essere privatizzato: la materia vivente del pianeta.

Come dice Luciano Gallino (la Repubblica, 10.5.08) nell’articolo “Così l’occidente produce la fame nel mondo”: “Abbiamo smantellato i sistemi agricoli regionali, ricchi di biodiversità, partecipi degli ecosistemi locali, facilmente adattabili alle variazioni di clima, che avrebbero potuto nutrire la popolazione del posto. Abbiamo consentito che fossero sostituiti dall’agricoltura estensiva delle grandi corporation”. (destinata ad alimentare gli animali d’allevamento dei paesi ricchi, ndr).

Dall’India all’America Latina, dall’Africa all’Indonesia e alle Filippine, milioni di ettari sono stati trasferiti in pochi anni dalle colture intensive tradizionali praticate dalle piccole aziende contadine a colture estensive gestite dalle grandi corporation delle granaglie (…). I contadini, espulsi dai campi, vanno a gonfiare gli sterminati slum urbani del pianeta, oppure si uccidono. Nella sola India vi sono stati tra il 1995 e il 2006 almeno duecentomila suicidi di piccoli coltivatori (…) Al singolo individuo di questa parte del mondo resta da decidere cosa fare. Può spegnere la TV (...). Oppure può decidere di investire una quota dei suoi risparmi in azioni dell’agrindustria (…), un investimento promettente perché i prezzi degli alimentari continueranno a crescere. Infine può scrivere al proprio deputato in Parlamento chiedendogli di adoperarsi per far costruire attorno alla penisola un muro alto dodici metri per tener fuori gli affamati”.

La migliore ragione per opporci agli Ogm, più ancora del danno alla salute, più ancora del danno all’ambiente, è proprio questa… gli Ogm sono, in quanto piante o animali privatizzati, uno dei migliori strumenti usati per quella che Gallino chiama “la produzione industriale della fame nel mondo”.

Questo argomento dovrebbe essere un motivo di appello per gli Stati che si oppongono agli Ogm, in attesa di una presa di coscienza generale che ci consenta la diffusione dell’informazione e l’avvio di un processo di riconversione della politica economica ed agricola mondiale.


Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39.06.3220720 - E-mail: equivita@equivita.it

giovedì 14 aprile 2011

Claudio Martinotti Doria: "Abusi finanziari e correlazioni fra guerre, incidenti nucleari e business...."




Ad esempio cosa hanno in comune la grande crisi economica e il disastro nucleare di Fukushima?

La sindrome Fukushima a Wall Street ha reso edotti anche gli scettici, che ci stavano vendendo illusioni tecnologiche e finanziarie. I potenti della terra, protetti dal loro anonimato ed inaccessibilità, hanno cronicamente e dolosamente sottovalutato i rischi, creando un sistema perverso e colluso che scarica sulle masse le perdite ed i danni e privatizza i guadagni (intascati da un ristretta oligarchia), con una estesa complicità istituzionale autoreferenziale (pensiamo ad es. alle agenzie di rating, che con la figura che hanno fatto avrebbero dovuto scomparire dal mercato).

La politica avrebbe dovuto fare da controllore per ridurre questi abusi ed i rischi conseguenti, ed invece è complice del sistema, non curandosi degli interessi della popolazione ma di chi fornisce loro denaro, ricchezza e potere (leggasi in particolare "banchieri"). Appare quindi giustificata una correlazione tra l'abuso finanziario in corso da molti decenni e l'incidente nucleare di Fukushima, le decine di incidenti più o meno gravi che lo hanno preceduto e l'enorme oneroso problema della gestione delle scorie radioattive, perché sono conseguenze della stessa cinica irresponsabilità di chi si cura del proprio business a scapito dell'interesse collettivo. L'articolo che riporto non fornisce soluzioni, perché non sarebbero accettabili dall'establishment ed intellighenzia o dir si voglia, perché sarebbero drastiche ed a favore della popolazione.

Tanto per citarne qualcuna: l'abolizione delle banche centrali, la liberalizzazione della moneta rendendola onesta (basata sul gold standard, e/o coniata in argento da ogni comunità, statale o regionale o locale, in concorrenza tra loro); l'abbattimento drastico delle tasse che alimentano solo la corruzione e le caste parassitarie (lo stato deve essere alleggerito ai minimi termini); eliminazione di ogni privilegio politico; responsabilizzazione totale civile e penale di ogni politico e di ogni individuo con incarichi pubblici; fidejussione preventiva per ogni attività che preveda un rischio ambientale o sociosanitario; esproprio preventivo finalizzato al risarcimento, di ogni bene posseduto (personale e famigliare) nel caso si siano commessi illeciti e danni alla collettività; diffusione dell'istituto referendario popolare con poteri decisionali e senza quorum; ecc.. Tanto per citarne alcuni, che cambierebbero il volto dell'umanità e la evolverebbero verso qualità di vita impensabili.

