Il maggior generale russo V. G. Khalin conferma che sotto il Kosvinsky Kamen, il massiccio montuoso alto 1.519 metri situato nell'Oblast' di Sverdlovsk, nella sezione settentrionale dei Monti Urali (Russia) è stato aggiornato il sistema di contrattacco russo (denominato Mano Morta).
È stata modernizzata la Facility 1335, nota anche come Object 1335 o Grot, il centro di comando sotterraneo del sistema di rappresaglia nucleare Perimeter, ex nodo sovietico, la Dead Hand. La sua caratteristica fondamentale è la collocazione a 300 metri sotto il granito massiccio, una protezione geologica studiata per resistere a impatti nucleari diretti e continuare a trasmettere ordini radio attraverso la roccia (grazie a segnali a bassissima frequenza, VLF/ELF).
Poi c’è il bunker di Yamantau, il rifugio per la leadership.
Da parte russa non c’è nessun attacco First Strike: al contrario, garantisce di poter effettuare una gigantesca rappresaglia (Second Strike): serve a lanciare i missili balistici anche se un attacco nemico dovesse "decapitare" Mosca, i vertici politici e le normali linee di comunicazione del Cremlino.
Il sistema Perimeter, concepito in epoca sovietica, si basava su una rete di sensori (radiazioni, sismici, pressione atmosferica) per determinare se sul suolo russo fossero esplose testate nucleari. Se i sensori confermavano l'attacco e le comunicazioni con il comando centrale risultavano interrotte, il controllo passava a un software che autorizzava il lancio di speciali "missili messaggeri" capaci di attivare automaticamente l'intero arsenale nucleare rimasto.
Tutto ciò è stato integrato con nuove tecnologie e algoritmi di automazione e rende questa analisi dei dati ancora più rapida, autonoma e immune alle moderne tecniche di guerra cibernetica ed elettronica.
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