martedì 6 ottobre 2026

Reggio Emilia. Proteste per l'abbattimento del Bosco Ospizio...


La vicenda dell'abbattimento del Bosco Ospizio a Reggio Emilia per la costruzione di un nuovo polo commerciale a marchio Conad Centro Nord ha sollevato forti polemiche, accendendo un duro scontro tra i movimenti ambientalisti, l'amministrazione comunale a guida PD e le forze dell'ordine.  

L'Assemblea Permanente Bosco Ospizio  denuncia quello che viene definito uno "scempio ambientale". I comitati accusano la giunta comunale di aver dato priorità al profitto privato sacrificando un polmone verde spontaneo di 45.000 metri quadrati. Riguardo alle operazioni di sgombero, i manifestanti parlano di un tentativo di silenziare e reprimere il dissenso con la forza, evidenziando il massiccio dispiegamento di polizia in assetto antisommossa, i blocchi stradali e i fermi di diversi attivisti.

Ecco cosa scrive il presidio dei resistenti:

"Ormai hanno abbattuto molti alberi, ma non sopportano più ogni piccola presenza di protesta. La vicenda è seguita da molti sparsi in tutta Italia. Chi può ed ha voglia continui a seguirla. Da parte delle Forze dell'Ordine ci è stato comunicato che il nostro presidio non potrà più sussistere al campo di Marte 2. Avremo solo la via Emilia e in orari ridottissimi, con le strade bloccate dalle forze dell’ordine e il cantiere pannellato in modo impenetrabile alla vista. Ci viene chiesto da parte delle Forze dell'Ordine di smantellare  tende, gazebi, due mesi di vita condivisa, un luogo di decisioni e di vita comunitaria. Poche ore per distruggere l’aggregazione di mesi  e mutilare e silenziare la mobilitazione creata attorno a una questione nodale di giustizia ambientale. E' evidente il tentativo di ostacolare il monitoraggio dei lavori, affinché vengano svolti salvaguardando quantomeno gli alberi di cui si è promessa conservazione in toni roboanti, e secondo le norme di sicurezza del cantiere. Volontà e tentativi evidenti, ma anche deludenti e dolorosi, non all’altezza della città che abitiamo".

La posizione del Comune e delle istituzioni.

La giunta comunale difende la legittimità del progetto, inserito in un più ampio programma di rigenerazione urbana (Pru Ospizio) che prevede, oltre al supermercato, anche la creazione di servizi pubblici, tra cui una nuova biblioteca di quartiere. Dal punto di vista istituzionale, le tesi dell'amministrazione hanno trovato un riscontro legale con la decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto l'istanza urgente presentata dagli ambientalisti per fermare i tagli, confermando la regolarità formale dei lavori.


L'operato della Questura e delle Forze dell'Ordine.

La Questura ha motivato l'intervento e lo sgombero dell'area per ragioni di sicurezza pubblica e tutela dell'ordine, a causa dell'occupazione del cantiere privato da parte dei manifestanti e dei successivi blocchi stradali sulla via Emilia, che stavano compromettendo la viabilità urbana e la sicurezza delle stesse persone salite sui mezzi operativi.



(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)

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