Ma la politica va in tutt'altra direzione, ed anche quei paesi che ancora potevano fornire da modello, salvo rari casi (vedasi recentemente l'Islanda), stanno degenerando e degradando, ed il risultato finale nessun analista, neppure un profeta, è in grado di prevederlo nella sua complessa ed articolata nefandezza e devastazione.
 
Claudio Martinotti Doria

P.S. Link all'articolo per il quale ho posto le premesse: http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-sindrome-fukushima-a-wall-street/

mercoledì 13 aprile 2011

17 aprile 2011 - Il nostro amico bosco - Passeggiata sui pendii boschivi a confine fra Calcata e Faleria



“Il Nostro Amico Bosco” ha organizzato, per domenica 17 aprile 2011, una visita guidata all’interno del Bosco di Fogliano, località Quarto di Mezzo a Faleria (VT). (La località è confinante con il Parco del Treja di Calcata n.d.r.)

La giornata è aperta a tutti senza limite di età giacché il percorso si sviluppa su un ampio e facile sentiero di circa 7 km complessivamente. Lo scopo è quello di far conoscere il Bosco e la sua natura, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare al rispetto del territorio e degli ecosistemi naturali in esso contenuti.

I minori dovranno obbligatoriamente essere accompagnati da genitori o persone delegate, la cui presenza si rende inoltre necessaria per la condivisione di un’attività comune.

Equipaggiamento consigliato:
zainetto, merenda, pranzo, acqua, cappellino, giacca antipioggia, quaderno e colori, busta in plastica per i rifiuti ed una macchina fotografica per immortalare alberi, arbusti, fiori ed i momenti trascorsi insieme.

Attività previste:
introduzione al disegno naturalistico; letture sul bosco; riconoscimento di fiori, piante ed arbusti; racconti di castelli e regine; pensieri , poesie ed emozioni da condividere; visita guidata siti archeologici; giochi ed attività.

Gli organizzatori sono unicamente ideatori dell’iniziativa.
I partecipanti attestano di essere in grado di superare le normali difficoltà intrinseche nella natura del bosco sollevandoli da qualunque responsabilità su eventuali incidenti o imprevisti diversi.

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PROGRAMMA:

ore 8.30 davanti l'ingresso del bosco (barra alla fine della strada della Banditaccia).
ore 9.00 inizio del percorso.
ore 12.30 cerimonia per un “Essere Vivente di Riguardo”.
ore 13.15 pranzo.
ore 14.30 attività all'aria aperta.
ore 17.00 verso il ritorno...

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Per qualsiasi informazione rivolgersi a:

Armando Marchesini 338.2392469 armamari@libero.it
Marco Corradi 335.1882262 marco65@hotmail.com
Sergio Cecchini 347.4426711 dojokoshiki@libero.it

martedì 12 aprile 2011

Islanda l'unico paese europeo che sa dire no alle banche....




Per chi ha letto quanto ho scritto su Patria Montisferrati sull'Islanda del medioevo, capirà come la storia influisca anche nelle scelte attuali ...
Claudio Martinotti Doria

(Testo menzionato: http://www.casalenews.it/rubriche/cultura/patri259-montisferrati/542214e2ad692bc74f87220ddcbf601c)


Islanda, un paese che vuole punire i banchieri responsabili della crisi economica

Dal 2008 la gran maggioranza della popolazione occidentale sogna di dire "no" alle banche, ma nessuno ha osato farlo. Nessuno eccetto gli islandesi, che hanno fatto una rivoluzione pacifica che non solo è riuscita a rovesciare un governo e abbozzare una nuova costituzione, ma cerca anche di incarcerare i responsabili della débacle economica del paese. La scorsa settimana a Londra e Reykjavik sono state arrestate 9 persone per la loro presunta responsabilità nel crollo finanziario dell’Islanda del 2008, una crisi profonda che si è sviluppata in una reazione pubblica senza precedenti che sta cambiando la direzione del paese.

È stata una rivoluzione senz’armi in Islanda, paese che ospita la più antica democrazia al mondo (dal 930), e i cui cittadini sono riusciti a effettuare il cambiamento solo facendo dimostrazioni e sbattendo pentole e tegami. Perché gli altri paesi d’Occidente non ne hanno neppur sentito parlare?

La pressione dei cittadini islandesi è riuscita non solo a far cadere un governo, ma anche a iniziare la stesura di una nuova costituzione (in corso), e sta cercando di incarcerare i banchieri responsabili della crisi finanziaria del paese. Come dice il proverbio, chiedendo le cose con garbo, è molto più facile ottenerle.
Questo tranquillo processo rivoluzionario ha le sue origini nel 2008 quando il governo islandese decise di nazionalizzare le tre maggiori banche, Landsbanki, Kaupthing e Glitnir, i cui clienti erano principalmente britannici, e nord- e sud-americani.

Dopo la presa in carico da parte statale, la moneta ufficiale (krona) precipitò e la borsa valori sospese l’ attività dopo un crollo del 76%. L’Islanda stava andando in bancarotta e per salvare la situazione, il Fondo Monetario Internazionale iniettò 2.100 milioni di dollari USA e i paesi Nordici contribuirono con altri 2.500 milioni.
Grandi piccole vittorie di gente comune. Mentre le banche e le autorità locali ed estere stavano disperatamente cercando soluzioni economiche, gli islandesi si sono riversati in strada e le loro persistenti dimostrazioni quotidiane davanti al parlamento a Reykjavik hanno provocato le dimissioni del primo ministro conservatore Geir H. Haarde e del suo intero gabinetto.

I cittadini esigevano inoltre di convocare elezioni anticipate, e ci sono riusciti: in aprile è stato eletto un governo di coalizione formato dall’Alleanza Social-democratica e dal Movimento Verde di Sinistra, capeggiato dalla nuova prima ministra Jóhanna Sigurðardóttir.

Per tutto il 2009 l’economia islandese continuò a essere in situazione precaria (alla fine dell’anno il PIL era calato del 7%) ma ciononostante il parlamento propose di rifondere il debito alla Gran Bretagna e ai Paesi Bassi con un esborso di 3.500 milioni di euro, somma da pagarsi ogni mese da parte delle famiglie islandesi per 15 anni all’interesse del 5.5%.

La decisione riaccese la rabbia negli islandesi, che tornarono in strada esigendo che, almeno, tale scelta fosse sottoposta a referendum. Altra piccola vittoria per i dimostranti: nel marzo 2010 si tenne appunto tale consultazione elettorale e uno schiacciante 93% della popolazione rifiutò di rifondere il debito, almeno a quelle condizioni.

Ciò costrinse i creditori a ripensare l’operazione migliorandola con l’offerta di un tasso del 3% protratto per 37 anni. Ma anche questo non bastava. L’attuale presidente, al vedere il parlamento approvare l’accordo con un margine esiguo, ha deciso il mese scorso di non ratificarlo e di chiamare il popolo islandese alle urne per un referendum in cui avrà l’ultima parola.

I banchieri scappano per la paura tornando alla situazione tesa del 2010, quando gli islandesi si rifiutavano di pagare un debito contratto da squali finanziari senza consultazione, il governo di coalizione aveva promosso un’indagine per stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica arrestando già parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate.

L’Interpol frattanto aveva emesso mandato di cattura internazionale contro Sigurdur Einarsson, ex-presidente di una delle banche coinvolte. Questa situazione ha spaventato banchieri e dirigenti inducendoli a lasciare il paese in massa.
In questo contesto di crisi, si è eletta un’assemblea per redigere una nuova costituzione che rifletta le lezioni apprese nel frattempo sostituendo quella attuale, ispirata alla costituzione danese.

Per far ciò, anziché chiamare esperti e politici, gli islandesi hanno deciso di rivolgersi direttamente alla gente, che dopo tutto detiene il potere sovrano sulla legge. Più di 500 islandesi si sono presentati come candidati a partecipare a tale esercizio di democrazia diretta e a scrivere una nuova costituzione. Ne sono stati eletti 25, senza affiliazioni partitiche, compresi avvocati, studenti, giornalisti, agricoltori e sindacalisti.

Fra l’altro, questa costituzione richiederà come nessun’altra la protezione della libertà d’informazione e d’ espressione nella cosiddetta Iniziativa per i Media Moderni Islandesi, in un progetto di legge che mira a rendere il paese un porto sicuro per il giornalismo d’indagine e per la libertà d’informazione, dove si proteggano fonti, giornalisti e provider d’Internet che ospitino reportage di notizie.

La gente, per una volta, deciderà il futuro del paese mentre banchieri e politici assistono alla trasformazione di una nazione dai margini.
TRANSCEND Media Service. Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Fonte: http://serenoregis.org/2011/04/islanda-un-paese-che-vuole-punire-i-banchieri-responsabili-della-crisi-pressenza/

lunedì 11 aprile 2011

Marco Bracci: "12 e 13 giugno ed Il referendum dimenticato... e la proposta rivoluzionaria del motore magnetico"




Referendum: vorrei segnalare che i referendum sono 4 e non 3 come solitamente divulgato....


Il 4° è quello che chiede di abrogare o meno la possibilità di lucrare sull'acqua e che recita:
"Volete voi che sia abrogato - Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"

Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

La parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio!

Energia: ho scoperto che l'Iran, uno dei maggiori produttori di petrolio, ha (pare) circa il 30% di automezzi che va ad alcool. Anche molti napoletani, notoriamente attenti a certe cose, la sanno lunga in proposito. Quindi fonti di energia pulita, anche se non rinnovabile, esistono. Se invece vogliamo "pulito e rinnovabile", cosa c'è di meglio di un motore magnetico ? Una volta partito, gira per secoli producendo più energia di quella che consuma, che è solo quella necessaria per costruirlo, trasportarlo e metterlo in funzione. Chi è interessato cerchi "Serpentina di Schietti" o "motore magnetico", anche su YouTube.

Ovviamente nessuno vuole produrlo in grande serie, non essendo lucrativo e concorrente del petrolio. Ma soprattutto sbugiarda il 1° principio della termodinamica, su cui si basa tutta la scienza moderna e i grandi scienziati, finché non si ritroveranno a rispolverare il monopattino perché sarà finito il petrolio, non ammetteranno mai di aver preso per secoli un abbaglio.E coloro che si sono prefissi di scoprire il moto perpetuo e che spendono cifre spesso rilevanti per costruire marchingegni inverosimili, potrebbero impiegare le loro risorse e la loro inventiva per studiare questo generatore.

Un caro saluto, Marco Bracci

domenica 10 aprile 2011

12 e 13 giugno 2011 - Circolo Vegetariano VV.TT.: "Referendum sul nucleare, le ragioni del nostro Sì (per dire No alle centrali...)"

I motivi della nostra opposizione ferma al ritorno al nucleare in Italia sono di varia natura, sia economica che ambientale che di sicurezza.

Dal punto di vista economico la spesa mastodontica delle nuove centrali non sarà risarcita dai benefici produttivi, questo non solo per i costi “tecnici” degli impianti e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, ma soprattutto a causa dell’aumento del costante del costo dell’uranio e della diminuzione nel reperimento di detto materiale sul mercato. Infatti è risaputo che l’uranio già scarseggia oggi, tanto quanto il petrolio, e nel momento in cui le centrali italiane saranno pronte il costo del minerale radioattivo sarà arrivato alle stelle.

Viviamo in un mondo che è globale, abbiamo visto che l’incidente di Fukushima ha colpito non solo il Giappone ma l’intero pianeta e attraverso il mare e l'aria anche l’Italia, quindi l’ubicazione delle centrali non è ragione sufficiente di sicurezza. A questo proposito vi invito a leggere la lista che segue in cui vengono menzionati tutti gli incidenti alle centali europee solo per l'anno 2009.

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/12/13/nucleare-sicuro-di-sicuro-ce-solo-che-non-lo-e-ecco-lelenco-degli-incidenti-in-centrali-nucleari-nel-2009/

Ma vorrei anche evidenziare l’aspetto giuridico della non fattibilità delle centrali nucleari in Italia: “Esiste la mappa dei siti per l’insediamento del nucleare? Si! Essa fu stilata nel 1979 in base a requisiti specifici dei territori prescelti. Sono cambiati i requisiti per scegliere tali siti? NO! Il nucleare è sempre con gli stessi rischi e uguali profitti. Se un sito nucleare, poniamo posto a… “Nicosia”, centro della Sicilia, subisce un incidente con perdita di radiazioni, qualcuno crede che queste rispetteranno i confini regionali? Capisco che i leghisti lo sperano, ma in ogni caso non è così. Pensiamo che se “salta” il superphoenix francese l’effetto si avvertirà non solo a Varese, dove ha casa Bossi, o a Roma dove stanno il papa e Berlusconi, o a Palermo e Trapani dove stanno Schifani e Alfano, o in Emilia dove sta Bersani, ma sarebbe investito tutto il Paese. Allora, il problema non è dove far sorgere le centrali nucleari, ma SE FARLE SORGERE! Ricordo che diversi anni fa ci fu già un referendum che abolì l'opzione nucleare! Se ora il governo vuole cambiare, alla faccia della democrazia del precedente risultato referendario, si voti al nuovo referendum… e ci si attenga!

Ed allora...

Al referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011 vota SI per dire NO.

Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.

Paolo D’Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.
circolo.vegetariano@libero.it

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Altri articoli sul nucleare:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=uranio